Speciale Sanremo 2026
Andrea Bocelli incanta Sanremo: ingresso a cavallo bianco e ovazione all’Ariston
La finale del Festival di Sanremo si è concessa un momento di autentico spettacolo quando Andrea Bocelli ha fatto il suo ingresso davanti al Teatro Ariston in modo decisamente fuori dall’ordinario.
Il tenore è arrivato a Palazzo dell’Ariston in sella a un cavallo bianco, regalando al pubblico e ai fotografi un’immagine d’altri tempi, quasi cinematografica. Un’entrata che ha immediatamente catturato l’attenzione e alzato l’asticella dell’attesa per la sua esibizione.
L’arrivo da fiaba davanti all’Ariston
L’apparizione di Bocelli, elegante e misurata come da tradizione, è stata accompagnata da applausi e curiosità. La scelta del cavallo bianco ha aggiunto un tocco simbolico e scenografico alla serata conclusiva, trasformando il red carpet in una sequenza da grande evento internazionale.
Un ingresso che non ha avuto bisogno di parole: è bastata la presenza del maestro per richiamare l’attenzione su uno dei momenti più attesi della finale.
La scaletta dell’esibizione
Una volta salito sul palco dell’Ariston, Bocelli ha riportato il Festival alle sue radici più profonde, quelle legate alla grande melodia italiana.
Scaletta dell’esibizione:
- “Il mare calmo della sera” – Il brano con cui vinse tra le Nuove Proposte nel 1994, segnando l’inizio di una carriera internazionale.
- “Con te partirò” – La canzone che lo ha consacrato nel mondo, diventata uno dei simboli della musica italiana all’estero.
Un ritorno alle origini
Le prime note de “Il mare calmo della sera” hanno riportato il pubblico indietro nel tempo, agli esordi sanremesi del tenore. Un’interpretazione intensa, pulita, capace di riempire il teatro con naturalezza.
Con “Con te partirò”, invece, l’Ariston si è trasformato in un unico coro emozionato. Un brano che non appartiene più soltanto alla storia del Festival, ma a quella della musica mondiale.
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Speciale Sanremo 2026
Notizia bomba: Stefano De Martino sarà il nuovo conduttore. Carlo Conti annuncia il passaggio di consegne in diretta all’Ariston
Durante la finale del Festival di Sanremo 2026, arriva una svolta destinata a fare storia: l’annuncio ufficiale del conduttore dell’edizione successiva direttamente dal palco del Teatro Ariston. A comunicare il nome è Carlo Conti, che in diretta televisiva passerà simbolicamente il testimone a Stefano De Martino, designato alla guida di Sanremo 2027.
Una scelta editoriale inedita per la Rai, che decide di rompere con la tradizione delle indiscrezioni post-Festival e delle trattative lontane dai riflettori, trasformando la nomina in un momento televisivo centrale della serata finale.
Un annuncio storico al Teatro Ariston
Per la prima volta nella lunga storia del Festival, il nome del futuro conduttore viene ufficializzato in diretta nazionale, davanti al pubblico e ai telespettatori. Poco dopo le 23, come previsto dalla scaletta, Carlo Conti raggiunge la platea per un breve scambio con De Martino, volto di punta dell’access prime time Rai.
Il gesto non è solo formale: rappresenta un vero e proprio passaggio di consegne pubblico, studiato per comunicare continuità e progettualità. La Rai lancia così un messaggio chiaro: il Festival guarda avanti con una strategia definita e una guida già scelta con largo anticipo.
Gli indizi prima dell’annuncio
Nei giorni precedenti alla finale, i segnali non erano mancati. Il direttore dell’Intrattenimento Prime Time, Williams Di Liberatore, aveva precisato che ogni decisione su Sanremo 2027 sarebbe stata comunicata solo al termine dell’edizione in corso.
Conti, dal canto suo, aveva più volte lasciato intendere la volontà di affidare il Festival a una figura più giovane, capace di imprimere nuova energia al format. Non sono mancate dichiarazioni ironiche e battute depistanti – “Magari resto io” – che hanno contribuito ad alimentare l’attesa fino all’annuncio ufficiale.
Stefano De Martino e la strategia Rai per il prime time
L’approdo di Stefano De Martino a Sanremo non arriva all’improvviso. Secondo quanto emerso nelle scorse settimane, l’ipotesi Festival sarebbe stata già contemplata nel suo accordo con la Rai. L’ufficializzazione in diretta rappresenta quindi la consacrazione pubblica di un percorso già delineato.
Inserire la nomina all’interno della serata finale del Festival significa trasformare una comunicazione aziendale in un evento mediatico. La mossa rafforza il posizionamento di De Martino come volto centrale dell’intrattenimento di prima serata e consolida la linea editoriale della rete per i prossimi anni.
Cosa cambia per Sanremo 2027
L’annuncio anticipato offre un vantaggio strategico importante. Con quasi un anno di margine, De Martino potrà lavorare fin da subito alla costruzione dell’edizione 2027: dalla definizione della linea artistica alla scelta degli ospiti, fino all’impostazione narrativa delle cinque serate.
Speciale Sanremo 2026
Sanremo 2026, la Finale accende l’Ariston: una maratona di stelle verso l’ultimo verdetto
Non una semplice serata, ma l’atto conclusivo del Festival: musica, ospiti e momenti simbolici accompagnano il pubblico fino alla proclamazione.
La finale del Festival di Sanremo 2026 rappresenta il momento più atteso dell’intera settimana. È la notte in cui si tirano le somme, si consolidano consensi e si consegna il titolo al vincitore. Il palco del Teatro Ariston diventa il centro della scena nazionale, tra performance decisive, ritorni iconici e spazi dedicati ai temi sociali.
La scaletta, articolata e serrata, accompagna il pubblico dalle 20.45 fino oltre l’una di notte, alternando esibizioni in gara, super ospiti e interventi speciali. Di seguito l’ordine ufficiale delle uscite.
20.45 Francesco Renga – “Il meglio di me”
20.50 Chiello – “Ti penso sempre”
20.58 Raf – “Ora e per sempre”
21.09 Bambole di Pezza – “Resta con me”
21.16 Leo Gassmann – “Naturale”
21.22 Malika Ayane – “Animali notturni”
21.28 Tommaso Paradiso – “I romantici”
21.34 J-Ax – “Italia starter pack”
21.44 LDA & Aka 7even – “Poesie clandestine”
21.53 Serena Brancale – “Qui con me”
22.03 Patty Pravo – “Opera”
22.09 Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
22.39 Elettra Lamborghini – “Voilà”
22.46 Dal Suzuki Stage Pooh – “Uomini soli”
22.59 Ermal Meta – “Stella stellina”
23.05 Ditonellapiaga – “Che fastidio!”
23.13 Nayt – “Prima che”
23.22 Arisa – “Magica favola”
23.28 Sayf – “Tu mi piaci tanto”
23.47 Levante – “Sei tu”
23.53 Fedez & Masini – “Male necessario”
00.01 Samurai Jay – “Ossessione”
00.07 Michele Bravi – “Prima o poi”
00.19 Fulminacci – “Stupida sfortuna”
00.26 Luchè – “Labirinto”
00.42 Tredici Pietro – “Uomo che cade”
00.48 Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
00.59 Dargen D’Amico – “Ai ai”
01.05 Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare”
01.10 Maria Antonietta & Colombre – “La felicità e basta”
01.16 Eddie Brock – “Avvoltoi”
Speciale Sanremo 2026
Laura Pausini frena sull’ipotesi direzione artistica: “Non mi sento pronta, ma mai dire mai”
“Non mi sento ancora all’altezza”, spiega, ricordando però di aver cambiato idea in passato sulla conduzione. E su Elisa: “Se lo desidera, sarebbe una scelta di valore”.
L’ipotesi di vedere Laura Pausini alla direzione artistica del Festival di Sanremo torna periodicamente nel dibattito legato al futuro della manifestazione. Durante un incontro con la stampa nella città ligure, l’artista ha affrontato l’argomento con sincerità, senza chiudere del tutto la porta ma neppure alimentare aspettative immediate.
“Non credo di essere pronta per un incarico del genere”, ha spiegato la cantante, sottolineando come la guida artistica del Festival richieda competenze organizzative, visione e una forte capacità di gestione. Una dichiarazione prudente, mitigata però da un dettaglio significativo: “Dico ‘non ancora’ perché in passato sostenevo che non avrei mai condotto, e invece oggi lo farei senza esitazione”. Un modo per lasciare aperta la possibilità che, con il tempo e l’esperienza, anche questa prospettiva possa diventare concreta.
Il tema della direzione artistica si intreccia inevitabilmente con il dibattito sulla presenza femminile ai vertici della manifestazione. Negli ultimi giorni è stato fatto anche il nome di Elisa, sostenuta pubblicamente da diverse colleghe. A questo proposito Pausini ha espresso una posizione chiara: se fosse un desiderio dell’artista friulana, si tratterebbe di una candidatura di peso. “È un ruolo molto complesso – ha ribadito – e a prescindere che sia una donna o un uomo, deve ricoprirlo una persona con le capacità adeguate”.
Le parole di Pausini evidenziano la consapevolezza del peso specifico della direzione artistica, una funzione che va oltre la semplice scelta dei brani e degli ospiti. Significa definire l’identità culturale del Festival, interpretare il momento storico e dialogare con un pubblico trasversale, mantenendo equilibrio tra tradizione e innovazione.
Per ora, dunque, nessuna candidatura ufficiale, ma una riflessione aperta sul futuro. E se c’è una certezza, è che nel percorso professionale di Laura Pausini le dichiarazioni definitive raramente restano tali nel tempo.
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