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Personaggi e interviste

Teo Mammucari contro Francesca Fagnani: tensioni a Belve, ma l’intervista andrà comunque in onda

La puntata più breve e turbolenta del programma Belve arriva martedì su Rai2: dopo lo scontro sul formale “lei”, Mammucari abbandona lo studio. Tina Cipollari pronta a subentrare, ma l’episodio accende il dibattito sul web.

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    Martedì 10 dicembre, in prima serata su Rai2, andrà in onda una delle interviste più brevi e al tempo stesso infuocate della storia di Belve. A catalizzare l’attenzione, lo scontro tra Teo Mammucari e Francesca Fagnani, culminato con l’abbandono del conduttore dopo appena cinque minuti di registrazione. Un record assoluto di brevità per un programma che, di solito, scava in profondità nella vita e nella carriera dei suoi ospiti.

    La scintilla che ha acceso lo scontro
    Secondo fonti come Adnkronos e DavideMaggio.it, le tensioni sono scoppiate fin dai primi minuti. A quanto pare, a far innervosire Mammucari è stato il formale “lei” con cui la Fagnani, come da tradizione del programma, si è rivolta all’ex Iena. L’ironia pungente del conduttore non ha tardato ad arrivare, seguita da un’escalation di contrasti. Quando la conduttrice ha lanciato la domanda d’apertura – l’ormai iconica “Che belva si sente?” – il clima si sarebbe ulteriormente surriscaldato.

    Mammucari, infastidito e restio a lasciarsi andare, avrebbe rifiutato di rispondere a domande più personali o provocatorie, mantenendo un atteggiamento oppositivo che ha reso impossibile proseguire l’intervista. Il colpo di scena è arrivato quando, visibilmente contrariato, ha deciso di lasciare lo studio sotto gli occhi di un pubblico incredulo.

    Applausi per la Fagnani e il futuro della puntata
    A seguire l’abbandono di Mammucari, un lungo applauso dalla platea ha cercato di smorzare la tensione, manifestando solidarietà per la Fagnani, rimasta sola sul palco. Per la produzione di Belve, però, l’imprevisto ha rappresentato una sfida organizzativa. Con lo studio disponibile solo due giorni a settimana per le registrazioni, sostituire l’intervista è stato un compito non da poco.

    Fortunatamente, indiscrezioni rivelano che la sostituta di Mammucari sia già stata trovata: sarà Tina Cipollari, l’irriverente opinionista di Uomini e Donne, a prendere il suo posto. Un cambio di rotta che promette di mantenere alta l’attenzione del pubblico e garantire lo spettacolo.

    La reazione del pubblico e i dibattiti online
    Il caso Mammucari-Fagnani ha già acceso i social, dove il dibattito è esploso tra sostenitori dell’una e dell’altro. Da un lato, c’è chi critica Mammucari per un atteggiamento eccessivamente permaloso, incapace di accettare il format pungente del programma. Dall’altro, non mancano coloro che ritengono che le domande della Fagnani siano troppo provocatorie e mirate a mettere in difficoltà gli ospiti.

    Al momento, Mammucari non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’accaduto. Un silenzio che lascia aperta la porta a eventuali ripensamenti o ulteriori sviluppi. Se la tensione sullo sgabello è stata palpabile, quella fuori dallo studio non è da meno: il pubblico, ora, vuole sapere se l’intervista verrà trasmessa e, soprattutto, cosa effettivamente sia accaduto.

    Con o senza Mammucari, la puntata è già imperdibile
    Una cosa è certa: Belve continua a confermarsi uno dei programmi più discussi della televisione italiana. Con la sua formula di interviste dirette e incisive, riesce a far emergere lati nascosti dei personaggi noti, ma non senza rischi. L’episodio con Mammucari non fa eccezione: con tutta probabilità, l’intervista verrà comunque mandata in onda, ma resta da vedere in quale formato e con quali eventuali tagli.

    Nel frattempo, l’appuntamento con Tina Cipollari al posto di Mammucari potrebbe rappresentare un ulteriore colpo di scena per una stagione già ricca di momenti memorabili. La curiosità del pubblico è alle stelle, e la prossima puntata di Belve si preannuncia un appuntamento da non perdere. Francesca Fagnani, ancora una volta, si conferma la conduttrice più temuta e, forse, più discussa della televisione italiana.

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      Personaggi e interviste

      Hollywood e musica contro Trump: Glenn Close parla di “regime”, Rod Stewart chiede scuse alle forze armate

      L’attrice premio Oscar denuncia crudeltà, corruzione e manipolazione dei fatti, mentre il cantante britannico richiama il rispetto dovuto ai militari e sollecita una presa di posizione politica nel Regno Unito.

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        Sono sempre più numerose le star internazionali che decidono di esporsi pubblicamente contro Donald Trump. Nelle ultime ore, due prese di posizione hanno fatto particolarmente rumore, sia per la durezza dei toni sia per il profilo di chi le ha pronunciate.

        Glenn Close: “Sono disgustata”
        A usare parole durissime è stata Glenn Close, che non ha nascosto la propria indignazione per l’attuale situazione politica americana. «Sono disgustata da ciò che sta accadendo sotto il regime di Trump», ha dichiarato, parlando di «crudeltà, disumanità e arroganza», ma anche di «corruzione vorace, codardia, disgustosa ipocrisia e palese manipolazione dei fatti».

        Nel suo intervento, l’attrice ha spinto l’accusa ancora oltre, arrivando a citare «l’assassinio a sangue freddo di cittadini americani» come uno dei punti più gravi di un quadro che, a suo dire, rappresenta una deriva morale e istituzionale. Parole che segnano una presa di distanza netta e senza sfumature.

        Rod Stewart rompe il silenzio
        A sorprendere è stato invece l’intervento di Rod Stewart, solitamente defilato dalle polemiche politiche più esplicite. Il cantante ha motivato la sua posizione richiamandosi alla memoria storica e al rispetto per le forze armate.

        «Sono nato subito dopo la guerra e nutro un profondo rispetto per le nostre forze armate che ci hanno dato la libertà», ha spiegato. Da qui l’attacco diretto a Trump, definito “renitente alla leva”, accusato di aver criticato le truppe americane in Afghanistan per non essere in prima linea. «Mi ferisce profondamente leggere queste cose», ha aggiunto.

        Stewart si è poi rivolto direttamente alla politica britannica, chiamando in causa Keir Starmer e Nigel Farage, chiedendo che si adoperino affinché Trump «si scusi» con i militari.

        Il fronte delle celebrità si allarga
        Le dichiarazioni di Glenn Close e Rod Stewart si inseriscono in un clima sempre più polarizzato, in cui il mondo dello spettacolo internazionale torna a giocare un ruolo attivo nel dibattito politico. Se l’attrice incarna la protesta più radicale, il cantante rappresenta una critica che passa attraverso valori tradizionali come il rispetto per l’esercito e la memoria storica.

        Due stili diversi, un bersaglio comune. E un segnale chiaro: la distanza tra una parte consistente dello star system e il presidente Trump continua ad allargarsi.

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          Personaggi e interviste

          Ema Stokholma cancella i tatuaggi: “Fa dieci volte più male che farli, ma a 42 anni voglio vedermi pulita”

          Ema Stokholma ha deciso di dire addio ai tatuaggi che per anni hanno segnato il suo corpo. In un post sincero spiega le ragioni della scelta: gusti cambiati, nuova fase di vita e desiderio di un’immagine più essenziale. Ma il processo non è indolore: “È come una frusta che brucia”, racconta mostrando le sedute di laser

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            Ci sono scelte che sembrano definitive e poi, a un certo punto della vita, smettono di esserlo. Per Ema Stokholma i tatuaggi erano stati a lungo una seconda pelle, un modo di raccontarsi senza parole. Oggi, a 42 anni, la conduttrice ha deciso di invertire la rotta e di rimuoverli, raccontando tutto senza filtri sui social.

            In un video pubblicato sul suo profilo, Ema mostra una delle sedute di laser e non nasconde la parte più dura del percorso: il dolore. Le immagini la riprendono mentre urla, stringe i denti e prova a resistere al trattamento. Non c’è glamour, non c’è retorica motivazionale: solo la realtà nuda di un processo che, a quanto pare, fa molto più male di quanto si immagini.

            “Fa dieci volte più male che tatuarsi”
            Le sue parole accompagnano le immagini con la solita schiettezza: “Fa dieci volte più male del tatuaggio, è un misto tra frusta e bruciatura. Il giorno dopo però già non fa più male”. Un racconto diretto, quasi tecnico, che smonta l’idea romantica della rimozione come gesto leggero e immediato.

            La decisione, spiega, non nasce da un rifiuto del passato ma da un cambiamento personale: “Non mi piacciono più a livello estetico, i gusti cambiano, come per le frequentazioni o i colori di capelli. Ora che ho 42 anni voglio vedermi pulita”. Una frase semplice che fotografa un passaggio di età e di sguardo su di sé.

            Un corpo che racconta le fasi della vita
            Per anni i tatuaggi sono stati parte integrante dell’immagine pubblica di Ema Stokholma, quasi un marchio identitario. Oggi la conduttrice sembra voler aprire un capitolo diverso, più essenziale, forse più vicino alla persona che sente di essere adesso. Non è un pentimento, ma un’evoluzione, come succede a molti quando l’estetica di ieri non coincide più con quella di oggi.

            Il video ha raccolto migliaia di reazioni tra chi la sostiene, chi condivide esperienze simili e chi confessa di aver pensato alla stessa scelta senza avere il coraggio di affrontare il laser. Perché cancellare un tatuaggio, a quanto pare, è un atto fisico ma anche simbolico: significa rimettere mano alla propria storia.

            Ema lo fa a modo suo, senza addolcire nulla: urla comprese.

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              Personaggi e interviste

              Giulia Salemi rompe il silenzio: “In Iran è una strage di innocenti, non possiamo girarci dall’altra parte”

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                Non è un post come gli altri, non è il solito contenuto leggero da feed patinato. Giulia Salemi ha scelto di usare la sua voce più potente, quella che arriva dritta a due milioni di persone, per parlare di ciò che sta accadendo in Iran, la terra delle sue radici. «Non si può restare indifferenti davanti a una strage di innocenti», dice guardando la telecamera del telefono, senza filtri e senza trucco emotivo.

                La conduttrice e influencer di origini persiane racconta un Paese tornato a ribollire dopo quarantasette anni di oppressione. Le piazze si sono riempite di nuovo, uomini e donne chiedono libertà, ma la risposta del regime – denuncia Salemi – è stata durissima: «Hanno isolato l’Iran, spento internet, tagliato le linee telefoniche, perfino le luci. Vogliono zittire le proteste e cancellarle dal mondo».

                Poi la parte più intima, quella che trasforma la notizia in carne viva. «Vivo nell’angoscia – confessa – perché da giorni non riusciamo a contattare i nostri familiari a Teheran». Parole che fanno crollare il muro tra la celebrità e la ragazza qualunque, tra il red carpet e la paura vera.

                Salemi prova a scuotere il pubblico con un paragone semplice e potentissimo: «Immaginate se accadesse qui da noi. Come ci sentiremmo? Soli, isolati dal mondo». Secondo i dati che circolano, parla di oltre duemila morti e più di diecimila arresti. Numeri che pesano come macigni e che, dice lei, potrebbero essere solo l’inizio.

                Il suo non è solo uno sfogo, ma un appello politico e umano. «Milioni di iraniani coraggiosi stanno sfidando uno dei regimi più repressivi al mondo. Nonostante la paura, il loro coraggio brilla più forte». Chiede di condividere, di informarsi, di non lasciare che tutto venga archiviato come l’ennesima crisi lontana.

                Nel panorama social italiano, abituato a polemiche leggere e trend effimeri, la presa di posizione di Salemi suona quasi stonata per quanto è seria. Ma proprio per questo fa rumore. Ricorda che dietro le stories, i like e le sponsorizzazioni esistono vite reali, famiglie, popoli interi che chiedono soltanto una cosa antica e semplice: libertà.

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