Connect with us

Personaggi e interviste

Natalia Estrada oggi: «Gestisco un maneggio con il mio compagno. L’addio alla tv? Non mi pento, era un ambiente crudele»

Dopo il successo negli anni ‘90, Natalia Estrada ha scelto di lasciare la televisione per dedicarsi alla sua vera passione: i cavalli. Oggi gestisce un maneggio con il compagno e si gode i nipoti, senza nostalgia per il piccolo schermo: «Non volevo essere ridicolizzata. Ho detto basta nel momento giusto».

Avatar photo

Pubblicato

il

    Dimenticate la Natalia Estrada di Il Ciclone, delle pubblicità iconiche e delle trasmissioni di punta degli anni ‘90. Oggi la showgirl spagnola è una donna completamente diversa, immersa nella natura e lontana dai riflettori.

    Dal 2004 ha detto basta alla televisione e non si è mai voltata indietro. Ora vive in Piemonte, a Cortazzone, dove insieme al compagno Andrea “Drew” Mischianti, istruttore e campione di ranch roping, gestisce un maneggio e alleva bestiame.

    Tra cavalli e montagne, Natalia si gode la tranquillità e la famiglia. Sua figlia, Natalia Jr, vive a Chamonix con i suoi due bambini, Marlo e Sasha. «Sono fantastici, parlano cinque lingue, vanno a cavallo, giocano a hockey. Sono geneticamente spericolati come me e la loro mamma».

    L’addio alla tv: «Era diventata crudele»

    Ma perché Natalia Estrada ha deciso di lasciare il mondo dello spettacolo nel pieno del successo? La risposta è netta:

    «Ho detto basta perché credevo fosse il momento giusto, e non mi ero sbagliata. La tv era cambiata, non cercava più il bello, ma il brutto. Si scavava nei pettegolezzi, si ridicolizzavano le persone, si puntava sugli altarini. Non mi piaceva l’idea di essere parte di quel gioco».

    E quando ha visto che lo tsunami del gossip e delle polemiche stava arrivando, ha preferito allontanarsi.

    No a Sanremo e a “Ballando con le stelle”

    La decisione è stata così ferma che ha rifiutato Sanremo ben due volte, compresa una proposta di Amadeus.

    «Faccio Sanremo e poi torno a insegnare equitazione? Nel mio lavoro ci vuole concentrazione, devo educare cavalli e cavalieri. Non puoi entrare e uscire dai tuoi panni come se nulla fosse».

    Stesso discorso per Ballando con le Stelle, che ha già fatto in Spagna nel 2015. «Sono scappata. Sono ballerina e vedere che vinceva il conduttore del tg mi ha convinta di aver sbagliato ad accettare».

    Il successo, l’Italia e gli amori

    Arrivata in Italia nel 1991, si è innamorata subito del nostro Paese. «Da quel momento, gli uomini della mia vita sono stati italiani».

    Uno di questi è stato Giorgio Mastrota, da cui ha avuto la figlia Natalia Jr. La separazione non è stata semplice, soprattutto per l’attenzione dei media:

    «Non mi è piaciuto mettere in piazza le cose che accadono in tutte le famiglie. E poi c’era una bambina di mezzo. Però io e Giorgio siamo stati bravi. I bambini imparano a dividere gli affetti come cassetti».

    Dopo Natalia Estrada, l’icona sexy della tv italiana è diventata Belen Rodriguez. Lei non ha mai visto rivalità: «Siamo state fortunate ad avere quello che molti sognano. Certo, non è tutto una grande festa, la vita porta anche altri problemi».

    E il tempo che passa? «Meglio invecchiare che morire»

    Natalia Estrada non ha paura degli anni che avanzano. «La prendo con filosofia: se invecchio, significa che non sono morta».

    Oggi, lontana dal caos della tv, è felice. E non ha alcun rimpianto.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Personaggi e interviste

      Gary Coleman, la morte che continua a far discutere: la macchina della verità riaccende i sospetti sull’ex moglie

      Shannon Price ha accettato di sottoporsi alla macchina della verità per mettere fine alle accuse che la inseguono da anni. Ma il risultato del test e le vecchie domande sulla dinamica dei fatti stanno alimentando nuove polemiche.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        A distanza di sedici anni dalla morte di Gary Coleman, il bambino prodigio diventato celebre in tutto il mondo grazie alla sitcom Il mio amico Arnold, il mistero continua a non lasciare in pace chi gli era vicino. L’attore morì nel maggio del 2010 a soli 42 anni dopo una caduta avvenuta nella sua abitazione nello Stato dello Utah. Una tragedia che all’epoca fu archiviata come un incidente domestico, ma che non ha mai smesso di alimentare dubbi e sospetti.

        Ora un documentario trasmesso da A&E è tornato a puntare i riflettori sulla vicenda, riportando al centro della scena Shannon Price, ex moglie dell’attore e figura da sempre controversa in questa storia.

        La macchina della verità non chiude il caso

        Nel documentario Shannon Price ha deciso di sottoporsi alla macchina della verità nel tentativo di mettere definitivamente a tacere le accuse che la perseguitano da oltre un decennio. L’obiettivo era dimostrare di non avere avuto alcun ruolo nella morte dell’ex marito e chiarire una volta per tutte quanto accaduto quel giorno.

        Il risultato, però, non sembra aver prodotto l’effetto sperato. Secondo quanto riportato nel programma, alcune risposte fornite dalla donna sarebbero state giudicate “ingannevoli”. In particolare, sotto esame sono finite le sue ricostruzioni riguardanti la dinamica della caduta e il tempo trascorso prima della richiesta di soccorso.

        Elementi che, anziché spegnere le polemiche, hanno finito per riaccenderle.

        I dubbi della famiglia di Gary Coleman

        La morte di Gary Coleman è stata accompagnata da interrogativi fin dall’inizio. I familiari dell’attore non hanno mai nascosto le proprie perplessità sul comportamento di Shannon Price nelle ore successive all’incidente.

        A rendere ancora più delicata la situazione c’era il fatto che la coppia risultava divorziata al momento della tragedia, nonostante i due continuassero a vivere una relazione complessa e a mantenere contatti frequenti. Dopo la morte dell’attore, inoltre, scoppiarono dispute legali e familiari che contribuirono ad alimentare ulteriormente il clima di sospetto.

        Negli anni sono emerse numerose teorie, ma nessuna è mai stata supportata da prove sufficienti per mettere in discussione ufficialmente la versione dell’incidente domestico.

        Il caso Arnold continua a dividere l’opinione pubblica

        Per milioni di spettatori Gary Coleman resterà sempre il piccolo Arnold Jackson, protagonista di una delle sitcom più amate degli anni Ottanta. Ma dietro quel volto diventato iconico si nasconde una vita segnata da problemi di salute, difficoltà economiche e rapporti personali spesso tormentati.

        Il nuovo documentario non porta prove definitive né riscrive la storia giudiziaria del caso. Tuttavia riporta in primo piano domande che, per una parte dell’opinione pubblica, non hanno mai trovato una risposta completamente convincente. E così, sedici anni dopo quella tragica caduta, la morte dell’attore continua a essere avvolta da un alone di mistero che il tempo non è riuscito a cancellare.

          Continua a leggere

          Personaggi e interviste

          Jasmine Carrisi entra nella guerra di famiglia e difende Al Bano dagli attacchi: «Non merita certe accuse»

          La nuova puntata dello scontro familiare arriva da La Volta Buona, dove Jasmine Carrisi ha raccontato di essersi commossa vedendo Al Bano così vulnerabile a Domenica In. Poi la risposta ai post dei fratelli maggiori, letti da molti come una stoccata durissima al cantante.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Nella famiglia Carrisi la tempesta non si è ancora fermata. Dopo l’intervista di Al Bano a Domenica In, la replica a Romina Power e i messaggi social di Yari e Cristel, ora a parlare è Jasmine Carrisi. La figlia del cantante di Cellino San Marco e di Loredana Lecciso è intervenuta a La Volta Buona, ospite di Caterina Balivo nella puntata del 5 maggio, e ha scelto una posizione chiarissima: difendere il padre.

            Non un intervento freddo, non una frase diplomatica buttata lì per spegnere il caso. Jasmine ha raccontato di aver seguito l’intervista di Al Bano e di essersi commossa vedendolo in una veste insolita, lontana dall’immagine granitica che il pubblico conosce da decenni. «Ho seguito l’intervista, mi ha commosso, è la prima volta che ho visto mio padre così vulnerabile», ha detto. Poi ha aggiunto: «Sarò anche di parte ma mi ha emozionato e credo sia stato giusto che si sia tolto qualche sassolino dalla scarpa».

            La risposta ai messaggi di Yari e Cristel

            Il passaggio più delicato riguarda inevitabilmente i post pubblicati dai fratelli maggiori. Dopo l’intervista di Al Bano, Yari aveva scelto un tono più sfumato, pubblicando una foto dei genitori negli anni Settanta e scrivendo: «Grazie a Dio adesso esiste internet e i social non sono più soggetti alla stampa. Detto ciò, vi riporto al discorso musicale». Cristel, invece, aveva affidato a X una frase molto più tagliente: «E comunque nessuno si arrabbia di più di un narcisista che si sente accusato di qualcosa che ha assolutamente commesso…..».

            Nessun nome, ma il tempismo ha fatto il resto. Quelle parole sono state lette da molti come una stoccata diretta ad Al Bano, proprio mentre il cantante stava raccontando la sua verità sulla scomparsa di Ylenia e sui rapporti con Romina Power. Jasmine, pur spiegando di non sapere con certezza a chi fossero riferiti quei messaggi, ha preso le distanze da una simile lettura del padre.

            «Mio padre è una persona di cuore»

            La giovane Carrisi ha usato parole nette per descrivere Al Bano. «Mi dispiacerebbe se fosse così perché qualsiasi persona che conosca mio papà sa che è una persona di cuore», ha detto in studio. Poi ha aggiunto una frase che suona come una difesa piena, quasi definitiva: «È difficile non trovare un pilastro in lui, né da figlio né da moglie».

            Una presa di posizione che aggiunge un nuovo capitolo al caso Carrisi. Da una parte Yari e Cristel, segnati da ferite familiari che sembrano ancora aperte. Dall’altra Jasmine, che vede nel padre un uomo fragile, attaccato e costretto a difendersi pubblicamente. Nel mezzo, come sempre, resta il nome di Ylenia, la ferita più grande e mai rimarginata di una famiglia che da anni vive sotto gli occhi di tutti.

              Continua a leggere

              Personaggi e interviste

              Rossella Erra legge in tv gli insulti choc ricevuti sui social: “Mi minacciano e sanno i miei spostamenti”

              Dagli attacchi sul corpo alle minacce alla stazione: Rossella Erra mostra il volto più feroce degli hater e rivela di sapere chi c’è dietro alcuni messaggi.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Rossella Erra ha deciso di non tacere più. Ospite a “La Volta Buona”, la giurata popolare di Ballando con le Stelle ha letto alcuni degli insulti e delle minacce ricevute sui social, mostrando in diretta il lato più feroce e vigliacco dell’odio online.

                Non semplici critiche, non commenti acidi da tastiera, ma frasi violente, sessiste, aggressive, costruite per ferire e umiliare. Attacchi al corpo, all’aspetto fisico, alla sua presenza televisiva. E poi le minacce, ancora più inquietanti, con riferimenti ai suoi spostamenti e alla stazione.

                Rossella Erra e gli insulti ricevuti sui social

                Tra i messaggi letti in tv ci sono parole durissime: “Hai un fisico che definirei volgare, chiatta e piuttosto bruttarella”; “Questa chiattona, quanto sei brutta vai da un chirurgo plastico perché fai schifo”; “È una vacca pronta per il macello in occasione della Pasqua”.

                E ancora: “Ancora sto cofano, chi la raccomanda? Possibile che non ci siano altre persone da invitare?”.

                Frasi brutali, pronunciate contro una donna che da anni è diventata uno dei volti più riconoscibili del pubblico televisivo di RaiUno grazie al suo ruolo a Ballando con le Stelle.

                Le minacce alla stazione

                Ma il racconto più grave riguarda le minacce ricevute negli ultimi giorni. Rossella Erra ha spiegato che qualcuno le avrebbe scritto: “Tanto prima o poi ti becchiamo al binario, così ti mettiamo la testa nel water”.

                Un altro messaggio sarebbe stato ancora più diretto: “Ti aspetto alla stazione Termini”.

                Parole che spostano la vicenda su un piano molto più serio, perché non si tratta più soltanto di body shaming o violenza verbale, ma di intimidazioni personali.

                “Sanno i miei spostamenti”

                Il dettaglio più inquietante è arrivato subito dopo. “Sanno i miei spostamenti”, ha detto Rossella Erra, lasciando intendere che alcune persone potrebbero conoscere le sue abitudini e i suoi movimenti.

                Una frase che ha cambiato il clima in studio e ha trasformato il racconto in una denuncia pubblica molto forte.

                “Io so chi sono queste persone”

                La giurata popolare di Ballando con le Stelle ha poi aggiunto un elemento ancora più sorprendente: “Io so chi sono queste persone”.

                Secondo quanto raccontato in trasmissione, tra chi le avrebbe scritto ci sarebbero anche nonni, nonne, persone che avrebbero fatto parte di un ex consiglio comunale e altri soggetti appartenenti a un’associazione delle Forze dell’Ordine.

                Un passaggio che rende la vicenda ancora più sconcertante, perché smonta l’idea comoda dell’hater anonimo e marginale. Dietro certi messaggi, secondo il racconto di Erra, ci sarebbero persone adulte, riconoscibili, inserite nella società.

                Il body shaming in tv e sui social

                Il caso Rossella Erra riapre il tema del body shaming contro le donne in televisione. Un fenomeno che colpisce spesso chi appare in video, soprattutto quando non corrisponde ai canoni estetici più rigidi imposti da una parte del pubblico e amplificati dai social.

                L’odio non si ferma al giudizio professionale, ma passa dal corpo, dal peso, dal volto, dall’età. E diventa una forma di aggressione continua, normalizzata, quasi quotidiana.

                Rossella Erra però questa volta ha scelto di leggere tutto pubblicamente, restituendo a quelle parole il loro vero peso. Non battute, non opinioni, non sfoghi: violenza.

                La denuncia che scuote “La Volta Buona”

                A “La Volta Buona” il racconto ha colpito profondamente il pubblico. Perché dietro il personaggio televisivo allegro, diretto e popolare è emersa una donna costretta a fare i conti con insulti feroci e minacce sempre più pesanti.

                E il punto centrale resta proprio questo: la popolarità non può diventare una licenza per umiliare, perseguitare o intimidire qualcuno.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie