Personaggi e interviste
Marco Bocci: “Ho detto basta all’amore tossico. Ora Laura Chiatti mi ama di più”
Dal desiderio di scrivere poesie da bambino alla consapevolezza dell’amore sano, Marco Bocci si confessa: “Cinque, sei anni fa mi sono imposto di dire quello che penso. Da allora, la mia vita e il mio rapporto con Laura Chiatti sono migliorati”.
Da bambino scriveva poesie durante le lezioni di algebra, sognando amori impossibili. Oggi, Marco Bocci quella voglia di mettere nero su bianco le emozioni non l’ha mai persa, e dopo il successo dei suoi primi due romanzi torna in libreria con Nelle tue mani, nella sua pelle, un racconto profondo su amori tossici e scelte sbagliate, in cui l’attore e scrittore mette molto di sé.
Il protagonista della storia è Laura, un nome che inevitabilmente richiama quello di Laura Chiatti, sua moglie e madre dei suoi due figli. Ma Bocci ci tiene a precisare che il personaggio non è ispirato a lei, bensì a un insieme di donne che hanno segnato la sua vita: “Ho pensato anche a mia madre, a mia sorella, alle mie amiche”, racconta. Il vero punto centrale, però, è un altro: lui stesso.
“Ha presente quando stai per fare una scelta sapendo benissimo che non va bene, eppure non puoi fare a meno di andare avanti?”, chiede l’attore. “È quello che succede a Laura nel romanzo, ma è anche quello che è successo a me svariate volte. Ho sentito il profumo di una strada sbagliata alla quale non potevo e non volevo rinunciare, pur essendo consapevole che mi avrebbe messo nei guai. La testa ti dice una cosa, ma il corpo va da un’altra parte. Perché? Volevo scrivere un romanzo che toccasse alcuni grandi interrogativi della mia vita”.
Per Bocci l’amore non è solo una questione di sentimenti, ma di dipendenza affettiva, fragilità e bisogno di sentirsi all’altezza. E non riguarda solo le donne: “Anche un uomo può essere manipolato, anche un uomo può soffrire per amore”, sottolinea.
Ma qualcosa, nella sua vita, è cambiato. “Cinque, sei anni fa mi sono rotto le palle e ho trovato il coraggio di dire quello che penso”, confessa. “Me lo sono imposto e, da allora, vivo relazioni più sane con tutti. Anche con mia moglie”.
Oggi il rapporto con Laura Chiatti è più forte proprio perché Bocci ha trovato il coraggio di essere se stesso, senza cercare di adattarsi alle aspettative altrui: “Mi ha dato sicurezza perché mi sono reso conto di essere apprezzato e amato per quello che sono”.
Nel romanzo, oltre all’amore tossico, c’è anche una riflessione sul ruolo del sesso nelle relazioni: “Contamina il nostro punto di vista più di quanto crediamo”, ammette. “E non è un male. Trovare un partner con cui ci si sente liberi anche sotto quell’aspetto è una delle cose più sane che possano accadere”. E di sesso, nel suo libro, ce n’è parecchio: “Mi sono lasciato andare”, conclude.
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Personaggi e interviste
Jasmine Carrisi entra nella guerra di famiglia e difende Al Bano dagli attacchi: «Non merita certe accuse»
La nuova puntata dello scontro familiare arriva da La Volta Buona, dove Jasmine Carrisi ha raccontato di essersi commossa vedendo Al Bano così vulnerabile a Domenica In. Poi la risposta ai post dei fratelli maggiori, letti da molti come una stoccata durissima al cantante.
Nella famiglia Carrisi la tempesta non si è ancora fermata. Dopo l’intervista di Al Bano a Domenica In, la replica a Romina Power e i messaggi social di Yari e Cristel, ora a parlare è Jasmine Carrisi. La figlia del cantante di Cellino San Marco e di Loredana Lecciso è intervenuta a La Volta Buona, ospite di Caterina Balivo nella puntata del 5 maggio, e ha scelto una posizione chiarissima: difendere il padre.
Non un intervento freddo, non una frase diplomatica buttata lì per spegnere il caso. Jasmine ha raccontato di aver seguito l’intervista di Al Bano e di essersi commossa vedendolo in una veste insolita, lontana dall’immagine granitica che il pubblico conosce da decenni. «Ho seguito l’intervista, mi ha commosso, è la prima volta che ho visto mio padre così vulnerabile», ha detto. Poi ha aggiunto: «Sarò anche di parte ma mi ha emozionato e credo sia stato giusto che si sia tolto qualche sassolino dalla scarpa».
La risposta ai messaggi di Yari e Cristel
Il passaggio più delicato riguarda inevitabilmente i post pubblicati dai fratelli maggiori. Dopo l’intervista di Al Bano, Yari aveva scelto un tono più sfumato, pubblicando una foto dei genitori negli anni Settanta e scrivendo: «Grazie a Dio adesso esiste internet e i social non sono più soggetti alla stampa. Detto ciò, vi riporto al discorso musicale». Cristel, invece, aveva affidato a X una frase molto più tagliente: «E comunque nessuno si arrabbia di più di un narcisista che si sente accusato di qualcosa che ha assolutamente commesso…..».
Nessun nome, ma il tempismo ha fatto il resto. Quelle parole sono state lette da molti come una stoccata diretta ad Al Bano, proprio mentre il cantante stava raccontando la sua verità sulla scomparsa di Ylenia e sui rapporti con Romina Power. Jasmine, pur spiegando di non sapere con certezza a chi fossero riferiti quei messaggi, ha preso le distanze da una simile lettura del padre.
«Mio padre è una persona di cuore»
La giovane Carrisi ha usato parole nette per descrivere Al Bano. «Mi dispiacerebbe se fosse così perché qualsiasi persona che conosca mio papà sa che è una persona di cuore», ha detto in studio. Poi ha aggiunto una frase che suona come una difesa piena, quasi definitiva: «È difficile non trovare un pilastro in lui, né da figlio né da moglie».
Una presa di posizione che aggiunge un nuovo capitolo al caso Carrisi. Da una parte Yari e Cristel, segnati da ferite familiari che sembrano ancora aperte. Dall’altra Jasmine, che vede nel padre un uomo fragile, attaccato e costretto a difendersi pubblicamente. Nel mezzo, come sempre, resta il nome di Ylenia, la ferita più grande e mai rimarginata di una famiglia che da anni vive sotto gli occhi di tutti.
Personaggi e interviste
Rossella Erra legge in tv gli insulti choc ricevuti sui social: “Mi minacciano e sanno i miei spostamenti”
Dagli attacchi sul corpo alle minacce alla stazione: Rossella Erra mostra il volto più feroce degli hater e rivela di sapere chi c’è dietro alcuni messaggi.
Rossella Erra ha deciso di non tacere più. Ospite a “La Volta Buona”, la giurata popolare di Ballando con le Stelle ha letto alcuni degli insulti e delle minacce ricevute sui social, mostrando in diretta il lato più feroce e vigliacco dell’odio online.
Non semplici critiche, non commenti acidi da tastiera, ma frasi violente, sessiste, aggressive, costruite per ferire e umiliare. Attacchi al corpo, all’aspetto fisico, alla sua presenza televisiva. E poi le minacce, ancora più inquietanti, con riferimenti ai suoi spostamenti e alla stazione.
Rossella Erra e gli insulti ricevuti sui social
Tra i messaggi letti in tv ci sono parole durissime: “Hai un fisico che definirei volgare, chiatta e piuttosto bruttarella”; “Questa chiattona, quanto sei brutta vai da un chirurgo plastico perché fai schifo”; “È una vacca pronta per il macello in occasione della Pasqua”.
E ancora: “Ancora sto cofano, chi la raccomanda? Possibile che non ci siano altre persone da invitare?”.
Frasi brutali, pronunciate contro una donna che da anni è diventata uno dei volti più riconoscibili del pubblico televisivo di RaiUno grazie al suo ruolo a Ballando con le Stelle.
Le minacce alla stazione
Ma il racconto più grave riguarda le minacce ricevute negli ultimi giorni. Rossella Erra ha spiegato che qualcuno le avrebbe scritto: “Tanto prima o poi ti becchiamo al binario, così ti mettiamo la testa nel water”.
Un altro messaggio sarebbe stato ancora più diretto: “Ti aspetto alla stazione Termini”.
Parole che spostano la vicenda su un piano molto più serio, perché non si tratta più soltanto di body shaming o violenza verbale, ma di intimidazioni personali.
“Sanno i miei spostamenti”
Il dettaglio più inquietante è arrivato subito dopo. “Sanno i miei spostamenti”, ha detto Rossella Erra, lasciando intendere che alcune persone potrebbero conoscere le sue abitudini e i suoi movimenti.
Una frase che ha cambiato il clima in studio e ha trasformato il racconto in una denuncia pubblica molto forte.
“Io so chi sono queste persone”
La giurata popolare di Ballando con le Stelle ha poi aggiunto un elemento ancora più sorprendente: “Io so chi sono queste persone”.
Secondo quanto raccontato in trasmissione, tra chi le avrebbe scritto ci sarebbero anche nonni, nonne, persone che avrebbero fatto parte di un ex consiglio comunale e altri soggetti appartenenti a un’associazione delle Forze dell’Ordine.
Un passaggio che rende la vicenda ancora più sconcertante, perché smonta l’idea comoda dell’hater anonimo e marginale. Dietro certi messaggi, secondo il racconto di Erra, ci sarebbero persone adulte, riconoscibili, inserite nella società.
Il body shaming in tv e sui social
Il caso Rossella Erra riapre il tema del body shaming contro le donne in televisione. Un fenomeno che colpisce spesso chi appare in video, soprattutto quando non corrisponde ai canoni estetici più rigidi imposti da una parte del pubblico e amplificati dai social.
L’odio non si ferma al giudizio professionale, ma passa dal corpo, dal peso, dal volto, dall’età. E diventa una forma di aggressione continua, normalizzata, quasi quotidiana.
Rossella Erra però questa volta ha scelto di leggere tutto pubblicamente, restituendo a quelle parole il loro vero peso. Non battute, non opinioni, non sfoghi: violenza.
La denuncia che scuote “La Volta Buona”
A “La Volta Buona” il racconto ha colpito profondamente il pubblico. Perché dietro il personaggio televisivo allegro, diretto e popolare è emersa una donna costretta a fare i conti con insulti feroci e minacce sempre più pesanti.
E il punto centrale resta proprio questo: la popolarità non può diventare una licenza per umiliare, perseguitare o intimidire qualcuno.
Personaggi e interviste
Vladimir Luxuria choc in tv: “Mi facevano la pipì nelle scarpe”. Il racconto del bullismo subito a scuola
L’ex parlamentare si commuove davanti a Caterina Balivo ricordando gli episodi di bullismo omofobo vissuti durante l’adolescenza: “Mi sentivo sbagliata”.
“Durante l’ora di educazione fisica mi facevano la pipì nelle scarpe da ginnastica”. Bastano poche parole a Vladimir Luxuria per gelare lo studio de “La Volta Buona” e trasformare una normale intervista televisiva in un racconto durissimo di violenza, isolamento e umiliazione.
Ospite del programma condotto da Caterina Balivo su RaiUno, Luxuria ha ripercorso alcuni degli episodi più dolorosi vissuti durante gli anni della scuola, quando il bullismo omofobo faceva parte della sua quotidianità.
Un racconto crudo, senza filtri, che ha colpito profondamente pubblico e social.
Vladimir Luxuria e il bullismo subito a scuola
Luxuria ha raccontato di essere stata presa di mira fin da giovanissima a causa della sua identità e della sua sensibilità, considerate “diverse” dagli altri ragazzi.
Tra gli episodi ricordati in trasmissione ce n’è uno particolarmente violento: durante le lezioni di educazione fisica alcuni compagni avrebbero urinato dentro le sue scarpe da ginnastica. Un gesto umiliante che l’ex parlamentare ha ricordato con grande emozione.
“Mi sentivo sbagliata”, ha confessato durante l’intervista, spiegando quanto fosse difficile vivere ogni giorno in un ambiente ostile e aggressivo.
Il dolore nascosto dietro le risate
Nel racconto di Luxuria emerge tutta la solitudine vissuta in quegli anni. Un periodo in cui il bullismo omofobo veniva spesso minimizzato, ignorato o addirittura considerato “normale” dentro le scuole.
La scrittrice e attivista ha spiegato come molte ferite restino addosso anche da adulti, soprattutto quando chi subisce certe violenze cresce sentendosi continuamente giudicato o escluso.
L’emozione a “La Volta Buona”
Durante il racconto, in studio si è creato un clima di forte commozione. Caterina Balivo ha ascoltato in silenzio le parole di Luxuria, mentre sui social moltissimi utenti hanno espresso solidarietà e vicinanza.
In tanti hanno sottolineato il coraggio dell’ex deputata nel raccontare episodi tanto personali e dolorosi davanti alle telecamere.
Il tema del bullismo omofobo torna al centro
Le parole di Vladimir Luxuria hanno riacceso anche il dibattito sul bullismo legato all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Un fenomeno che continua a colpire molti ragazzi e ragazze, spesso proprio negli anni più delicati della crescita.
Il racconto dell’ex parlamentare arriva inoltre in giorni in cui il tema dell’inclusione e del rispetto delle differenze è tornato centrale anche nel dibattito pubblico italiano.
E forse proprio per questo la sua testimonianza ha avuto un impatto così forte: perché dietro il personaggio televisivo, dietro la politica e l’attivismo, è riemersa improvvisamente la fragilità di una ragazza lasciata sola davanti alla crudeltà degli altri.
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