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Personaggi e interviste

Giuseppe Oricci: chi è il marito di Emanuela Folliero, l’uomo che le ha rubato il cuore con una proposta romantica

Dopo la fine del suo primo matrimonio, Emanuela Folliero ha trovato la felicità accanto a Giuseppe Oricci, un uomo riservato ma capace di gesti memorabili, come la proposta di matrimonio fatta davanti ai loro figli.

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    Emanuela Folliero, volto noto della televisione italiana, ha raccontato nel programma La Volta Buona su Rai 1 la sua vita privata, svelando dettagli sulla relazione con Giuseppe Oricci. I due si sono incontrati per la prima volta nel 2009, durante una vacanza in Sardegna, e da quel momento le loro vite sono cambiate.

    L’incontro in Sardegna: un colpo di fulmine
    La loro storia d’amore ha avuto inizio in modo curioso. Durante una serata, Emanuela notò Giuseppe al bar mentre ordinava sei caffè. «Li bevi tutti tu?» gli chiese, rompendo il ghiaccio. Da quel momento, i due non si sono più separati. «Quando l’ho conosciuto ero single e mi è piaciuto subito, soprattutto fisicamente. Sono stata io a volerlo conoscere», ha rivelato la conduttrice in un’intervista a Chi.

    La proposta di matrimonio davanti ai figli
    Dopo nove anni di relazione, Giuseppe Oricci le ha fatto una proposta di matrimonio indimenticabile. Il giorno del loro anniversario, con un grande mazzo di rose rosse, si è inginocchiato e ha chiesto alla Folliero di sposarlo davanti ai loro figli. Un gesto romantico e simbolico che ha segnato il culmine del loro amore. Le nozze si sono celebrate nel 2018 a Milano, in una cerimonia intima e lontana dai riflettori.

    Chi è Giuseppe Oricci?
    Giuseppe Oricci è un imprenditore, lontano dal mondo dello spettacolo e particolarmente riservato. Non ama apparire sui social e preferisce tenere la sua vita privata lontana dai riflettori. Si sa che è padre di un ragazzo di nome Alessandro, nato da una relazione precedente.

    La loro famiglia allargata
    Emanuela Folliero e Giuseppe Oricci hanno costruito una famiglia serena e unita. Entrambi genitori di figli nati da precedenti relazioni – Andrea per la Folliero e Alessandro per Oricci – hanno trovato un equilibrio che riflette la loro forte complicità.

    Un amore che continua lontano dai riflettori
    La coppia ha dimostrato che un amore nato lontano dalle dinamiche dello spettacolo può durare e consolidarsi nel tempo. Giuseppe Oricci, con il suo carattere discreto e i suoi gesti romantici, ha regalato a Emanuela Folliero una nuova fase di felicità, mostrando che la magia può arrivare quando meno te lo aspetti.

    Un amore autentico, costruito giorno dopo giorno, che la coppia preferisce vivere con discrezione, lasciando che siano i gesti, più che le parole, a raccontare la loro storia.

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      Personaggi e interviste

      Olivia Rodrigo detta legge nella moda Gen Z: dal grunge sexy al coquette, è lei la nuova regina dello stile

      Tra lingerie dress, anfibi Dr. Martens, fiocchi romantici e vibrazioni anni Duemila, Olivia Rodrigo ha costruito uno stile unico che conquista social, passerelle e fan. E Milano la aspetta già come una regina pop-fashion.

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        C’è chi sale sul palco e canta. E poi c’è chi, oltre a riempire stadi e classifiche, riesce anche a trasformarsi in un fenomeno estetico globale. Olivia Rodrigo appartiene decisamente alla seconda categoria. La cantante americana, amatissima dalla Gen Z, non è soltanto una macchina da hit: oggi è una delle nuove ossessioni del fashion system internazionale. E il motivo è semplice. Il suo stile riesce a mischiare nostalgia anni Novanta, provocazione Duemila, romanticismo coquette e anima punk senza sembrare mai costruito.

        In un panorama pop dominato per anni dall’idea della popstar ultra sexy e patinata, Olivia Rodrigo ha scelto un’altra strada. Più spontanea, più sporca, più emotiva. E forse proprio per questo tremendamente contemporanea.

        Il mix tra coquette e punk rock

        Il guardaroba di Olivia Rodrigo è diventato un manifesto estetico per milioni di ragazze. Da una parte bustier, ruches, fiocchi, lingerie dress e tonalità pastello. Dall’altra anfibi Dr. Martens, shorts in pelle, borchie e dettagli grunge che sembrano usciti direttamente da un videoclip di Avril Lavigne dei primi anni Duemila.

        Un contrasto che funziona alla perfezione e che porta la firma delle stylist Chloe e Chenelle Delgadillo, ormai considerate tra le più influenti nel pop contemporaneo. Nei look dell’artista convivono abiti vintage Blumarine e Betsey Johnson insieme a creazioni couture firmate Valentino e Saint Laurent. Il risultato è un’estetica immediatamente riconoscibile: romantica ma aggressiva, fragile ma ribelle.

        Olivia Rodrigo conquista Milano

        Non sorprende quindi che Olivia Rodrigo sia diventata una vera icona fashion globale. Ogni sua uscita pubblica finisce immediatamente sui social, tra moodboard TikTok, tutorial outfit e profili Instagram dedicati a replicare i suoi look.

        E l’attesa cresce anche in Italia. L’artista è infatti attesissima a Milano per i concerti previsti ad aprile 2027, appuntamenti che si preannunciano già come eventi generazionali non soltanto sul piano musicale ma anche estetico. Perché i concerti di Olivia non sono semplici live: sono passerelle pop dove moda, musica e identità si fondono continuamente.

        Il ritorno degli anni 2000

        Il segreto del successo fashion di Olivia Rodrigo sta probabilmente nella sua capacità di riportare in vita l’immaginario Y2K senza trasformarlo in una semplice operazione nostalgia. Jeans a vita bassa, mini dress vintage, ballerine rasoterra, bluse trasparenti e hot pants convivono con pelle nera, silhouette rock e make-up volutamente imperfetti.

        Dentro i suoi outfit si intravedono riferimenti a Britney Spears, Madonna, Alanis Morissette e perfino Courtney Love. Ma nulla appare come una copia. Olivia prende quei codici estetici e li riscrive per una generazione cresciuta tra TikTok, Tumblr revival e ricerca continua della propria identità.

        Ed è forse proprio questo il motivo per cui piace così tanto: Olivia Rodrigo non propone un solo modello di femminilità. Ne propone cento insieme. Dolce e aggressiva, romantica e sfacciata, fragile e rock. Proprio come la Gen Z che la segue ovunque.

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          Personaggi e interviste

          Alena Seredova choc a Forte dei Marmi: “Ho perso 16 chili”. Poi la confessione sulle rughe e la salute

          Alena Seredova rivela ai follower di aver perso 16 chili per motivi di salute: “Avevo meno energia”. E affronta anche il tema del tempo che passa.

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            Altro che semplice prova costume. Dietro il drastico cambiamento fisico di Alena Seredova c’è qualcosa di molto più profondo della ricerca estetica. La showgirl, modella e attrice, oggi 47enne, ha deciso di raccontarsi senza filtri durante una pausa familiare a Forte dei Marmi, rispondendo direttamente alle domande dei follower su Instagram.

            E tra selfie, mare e relax, una confessione ha attirato immediatamente l’attenzione del web: Alena Seredova ha perso ben 16 chili.

            “L’ho fatto per la salute”

            A chi le chiedeva spiegazioni sulla nuova forma fisica, la showgirl ha risposto in modo molto chiaro. “L’ho fatto per la salute. Quando ho cominciato a sentire un po’ più fatica, meno energia, ho detto: è il momento di pensare realmente a me”.

            Nessuna ossessione estetica, almeno nelle sue parole, ma la necessità di ritrovare benessere e leggerezza dopo aver percepito un cambiamento nel proprio corpo.

            Dieta, esercizio e nuova energia

            Grazie a una combinazione di alimentazione controllata ed esercizio fisico, Alena Seredova è riuscita a perdere 16 chili. E il cambiamento, a quanto racconta, non riguarda soltanto l’aspetto esteriore.

            “Mi sento molto meglio, sono più leggera… alla fine la leggerezza del corpo porta a tanti altri benefici”.

            Una trasformazione vissuta quindi soprattutto come percorso personale di salute e recupero energetico, più che come rincorsa ossessiva alla perfezione.

            Le rughe e il tempo che passa

            Ma il passaggio che ha colpito di più molti follower è stato quello dedicato all’età e ai segni del tempo. Perché Alena Seredova ha scelto di affrontare l’argomento con molta autoironia.

            “Passa, passa, passa… e poi arriva quella ruga profonda nuova che ti fa dire: ‘Ahi, questa è new-entry’”.

            Una riflessione sincera e molto lontana dalla narrazione patinata tipica dei social. E infatti la showgirl ammette senza problemi di non essere una fanatica della palestra: “Non mi ammazzo in palestra… forse dovrei aumentare il lavoro ma va bene così”.

            Il riferimento elegante al passato con Buffon

            Il tema del doloroso divorzio da Gigi Buffon non viene affrontato direttamente, ma nelle sue parole c’è comunque un riferimento molto chiaro alla capacità di superare le difficoltà.

            A chi le faceva i complimenti per la forza mostrata negli anni, Alena Seredova ha risposto con una frase semplice ma significativa: “Tutti abbiamo qualcosa da superare… viva la salute e tutto il resto si supera”.

            Ed è forse proprio questo il motivo per cui il suo racconto ha colpito così tanto il pubblico: perché dietro la trasformazione fisica non c’è solo il desiderio di apparire diversa, ma quello di sentirsi meglio davvero.

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              Mirko Frezza, dal passato nell’illegalità alla rinascita nel cinema: “Alcuni mi guardano ancora come un criminale”

              L’attore ripercorre il passato difficile nelle periferie romane, la svolta arrivata grazie alla moglie e ai figli e l’incontro decisivo con Alessandro Borghi: “Il cinema si è sostituito alle istituzioni”.

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                La vita di Mirko Frezza sembra davvero una sceneggiatura scritta con la polvere delle periferie, i sensi di colpa e una seconda possibilità arrivata quando nessuno sembrava più disposto a concedergliela. Ospite di Ciao Maschio, l’attore visto nella fiction Rocco Schiavone ha raccontato a Nunzia De Girolamo il suo percorso senza cercare scorciatoie, né assoluzioni facili.

                Dai quartieri difficili di Roma ai red carpet internazionali, Frezza ha attraversato due esistenze quasi opposte. La prima segnata dall’illegalità, la seconda costruita dentro il cinema, quando ormai il passato sembrava avergli già cucito addosso un’etichetta impossibile da strappare.

                Il passato difficile nelle periferie romane

                Frezza è tornato con la memoria ai tredici anni, quando il bisogno di appartenere a qualcosa lo ha spinto verso la parte più oscura del quartiere. “Chi mi ha aperto la porta per far parte di qualcosa era quel 20% che usava il quartiere ai propri comodi”, ha raccontato.

                Poi l’ammissione più dura, quella che evita ogni vittimismo: “Poi ci ho sguazzato”.

                Parole crude, ma proprio per questo credibili. Perché Frezza non scarica le colpe soltanto sul contesto, sulla strada o sulle mancanze delle istituzioni. Racconta l’ambiente, certo, ma riconosce anche la propria responsabilità.

                “Mi guardano ancora come un criminale”

                Oggi l’attore ha cambiato vita, lavora, è riconosciuto, ha trovato una strada. Eppure il passato continua a seguirlo come un’ombra lunga.

                “Alcuni mi guardano ancora come se fossi un criminale”, ha confessato. Una frase che racconta bene quanto sia difficile, per chi ha sbagliato, ottenere davvero una seconda possibilità agli occhi degli altri.

                Per Frezza, diventare uomo significa anche imparare a perdonarsi. Ma il perdono personale non basta, se il mondo continua a giudicarti solo per ciò che sei stato.

                La moglie, i figli e l’incontro con Alessandro Borghi

                La svolta è arrivata in famiglia. È stata la nascita del terzo figlio, insieme alla fermezza della moglie, a costringerlo a guardarsi davvero allo specchio. “Mi ha detto che ero maschio, che dovevo andare a lavorare”.

                Da lì è iniziato tutto. Prima il lavoro dietro le quinte nelle produzioni americane, poi l’ingresso davanti alla macchina da presa. Fondamentale è stato l’incontro con Alessandro Borghi, che ha visto in lui qualcosa prima ancora che Frezza riuscisse forse a vederlo fino in fondo.

                Quella fiducia gli ha aperto una strada che lo ha portato fino alla Mostra del Cinema di Venezia, nella sezione Orizzonti, con Il più grande sogno, film ispirato proprio alla sua storia.

                “Il cinema mi ha dato un modo di piangere”

                Il passaggio più forte dell’intervista riguarda il valore salvifico della recitazione. Per Mirko Frezza il cinema non è stato soltanto un lavoro o una vetrina. È diventato una forma di rieducazione emotiva.

                “Il cinema, per me, si è sostituito alle istituzioni”, ha dichiarato.

                Poi il ricordo della scena in cui, durante Il più grande sogno, gli fu chiesto di piangere davanti a un giudice: “Il cinema mi ha dato un modo di piangere”.

                Ed è forse lì che sta il cuore della sua storia. Non nella redenzione raccontata come favola edificante, ma nella possibilità concreta di trasformare il dolore in linguaggio, la vergogna in mestiere, il passato in una materia viva da cui ripartire.

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