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Televisione

Arrieccolo, Giambruno e l’ultimatum a Mediaset: “O torno in video o mi licenzio (e faccio causa di lavoro)”

Dopo lo scandalo dei fuorionda trasmessi da Striscia la Notizia, Andrea Giambruno è stato relegato dietro le quinte. Ora, però, non ci sta più e ha lanciato un aut aut a Mediaset: la sua pazienza sembra essere giunta al termine. Cosa deciderà l’azienda?

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    Andrea Giambruno non ce la fa più a stare dietro le quinte. È passato quasi un anno da quando, dopo lo scandalo dei fuorionda trasmessi da Striscia la Notizia, è stato spostato dal ruolo di conduttore di Diario del Giorno a un incarico meno visibile, distante da microfoni e telecamere. Ora, però, la sua pazienza sembra essere giunta al limite, tanto che – a sentire i soliti ben informati – avrebbe dato un vero e proprio ultimatum ai vertici di Mediaset: “O torno in video o mi licenzio”.

    Un ultimatum che non sorprende chi conosce bene il giornalista, ma che potrebbe aver colto un po’ alla sprovvista Mediaset. Perché, se è vero che l’azienda potrebbe anche essere tentata di rispondere con un semplice “Si accomodi”, c’è un problema: la possibilità che il giornalista non esca di scena in silenzio, ma si trascini dietro una serie di cause di lavoro e udienze in tribunale. E nessuno a Cologno Monzese sembra avere la minima voglia di affrontare una battaglia legale con l’ex compagno di Giorgia Meloni.

    Dopo lo scandalo che ha coinvolto Giambruno quasi un anno fa, l’azienda aveva deciso di parcheggiarlo dietro le quinte, sperando di evitare ulteriori brutte figure. Ufficialmente, la decisione era stata presa di comune accordo, come confermato anche dalla nota stampa diffusa lo scorso ottobre: “Andrea Giambruno ha concordato con l’azienda di lasciare la conduzione in video di Diario del Giorno, ma continuerà a curare il coordinamento redazionale del programma”.

    A quanto pare, però, il ciuffo più famoso della tv non ha mai accettato pienamente quel ruolo dietro le quinte, lontano dalle luci della ribalta come una Barbara D’Urso qualsiasi. La sua natura da “frontman” e il desiderio di stare sotto i riflettori non si sono mai placati. E adesso, a distanza di un anno, l’ex conduttore sembra più che pronto a tornare in scena. Chi lo conosce bene assicura che, dietro al suo ultimatum, non c’è alcuna volontà di andare altrove, né alcuna offerta da parte di network rivali, ma solo il desiderio di tornare protagonista. Una sorta di pokeristico “all in” in cui Giambruno si gioca tutto cercando di sparigliare il banco.

    La situazione a Cologno Monzese non è delle più semplici. Da un lato, c’è la tentazione di lasciare che il giornalista faccia le valigie, anche perché non tutti – Pier Silvio Berlusconi in testa – sarebbero dispiaciuti del suo addio. Dall’altro lato, però, c’è la consapevolezza che, dietro la sua minaccia di andarsene, potrebbe esserci anche quella di una battaglia legale lunga e faticosa. E in tempi come questi, nessuno in azienda ha voglia di trovarsi in tribunale a discutere di contratti e diritti del lavoratore.

    Dopotutto, Giambruno non è esattamente uno che sceglierebbe di andarsene in silenzio. Le sue dimissioni potrebbero trascinare l’azienda in un lungo e difficile addio, fatto di contenziosi e cause di lavoro. È proprio questa prospettiva che tiene i vertici di Mediaset col fiato sospeso: un litigio legale con l’ex first gentleman sarebbe l’ultima cosa di cui hanno bisogno. Soprattutto visto che Giorgia Meloni non gradirebbe certo essere trascinata sua malgrado nella mischia, con il suo nome inevitabilmente tirato in ballo un giorno sì e un giorno anche.

    Al di là delle smentite d’effetto, infatti, i rapporti tra la presidente del consiglio e i rampolli della real casa di Arcore sono abbastanza tesi. Da tempo Giorgia Meloni mal sopporta le mille voci che vogliono, una volta Marina, una volta Pier Silvio (e ogni tanto anche Barbara), pronti a scendere nell’agone politico per riprendersi lo scettro di papà Silvio. E aggiungere tensione a tensione potrebbe rivelarsi dirompente nell’equilibrio del centrodestra.

    Se Mediaset dovesse accogliere la richiesta di Giambruno, quindi, c’è da chiedersi quale sarebbe il suo futuro. Riprenderà in mano Diario del Giorno, che ormai è nelle mani di Sabrina Scampini? O forse Mediaset deciderà di affidargli un nuovo programma? E, soprattutto, il pubblico sarebbe pronto a riaccoglierlo?

    La verità è che il futuro di Giambruno è ancora tutto da scrivere, ma una cosa è certa: che torni in video o decida di lasciare Mediaset, sarà comunque un bel capitolo da seguire. Speriamo solo che non si trasformi nell’ennesima telenovela.

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      Televisione

      Tale e Quale Show, Fazio imita Vespa e gela Conti: «Devo cadere dalle scale?». Malgioglio massacra la Pettinelli, ma il finale è un caos

      Selma Ezzine vince la serata, ma la Morise è la vincitrice morale. Fazio piazza la battuta più cattiva della puntata, Elettra Lamborghini resta a corto di guizzi e Carlo Conti chiude visibilmente irritato per i problemi tecnici, senza risparmiare una frecciata neppure alla gestione del pubblico.

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        Prima puntata di Tale e Quale Show e il programma di Carlo Conti riparte esattamente da ciò che sa fare meglio: imitazioni improbabili, trasformazioni sorprendenti, giudici pronti a sparare ad alzo zero e concorrenti costretti a incassare. Stavolta, però, al varietà si aggiunge un finale decisamente meno allegro, con Carlo Conti visibilmente arrabbiato per una serie di problemi tecnici che hanno accompagnato la serata.

        La battuta destinata a rimanere arriva invece da Fabio Fazio. Conti gli chiede di cimentarsi nell’imitazione di Bruno Vespa e il conduttore non perde neppure un secondo: «Devo cadere dalle scale?». Riferimento inevitabile alle immagini del giornalista che, dopo una caduta, si era presentato in televisione con i segni dell’incidente ben visibili. Una stilettata pronunciata con il sorriso e probabilmente la battuta migliore dell’intera serata.

        Malgioglio contro Pettinelli: «Un francese terribile»

        A garantire la consueta dose di veleno provvede naturalmente Cristiano Malgioglio, che davanti all’esibizione di Anna Pettinelli nei panni di Caroline Loeb con C’est la ouate non mostra particolare misericordia.

        La Pettinelli si presenta sul palco con un costume che potrebbe essere descritto come un’Ape Maia a lutto, ma è soprattutto la pronuncia francese ad attirare l’attenzione di Malgioglio: «Un francese terribile, non ho capito una parola».

        La replica arriva immediatamente: «Parli tu che parli un italiano che non lo capiamo mai». Scambio perfetto per il meccanismo di Tale e Quale, nel quale ormai il giudizio sull’imitazione è soltanto una parte dello spettacolo e il vero divertimento comincia spesso quando finisce la canzone.

        Roberta Morise sorprende tutti con Kim Carnes

        Se bisogna scegliere una vincitrice morale della prima puntata, però, il nome è quello di Roberta Morise. L’ex compagna di Carlo Conti, con il conduttore che gioca naturalmente a non riconoscerla, porta sul palco Kim Carnes e affronta Bette Davis Eyes, uno di quei brani nei quali basta sbagliare timbro per trasformare l’imitazione in una caricatura.

        La Morise, invece, sorprende. Voce roca, impostazione, atteggiamento e presenza scenica restituiscono una Kim Carnes decisamente credibile e fanno della sua esibizione una delle più riuscite della serata.

        La classifica ufficiale incorona invece Selma Ezzine, che conquista la prima puntata. Il bello di Tale e Quale, naturalmente, è anche questo: la graduatoria dei giudici e quella costruita davanti alla televisione possono raccontare due serate completamente diverse.

        Fabio Fazio e la battuta su Bruno Vespa

        Tra una performance e l’altra arriva il momento di Fabio Fazio. Quando Conti gli propone di imitare Bruno Vespa, Fazio risponde: «Devo cadere dalle scale?».

        Una frase fulminea che funziona proprio perché non ha bisogno di spiegazioni. Il riferimento è all’incidente occorso recentemente a Vespa e alla sua successiva apparizione televisiva, diventata immediatamente argomento di commenti e ironie.

        Fazio mette la battuta, Conti raccoglie e si va avanti. Ma nel festival delle frecciate della prima serata, quella resta probabilmente la più affilata.

        Elettra Lamborghini in giuria, ma le battute non arrivano

        La nota meno convincente arriva dalla giuria, dove Elettra Lamborghini fatica a trovare uno spazio realmente incisivo. In un programma costruito anche sulla capacità dei giudici di trasformare ogni esibizione in un piccolo show successivo allo show, essere simpatici non basta: servono tempi, battute e capacità di inserirsi nel gioco.

        E nella prima puntata Lamborghini sembra avere poche cartucce da sparare, soprattutto accanto a un Malgioglio che conosce perfettamente il meccanismo e riesce a trasformare praticamente qualsiasi concorrente in materiale televisivo.

        Carlo Conti chiude furioso per i problemi tecnici

        Il vero imprevisto arriva però nel finale. Carlo Conti non nasconde l’irritazione per i problemi tecnici che hanno complicato la puntata e, al momento dei saluti, il sorriso professionale lascia spazio a qualche segnale piuttosto evidente di nervosismo.

        Non manca neppure una frecciata a chi gestisce il pubblico, ulteriore indizio di una serata che dietro le quinte deve essere stata parecchio meno tranquilla di quanto apparisse davanti alle telecamere.

        Così la prima puntata consegna già tutto ciò che Tale e Quale Show promette per le prossime settimane: Malgioglio che spara, concorrenti che rispondono, trasformazioni improbabili, qualche imitazione sorprendentemente riuscita e Conti che tenta di governare il circo. Stavolta, però, per riuscirci avrebbe avuto bisogno anche di una regia tecnica un po’ più collaborativa.

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          Televisione

          Perché Simone Annicchiarico è stato squalificato dal Grande Fratello VIP? Le motivazioni della produzione e la reazione del web

          Una bestemmia pronunciata nella casa del Grande Fratello Vip è costata la squalifica a Simone Annicchiarico. Il modo spontaneo e senza filtri con cui il figlio di Walter Chiari e Alida Chelli stava vivendo il reality di Canale 5 poteva rivelarsi un’arma a doppio taglio, come poi è effettivamente accaduto.

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          Perché Simone Annicchiarico è stato squalificato dal Grande Fratello VIP? Le motivazioni della produzione e la reazione del web

            Lo sconforto dei concorrenti per l’addio di Simone

            L’uscita di Simone Annicchiarico ha lasciato il segno tra gli inquilini del GF Vip, con cui si era creato un forte affetto. Poco prima dell’espulsione, Simone si era persino confidato sulla sua relazione con una 23enne, presentatagli dall’ex Nora Amile. La sua partenza ha scatenato forti reazioni: il pianto di Giacomo Gallani, le parole di stima di Federica Morello (“Un lupo non si può ingabbiare”), il rammarico di Marina La Rosa per aver perso un pilastro del gioco e la battuta amara di Moreno Morello, pentito di non avergli prestato il rasoio. Jonathan Kashanian ha invece rassicurato tutti, certo che l’affetto dei fan fuori dalla Casa allevierà il colpo.

            L’eccesso di spontaneità e la bestemmia

            L’esperienza di Annicchiarico è stata caratterizzata da una totale mancanza di filtri. Tra corse sotto la pioggia, balletti sui tavoli, attacchi agli autori e al pubblico di Sal Da Vinci, oltre alle sue teorie complottiste su Terra piatta, fluoro e microbi, il punto di rottura era nell’aria. L’episodio decisivo è avvenuto di fronte a Giancarlo Danto ai fornelli, quando Simone si è lasciato sfuggire una bestemmia, violando apertamente il regolamento a tutela del pubblico.

            Prospettive per la prima serata

            Dopo la nota ufficiale con cui la produzione gli ha ordinato di lasciare il gioco, l’attenzione si sposta sulla puntata di oggi, venerdì 25 settembre. Nel corso della diretta con Ilary Blasi, Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli, si capirà se Annicchiarico potrà essere accetto in studio per un confronto e un ultimo saluto, come spesso accaduto ai concorrenti squalificati nelle passate edizioni.

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              Televisione

              Le Pappardelle rompono il silenzio dopo Reazione a Catena: «Insulti sessisti e accuse di favori sessuali». La denuncia dopo l’addio

              Dopo 48 presenze consecutive e oltre 261mila euro vinti, Maria Giulia Bardi, Carolina Mischi e Francesca Garbini raccontano l’altra faccia del successo: «A un certo punto abbiamo smesso di leggere»

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              Le Pappardelle a Reazione a Catena

                Quarantotto presenze consecutive, oltre 261mila euro di montepremi e due mesi trascorsi davanti a milioni di telespettatori. Poi, una volta terminata l’avventura a Reazione a Catena, per le Pappardelle è arrivato il momento di raccontare anche quello che durante la loro lunga permanenza nel programma era rimasto soprattutto confinato sui social: insulti, insinuazioni sessiste, accuse di essere raccomandate e persino allusioni a presunti favori sessuali alla redazione.

                Il trio fiorentino formato da Maria Giulia Bardi, Carolina Mischi e Francesca Garbini ha deciso di reagire pubblicamente dopo l’eliminazione dal quiz condotto da Pino Insegno. Prima con uno sfogo nel gruppo Facebook dedicato alla trasmissione, poi raccontando direttamente ciò che è accaduto durante le settimane nelle quali la loro popolarità cresceva insieme al montepremi.

                Le tre concorrenti hanno dovuto fare i conti con l’altra faccia della notorietà televisiva. Accanto agli spettatori che facevano il tifo per loro, sui social hanno trovato utenti pronti a mettere in dubbio praticamente tutto: dalla loro bravura alla regolarità delle vittorie, fino al rapporto con il conduttore e con chi lavora dietro le quinte del programma.

                «Non siamo raccomandate»: le Pappardelle rispondono alle accuse su Pino Insegno

                Una delle insinuazioni che ha maggiormente infastidito le tre ex campionesse riguarda proprio Pino Insegno. Durante la loro permanenza a Reazione a Catena, alcuni utenti hanno interpretato la simpatia mostrata dal conduttore nei loro confronti come il segnale di un presunto trattamento di favore.

                Maria Giulia Bardi respinge l’accusa senza lasciare spazio a equivoci: «Non siamo raccomandate e non c’è stato alcun trattamento di favore».

                La concorrente spiega anche che l’atteggiamento di Insegno nei loro confronti non rappresentava un’eccezione: «Pino si comporta in modo gentile con tutte le squadre, anche nelle situazioni che non si vedono in televisione. Il suo supporto e la sua umanità sono un regalo per chiunque varchi quello studio».

                Una precisazione diventata necessaria proprio per la frequenza con cui la teoria della presunta raccomandazione continuava a comparire online. Più le Pappardelle vincevano e rimanevano in trasmissione, più una parte del pubblico social sembrava cercare una spiegazione alternativa ai loro risultati.

                Dalle critiche sul gioco alle insinuazioni sessiste

                Le contestazioni non si sono però fermate alla presunta simpatia di Pino Insegno. Alcuni commentatori sostenevano che il trio avesse incontrato avversari troppo deboli oppure che le tre concorrenti non avessero le qualità dei grandi campioni che negli anni hanno segnato la storia del programma.

                Fin qui si potrebbe ancora parlare delle normali discussioni che accompagnano un quiz televisivo. Il confine cambia quando dalle opinioni sulla capacità di giocare si passa agli attacchi personali e alle insinuazioni sessiste.

                Le Pappardelle hanno denunciato infatti commenti che arrivavano a tirare in ballo presunti atti sessuali con componenti della redazione, utilizzati per spiegare il loro successo e la lunga permanenza nel programma. Accuse prive di elementi concreti che le tre donne hanno deciso di rendere pubbliche proprio per mostrare fino a che punto possa spingersi la violenza verbale sui social.

                Il meccanismo è quello ormai tristemente conosciuto: una concorrente televisiva diventa popolare, qualcuno non gradisce il suo successo e la discussione smette rapidamente di riguardare ciò che accade davanti alle telecamere. Al posto delle critiche arrivano illazioni sulla vita privata, sul corpo, sulla sessualità e sui presunti rapporti con chi lavora nel programma.

                «Abbiamo smesso di leggere per non rovinarci il morale»

                A raccontare quanto quel clima abbia finito per pesare è Francesca Garbini. A un certo punto, spiega, le tre hanno scelto semplicemente di non guardare più ciò che gli utenti scrivevano su di loro.

                «A un certo punto abbiamo smesso di leggerli per non rovinarci il morale», racconta Francesca. Una scelta di autodifesa diventata necessaria mentre il trio continuava a registrare puntate e a giocare.

                A ferirle non erano soltanto gli attacchi più volgari. Anche la continua svalutazione dei risultati aveva cominciato a pesare: «Ci è dispiaciuto leggere cattiverie sul fatto che non fossimo all’altezza dei grandi campioni o che avessimo affrontato solo squadre deboli».

                A salvarle, paradossalmente, è stata proprio la natura del programma. Non erano sole. «Il vantaggio di Reazione a Catena è che si gioca in squadra, quindi ci siamo sempre tirate su il morale a vicenda», spiega Francesca.

                48 puntate e oltre 261mila euro: il successo delle Pappardelle

                I numeri della loro avventura televisiva restano comunque impressionanti. Le Pappardelle hanno disputato 48 puntate consecutive di Reazione a Catena, trasformandosi in uno dei trii più riconoscibili dell’edizione e accumulando complessivamente oltre 261mila euro di montepremi.

                La loro corsa si è conclusa contro le Nonno Rock, ma l’eliminazione non ha cancellato ciò che Maria Giulia, Carolina e Francesca hanno costruito durante quasi due mesi di trasmissione.

                Proprio la durata della loro permanenza ha però amplificato l’esposizione sui social. Puntata dopo puntata, le tre sono diventate personaggi televisivi a tutti gli effetti e ogni vittoria ha alimentato nuove discussioni. Insieme agli apprezzamenti sono aumentate le contestazioni, fino alle accuse che oggi hanno deciso di denunciare.

                La denuncia delle Pappardelle dopo Reazione a Catena

                Dopo l’ultima puntata, il trio avrebbe potuto limitarsi a salutare il pubblico e godersi il risultato raggiunto. Maria Giulia, Carolina e Francesca hanno invece scelto di raccontare anche ciò che normalmente resta fuori dall’inquadratura.

                Non contestano il diritto degli spettatori di giudicare il loro modo di giocare. Il problema, spiegano, nasce quando la critica diventa insulto e quando per screditare tre donne si arriva a insinuare che abbiano ottenuto risultati grazie a raccomandazioni o rapporti sessuali.

                Ed è forse questo il paradosso più amaro della loro storia a Reazione a Catena: 48 presenze e più di 261mila euro vinti non sono bastati a far discutere soltanto della loro capacità di giocare.

                Adesso che la loro corsa televisiva è finita, le Pappardelle hanno deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. E soprattutto di rispondere a chi, invece di provare a batterle davanti alla televisione, aveva già deciso di processarle sui social.

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