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Personaggi e interviste

Per Vasco è sempre stato “troppo bello”: Francesco Renga, sex-symbol suo malgrado

In una lunga e divertente intervista, Francesco Renga si racconta tra aneddoti incredibili, incontri storici, amori travolgenti e… cornacchie immaginarie. Dalla storica battuta di Vasco Rossi a Sanremo, alla prima volta con Ambra, fino al rapporto speciale con la figlia Jolanda.

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    Correva l’anno 2005 e Francesco Renga, fresco vincitore di Sanremo con Angelo, incrocia Vasco Rossi nel caos della sala stampa. Il Blasco, senza troppi giri di parole, gli sussurra: «Tu sei troppo bello!». Una frase che ancora oggi Renga ricorda ridendo: «Macché, questa storia del sex-symbol mi perseguita. Ho sempre pensato di essere solo uno simpatico, con qualche buon argomento di conversazione…». Eppure i ricci ribelli, il sorriso aperto e quello charme naturale hanno fatto la loro parte, piaccia o no.

    L’amore travolgente per Ambra: “Non sapevo nemmeno chi fosse”

    Quando gli parlano per la prima volta di Ambra Angiolini, Francesco è ignaro: «Non avevo visto nemmeno una puntata di Non è la Rai. Pensai: ‘E chi è?’». Bastò un incontro per cambiare tutto:


    «Mi innamorai perdutamente. La bellezza e l’intelligenza insieme sono una bomba devastante».

    Indimenticabile il primo incontro con i futuri suoceri a Cerveteri: «Il papà mi aprì a torso nudo, con un crocifisso al collo. “A’ bello”, disse con una voce così bassa che non capivo nulla…», racconta tra le risate.

    Da Ferilli a Papa Wojtyla: incontri memorabili

    Non solo Ambra. Nella sua carriera Renga ha incrociato altri personaggi iconici, come Sabrina Ferilli:

    «I romani sono così: umani ma con quel pizzico di cinismo che ti tiene sempre in riga»

    O Laura Pausini, che lo volle aprire il suo concerto a Mexico City, regalando a Renga un’esperienza da sogno.

    E come dimenticare l’incontro con Papa Giovanni Paolo II?


    «Appena entrò, giuro, ho sentito suonare delle cornamuse. Ovvio che non c’erano… ma la sua energia era talmente potente che nella mia testa si trasformò in musica».

    Renga papà tra figli, consigli (non richiesti) e serate di vino

    La parte più tenera dell’intervista arriva quando Renga parla dei figli, Jolanda e Leonardo.
    «Jolanda studia comunicazione, è bravissima a scrivere e canta pure meglio di me. Leonardo invece è più orso, come suo padre», racconta con orgoglio. Insegna loro con l’esempio, anche sbagliando:

    «Quando organizzo cene a casa, mi concedo qualche bicchiere di vino. Mio figlio? Mi dice: “Non voglio diventare come te!”».

    Dalla Guardia di Finanza al rock: il sogno di Renga

    In un universo parallelo, Renga sarebbe stato un ufficiale della Guardia di Finanza, come desiderava suo padre. «Feci persino il test fisico per entrare all’Accademia… ma sapevo che la mia strada era un’altra». Da adolescente alieno tra i paninari bresciani a frontman dei Timoria, per poi conquistare il grande pubblico da solista: «Non omologarmi mi ha sempre reso speciale. Anche se, ogni tanto, vacillavo».

    Il viaggio continua: musica, famiglia e sogni

    Oggi Francesco Renga è un artista maturo, capace di ridere dei propri miti e delle proprie fragilità. Con la stessa emozione con cui, ancora ragazzino, tremava sotto il trucco di Renato Zero al Bentegodi di Verona. Tra amori indimenticabili, incontri surreali e una vita vissuta sempre con passione, Renga resta fedele a sé stesso. E forse, in fondo, aveva ragione il Blasco: è proprio troppo bello per non lasciarsi travolgere.

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      Sonia Bruganelli massacrata dagli hater anche sul profilo dei libri: «Bocca storta, macchie sul viso… Ma fatevi una vita!»

      Dalla «bocca storta» alle presunte «macchie» sul viso, Sonia Bruganelli passa in rassegna gli attacchi ricevuti dagli hater persino su I Libri di Sonia. Poi esplode: «Se non vi interessa dei libri, non mi guardate. Ma cazzarola, fatevi una vita!».

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        Sonia Bruganelli voleva parlare di libri, ma evidentemente anche leggere in santa pace è diventato complicato. Sul profilo I Libri di Sonia, dedicato alle sue letture e ai consigli letterari, sono infatti arrivati gli immancabili commenti sul suo aspetto fisico: dalla «bocca storta» alle «macchie» sul viso. E questa volta l’ex opinionista ha deciso di rispondere senza troppi giri di parole.

        Bruganelli ha prima elencato alcune delle osservazioni ricevute, poi ha perso la pazienza davanti all’invasione degli hater anche in uno spazio che con estetica, look e gossip non dovrebbe avere nulla a che fare.

        Sonia Bruganelli contro gli hater: «Che volete da me?»

        «Che volete da me? Ma che cacchio c’entra? Ma cosa vi interessa?», sbotta Bruganelli rivolgendosi direttamente a chi continua a commentare il suo viso anziché occuparsi dei contenuti che pubblica.

        Poi arriva la domanda che sintetizza perfettamente il suo fastidio: «Ma perché mi venite a rompere le scatole pure sul profilo dei libri?». Perché un conto sono le critiche, un altro è riuscire a trasformare persino una pagina dedicata alla lettura nell’ennesimo tribunale social sull’aspetto fisico di una donna.

        Dalla «bocca storta» alle «macchie» sul viso

        A far saltare i nervi a Sonia sono proprio i commenti che continuano a concentrarsi sul suo volto. «Bocca storta», «macchie» e altre osservazioni dello stesso tenore che evidentemente accompagnano i suoi video indipendentemente dall’argomento affrontato.

        La Bruganelli non cerca però una replica elegante o diplomatica. «Ma cazzarola! Scusatemi, ma fatevi una vita!», dice, lasciando poco spazio alle interpretazioni.

        «Se vi do fastidio, non mi guardate»

        La soluzione proposta agli hater è elementare: cambiare profilo. «Se non vi interessa dei libri, non mi guardate se vi do fastidio! Cioè, veramente», conclude Sonia.

        Nessuna sofisticata strategia per gestire l’odio social, dunque. Solo una richiesta piuttosto comprensibile: se siete arrivati su una pagina che parla di libri e l’unica cosa che riuscite a vedere è la bocca di Sonia Bruganelli, forse il problema non è proprio la recensione del romanzo.

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          Barbara D’Urso si prepara a sostituire Selvaggia Lucarelli a Ballando? A 69 anni fisico da urlo: «Non mi ferma nessuno»

          Barbara D’Urso si muove sinuosa in riva al mare e mostra una forma fisica invidiabile nonostante i postumi dell’infortunio subito sulla pista di Ballando con le stelle. Intanto il suo nome è sempre più caldo per prendere il posto di Selvaggia Lucarelli in giuria.

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            Barbara D’Urso si muove sinuosa in riva al mare e mostra una forma fisica invidiabile nonostante i postumi dell’infortunio subito sulla pista di Ballando con le stelle. Intanto il suo nome è sempre più caldo per prendere il posto di Selvaggia Lucarelli in giuria.

            Barbara D’Urso si prepara a sostituire Selvaggia Lucarelli nella giuria di Ballando con le stelle? In attesa di capire come si ridisegneranno gli equilibri del programma di Milly Carlucci, Carmelita manda intanto in delirio i suoi fan su Instagram. A 69 anni, la conduttrice pubblica un video sulla battigia in cui si muove sinuosa sulle note di Bette Davis Eyes e sfoggia un fisico tornito, dimostrando che l’infortunio rimediato quasi un anno fa proprio sulla pista di Ballando non ha certo spento la sua energia.

            «La spalla sta messa ancora male, ma non mi ferma nessuno», scrive D’Urso. E a giudicare dalle immagini, sembra proprio intenzionata a mantenere la promessa.

            Barbara D’Urso, fisico da urlo sulle note di Bette Davis Eyes

            Nel video Barbara cammina e danza sulla battigia, gioca con la macchina da presa e sceglie come colonna sonora Bette Davis Eyes, il grande successo di Kim Carnes. Una clip costruita sulla sensualità e sull’ironia, che ha immediatamente acceso i suoi follower.

            D’Urso appare in grande forma nonostante continui a fare i conti con la spalla infortunata durante la sua partecipazione a Ballando con le stelle. Un problema che evidentemente non le impedisce di allenarsi e soprattutto di guardare ai prossimi impegni.

            Dalla pista alla giuria di Ballando con le stelle

            Ed è proprio Ballando a rappresentare adesso la partita più interessante. Dopo aver partecipato al programma come concorrente, Barbara D’Urso potrebbe cambiare completamente posizione e accomodarsi al tavolo dei giudici prendendo il posto lasciato libero da Selvaggia Lucarelli.

            Un eventuale ingresso che cambierebbe inevitabilmente gli equilibri della giuria: D’Urso conosce perfettamente i meccanismi della televisione in diretta e arriverebbe al tavolo dopo aver sperimentato personalmente cosa significhi trovarsi dall’altra parte, sottoposta ai voti e ai giudizi.

            «La spalla sta ancora male, ma non mi ferma nessuno»

            Per il momento Barbara non si lascia frenare neppure dai postumi dell’incidente. «La spalla sta messa ancora male, ma non mi ferma nessuno» è una frase che sembra andare ben oltre le condizioni fisiche.

            Dopo gli anni lontana dalla televisione generalista e il ritorno sotto i riflettori di Rai 1, la conduttrice sembra pronta a riprendersi uno spazio stabile sul piccolo schermo. E se davvero la prossima destinazione sarà la giuria di Ballando con le stelle, per Carmelita sarebbe un ritorno sul luogo del delitto. Questa volta, però, con la paletta in mano.

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              Selvaggia Lucarelli gli mancherà a Ballando con le stelle? Guillermo Mariotto spiazza: «Dieci anni insieme, va bene così. Mi manca Amanda Lear»

              Guillermo Mariotto non sembra soffrire troppo per l’assenza di Selvaggia Lucarelli: «Abbiamo lavorato insieme dieci anni, va bene così». E quando gli chiedono chi rimpianga davvero nel programma di Milly Carlucci, il nome è sorprendente: Amanda Lear.

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                Selvaggia Lucarelli gli mancherà a Ballando con le stelle? Guillermo Mariotto non gira troppo intorno alla risposta e, con il suo consueto stile, chiude la questione in poche parole: «Abbiamo lavorato insieme 10 anni, va bene così». Nessuna lacrima per la collega di giuria, dunque, e soprattutto nessuna idea che un volto, per quanto importante, possa essere insostituibile nel programma di Milly Carlucci.

                Mariotto ha alle spalle una lunghissima storia con Ballando e sembra conoscere bene la capacità dello show di sopravvivere ai cambiamenti. Per dimostrarlo tira fuori un precedente preciso.

                Mariotto su Selvaggia Lucarelli: «Va bene così»

                «Quando è andato via Raimondo Todaro, sembrava una tragedia. E invece…», osserva Mariotto. Una frase lasciata volutamente in sospeso, ma dal significato piuttosto chiaro: Ballando con le stelle è andato avanti.

                Lo stesso principio, evidentemente, vale per Selvaggia Lucarelli. Dieci anni fianco a fianco rappresentano un pezzo importante della storia recente della trasmissione, tra giudizi, discussioni, scontri e inevitabili polemiche, ma per Mariotto il ciclo può considerarsi concluso senza drammi.

                Ballando con le stelle, nessuno è indispensabile

                Il riferimento a Raimondo Todaro rafforza il concetto. Anche quando il maestro lasciò il programma, la sua uscita sembrò destinata ad aprire un vuoto difficile da colmare. Poi il meccanismo di Ballando continuò a funzionare, con nuovi protagonisti e nuovi equilibri.

                Mariotto sembra quindi guardare alla prossima stagione con la stessa filosofia: cambiano i volti, cambiano le dinamiche, ma lo spettacolo resta. E forse proprio un nuovo equilibrio in giuria potrebbe diventare uno degli elementi di curiosità della prossima edizione.

                «Chi mi manca davvero? Amanda Lear»

                Poi arriva la risposta più divertente. Se Selvaggia Lucarelli non sembra destinata a provocargli particolare nostalgia, c’è invece qualcuno che Mariotto vorrebbe ancora accanto a sé.

                «Devo essere sincero, chi mi manca davvero è Amanda Lear: completamente pazza», confessa. Lear partecipò alla giuria di Ballando con le stelle e, a quanto pare, ha lasciato un ricordo indelebile nel collega.

                Dieci anni con Selvaggia Lucarelli si possono dunque archiviare con un «va bene così». Per conquistare davvero la nostalgia di Guillermo Mariotto, evidentemente, bisogna essere almeno un po’ pazzi.

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