Televisione
Barbara D’Urso, fuori dai giochi anche su Discovery: la caduta di una star televisiva
La carriera di Barbara D’Urso sembra aver subito un duro colpo: da regina incontrastata dei talk show a conduttrice senza un palcoscenico. Le voci su un suo approdo a Discovery vengono smentite, lasciandola fuori dai palinsesti delle principali emittenti italiane.
La stagione televisiva 2024 è appena iniziata, e uno dei volti più iconici del piccolo schermo italiano, Barbara D’Urso, si ritrova di nuovo senza un programma. Sì, avete letto bene: la regina del trash, la conduttrice che ha trasformato le lacrime in oro e le dirette tv in un circo mediatico, è fuori dai giochi. Dopo aver dominato per anni i pomeriggi e le serate di Mediaset, sembra che anche Discovery abbia chiuso la porta in faccia alla D’Urso, smentendo categoricamente ogni voce su una possibile collaborazione.
Discovery chiude le porte: “Nessuna trattativa con Barbara D’Urso”
Eppure, solo qualche mese fa, le voci si rincorrevano: Barbara D’Urso pronta a tornare in grande stile su Discovery, un nuovo programma all’orizzonte, un contratto che l’avrebbe riportata in tv con il solito carico di emozioni forti e colpi di scena. Ma la realtà è un’altra. Durante la recente conferenza di presentazione dei palinsesti, i dirigenti di Discovery hanno deciso di spegnere definitivamente ogni speranza: “Non c’è mai stata alcuna trattativa”. Così, in poche parole, hanno messo a tacere ogni indiscrezione, lasciando la D’Urso a bocca asciutta e i suoi fan con l’amaro in bocca.
Una stella che si spegne?
Per Barbara D’Urso, questa è solo l’ultima di una serie di batoste. Dopo anni di successi – si fa per dire – e un legame quasi viscerale con Mediaset, che le aveva affidato programmi come Pomeriggio 5, Domenica Live, e Live – Non è la D’Urso, la conduttrice si è vista prima ridimensionare, poi estromettere del tutto. E adesso? Ora che anche Discovery le ha sbattuto la porta in faccia, il futuro della conduttrice appare quanto mai incerto. Quale sarà la prossima mossa della “Carmelita nazionale”? Riuscirà a reinventarsi o la sua stella è destinata a spegnersi definitivamente?
Da regina del trash a conduttrice senza trono
Il declino della D’Urso è iniziato con un progressivo calo degli ascolti, un segnale inequivocabile per chi vive di audience e share. Mediaset, che per anni l’ha sostenuta, alla fine ha deciso di cambiare rotta. Il gruppo ha preferito puntare su altri volti, altre strategie, relegando Barbara D’Urso al ruolo di ex regina, costretta a guardare il trono da lontano. E adesso, con l’ennesima porta chiusa in faccia, le possibilità di tornare in auge sembrano sempre più ridotte.
Che ne sarà di Barbara?
Il mondo della televisione è spietato, e quello che un giorno è il tuo regno, il giorno dopo potrebbe trasformarsi nel tuo esilio. Barbara D’Urso, con il suo stile inconfondibile, ha segnato un’epoca, ma forse quell’epoca è finita. C’è chi dice che tornerà, chi la immagina alle prese con nuovi format. Ma una cosa è certa: il tempo delle luci della ribalta sembra sempre più lontano. E mentre lei cerca di rimanere a galla, il pubblico si chiede: chi sarà la prossima regina del trash italiano?
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Televisione
Eva Grimaldi all’Isola dei Famosi, Imma Battaglia punge il cast: «Non conosco nessuno». E su The 50 il rimpianto è totale
Scelta da maestri del cinema come Federico Fellini e Claude Chabrol, Eva Grimaldi da tempo trova spazio soprattutto nei reality. L’Isola dei Famosi rappresenta una nuova sfida, favorita anche dal cachet. E Imma Battaglia liquida il cast con una frase destinata a far discutere.
C’è stato un tempo in cui Eva Grimaldi lavorava con giganti del cinema. Claude Chabrol la volle in Giorni felici a Clichy, mentre Federico Fellini la chiamò per Intervista. Nel curriculum dell’attrice figura anche L’educazione fisica delle fanciulle di John Irvin. Eppure, da molti anni, le occasioni importanti sul grande schermo sembrano essersi diradate.
Così, tra una proposta e l’altra, Eva Grimaldi ha trovato nei reality un nuovo terreno di gioco. L’ultima avventura è L’Isola dei Famosi, una scelta che, oltre alla voglia di rimettersi in discussione, sarebbe stata favorita anche da un cachet considerato interessante.
Da Fellini ai reality: una carriera che meriterebbe di più
In molti continuano a considerare Eva Grimaldi una delle attrici italiane più sottovalutate della sua generazione. Non è da tutti poter raccontare di essere stati diretti da Federico Fellini e da Claude Chabrol, eppure il mondo del cinema sembra essersi dimenticato di lei.
Negli ultimi anni, invece, la televisione e i reality hanno rappresentato una sorta di seconda vita professionale. Una strada che l’attrice ha scelto senza particolari complessi, consapevole che le grandi occasioni cinematografiche non arrivano più con la frequenza di un tempo.
Imma Battaglia boccia il cast dell’Isola
Accanto a lei c’è sempre Imma Battaglia, che sulla nuova edizione del reality ha preferito non sbilanciarsi troppo. O forse sì. Alla domanda sui concorrenti, infatti, la moglie dell’attrice ha tagliato corto con una sincerità quasi disarmante, spiegando semplicemente di non conoscere nessuno.
Una risposta che qualcuno ha interpretato come una frecciata neppure troppo velata al livello di celebrità del cast.
Il rimpianto chiamato The 50
Le due hanno recentemente partecipato anche a The 50, esperienza che però non ha lasciato ricordi indimenticabili. Anzi. Imma Battaglia non ha nascosto di essersi pentita di aver preso parte al programma e ha lasciato intendere che non rifarebbe quella scelta.
Un giudizio che suona quasi come una bocciatura senza appello per un reality che, secondo molti osservatori, ha riunito un gruppo di personaggi piuttosto eterogeneo e lontano dai fasti televisivi di un tempo.
Nel frattempo Eva Grimaldi continua a mettersi in gioco. Con la stessa ironia e la stessa voglia di lavorare che, anni fa, conquistarono persino due maestri come Fellini e Chabrol.
Televisione
Reality mania su Netflix: i 10 titoli da non perdere a giugno 2026
Tra amori intergenerazionali, convivenze forzate sotto il sole tropicale e trasformazioni radicali, la piattaforma di streaming offre il perfetto catalogo “guilty pleasure” per inaugurare l’estate.
Con l’arrivo del caldo di giugno, la voglia di staccare la spina e concedersi un po’ di sano intrattenimento senza pensieri si fa sentire. Se le serie TV drammatiche vi sembrano troppo impegnative per le prime serate estive, Netflix ha la risposta pronta: una selezione di reality show capaci di incollare allo schermo grazie a dinamiche sociali imprevedibili, sentimenti autentici (o quasi) e una buona dose di drama.
Dai grandi classici intramontabili alle perle internazionali meno conosciute, ecco i 10 migliori reality show da recuperare o seguire sulla piattaforma questo mese.
L’amore non ha età (e confini)
1. Love Village
Se pensate che i reality di appuntamenti siano una prerogativa dei ventenni in cerca di visibilità, vi state sbagliando. Love Village riunisce single dai 35 anni in su, provenienti dai contesti più disparati, e li lancia nella ristrutturazione di una casa di campagna. L’obiettivo? Trovare un’ultima, vera possibilità in amore. Un esperimento maturo, a tratti commovente, che ridefinisce il genere.
2. Terrace House: Aloha State
Il franchise giapponese più amato al mondo si sposta nel paradiso tropicale delle Hawaii. Sei giovani sconosciuti, tre ragazzi e tre ragazze, condividono una villa da sogno senza copione. A differenza dei reality occidentali, qui a dominare sono i tempi lenti, la timidezza e il realismo quotidiano. Perfetto per chi cerca un’atmosfera rilassante ma ipnotica.
3. Too Hot to Handle
Il re indiscusso del “Trash d’autore” di Netflix. Single bellissimi e allergici alle relazioni serie vengono spediti su un’isola paradisiaca. C’è un solo problema: per vincere il montepremi finale devono rinunciare a qualsiasi contatto fisico. Riusciranno a sviluppare connessioni mentali o cederanno alla tentazione, dilapidando il budget?
Trasformazioni ed emozioni forti
4. Queer Eye
I nuovi “Fantastici 5” continuano a fare miracoli. Non si tratta solo di ristrutturare case o rifare il guardaroba: il cuore del programma sta nelle confessioni toccanti e nella capacità di restituire fiducia in se stessi a persone che si erano perse di vista. Preparate i fazzoletti, perché le lacrime sono assicurate.
5. Queer Eye: We’re in Japan!
Uno spin-off speciale che merita una menzione a sé. I Fantastici 5 volano a Tokyo per immergersi nella cultura locale e aiutare quattro cittadini giapponesi ad abbracciare la propria autenticità. Con la partecipazione della modella Kiko Mizuhara e della comica Naomi Watanabe, è un ponte culturale ed emotivo straordinario.
6. L’amore è cieco (Love is Blind)
L’esperimento sociale definitivo: è possibile innamorarsi e fidanzarsi ufficialmente prima ancora di essersi visti di persona? I concorrenti parlano attraverso delle “capsule” isolate e si vedono solo dopo che è stata pronunciata la fatidica proposta di matrimonio. Da lì in poi, inizia la vera sfida nel mondo reale.
Curiosità, stile e lifestyle
7. Getting Curious with Jonathan Van Ness
Nato dall’incontenibile carisma di una delle stelle di Queer Eye, questo show segue Jonathan Van Ness mentre esplora le sue più grandi curiosità. Dalla storia delle parrucche ai segreti degli snack, ogni episodio affronta un tema con l’aiuto di esperti e ospiti speciali, unendo divulgazione e puro divertimento.
8. I vestiti raccontano (Worn Stories)
Una docu-reality ironica e profondamente umana. Persone comuni aprono i propri armadi per rivelare le storie bizzarre, tragiche o affascinanti legate ai loro capi di abbigliamento preferiti. Dimostrazione del fatto che la moda non è solo apparenza, ma un contenitore di memoria vissuta.
9. Il Collegio
Il format che catapulta un gruppo di adolescenti contemporanei dritti nel passato, costringendoli a vivere e studiare secondo le rigide regole di un collegio d’altri tempi. Senza smartphone, social media o comfort moderni, i ragazzi devono riscoprire il valore della disciplina e della convivenza vecchio stile.
10. Selling Sunset
Se al romanticismo preferite il lusso sfrenato e i drammi aziendali, le agenti immobiliari del The Oppenheim Group a Los Angeles sono pronte a intrattenervi. Tra ville multimilionarie a Hollywood e rivalità spietate tra colleghi, è il perfetto guilty pleasure per chi ama guardare dal buco della serratura la vita dei super-ricchi.
Televisione
Arturo Muselli fa il colpaccio: l’attore napoletano entra nell’universo di Peaky Blinders accanto a Jamie Bell e Charlie Heaton
L’attore napoletano entra ufficialmente nel cast della nuova serie sequel di Peaky Blinders. Una promozione di lusso che lo vedrà recitare al fianco di Jamie Bell e Charlie Heaton.
Da Gomorra all’universo di Peaky Blinders. Arturo Muselli ha appena centrato quello che molti attori sognano per una vita intera. L’interprete napoletano è infatti entrato ufficialmente nel cast della nuova serie sequel del celebre fenomeno britannico, una notizia che rappresenta una delle svolte più importanti della sua carriera.
Per Muselli, conosciuto dal grande pubblico soprattutto per il ruolo di Enzo “Sangueblù”, si tratta di un salto di qualità che conferma la crescente attenzione internazionale nei confronti degli attori italiani.
Arturo Muselli conquista un altro set internazionale
Negli ultimi anni l’attore napoletano ha costruito un percorso sempre più solido, riuscendo a imporsi ben oltre i confini nazionali. L’ingresso nel mondo di Peaky Blinders rappresenta però qualcosa di diverso: un autentico timbro di qualità in una delle saghe televisive più amate e influenti degli ultimi anni.
Una promozione che molti colleghi gli invidieranno e che dimostra come il talento italiano continui a trovare spazio nelle grandi produzioni internazionali.
Accanto a Jamie Bell e Charlie Heaton
Nella nuova serie sequel del cult britannico, Muselli condividerà il set con due nomi di primo piano come Jamie Bell e Charlie Heaton.
Un cast di livello assoluto che aumenta ulteriormente le aspettative attorno a un progetto già seguitissimo dai fan della serie originale. Per l’attore napoletano sarà l’occasione di confrontarsi con interpreti di grande esperienza e di conquistare un pubblico ancora più vasto.
Da Sangueblù a Birmingham: una carriera in ascesa
Per chi lo ha amato in Gomorra, vedere Arturo Muselli approdare nell’universo creato da Steven Knight ha quasi il sapore di una consacrazione. Del resto, il fascino oscuro e l’intensità che hanno reso memorabile il suo Sangueblù sembrano perfetti anche per le atmosfere di Peaky Blinders.
E se Hollywood e le produzioni internazionali continuano a guardare con interesse agli attori italiani, Muselli può dire di aver fatto davvero bingo. Perché entrare nella famiglia di Peaky Blinders non è un ruolo qualsiasi: è uno di quei treni che passano una volta sola.
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