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Televisione

Barbara Palombelli svela il segreti del tribunale di Forum

Il programma Forum, condotto da Barbara Palombelli, continua a essere uno degli appuntamenti più seguiti della TV italiana. Spesso gli spettatori si domandano se le cause presentate siano vere o se i protagonisti siano attori. La conduttrice ha finalmente deciso di svelare l’arcano, spiegando come avviene la selezione dei partecipanti e quale sia l’origine delle storie dibattute.

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    Forum è un programma di grande successo, che va in onda da tantissimi anni sulle reti Mediaset. Passeggiando all’interno degli studi Elios di via Tiburtina a Roma, dove viene realizzato, non possono sfuggire vari armadi pieni di lettere. Come racconta la Palombelli, si tratta delle missive scritte dai telespettatori per partecipare al programma.

    Tutti se lo chiedono da quando esiste il programma

    La moglie dell’ex sindaco di Roma Rutelli, fa chiarezza definitiva su una questione che pare interessare così tanto il pubblico: a Forum ci sono attori? La risposta è sì, ma solo quando necessario e solo in casi eccezionali, per rispettare le storie reali e le persone che si rivolgono al programma. Un impegno che, secondo la conduttrice, risulta basilare per mantenere la fiducia del pubblico e offrire uno spettacolo in grado di raccontare la quotidianeità sociale con un tocco di spettacolarità.

    Una valanga di mail

    “Riceviamo anche tra le 100 e le 200 mail al giorno,” dice la conduttrice. Tuttavia, solo circa il 10% delle cause deriva da vere sentenze giudiziarie che destano particolare interesse nella redazione. Per il resto, i casi raccontati nel programma si ispirano a problemi reali e questioni sollevate da persone che cercano una soluzione o un consiglio.

    Tutto per salvaguardare la veridicità

    Quando i protagonisti originali non possono o, per vari motivi, non vogliono partecipare alla trasmissione, Forum ricorre a un casting per selezionare individui che possano interpretare ruoli ispirati a situazioni reali, con efficacia e realismo. Cercando di scegliere persone che abbiano esperienze personali simili a quelle raccontate. Racconta la presentatrice: “Per il ruolo dei contendenti, cerchiamo persone che abbiano vissuto vicende simili: chi ha un figlio autistico, chi ha problemi di salute o questioni condominiali”. Uno sforzo redazionale che contribuisce a mantenere la veridicità delle storie, pur garantendo che ci siano interpreti disponibili per portare sullo schermo casi di interesse per il pubblico.

    In via del tutto eccezionale si ricorre a dei professionisti

    Per amore della trasparenza, bisogna comunque dire che esiste anche una piccola percentuale di casi in cui la redazione si trova costretta a utilizzare attori professionisti. La Palombelli chiarisce che trattasi di uba scelta rara che avviene solo in casi eccezionali. “In emergenza, può capitare che qualcuno, coinvolto in casi drammatici, non se la senta di andare in video la mattina stessa della trasmissione,” racconta la conduttrice. In questi rari casi, ci rivolgiamo ad agenzie di attori professionisti, anche se si tratta di un caso su 100”.

    Un equilibrio tra intrattenimento e realtà

    Questa trasmissione, iniziata nel lontano 1985, ha da sempre cercato di offire un equilibrio tra l’intrattenimento tv e la rappresentazione di problemi sociali e legali che rispecchiano la vita di tutti. Non a caso, la scelta di utilizzare lettere reali come fonte delle cause e di coinvolgere persone con esperienze simili a quelle narrate, svela chiaramente la sua missione: rimanere autentico e vicino al pubblico.


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      Regé-Jean Page torna su Netflix e infiamma Hollywood: l’ex star di Bridgerton protagonista e produttore di “Hancock Park”

      Regé-Jean Page, volto amatissimo grazie a Bridgerton, prepara il suo ritorno sulla piattaforma che lo ha consacrato. Sarà protagonista e produttore esecutivo di Hancock Park, serie thriller a tinte erotiche ambientata nel quartiere più esclusivo di Los Angeles, dove sotto il lusso scintillante si nascondono tentazioni, segreti e pericolose ossessioni.

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        Regé-Jean Page torna a casa. Dopo aver lasciato un segno indelebile nei cuori degli spettatori con il ruolo del Duca di Hastings in Bridgerton, l’attore britannico torna su Netflix con un progetto completamente diverso, più oscuro, più adulto, decisamente più audace. Si intitola Hancock Park ed è un thriller erotico che promette di intrecciare potere, desiderio e manipolazione in uno dei quartieri più ricchi e blindati di Los Angeles.

        La serie porterà lo spettatore dentro le ville dei milionari, dietro le facciate perfette, tra feste patinate e corridoi pieni di ombre. Page non sarà solo il protagonista, ma anche produttore esecutivo: un segno di controllo creativo e di maturità professionale che racconta un artista pronto a spingersi oltre le etichette.

        Non più solo il “Duca”, ma un uomo pieno di zone grigie

        Il glamour romantico lascia spazio a una sensualità più cruda e complessa. Qui l’amore diventa dipendenza, la passione scivola nell’ossessione e ogni relazione diventa un terreno minato. Hancock Park punta a mostrare come il desiderio possa trasformarsi in arma, come le maschere sociali possano crollare al primo cedimento emotivo.

        Il fascino oscuro di Los Angeles

        Il quartiere simbolo dell’élite californiana diventa un personaggio narrativo a tutti gli effetti. Tra piscine illuminate, terrazze panoramiche e stanze che custodiscono segreti, la serie promette ritmo, tensione costante e atmosfere bollenti. Dietro lo sfarzo, emergono ambizione, rivalità, controllo e l’inevitabile costo delle scelte.

        Una sfida di carriera

        Per Regé-Jean Page questa è una svolta importante: un ruolo maturo, potente, intenso, lontano dalla delicatezza “regency”. Un ritorno che già incuriosisce pubblico e critica, pronto a confermare – o forse ridefinire – la sua immagine internazionale. E, se le premesse saranno mantenute, Hancock Park potrebbe essere uno dei titoli più discussi della prossima stagione Netflix.

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          Televisione

          Alba Parietti torna a Sanremo da inviata: “Sono eccitatissima, sarò all’Ariston con la poltrona che mi porto da casa”

          Alba Parietti sarà tra i volti del racconto sanremese per Rai 1. Inviata speciale de La Vita in Diretta, promette presenza fissa all’Ariston e uno sguardo diretto sul Festival che conosce come pochi.

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            Alba Parietti torna a Sanremo e lo fa con l’entusiasmo di chi quel palco lo sente ancora come casa. Quest’anno sarà inviata per La Vita in Diretta e seguirà il Festival da dentro, tra l’Ariston, il dietro le quinte e l’energia di una città che, per una settimana, vive solo di musica e racconto.

            “Sono eccitatissima, sarò all’Ariston con la poltrona che mi porto da casa”, ha scherzato, confermando un ritorno che per lei non è mai solo professionale, ma anche profondamente personale.

            Un ritorno che profuma di storia

            Per Alba Parietti, Sanremo non è un luogo qualsiasi. È il teatro di molte stagioni televisive, di presenze iconiche e di un rapporto con il pubblico costruito negli anni tra palco, platea e polemiche. Tornarci oggi, in una veste diversa, significa anche rileggere quel passato con uno sguardo più maturo e consapevole.

            L’idea di seguire il Festival come inviata le permette di muoversi con libertà, osservando la macchina sanremese dall’interno senza il peso della competizione o della conduzione.

            L’Ariston come punto fermo

            Al centro del suo racconto ci sarà il Teatro Ariston, luogo simbolo del Festival e spazio che Parietti promette di presidiare con costanza. La battuta sulla “poltrona portata da casa” racconta bene il tono con cui affronterà l’esperienza: presenza continua, ironia, ma anche attenzione a ciò che accade sul palco e dietro le quinte.

            Un’osservatrice privilegiata, capace di cogliere umori, tensioni e piccoli dettagli che spesso sfuggono alla narrazione ufficiale.

            Il racconto per La Vita in Diretta

            Il suo contributo si inserirà nel racconto quotidiano de La Vita in Diretta, programma che durante la settimana sanremese diventa una finestra costante su ciò che accade dentro e fuori il Festival. Interviste, retroscena, atmosfera cittadina e reazioni a caldo saranno il cuore del suo lavoro.

            Per Alba Parietti è un ritorno che unisce mestiere e piacere, memoria e presente. Sanremo, ancora una volta, la riaccoglie. E lei sembra pronta a viverlo fino in fondo, poltrona compresa.

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              Televisione

              L’ospitata di Carlo Conti slitta e “invecchia”: registrata prima di Sanremo, andrà in onda dopo il Festival

              Carlo Conti sarà ospite del programma dei The Jackal, ma la puntata, registrata circa due mesi fa, andrà in onda il 3 marzo, a Festival concluso. Lo slittamento avrebbe creato più di un malumore.

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                In televisione il tempo è tutto. Conta quando registri, ma soprattutto quando vai in onda. E a volte basta uno slittamento di palinsesto per trasformare un contenuto attuale in un racconto già superato. È quello che rischia di accadere all’ospitata di Carlo Conti a Stasera a letto tardi, lo show condotto dai The Jackal.

                Come rivelato dal settimanale Chi, l’intervista è stata registrata circa due mesi fa, in un momento in cui il Festival di Sanremo era ancora tutto da raccontare. Peccato che la messa in onda sia stata fissata solo per il 3 marzo, quando Sanremo sarà ormai archiviato e il contesto completamente cambiato.

                Un’intervista fuori tempo massimo
                Il problema non è l’ospite, né il format. Conti resta uno dei volti più centrali della Rai e la sua presenza su Rai 2 rappresenta, sulla carta, un’operazione di peso. Il punto è che quell’ospitata nasceva per accompagnare il percorso verso Sanremo, non per commentarlo a posteriori, quando il pubblico avrà già metabolizzato tutto.

                Domande, toni, riferimenti: tutto rischia di risultare datato. Un’intervista che doveva “scaldare” l’attesa e che invece arriva quando il Festival è già storia recente, con giudizi, polemiche e bilanci ormai consolidati.

                Il nodo del palinsesto Rai 2
                Lo slittamento della puntata sarebbe legato a scelte di palinsesto che, secondo quanto filtra, non avrebbero convinto tutti. Rai 2, da tempo in cerca di una linea chiara e di una identità stabile, si trova ancora una volta a gestire contenuti che arrivano in onda fuori sincrono rispetto all’attualità.

                E quando si parla di Sanremo, l’effetto “anacronismo” è ancora più evidente. Il Festival è una macchina che vive di presente assoluto: prima, durante e subito dopo. Tutto ciò che arriva in ritardo perde forza narrativa.

                Malumori dietro le quinte
                Non stupisce, quindi, che lo slittamento abbia generato malumori. Un’ospitata di questo tipo, con un direttore artistico di Sanremo nel pieno del suo ruolo, avrebbe avuto un peso ben diverso se collocata nelle settimane precedenti al Festival. Andare in onda dopo significa rinunciare a una parte consistente dell’impatto mediatico.

                Il rischio è duplice: da un lato penalizzare il programma dei The Jackal, che si ritrova un contenuto meno “caldo”; dall’altro esporre Conti a un’intervista che non dialoga più con l’attualità, finendo per sembrare un racconto fuori fase.

                Quando il tempo è il vero contenuto
                In tv, più che altrove, il tempo è contenuto. Non basta avere un buon ospite o un’idea brillante: serve la collocazione giusta. In questo caso, l’ospitata di Carlo Conti sembra pagare una scelta tardiva che la priva di contesto e urgenza.

                Il debutto di Stasera a letto tardi è fissato, ma l’effetto è paradossale: un’intervista pensata per “accompagnare” Sanremo finirà per commentarlo quando il pubblico avrà già voltato pagina. E in televisione, voltare pagina è spesso definitivo.

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