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Speciale Sanremo 2026

Sanremo, la Notte delle Cover: il “Contropiede” di Pausini e il Giallo di Mister X

Trenta campioni in gara celebrano il repertorio mondiale nella serata evento ideata da Carlo Conti. Attesa per il monologo del Prof. Schettini, mentre la scaletta nasconde un’incognita che apparirà più volte sul palco.

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Sanremo, la Notte delle Cover: il “Contropiede” di Pausini e il Giallo di Mister X

    Il venerdì del Festival è, per tradizione e cuore, la notte dei ricordi che si fanno presente. Questa sera, 27 febbraio, il Teatro Ariston si trasforma nel tempio delle cover, un format diventato appuntamento cult proprio grazie all’intuizione di Carlo Conti nel 2015. Trenta artisti, altrettanti ospiti e un viaggio senza confini tra i successi della musica italiana e internazionale.

    Le sorprese: tra certezze e misteri

    La conferenza stampa mattutina ha sciolto le riserve su alcuni momenti chiave, ma ha anche fittamente alimentato il mistero. Il Direttore Artistico ha calato l’asso: l’apertura sarà affidata a Laura Pausini. Un medley che Claudio Fasulo, vicedirettore del Prime Time, non ha esitato a definire un vero e proprio «colpo in contropiede» per spiazzare e infiammare il pubblico sin dai primi minuti.

    Sul fronte dell’impegno sociale, confermata la presenza del Professor Vincenzo Schettini. Il celebre fisico affronterà il delicato tema delle dipendenze giovanili. Tuttavia, a tenere alta la curiosità è un dettaglio della scaletta ufficiale: tra i nomi dei big compare ripetutamente un “Mister X”. Questo personaggio misterioso farà la sua prima apparizione alle 21:08, tornando poi sul palco in diverse occasioni durante la serata. Chi si cela dietro la maschera?

    La maratona musicale: l’ordine d’uscita

    La gara vera e propria inizierà alle 20:51 con l’energia di Elettra Lamborghini e le Las Ketchup. Il sipario calerà sulle esibizioni alle 01:06 con il duo Gassmann-Aiello, in attesa del verdetto finale previsto per l’una e ventidue del mattino.

    Ecco il programma completo dei duetti:

    1. Elettra Lamborghini con Las Ketchup – Aserejé
    2. Eddie Brock con Fabrizio Moro – Portami via
    3. Mara Sattei con Mecna – L’ultimo bacio
    4. Patty Pravo con Timofej Andrijashenko – Ti lascio una canzone
    5. Levante con Gaia – I maschi
    6. Malika Ayane con Claudio Santamaria – Mi sei scoppiato dentro il cuore
    7. Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – Occhi di gatto
    8. Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – Su di noi
    9. Tommaso Paradiso con Stadio – L’ultima luna
    10. Michele Bravi con Fiorella Mannoia – Domani è un altro giorno
    11. Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band – Vita
    12. Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas – Il mondo
    13. Fulminacci con Francesca Fagnani – Parole Parole
    14. LDA & AKA 7EVEN con Tullio De Piscopo – Andamento lento
    15. Raf con The Kolors – The riddle
    16. J-Ax con Ligera County Fam – E la vita, la vita
    17. Ditonellapiaga con TonyPitony – The lady is a tramp
    18. Enrico Nigiotti con ALFA – En e Xanax
    19. Serena Brancale con Gregory Porter e Delia – Besame Mucho
    20. Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – Hit the Road Jack
    21. Francesco Renga con Giusy Ferreri – Ragazzo solo, ragazza sola
    22. Arisa con Coro del Teatro Regio di Parma – Quello che le donne non dicono
    23. Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci – Baila Morena
    24. Sal Da Vinci con Michele Zarrillo – Cinque giorni
    25. Fedez & Masini con Stjepan Hauser – Meravigliosa Creatura
    26. Ermal Meta con Dardust – Golden Hour
    27. Nayt con Joan Thiele – La canzone dell’amore perduto
    28. Luchè con Gianluca Grignani – Falco a metà
    29. Chiello con maestro Saverio Cigarini – Mi sono innamorato di te
    30. Leo Gassmann con Aiello – Era già tutto previsto
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      Speciale Sanremo 2026

      Sanremo 2026 flop in classifica: metà dei Big sparita e Carlo Conti finisce nel mirino

      Rispetto al 2025, quando i Big dominavano la Top 10, quest’anno restano solo in sette. Un segnale che riaccende il dibattito sul peso reale del Festival.

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        Sanremo 2026 accende le luci, fa ascolti, domina i social… e poi si spegne in classifica. A un mese dalla finale, i dati FIMI raccontano una realtà meno brillante del previsto: circa la metà dei Big in gara è già uscita dalla Top 200 dei singoli più venduti. Un segnale chiaro, che riporta subito Carlo Conti al centro delle critiche. Perché il Festival può anche funzionare in tv, ma se le canzoni non restano, qualcosa si inceppa.

        I numeri che fanno discutere

        Il confronto con il 2025 è impietoso. L’anno scorso i Big occupavano tutte le prime dieci posizioni della classifica, monopolizzando il mercato per settimane. Oggi, invece, nella Top 10 ne restano solo sette. Una differenza che pesa, soprattutto per un evento che dovrebbe essere il motore della musica italiana. Il problema non è solo chi manca, ma la velocità con cui alcuni brani sono scomparsi.

        Successo televisivo, ma le canzoni non reggono

        Sanremo continua a essere una macchina perfetta dal punto di vista televisivo. Share alti, attenzione mediatica, dibattito costante. Ma il vero banco di prova, come sempre, è la durata delle canzoni nel tempo. E qui emergono le crepe. Se i brani non entrano davvero nelle playlist del pubblico, il Festival rischia di diventare un evento effimero, più legato al momento che alla musica.

        Carlo Conti nel mirino del dibattito

        I numeri inevitabilmente riportano il focus sulla direzione artistica. Carlo Conti finisce sotto osservazione, anche se il discorso è più ampio e riguarda scelte musicali, tendenze e gusti del pubblico. Il punto, però, resta uno: Sanremo non può permettersi di essere solo uno spettacolo televisivo. Deve continuare a lanciare canzoni che restano. E quest’anno, almeno per ora, il segnale sembra andare in un’altra direzione.

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          Speciale Sanremo 2026

          Grignani, Pausini e la canzone più famosa degli anni ’90: il gossip su Destinazione Paradiso riaccende una vecchia storia

          Il settimanale Diva e Donna riporta la voce di una persona che avrebbe lavorato in una casa discografica milanese: tra Gianluca Grignani e Laura Pausini, negli anni Novanta, non ci sarebbe stata soltanto amicizia. E la canzone Destinazione Paradiso, diventata un classico della musica italiana, sarebbe stata scritta pensando proprio a lei.

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            Ci sono canzoni che segnano un’epoca e diventano quasi parte della memoria collettiva. Destinazione Paradiso, pubblicata da Gianluca Grignani nel 1995, è una di queste. Il brano è diventato uno dei simboli della musica italiana degli anni Novanta e ancora oggi continua a essere cantato da generazioni diverse.

            Ora però quella canzone torna a far parlare di sé per un motivo completamente diverso dalla musica. Il settimanale Diva e Donna ha rilanciato infatti un’indiscrezione che riguarda proprio l’origine del brano e un possibile legame con Laura Pausini.

            Il gossip su Grignani e Laura Pausini

            Secondo quanto riportato dal settimanale, Gianluca Grignani avrebbe scritto Destinazione Paradiso pensando a Laura Pausini. Non si tratterebbe soltanto di un’ispirazione artistica, ma di un sentimento personale.

            L’indiscrezione nasce dal racconto di una persona che sostiene di aver lavorato in una casa discografica milanese negli anni Novanta. Secondo questa testimonianza, tra i due artisti non ci sarebbe stata soltanto una conoscenza professionale o una semplice amicizia.

            La fonte, rimasta anonima, parla infatti di “una storia vissuta lontano dai riflettori”, un rapporto che sarebbe rimasto sempre lontano dall’attenzione del pubblico e dei media.

            Gli anni Novanta della musica italiana

            Negli anni in cui Destinazione Paradiso diventava una hit, la scena musicale italiana stava vivendo una fase di grande fermento. Gianluca Grignani era uno dei cantautori più promettenti della sua generazione, mentre Laura Pausini stava costruendo una carriera internazionale che l’avrebbe portata a diventare una delle artiste italiane più conosciute nel mondo.

            Entrambi erano protagonisti di una stagione musicale che mescolava pop e cantautorato, con un pubblico sempre più vasto anche fuori dai confini italiani.

            In quel contesto non sarebbe sorprendente che i due artisti si siano incrociati più volte negli ambienti discografici e televisivi dell’epoca.

            Tra musica e leggenda

            Al momento si tratta soltanto di un gossip, senza conferme ufficiali da parte dei diretti interessati. Né Gianluca Grignani né Laura Pausini hanno mai parlato pubblicamente di una relazione tra loro.

            Eppure l’idea che Destinazione Paradiso possa essere nata da una storia d’amore segreta aggiunge un nuovo livello di fascino a una canzone che, per molti fan, rappresenta già una colonna sonora sentimentale degli anni Novanta.

            Nel mondo della musica succede spesso: le canzoni diventano leggenda, e attorno a loro nascono racconti che finiscono per mescolare realtà, ricordi e suggestioni.

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              Speciale Sanremo 2026

              Parla Levante: “Quel bacio sulle labbra con Gaia sul palco di Sanremo era solo un gesto di affetto, non certo un manifesto ideale”

              L’artista chiarisce il gesto condiviso con Gaia nella serata cover e racconta un Festival vissuto con leggerezza e maturità.

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              Sanremo 2026, il bacio tra Levante e Gaia infiamma la serata delle cover e riapre il dibattito sulla regia Rai

                Nella sala stampa del Festival di Sanremo, Levante sceglie la via della chiarezza. Dopo la serata delle cover, il bacio scambiato sul palco con Gaia ha acceso il dibattito sui social e nei media. Ma per la cantautrice non c’è alcuna strategia dietro quel gesto: solo spontaneità.

                Tra bilanci artistici, nuovi progetti discografici e uno sguardo più ampio sul sistema musicale, Levante racconta un’edizione che definisce la più luminosa delle sue tre partecipazioni.

                Il “bacio non ripreso”: nessuna provocazione

                L’episodio che ha fatto discutere riguarda il mancato primo piano televisivo del bacio durante l’esibizione. La spiegazione, precisa l’artista, è tecnica: il sistema automatizzato di regia – programmato sulle prove – non è stato in grado di intercettare un momento nato sul momento.

                Levante ridimensiona subito la questione: nessun messaggio cifrato, nessuna intenzione polemica. “È stato un gesto naturale, come quello che si darebbe a un’amica o a una sorella”, lascia intendere. Più che sorpresa per l’inquadratura mancata, ha confessato di essere rimasta colpita dal clamore suscitato da un atto così semplice. Il suo auspicio? Poter vivere certe espressioni d’affetto senza sovrastrutture.

                Autrice unica: una scelta identitaria

                Sul fronte creativo, Levante sottolinea di essere l’unica firmataria – testo e musica – del brano presentato in gara. Non un vessillo da sbandierare, ma una condizione coerente con il suo percorso.

                L’artista apre anche una riflessione più ampia sui crediti nel panorama musicale contemporaneo, evidenziando quanto il tema della paternità delle opere sia spesso complesso, specie quando entrano in gioco produttori e team di scrittura.

                Quanto alla presenza femminile sul palco dell’Ariston, non punta il dito contro il Festival in sé, ma contro una questione più radicata: la sottorappresentazione delle donne in vari ambiti professionali. E cita con entusiasmo alcune colleghe che le piacerebbe vedere in futuro a Sanremo, da Emma Nolde a Ginevra.

                Il nuovo album e il ritorno dal vivo

                Archiviata l’esperienza sanremese, Levante guarda avanti. In programma un tour primaverile nei club, che anticiperà una stagione estiva e autunnale più estesa.

                Il nuovo disco, dal titolo evocativo Dell’amore e il fallimento d’altri passi di danza, è pronto ma non ha ancora una data ufficiale. La scelta, spiega, è strategica: in un mercato che consuma musica a ritmo rapidissimo, preferisce pubblicare i brani con gradualità.

                Il filo conduttore del progetto è l’amore quando si interrompe o resta inespresso, come nel caso di “Sei tu”, la canzone portata in gara, che racconta un sentimento mai dichiarato. Musicalmente sarà un lavoro sfaccettato: dalle atmosfere intime e orchestrali a incursioni elettroniche e ritmi più danzerecci.

                Una Sanremo più leggera

                Rispetto alle precedenti partecipazioni, Levante descrive questa come la più serena. Parla di sorriso, di luce, di una centratura raggiunta nel tempo. Meno pressione, più consapevolezza.

                Sente la responsabilità di salire su un palco così esposto, ma oggi la vive come un’opportunità per offrire un esempio positivo, prima ancora che artistico.

                Voce, cinema e nuove consapevolezze

                Nel dialogo con i giornalisti emerge anche un rapporto rinnovato con la propria voce. Per anni vissuta in modo istintivo, oggi è compresa meglio anche dal punto di vista tecnico: una particolarità delle corde vocali le conferisce quella timbrica ariosa e leggermente graffiata che la distingue. Una caratteristica che sta imparando ad accogliere come unicità.

                Positiva anche l’esperienza da attrice nel film L’Invisibile, esperienza che non esclude di ripetere, magari con una preparazione ancora più approfondita.

                Chiusura in musica

                La conferenza si conclude come meglio non potrebbe: con qualche nota dal vivo. Il ritornello di “Sei tu” risuona nella sala stampa, accompagnato dal pianoforte di Alessandro Trabace e dal violoncello di Angelo Trabace.

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