Personaggi e interviste
Il figlio di Johnny Depp: una vita diametralmente opposta a quella paterna, dietro al bancone
Un ragazzo apparentemente come tanti, che lavorava in un bar a Parigi. 22 anni, serio e molto riservato… peccato solo che suo padre sia la superstar di Hollywood Johnny Depp! Il suo titolare era entusiasta: “Gran lavoratore”.
Una vita lontana mille anni luce dai riflettori e dalla notorietà, tutto il contrario di quella del padre. Solo il congnome può tradire la sua origine: si tratta di Jack Depp, il figlio del celebre interprete e regista statunitense Johnny Depp. Per ben due anni è stato dipendente di un locale di Parigi. All’interno del ristorante lavoravain qualità di barista, prendendo ordini e servendo ai tavoli. Un lavoro che è stato supportato anche dalla mamma, Vanessa Paradis, e dalla sorella maggiore Lily Rose Depp, che sono apparse più volte sul profilo social del locale.

Jack e il titolare del locale
Un tipo molto riservato
Jack Depp, meglio noto come Jack John Christopher Depp III, è il secondo genito di Johnny Depp e della cantante francese Vanessa Paradis, con cui l’attore statunitense è stato per 14 anni. Sul suo conto si conosce davvero poco, visto che è sempre stato più riservato rispetto alla sorella 25enne Lily Rose Depp, che invece sta cercando di seguire le orme dei genitori. Oggi il ragazzo ha 22 anni, per due anni – come riporta il Daily Mail – ha lavorato all’interno di un locale nel cuore della capitale francese.
Frequentato dai vip
Si tratta di un locale libanese molto frequentato da star del cinema – l’attore Matt Damon è una presenza fissa – presso il quale anche la mamma e la sorella del ragazzo. Vanessa Paradis e Lily Rose, si facevano vedere spesso. Tanto che una volta la 25enne Lily si è divertita ad aiutare il fratello dietro il bancone nella preparazione di alcuni cocktail.
Il titolare del locale lo rivorrebbe con lui
Jack da qualche mese ha lasciato il lavoro. Il suo ex titolare, Edouard Chueke, che nel corso degli anni ha pubblicato foto e video su Instagram per raccontare le giornate insieme al giovane, ha dichiarato: «È un bravo ragazzo, spero che il prossimo anno torni a lavorare per me. È difficile trovare bravi dipendenti come lui. Gestisco questo posto da 15 anni ed è molto popolare tra gli amanti della moda e della musica, ma vengono qui anche le star del cinema. Ho un buon ricordo di lui, spero ritorni».
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Personaggi e interviste
Luca Zingaretti e Luisa Ranieri, il patto con le figlie sull’uso del cellulare: «Io non vi controllo, ma parlate con noi»
La figlia undicenne ha ricevuto un telefono senza Internet per partecipare a un campo scuola. Nessun controllo dei genitori, ma fiducia e dialogo: «Il divieto è una cura d’urgenza, poi deve arrivare la terapia».
Niente controlli segreti né intrusioni nei messaggi, ma un patto fondato sulla fiducia e sul dialogo. Luca Zingaretti racconta le regole stabilite insieme alla moglie Luisa Ranieri per gestire l’uso dello smartphone da parte delle loro figlie Emma, 15 anni, e Bianca, 11.
Intervistato da Candida Morvillo per il Corriere della Sera, l’attore parte dalla propria esperienza e ammette di non essere immune dalla dipendenza dal telefono. Impegnato nella lettura di una sceneggiatura, ha provato a concentrarsi senza controllare continuamente lo schermo, ma il risultato non è stato quello sperato: «Ho fatto fatica».

Secondo Zingaretti, la reperibilità ventiquattr’ore su ventiquattro imposta dagli smartphone costringe tutti a vivere in una condizione di allerta permanente. Un problema ancora più delicato quando riguarda adolescenti e bambini.
Il primo telefono e il ripensamento di Zingaretti
Ripensando alla scelta fatta con la primogenita, Zingaretti riconosce che avrebbe potuto aspettare più a lungo prima di consegnarle uno smartphone. Con Bianca, invece, lui e Luisa Ranieri hanno scelto una strada più prudente.
La bambina, che oggi ha 11 anni, ha ricevuto da poco un cellulare perché doveva partecipare a un campo scuola e i genitori avevano bisogno di poter comunicare con lei. L’accesso, però, resta limitato: «Ma è senza Internet».
La decisione non nasce dalla volontà di isolare le figlie dalla tecnologia, ma dal tentativo di accompagnarle gradualmente verso un uso più consapevole. Zingaretti sa bene quanto sia difficile resistere al richiamo delle notifiche anche per un adulto e considera quindi necessario evitare che il telefono diventi troppo presto una presenza costante nella vita delle ragazze.
Il patto con Emma e Bianca: fiducia senza controlli
L’attore e Luisa Ranieri hanno stabilito con le figlie una regola precisa: nessuna sorveglianza invasiva in cambio di un confronto sincero con mamma e papà. «Abbiamo fatto un patto: io non vi controllo, però voglio il dialogo e voi parlate con me o mamma di tutto. Dare fiducia è importante: devi indurli a sviluppare la logica, che è la cosa che consente di tenere la rotta».
Per Zingaretti, proibire semplicemente lo smartphone non basta. I genitori devono offrire alternative capaci di riempire il tempo lasciato libero dallo schermo: sport, recitazione, attività creative e occasioni concrete di incontro con i coetanei.
«Il divieto è una cura d’urgenza, poi deve arrivare la terapia», spiega l’attore. Una metafora con cui sottolinea la necessità di educare, anziché limitarsi a imporre regole destinate a perdere efficacia quando i figli escono dal controllo degli adulti.
Il rapporto dei ragazzi con sentimenti e sessualità
Zingaretti riflette anche sulle differenze tra la propria adolescenza e quella delle nuove generazioni. «Io ne ho un ricordo meraviglioso: il liceo, le prime pomiciate, la prima mano che scivolava sotto il golfino. Oggi molti ragazzi vengono a sapere tutto attraverso la pornografia».
L’attore teme che l’accesso precoce a contenuti pornografici possa alterare la percezione dell’intimità, del consenso e delle relazioni. Collega questa riflessione anche ad alcune vicende di violenza che coinvolgono giovani e giovanissimi, riportando parole che, a suo giudizio, mostrano una pericolosa incapacità di comprendere il punto di vista dell’altra persona: «Resti senza fiato davanti agli interrogatori: “Ma lei non ha detto niente”, “Io ho visto fare così”».
Per Zingaretti, la risposta non può dunque esaurirsi nel sequestro del cellulare: servono dialogo, responsabilità e strumenti che aiutino i ragazzi a interpretare ciò che incontrano online.
Personaggi e interviste
Vittorio Feltri piange la moglie Enoe: «Ho scoperto di amarla quando è morta, ho sentito un tonfo nell’animo»
Dall’incontro al brefotrofio di Bergamo alla famiglia costruita insieme, Feltri racconta la donna che accolse le sue gemelle rimaste orfane e gli rimase accanto per tutta la vita: «Mi ha assistito più di un medico, di un confessore, di un’amica».
«Sono demoralizzato. Ho scoperto di amare mia moglie quando è morta: ho sentito come un tonfo nel mio animo, non mi riprenderò più». Vittorio Feltri affida a poche parole, pronunciate con la voce spezzata, il dolore per la scomparsa della moglie Enoe Bonfanti, morta a 88 anni dopo 58 anni di matrimonio.
Seduto nella sua casa, con i figli Mattia e Saba in un’altra stanza e accanto gli affetti rimasti, compresi gli amati gatti Ciccio e Rosso, il giornalista ripercorre una vita condivisa con una donna riservata, capace di accogliere le sue ferite e di tenere insieme una famiglia nata da una tragedia. «Questo è vero, ho degli affetti. Ma non ho mai amato nessuno come mia moglie. E ora lei non c’è più».



L’incontro al brefotrofio e le gemelle rimaste senza madre
Feltri conobbe Enoe al brefotrofio di Bergamo, dove aveva portato le figlie gemelle dopo la morte della loro madre. Era vedovo, disperato e senza denaro. Lei lavorava nella struttura e mostrò subito un affetto particolare per le bambine.
«La Bonfanti mi ha salvato la vita. E l’ha salvata alle mie gemelle, che erano rimaste orfane piccolissime, e che lei ha amato come fossero sue. E poi ha fatto altri due figli con me, che hanno tutti studiato, bravissimi. Il merito è stato suo, che era migliore di me».
A colpirlo furono la sua eleganza, l’educazione e la dolcezza con le piccole. «Era una signora educata, raffinata, aveva delle belle gambe. Ed era molto affettuosa con le mie piccole. Cominciai a corteggiarla, ma lei mi mandò al diavolo. Una volta, due volte, tre volte, finché non la convinsi a uscire a cena».
La madre di Enoe avrebbe preferito per la figlia un pretendente facoltoso. Feltri, invece, si presentava con due bambine e una vita ancora da ricostruire. Lei lo scelse ugualmente e crebbe le gemelle come proprie figlie.
Cinquantotto anni tra assenze, rispetto e piccoli riti
Il lavoro teneva spesso Feltri lontano da casa, anche per un mese intero. Enoe ne soffriva, ma non gli impose mai limiti. Al suo ritorno preparava la casa «come a carnevale, con i nastri», mentre lui le portava un regalo. Una volta al mese uscivano a cena da soli, «come due fidanzati».
La Bonfanti leggeva tutti i suoi articoli, seguiva le sue apparizioni televisive, ma non cercava mai di interferire. Il loro rito era la conversazione serale. «Discutevamo quando non eravamo d’accordo, ma sempre con rispetto. Ho anche smesso di bestemmiare in sua presenza, perché le dava fastidio. Il suo linguaggio era sempre misurato e appropriato. Mi piaceva ascoltarla. Avevamo un rito: la nostra chiacchierata serale. Eravamo come due vecchissimi compagni di scuola che possono parlare di qualsiasi cosa».
Il bacio della buonanotte fino all’ultimo giorno
Feltri non si aspettava che Enoe morisse. Era già stata male, ma sembrava essersi ripresa. In ospedale, guardandola, capì che questa volta non sarebbe tornata a casa. «Quando poi è arrivato il peggio, mi sono chiuso in bagno per un’ora a piangere. Mi consola che la raggiungerò presto».
Il ricordo più intimo resta quello delle loro notti insieme: «Abbiamo sempre dormito insieme. E fino all’ultimo giorno in casa, ci siamo dati il bacio della buonanotte».
Alla domanda sul regalo più bello ricevuto dalla moglie, Feltri non indica un oggetto, ma ciò che Enoe gli ha donato per quasi sei decenni: «La pazienza, su molte cose. Teneva i miei abiti come fossero reliquie, voleva che fossi sempre perfetto. Si è presa cura di me e mi ha assistito più di un medico, di un confessore, di un’amica».
I funerali di Enoe Bonfanti si svolgeranno alle 14.45 nella chiesa di San Luca Evangelista a Milano.
Personaggi e interviste
Arisa posa sotto la doccia e il suo cambiamento fisico divide i social: tra complimenti, preoccupazioni e critiche per le foto
Arisa si mostra in intimo e scherza sulla sua giornata da modella. Mentre alcuni fan applaudono la sicurezza con cui posa, altri esprimono preoccupazione o contestano la scelta di pubblicare fotografie sensuali.
Nuove fotografie, migliaia di reazioni e un’altra discussione social sul suo aspetto fisico. Arisa ha condiviso su Instagram alcuni scatti realizzati sotto una doccia all’aperto, indossando un completo intimo in lino dai colori chiari e proponendo un’immagine ispirata allo stile retrò.
Le fotografie mostrano una cantante molto diversa dalla ragazza con gli occhiali e i capelli corti che il pubblico conobbe nel 2009, quando vinse tra le Nuove proposte del Festival di Sanremo con Sincerità. A colpire gli utenti è stato soprattutto il suo dimagrimento, già notato nelle precedenti apparizioni pubbliche.



Arisa ringrazia il pubblico di Cervia
Le immagini sono state pubblicate dopo il concerto tenuto a Cervia. Nel messaggio che accompagna il post, Arisa ha ringraziato gli spettatori per l’accoglienza ricevuta: «Tutto l’amore che mi date spero di riuscire a restituirvelo sempre con altrettanto amore e impegno».
La cantante ha poi spiegato con ironia la nascita del servizio fotografico improvvisato: «Intanto oggi approfitto di un angolo della vostra meravigliosa terra per rilassarmi un po’ e per giocare come sempre a fare la modella».
La scelta di posare in intimo ha confermato il cambiamento nel modo in cui Arisa vive e presenta pubblicamente la propria immagine. Negli anni l’artista ha parlato più volte delle insicurezze legate al corpo, dei chili di troppo e delle conseguenze prodotte dai continui giudizi ricevuti.
Il dimagrimento divide i suoi follower
Tra i commenti al post non sono mancati i complimenti di chi considera questa nuova immagine il risultato di una maggiore sicurezza personale. «Volevi sentirti così da tempo. Ce l’hai fatta e noi siamo con te», ha scritto un utente.
Altri follower hanno invece manifestato preoccupazione per il dimagrimento, soffermandosi sulle clavicole più evidenti e sui lineamenti del volto. «Qualcosa non va», si legge in uno dei messaggi. Le immagini, tuttavia, non consentono di formulare valutazioni sulle condizioni di salute della cantante, che non ha segnalato problemi né fornito spiegazioni mediche sul cambiamento fisico.
Una parte degli utenti ha criticato anche la sensualità delle fotografie. «Triste doversi togliere dei vestiti per attirare l’attenzione», ha scritto una persona, trasformando ancora una volta il corpo dell’artista nel principale terreno di discussione.
Da Foto Mosse al singolo con Rovazzi e Nino D’Angelo
Arisa continua intanto la propria estate di concerti e impegni musicali. Dopo il ritorno al Festival di Sanremo con Magica favola, il 17 aprile ha pubblicato il nuovo album Foto Mosse, un progetto dedicato ai temi della libertà, dell’identità e della femminilità.
Dopo la partecipazione a Battiti Live, sta inoltre promuovendo La Costiera Amalfitana, il singolo realizzato insieme a Fabio Rovazzi e Nino D’Angelo. Durante un recente fine settimana a Napoli, l’artista si è concessa anche un ballo improvvisato nella pizzeria di Gino Sorbillo.
Il post pubblicato dopo il concerto di Cervia ha riportato l’attenzione sul suo cambiamento esteriore, ma Arisa prosegue il proprio percorso tra musica, spettacoli dal vivo e nuove collaborazioni, senza replicare direttamente ai giudizi sul suo corpo.
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