Connect with us

Televisione

Confessioni e supercazzole: da stasera alle 21 Antonella Grippo riporta Perfidia su LaC

Politici in ginocchio, domande impertinenti e giudizi spietati: ecco il menù della nuova stagione di Perfidia, dove nulla è sacro e tutto è spettacolo.

Avatar photo

Pubblicato

il

    Caustica, ironica, divertita e divertente. Capace di affrontare qualsiasi tema con l’incoscienza sbarazzina di chi ammaestra telecamere e luci della ribalta con la leggerezza di una domatrice di leoni. Torna in tv, a partire da stasera alle 21 su LaC, Perfidia, il talk show più blasfemo, ironico e irrituale della televisione italiana. E come di consueto, al timone del naviglio infernale di Carontiana memoria che sfida le tempeste del mare magnum della tv, c’è sempre lei, Antonella Grippo, biondo nocchiero (o nocchiera?) di un piccolo vascello pirata – pardon, un talk show – che vale la pena di guardare almeno una volta nella vita. Noi di LaCityMag, che adoriamo chi sa fare un cocktail inebriante di ironia e intelligenza, l’abbiamo intervistata per voi. E le sue risposte sono da leggere gustandone il linguaggio, la vis caustica e, a tratti, autoironica.

    Perfidia regala una lettura della vita in chiave insolita e, per dirla all’inglese, un po’ spicy. Perché questa scelta?

    In realtà io porto in scena la mia visione del mondo, della vita, il mio sguardo verso l’orizzonte. Questa mia creatura televisiva, dagli esordi a oggi, ha cambiato parole e stilemi sottraendosi anche al gioco di qualsivoglia stereotipo. Posso dire che Perfidia è selvaggia e pigra, che si lascia spesso contaminare dall’alchimia teatrale e lirica. Che è sempre stata risolutamente anarchica. Scorre così, come la vita, profonda e lieve, insonne e pigra, ritmica e malinconica. Beffarda, antipatica e popolare al tempo stesso.

    Rigorosa e dura come i quattro quarti dello spartito musicale degli AC/DC, che da sempre rappresenta la sigla del mio show. Ma allo stesso tempo è lieve e tenera. Posso dire che spesso questa mia trasmissione sfugge persino al canovaccio che vorrei cucirle addosso, si ribella alla prigionia della scrittura, della sceneggiatura, che viene scientificamente disattesa. Forse è proprio per questo che io la amo molto. Le riconosco una sua insolente innocenza.

    Come convinci i tuoi intervistati a raccontarti i loro peccati?

    Li convinco dicendo che il “confessore” non sarò io, ma che dovranno vedersela con Sua Santità El Diablo – che in realtà è il mio doppio – in modo che, in qualche misura, si presentino all’inginocchiatoio con maggiore tranquillità. Dico loro anche che, quando si tratterà di emettere una sorta di giudizio, sicuramente si farà sempre ricorso alle indulgenze plenarie.

    C’è qualcuno che ti ha lasciato a bocca aperta?

    No, devo dire che nessuno mi ha veramente sorpreso. Nessuno mi ha lasciato a bocca aperta perché mentono tutti con rara imperizia. Mentono in modo assolutamente non scientifico e sparano bugie davvero senza criterio. Il tutto senza una vera capacità di infinocchiarti, perché sono così scontati… Ti faccio un esempio: quando io chiedo se abbiano mai fornicato, la maggior parte di loro, non conoscendo il senso del verbo “fornicare”, si guarda intorno disorientata e tace.

    Chi è stato il più interessante?

    Non ho memoria di particolari guizzi, devo dire che sono stati tutti nella media. Matteo Salvini, però, è stato l’unico che si è sottoposto alla tortura della liturgia blasfema dell’inginocchiatoio senza protestare e senza addurre motivazioni che gli impedissero di confessarsi. Era il 2019 e fu un momento indimenticabile: Salvini elaborò appositamente per Perfidia una tesi originale sul “celodurismo” leghista… che ora non c’è più!

    Chi ti ha raccontato il peccato più grande?

    Matteo Renzi, direi. Interrogato a proposito dei suoi peccati, ha dichiarato pubblicamente di avere particolare consuetudine con l’arroganza. Dopodiché, alla domanda successiva relativa all’impiego dell’Istituto della confessione, ha sostenuto che in realtà il pentimento – essendo una abitudine tipica dei cattolici e relativa soprattutto all’attività spirituale – non può essere reso in politica. Essendo una sorta di risarcimento per i peccati commessi, è una cosa che si riferisce alla dimensione spirituale e, in politica, ha scarsa efficacia!

    Se tu dovessi fare una classifica dei peccati capitali, quale metteresti come più comune?

    Direi l’invidia. Perché pur vivendo in clandestinità e abitando gli anfratti del sottosuolo dell’anima, è un demone di rango. Non ha grandi capacità di affabulazione, né si lascia preludere da minacce. Di rado intrattiene consuetudine con le parole, anzi. Spesso le sgozza perché non tramino contro il buio silente in cui il mostro dimora. Questo è un vizio capitale che si muove guardingo, in cattività, dietro mimiche e pallori difficili da scovare. Del resto è il sentimento meno scenico… Tra i vizi capitali è quello più perfido, direi, e più incline alla mimesi.

    Hai intervistato tutti i grandi politici italiani, che idea ti sei fatta della politica oggi?

    Se penso ai giganti della politica della Prima Repubblica, rischio di lasciarmi attraversare da un languido sentimento di nostalgia. Mi riferisco al tratto decisionista di Bettino Craxi, che a Sigonella diede un calcio nel sedere agli americani. Come dimenticare poi “l’equidistanza attiva” di Aldo Moro rispetto al conflitto arabo-israeliano dell’epoca. Oggi, invece, il Paese sconta una sorta di “sindrome da ballatoio”. In politica estera, siamo in balia del provincialismo, del contenzioso condominiale. Manca la visione.

    Avrai comunque una tua idea sul panorama politico italiano…

    La politica ha smarrito la sua identità già dall’inizio degli anni ’90, all’epoca di Tangentopoli, quando il primato della politica migrò verso altri poteri. Quello della magistratura, quello dell’editoria o dell’alta finanza. Da allora l’attore giudiziario, i pubblici ministeri in particolare, ha spesso travalicato i confini e il perimetro di sua pertinenza. Ecco, la politica ancora oggi è sotto scopa rispetto alla magistratura. Continua per alcuni versi a coltivare una sorta di atteggiamento di sudditanza, di timore. Ed è necessario che si torni alla tripartizione dei poteri originale. La cosa più triste, poi, è che ad essere sotto scopa è gran parte della sinistra italiana.

    Una delle tue interviste storiche è quella a Silvio Berlusconi. Ce la racconti?

    Lo intervistai nel 2014, ad Arcore. L’intervista doveva durare dieci minuti, poi è durata circa un’ora. Si è rivelata una fantastica ricognizione storica e antropologica delle vicende di Forza Italia. Ma voglio raccontare un aneddoto molto divertente: ai tempi Silvio Berlusconi era ad Arcore perché affidato ai servizi sociali dopo la nota condanna. Da tutta Italia arrivarono giornalisti per intervistarlo. A fine giornata eravamo rimaste in due, io e un’altra collega del Friuli Venezia Giulia.

    Quando entrai nello studio, Berlusconi, che aveva la lista di tutti i giornalisti che doveva incontrare, mi guardò e disse: “Finalmente è arrivata la nostra giornalista del Friuli”. Insomma, fu mandato fuori pista dalla mia statura, dai capelli biondi, dagli occhi chiari… Gli risposi di botto: “Presidente, non sono del Friuli Venezia Giulia, sono calabro-campana. E lei deve rivedere l’antropologia femminile meridionale, perché non siamo tutti con il velo in testa e con i baffi!”. La cosa più divertente era che la collega del Friuli, al contrario, aveva tutt’altri colori e fisicità e quindi, secondo Silvio, poteva rientrare molto più di me nell’antropologia meridionale. Dopodiché ho avuto l’impressione di un uomo diretto, spontaneo, empatico, immediato e senza particolari filtri.

    Chi ti piacerebbe intervistare e non sei mai riuscita a raggiungere?

    Sicuramente Vladimir Putin, per dragare la palude della sua psiche particolarmente interessante. Dico chi non vorrei mai intervistare, al contrario. Anche se dubito che ne avrei mai la possibilità: Bergoglio, il Papa… Spesso dispensa a piene mani luoghi comuni e non dice mai nulla di sacrilego, impegnato com’è nel cimentarsi in un’evangelizzazione caramellosa. Ecco, Bergoglio è una sorta di “banalino di coda”. Che non intervisterei mai.

    Chi ti sei pentita di aver intervistato?

    Non lo posso dire, altrimenti poi non torna più a Perfidia. E siccome è un esponente del PD, vorrei tornare a intervistarlo, anche se ogni volta faccio una fatica… Con quelli così non si cava un ragno dal buco. Niente nomi, quindi, dico solo che è uno politicamente moscetto. Non intervisterei più neanche molte donne del panorama politico italiano… Non le trovo interessanti. Continuano a reiterare la solita storia della corporazione delle donne, la sorellanza, la solidarietà in nome della “patonza”. Io non solidarizzo. E ti dico che sono davvero pochissime le donne interessanti della politica che mi è capitato di intervistare. Perché sotto sotto c’è sempre il romanzetto di Liala

    A chi faresti altre domande se potessi riaverlo davanti?

    Gianfranco Fini! Ci sono dei nodi irrisolti nella sua storia politica, nella sua vicenda umana. E perché ebbi modo di intervistarlo tantissimo tempo fa, all’epoca della svolta di Fiuggi. Vorrei capire di più di lui, perché lo giudico un politico dall’identità composita e dalle innumerevoli contraddizioni.

    Il più divertente? Il più noioso? Il più bello? Il più antipatico?

    Il più divertente, devo dire, Calenda. A tratti sembra antipatico, invece non lo è. Bertinotti anche, è molto spiritoso. Il più figo è sempre lui, Pier Ferdinando Casini, l’a priori democristiano per antonomasia. Il più noioso è sempre quello del PD politicamente moscetto di cui sopra. Il più antipatico? No, devo dire che particolarmente antipatici non ne ho intercettato. Forse una signora della Lega… però anche qui niente nomi, altrimenti poi si offende e non torna più. E a me serve come l’aria avere qualcuno della Lega che faccia spettacolo.

    Cosa troveremo nella nuova stagione di Perfidia?

    Come di consueto, impiegheremo tutto il registro della contaminazione dei generi. Da noi si passa da Gigi D’Alessio e Tiziano Ferro all’esplorazione dei Testi Sacri, dall’economia politica alla letteratura. Insomma, dalla cultura popolare stricto sensu a quella più aristocratica. Perfidia è una sorta di latitudine in cui c’è il diritto di cittadinanza per qualunque accento, artistico e non. Quest’anno, per esempio, ho pensato di inaugurare l’X Factor della politica e anche una sorta di Temptation Island.

    Ci sono tre rubrichette. Una l’abbiamo già inaugurata la scorsa edizione, si chiama Sputanellum Quiz, ma non ti posso dire di più altrimenti i miei ospiti poi si organizzano. L’altra è la lavagnetta. Poi c’è Supercazzole e affini, in cui riproporremo al pubblico le esternazioni più improbabili dei politici italiani, avendo cura di sottolinearne anche eventuali errori grammaticali o sintattici. Quindi molta musica, molto ritmo, domande incalzanti come al solito. E soprattutto il solito vizio antico di Perfidia, che consiste nell’accogliere tutte le espressioni dello spettacolo, in modo che la politica sia confezionata come un messaggio lieve, ma al tempo stesso profondissimo.

    Cosa cambia rispetto al passato?

    Vorrei rendere ancora più contundente l’arma dell’ironia, che non è mai abbastanza. E soprattutto quella dell’autoironia, perché anch’io mi sottoporrò alla liturgia blasfema dell’inginocchiatoio. Bisogna saper ridere di sé stessi, in fondo sono solo canzonette. E c’è poco da prendersi sul serio. Da tempo ho smesso di voler cambiare il mondo come quando ero una ragazzaccia di Lotta Continua e credevo veramente di poter incidere con la mia generazione in qualche svolta storica. Adesso sono sicuramente più follemente saggia. Vado in tv e faccio la tv, penso e premedito una trasmissione come Perfidia perché alla fine mi diverto. Vorrei sgretolare il totem del giornalismo impegnato, che deve orientare la società, addomesticare le coscienze. Io voglio solo divertirmi e divertire il pubblico senza sentirmi e atteggiarmi come una sorta di sacerdotessa delle anime.

    Cosa ti aspetti dal futuro?

    Pur essendo una maniacale e meticolosa pianificatrice della mia vita, non riesco a guardare in prospettiva. Spero di riuscire a conservare anche nel futuro l’immagine di quella ragazzina tredicenne a cui il papà ingiungeva la visione, ogni giovedì sera, della tribuna politica. Ricordate le vecchie tv in bianco e nero? Vorrei continuare a essere quella ragazzina curiosa, che non è mai in realtà uscita da quel soggiorno. Quella che all’epoca mi sembrava una costrizione inflittami da mio padre si è rivelata invece il mio gioco preferito.

    Vorrei aggiungere un’ultima chiusa per ringraziare la Presidenza nella figura del presidente Domenico Maduli e la Direzione di LaC Network, la dottoressa Maria Grazia Falduto, che mi hanno non solo supportato ma anche lasciata completamente libera di esprimere il mio estro e il mio lavoro nei modi che ho scelto nella più totale autonomia decisionale.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Televisione

      Sigfrido Ranucci fuori da Report, la Rai cambia tutto: conduzione a Presutti e Piervincenzi. E ora si prepara la battaglia

      Sigfrido Ranucci non condurrà più Report. La Rai sceglie Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi e propone al giornalista tre possibili destinazioni: RaiNews, Tg3 o un ufficio di corrispondenza. Una soluzione che rischia di trasformarsi rapidamente in una guerra legale.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Sigfrido Ranucci non condurrà più Report. La Rai cambia il volto dello storico programma d’inchiesta di Rai3 e dalla prossima stagione affida la conduzione a due giornalisti: Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Una decisione destinata inevitabilmente ad aprire un nuovo fronte dentro e fuori Viale Mazzini, anche perché resta da capire quale sarà il futuro professionale di Ranucci e soprattutto se il giornalista accetterà una delle soluzioni prospettate dall’azienda.

        La Rai presenta la decisione come «una nuova fase» per uno dei programmi più importanti dell’approfondimento del servizio pubblico e sottolinea che entrambi i nuovi conduttori sono risultati vincitori della selezione per giornalisti professionisti.

        Report passa a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi

        Presutti conosce già perfettamente la trasmissione: da anni è giornalista e inviata di Report e ha costruito buona parte del proprio percorso professionale nel giornalismo investigativo. Nella selezione Rai si è classificata prima.

        Piervincenzi porta invece l’esperienza maturata come inviato e conduttore di programmi quali Nemo – Nessuno escluso e Popolo Sovrano. Nel 2017 fu aggredito a Ostia insieme all’operatore Edoardo Anselmi mentre stava realizzando un’inchiesta. Per la Rai la nuova coppia rappresenta un investimento «su nuove generazioni di giornalisti d’inchiesta».

        Sigfrido Ranucci, tre ipotesi per il futuro in Rai

        Il nodo più delicato riguarda però Ranucci, che ricopre anche la carica di vicedirettore ad personam di Rai3. L’azienda sostiene di avergli sottoposto tre possibili opzioni di ricollocazione «coerenti con il suo grado e con l’esperienza maturata».

        Secondo quanto riportato dall’Ansa, le destinazioni sarebbero RaiNews, Tg3 oppure un ufficio di corrispondenza. Resta da vedere se Ranucci considererà le proposte adeguate al proprio profilo professionale o se la vicenda finirà davanti ai giudici con una contestazione sul possibile demansionamento.

        Il Foglio: «Così la Rai trasforma Ranucci in un martire»

        La scelta scatena immediatamente anche la lettura politica. Il Foglio sostiene che l’operazione rischi di produrre esattamente l’effetto contrario a quello auspicato da chi voleva ridimensionare Ranucci: trasformarlo in un epurato.

        «Bastava lasciarlo lì, Ranucci», scrive il quotidiano, secondo cui la rimozione dalla conduzione finirebbe per consegnargli l’immagine del perseguitato e contemporaneamente costringere i nuovi responsabili di Report a dimostrare di non essere stati scelti per normalizzare la trasmissione.

        La Rai parla di «indipendenza editoriale» e «imparzialità rigorosa». Ranucci, per ora, resta fuori dalla conduzione. Ma la sensazione è che la partita intorno a Report, invece di chiudersi, sia appena cominciata.

          Continua a leggere

          Televisione

          Mediaset batte la Rai nell’estate 2026: Gerry Scotti e Temptation Island piegano Mondiali, sport e repliche di Viale Mazzini

          Mediaset vince l’estate televisiva con 2,8 milioni di spettatori medi giornalieri contro i 2,5 della Rai. La Ruota della Fortuna e Temptation Island battono la strategia di Viale Mazzini, affidata soprattutto a sport e repliche. E il divario on demand è ancora più pesante.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            I Mondiali di calcio non sono bastati alla Rai: l’estate televisiva 2026 l’ha vinta Mediaset. Dal 31 maggio al 25 agosto il gruppo di Cologno Monzese ha raccolto 2,8 milioni di spettatori medi nell’intera giornata, contro i 2,5 milioni del servizio pubblico. Ma il dato che fa ancora più rumore riguarda la sfida diretta tra le due ammiraglie: Canale 5 ha battuto Rai1 sia in prima serata, con 3,5 milioni contro 3,2, sia nelle 24 ore, con 1,35 milioni contro 1,28.

            Dietro i numeri c’è soprattutto una differenza di strategia. Mediaset ha deciso che la televisione non dovesse andare in vacanza insieme agli italiani. La Rai ha puntato sugli eventi sportivi e riempito buona parte del resto del palinsesto con le repliche. Il risultato ha premiato nettamente il Biscione.

            Gerry Scotti e Temptation Island, l’estate resta accesa su Canale 5

            Mediaset ha tenuto in campo i suoi pezzi forti. La Ruota della Fortuna di Gerry Scotti è rimasta accesa anche durante l’estate, mentre Temptation Island si è confermato una macchina capace di produrre contemporaneamente ascolti televisivi e conversazioni sui social.

            Una scelta opposta a quella della Rai, che poteva contare su una quantità considerevole di sport: Mondiali di calcio, Europei di atletica e nuoto hanno garantito pubblico e grandi appuntamenti, ma non sono riusciti a compensare una programmazione generalista molto più povera di novità.

            Il risultato sul giorno medio delle tre reti generaliste è eloquente: 2,1 milioni di spettatori per Mediaset contro 1,7 milioni della Rai.

            Mediaset batte la Rai anche fuori dalla tv tradizionale

            La sconfitta più preoccupante per Viale Mazzini potrebbe però essere quella che arriva lontano dal telecomando tradizionale. Le reti generaliste Mediaset raccolgono 120mila spettatori on demand, mentre quelle Rai si fermano a 37mila.

            Un divario enorme che, secondo Francesco Siliato dello Studio Frasi, mette in evidenza la necessità per il servizio pubblico di «rifondare la propria idea di media company» e costruire una programmazione capace di produrre pubblico anche oltre la messa in onda in diretta.

            Il problema, insomma, non riguarda soltanto cosa trasmettere a luglio e agosto, ma quanto a lungo un programma riesca a vivere dopo essere passato sul piccolo schermo.

            Negli otto mesi Rai1 resiste grazie anche a Sanremo

            La tendenza va oltre l’estate. Nei primi otto mesi del 2026 Mediaset totalizza ogni giorno 145mila spettatori on demand contro i 113mila della Rai. Canale 5 da sola ne raccoglie 88mila, mentre Rai1 si ferma a 52mila.

            L’ammiraglia del servizio pubblico conserva comunque il primato nell’intera giornata considerando i primi otto mesi: 1,534 milioni di spettatori medi contro 1,514 milioni di Canale 5, con il Festival di Sanremo che pesa inevitabilmente sul risultato.

            A livello di gruppi, però, Mediaset è già davanti: 3,092 milioni contro 2,973 milioni. E l’estate ha mandato un messaggio piuttosto semplice a Viale Mazzini: mentre la Rai metteva il cartello “torno subito” e confidava nello sport, Gerry Scotti continuava a girare la Ruota. E a quanto pare girava dalla parte giusta.

              Continua a leggere

              Televisione

              Alessandra Mussolini sbarca a Uomini e Donne: Maria De Filippi la strappa a Milly Carlucci. E ora scintille con Tina Cipollari?

              Alessandra Mussolini sarà la nuova opinionista di Uomini e Donne, che dal 21 settembre festeggia la trentesima edizione. Maria De Filippi l’avrebbe ingaggiata con un ricco cachet, anticipando Milly Carlucci che, secondo alcune voci, la voleva a Ballando con le Stelle.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Maria De Filippi piazza il colpo Alessandra Mussolini. La vincitrice dell’ultima edizione del Grande Fratello Vip sarà la nuova opinionista di Uomini e Donne, pronto a tornare nel daytime di Canale 5 da lunedì 21 settembre. Un innesto pesante per un programma che taglia il traguardo delle 30 edizioni e che, dopo tre decenni, ha evidentemente deciso di concedersi una bella scossa.

                Mussolini andrà ad affiancare Tina Cipollari e Gianni Sperti, mentre resta da capire quale sarà il ruolo di Tinì Cansino, la cui presenza nelle ultime stagioni è stata decisamente più discreta. E soprattutto bisognerà vedere cosa accadrà quando due personalità come Mussolini e Cipollari cominceranno a contendersi il centro dello studio.

                Alessandra Mussolini a Uomini e Donne dopo il Grande Fratello Vip

                Per Mussolini si tratta della consacrazione televisiva dopo la vittoria al Grande Fratello Vip. L’ex parlamentare ha saputo sfruttare il reality per mostrare un lato differente della propria personalità e ora raccoglie immediatamente i frutti di quella esposizione.

                Maria De Filippi l’avrebbe voluta a Uomini e Donne con un ricco cachet, mettendo a segno anche un colpo nella concorrenza interna alla televisione italiana: secondo alcune voci, infatti, Milly Carlucci avrebbe pensato proprio a Mussolini come possibile giurata di Ballando con le Stelle.

                Alla fine l’ha spuntata Queen Mary.

                Tina Cipollari e Alessandra Mussolini: lo studio basterà per entrambe?

                Il vero spettacolo potrebbe cominciare ancora prima dell’arrivo di tronisti, dame e cavalieri. Tina Cipollari è da anni la protagonista indiscussa del parterre degli opinionisti, mentre Mussolini ha dimostrato anche al GF Vip di avere una naturale tendenza a prendere il comando della scena.

                Metterle una accanto all’altra promette quindi scintille. La domanda è quasi inevitabile: riusciranno a dividersi lo spazio oppure dame, cavalieri e tronisti finiranno per trasformarsi in semplici spettatori?

                Intanto l’annuncio ha già regalato materiale televisivo: nel video con cui viene comunicato l’arrivo della nuova collega, persino Gianni Sperti sembra improvvisamente rianimarsi. E siamo ancora alla vigilia.

                Uomini e Donne compie 30 anni e cambia pelle

                Le prime puntate della nuova stagione sono già in registrazione. Il programma tornerà in onda il 21 settembre, quasi esattamente trent’anni dopo il debutto del 16 settembre 1996.

                Debutteranno anche i nuovi tronisti. Secondo Lorenzo Pugnaloni, tra loro potrebbe esserci Giovanni Grazioso, già visto a Temptation Island, mentre è ufficiale la prima tronista, Giorgia, 25 anni, romana e studentessa di Psicologia clinica.

                Ma per una volta i nuovi protagonisti rischiano di partire già con un problema: nello studio di Uomini e Donne adesso ci sono Tina Cipollari e Alessandra Mussolini. Per farsi notare lì in mezzo servirà ben più di qualche esterna al tramonto.

                  Continua a leggere
                  Advertisement
                  Sport19 minuti ago

                  Usain Bolt si sposa: l’uomo più veloce del mondo ci ha messo 13 anni per capitolare. A Kasi Bennett un diamante da 5 carati

                  Sostituire la classica pasta per proteggere la salute: i benefici degli spaghetti di soia per chi soffre di glicemia alta e diabete
                  Cucina49 minuti ago

                  Sostituire la classica pasta per proteggere la salute: i benefici degli spaghetti di soia per chi soffre di glicemia alta e diabete

                  Cinema1 ora ago

                  Woody Allen riparte dalla Spagna con un nuovo film, Meghan Markle osteggiata in Gran Bretagna: Hollywood chiude le porte ai suoi ex?

                  Pronti al cambio armadio? Le 5 tendenze moda dell'autunno 2026-2027 che domineranno lo street style e la vita di tutti i giorni
                  Moda2 ore ago

                  Pronti al cambio armadio? Le 5 tendenze moda dell’autunno 2026-2027 che domineranno lo street style e la vita di tutti i giorni

                  Televisione2 ore ago

                  Sigfrido Ranucci fuori da Report, la Rai cambia tutto: conduzione a Presutti e Piervincenzi. E ora si prepara la battaglia

                  Piccoli, dorati e ricchissimi di nutrienti: i semi di girasole conquistano la cucina quotidiana con il loro gusto e la loro versatilità
                  Cucina3 ore ago

                  Piccoli, dorati e ricchissimi di nutrienti: i semi di girasole conquistano la cucina quotidiana con il loro gusto e la loro versatilità

                  Cinema3 ore ago

                  Tom Cruise diventa Digger e spiazza anche i colleghi: «Mi ero quasi dimenticato di Tom». Il nuovo film di Iñárritu al cinema dal 2 ottobre

                  Casa sempre nel caos? La psicologia spiega cosa rivela il disordine sul nostro stato emotivo e come ritrovare l'armonia interiore
                  Lifestyle4 ore ago

                  Casa sempre nel caos? La psicologia spiega cosa rivela il disordine sul nostro stato emotivo e come ritrovare l’armonia interiore

                  Televisione4 ore ago

                  Mediaset batte la Rai nell’estate 2026: Gerry Scotti e Temptation Island piegano Mondiali, sport e repliche di Viale Mazzini

                  Sfruttamento o inclusione? Paolo Ruffini rompe il silenzio sulle accuse: "Chi lavora con me ha superato i provini ed è un artista vero"
                  Personaggi5 ore ago

                  Sfruttamento o inclusione? Paolo Ruffini rompe il silenzio sulle accuse: “Chi lavora con me ha superato i provini ed è un artista vero”

                  Ultime notizie