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Televisione

Addio a 90° Minuto: niente più calcio alla domenica pomeriggio

Con il sipario che cala dopo 54 anni, Novantesimo Minuto lascia un vuoto nei cuori dei tifosi che, per decenni, hanno atteso con ansia le sue immagini e i suoi racconti. La trasmissione sopravvive, ma il suo spirito domenicale è ormai parte della storia del calcio e della televisione italiana.

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    Un’era che finisce. 90° Minuto, la storica trasmissione creata da Maurizio Barendson e Paolo Valenti, cambia radicalmente: d’ora in poi andrà in onda solo il sabato e il lunedì sera. Questa decisione è una conseguenza diretta della “Serie A spezzatino”, con partite distribuite su più giorni e orari, rendendo impossibile mantenere la tradizione della domenica pomeriggio.

    La storia di un’icona

    90° Minuto ha rappresentato per anni un punto di riferimento per i tifosi di calcio. La sigla, con la curva dello stadio Olimpico che si riempiva gradualmente, è un’immagine indelebile nella memoria collettiva. Nata nel 1970, la trasmissione ha resistito ai cambiamenti dei diritti TV, rigenerandosi anche quando ha dovuto coprire solo la Serie B.

    La resa al calcio moderno

    La trasmissione si è dovuta arrendere ai nuovi tempi: con le partite sparse in tutta la settimana, la formula che l’ha resa famosa non è più sostenibile. Anche la DS (Domenica Sportiva) rimane invariata, ma 90° Minuto non potrà più essere il punto di ritrovo domenicale per i tifosi.

    Un ricordo indelebile

    La forza di 90° Minuto risiedeva non solo nelle immagini in anteprima, ma anche nella personalità dei giornalisti che la conducevano. Paolo Valenti, Tonino Carino, Giampiero Galeazzi e molti altri hanno lasciato un segno indelebile nella storia del giornalismo sportivo italiano.

    Il futuro della trasmissione

    La Rai ha deciso di mantenere il programma in onda il sabato e il lunedì sera, ma la magia della domenica pomeriggio sembra ormai destinata a vivere solo nei ricordi. 90° Minuto ha segnato un’epoca, ma il calcio moderno, con la sua frammentazione, ha imposto un cambiamento inevitabile.

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      Televisione

      Raffaella Griggi nuova conduttrice di Chi l’ha visto?: la Rai sceglie la continuità dopo Federica Sciarelli e affida il programma alla sua inviata storica

      La giornalista genovese, classe 1973, raccoglie il testimone di Federica Sciarelli dopo nove anni da inviata del programma. La Rai punta su un volto già conosciuto dal pubblico e promette continuità con la storia della trasmissione.

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        Raffaella Griggi sarà la nuova conduttrice di Chi l’ha visto? dal 23 settembre su Rai3. Alla fine la Rai ha scelto la soluzione più prudente e, probabilmente, anche la meno traumatica: niente nome altisonante calato dall’alto, niente rivoluzione di studio, niente volto estraneo alla redazione. Il dopo Federica Sciarelli passa da una giornalista cresciuta dentro il programma, conosciuta dal pubblico e abituata da anni a maneggiare scomparse, delitti e casi giudiziari senza trasformarli in spettacolo.

        La nomina sarà accompagnata da una conduzione più corale. Nella prossima stagione anche gli inviati storici Francesco Paolo Del Re, Chiara Cazzaniga e Veronica Briganti avranno alcuni spazi in studio, mentre la redazione accoglierà nuovi autori e cronisti. La direzione resta però chiara: salvare l’identità di Chi l’ha visto? senza bruciare uno dei programmi più riconoscibili del servizio pubblico.

        Raffaella Griggi, dalla cronaca locale a Chi l’ha visto?

        Genovese, classe 1973, giornalista professionista dal 2000, Griggi ha iniziato tra sport e cronaca nelle pagine liguri di Repubblica. Prima ancora del grande salto ha lavorato anche per Primocanale e Telenord, costruendo sul campo il profilo della cronista capace di passare da una partita di pallavolo a una vicenda di nera senza perdere misura.

        La svolta arrivò nel 2001 con la copertura del G8 di Genova, una delle pagine più drammatiche e controverse della storia recente italiana. Da lì partirono le esperienze nazionali: Sky Tg24, TgLa7 con Enrico Mentana, una parentesi a Mediaset, poi La vita in diretta e UnoMattina su Rai1. Nel 2017 l’approdo definitivo a Chi l’ha visto?, dove ha percorso l’Italia seguendo casi complessi e famiglie in cerca di risposte.

        Gli scoop e il rapporto costruito con il pubblico

        In nove anni Griggi ha firmato servizi su alcune delle vicende più seguite dalla cronaca italiana. Ha intervistato Salvatore Parolisi fuori dal carcere, ha seguito il caso degli amanti diabolici, l’omicidio di Giulia Cecchettin e la scomparsa di Tatiana Tramacere, ritrovata nella mansarda di un amico dopo giorni di ricerche.

        Il pubblico ha imparato a riconoscerne il tono misurato, la presenza sul campo e la capacità di stare davanti al dolore senza invadere. È proprio questo patrimonio di credibilità ad aver convinto la Rai a puntare su di lei per raccogliere un’eredità pesantissima. Federica Sciarelli ha trasformato Chi l’ha visto? in un punto di riferimento per milioni di telespettatori e in uno strumento spesso decisivo per famiglie, investigatori e persone scomparse.

        La Rai evita il salto nel vuoto

        Nella nota ufficiale, il direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini ha parlato di una scelta «in piena continuità con la storia e i valori di Chi l’ha visto?», sottolineando il rigore, la credibilità e la vicinanza alle persone dimostrati da Griggi durante il suo percorso professionale.

        Dietro le formule istituzionali si legge anche una decisione molto concreta: non mettere a rischio il programma con una conduttrice estranea alla sua cultura e poco gradita alla redazione o al pubblico. Chi l’ha visto? vive di fiducia, memoria, telefonate, segnalazioni e rapporti costruiti nel tempo. Cambiare tutto avrebbe significato giocare alla roulette con uno dei pochi marchi Rai ancora capaci di unire ascolti, servizio pubblico e autorevolezza.

        La cronaca nera, dunque, si tinge di Griggi. Nessun colpo di teatro, nessuna star chiamata per rifare il trucco alla trasmissione: la Rai ha scelto chi quel programma lo conosce da dentro. E questa volta la scelta più conservatrice potrebbe rivelarsi anche la più intelligente.

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          Televisione

          Striscia la Notizia verso la cancellazione dopo 38 anni: Mediaset toglie i social alla squadra di Antonio Ricci e spegne l’ultima luce

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            Striscia la Notizia verso la cancellazione dopo 38 anni, e questa volta il sipario sembra davvero sul punto di calare. Dopo l’assenza dai palinsesti autunnali di Canale 5, i rinvii, le formule prudenti e il ritorno-evento in prima serata, Mediaset avrebbe sottratto alla squadra di Antonio Ricci anche la gestione dei canali social del programma. L’ultima finestra rimasta aperta sul tg satirico si è così improvvisamente oscurata, alimentando l’ipotesi che l’avventura televisiva del Gabibbo sia arrivata al capolinea.

            Secondo quanto riferito dal giornalista Claudio Plazzotta, dal 25 luglio gli account di Striscia sarebbero passati direttamente sotto il controllo di Mediaset. Fino al giorno precedente la redazione aveva continuato a pubblicare quotidianamente contenuti, servizi e notizie attraverso il sito ufficiale e le piattaforme social. Poi il silenzio. La struttura di Ricci sarebbe stata mandata in ferie e l’azienda non avrebbe intenzione di mantenere attivi canali legati a una trasmissione ormai fuori dalla programmazione e difficilmente monetizzabile da Publitalia.

            Striscia la Notizia perde anche i suoi social

            Il passaggio degli account a Mediaset rappresenta molto più di una semplice riorganizzazione interna. Per mesi i social avevano permesso a Striscia la Notizia di continuare a esistere anche senza una collocazione stabile nel palinsesto, mantenendo vivo il rapporto con il pubblico e aggiornando quotidianamente un marchio che per quasi quattro decenni ha occupato l’access prime time di Canale 5.

            La brusca interruzione delle pubblicazioni racconta invece un cambio di passo netto. Senza una nuova edizione annunciata, senza una squadra operativa e ora anche senza l’autonomia digitale, il programma sembra aver perso l’ultimo spazio nel quale poteva continuare a respirare. Mediaset non ha ancora pronunciato ufficialmente la parola “fine”, ma ogni nuovo segnale rende quella conclusione sempre meno evitabile.

            Pier Silvio Berlusconi non offre garanzie sul futuro

            Alla presentazione dei palinsesti televisivi per la stagione 2026-2027, Pier Silvio Berlusconi aveva risposto in modo lapidario alle domande sul futuro del programma: «Ad oggi siamo a questo punto e non ho altre informazioni da darvi». Nessuna data, nessun progetto, nessuna promessa di ritorno. Solo una formula capace di lasciare aperta formalmente una porta che, nei fatti, sembra già chiusa.

            La situazione ricorda quanto avvenuto l’anno precedente, quando Striscia era sparita dalla programmazione autunnale per poi tornare a gennaio con una versione speciale in prima serata. Quella celebrazione dei 38 anni aveva schierato orchestra, ospiti, veline, effetti speciali e gli storici conduttori Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti. Una festa in grande stile che, vista oggi, somiglia sempre più a un congedo mascherato da compleanno.

            Antonio Ricci e il rischio di un addio senza funerale

            Striscia la Notizia ha costruito una parte importante della storia della televisione commerciale italiana. Dal 1988 ha trasformato fuori onda, gaffe, inchieste, tapiri e servizi di denuncia in un linguaggio riconoscibile, capace di entrare nell’immaginario collettivo. Il programma ha creato personaggi, lanciato conduttori, messo in difficoltà politici e celebrità e accumulato un archivio che racconta quasi quarant’anni di costume nazionale.

            Negli ultimi anni, però, quella memoria ha finito spesso per occupare più spazio del presente. Il ricorso ai filmati storici, alle compilation e ai grandi ritorni ha mostrato la forza straordinaria dell’archivio, ma anche la fatica di una formula costretta a inseguire una televisione e un pubblico profondamente cambiati. Il passaggio dalla storica fascia quotidiana alla prima serata non ha sciolto i dubbi e non ha costruito una prospettiva stabile.

            Ora il controllo diretto dei social da parte di Mediaset aggiunge un altro tassello a un quadro già quasi completo. La squadra di Ricci si ferma, gli account tacciono e Canale 5 guarda avanti. Manca soltanto il comunicato ufficiale, ma dopo 38 anni il tg satirico più irriverente della televisione italiana rischia di uscire di scena nel modo meno rumoroso possibile: senza un ultimo tapiro, senza un vero saluto e con il Gabibbo lasciato solo dietro il bancone.

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              Diletta Leotta deve preoccuparsi? A DAZN avanza Eleonora Incardona: la siciliana che ha conquistato i Mondiali e ora sogna il sorpasso

              Laureata in Giurisprudenza, fidanzata con il centrocampista del Milan Samuele Ricci e protagonista dei collegamenti dagli Stati Uniti, la 34enne siciliana avrebbe conquistato i dirigenti dell’emittente. E c’è già chi la indica come la possibile erede della regina di DAZN.

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                Per anni il volto femminile di DAZN ha avuto un solo nome: Diletta Leotta. Ma nel mondo della televisione sportiva, si sa, gli equilibri possono cambiare in fretta. E nelle ultime settimane un’altra siciliana avrebbe iniziato a ritagliarsi uno spazio sempre più importante all’interno della piattaforma. Si tratta di Eleonora Incardona, che dopo l’ottima prova durante i Mondiali del 2026 è finita al centro dei riflettori, tanto che qualcuno già la definisce la “nuova Leotta”.

                Il paragone non nasce soltanto dalle origini comuni o dalla popolarità sui social. Le due condividono anche un curioso legame familiare: Incardona è stata infatti l’ex cognata della conduttrice. Oggi, però, il confronto si gioca tutto sul terreno professionale, dove Eleonora sembra avere convinto molti addetti ai lavori.

                I Mondiali hanno cambiato tutto

                La vera svolta sarebbe arrivata proprio durante il Mondiale disputato negli Stati Uniti. Pur non avendo alle spalle un’esperienza televisiva paragonabile a quella di Diletta Leotta e dovendo fare i conti con un inglese non sempre impeccabile, Eleonora Incardona avrebbe conquistato pubblico e dirigenti con entusiasmo, spontaneità e grande disponibilità al lavoro.

                Chi ha seguito la manifestazione l’ha vista crescere partita dopo partita, mostrando sicurezza davanti alle telecamere e una presenza sempre più disinvolta nei collegamenti. Un percorso che, secondo indiscrezioni, non sarebbe passato inosservato ai vertici di DAZN.

                I vertici di DAZN pensano a un ruolo più importante

                Negli ambienti della piattaforma sportiva si racconta che Eleonora Incardona sia considerata una delle sorprese più piacevoli dell’ultimo anno. Competitiva, ambiziosa e instancabile, avrebbe saputo costruirsi rapidamente un rapporto di fiducia con la redazione e con i dirigenti.

                Per questo motivo, nelle ultime ore, circolano indiscrezioni secondo cui DAZN starebbe valutando di affidarle uno spazio sempre più rilevante nelle proprie produzioni. Al momento non esistono annunci ufficiali, ma il suo nome viene indicato con crescente frequenza tra quelli destinati a diventare centrali nella prossima stagione.

                Laurea, calcio e una carriera tutta da costruire

                Classe 1991, laureata in Giurisprudenza, Eleonora Incardona continua intanto a far parlare anche per la sua vita privata. Da tempo è legata al centrocampista del Milan Samuele Ricci, una delle figure più seguite del calcio italiano.

                Ma è soprattutto il suo percorso professionale a incuriosire. Se fino a poco tempo fa il suo nome veniva spesso accostato a quello di Diletta Leotta per ragioni di gossip, oggi il confronto riguarda soprattutto la televisione. E anche se parlare di successione appare decisamente prematuro, una cosa sembra ormai evidente: a DAZN Eleonora Incardona non è più una semplice promessa. È una professionista sulla quale, secondo le indiscrezioni, l’emittente sarebbe pronta a investire con decisione.

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