Televisione
Confessioni e supercazzole: da stasera alle 21 Antonella Grippo riporta Perfidia su LaC
Politici in ginocchio, domande impertinenti e giudizi spietati: ecco il menù della nuova stagione di Perfidia, dove nulla è sacro e tutto è spettacolo.
Caustica, ironica, divertita e divertente. Capace di affrontare qualsiasi tema con l’incoscienza sbarazzina di chi ammaestra telecamere e luci della ribalta con la leggerezza di una domatrice di leoni. Torna in tv, a partire da stasera alle 21 su LaC, Perfidia, il talk show più blasfemo, ironico e irrituale della televisione italiana. E come di consueto, al timone del naviglio infernale di Carontiana memoria che sfida le tempeste del mare magnum della tv, c’è sempre lei, Antonella Grippo, biondo nocchiero (o nocchiera?) di un piccolo vascello pirata – pardon, un talk show – che vale la pena di guardare almeno una volta nella vita. Noi di LaCityMag, che adoriamo chi sa fare un cocktail inebriante di ironia e intelligenza, l’abbiamo intervistata per voi. E le sue risposte sono da leggere gustandone il linguaggio, la vis caustica e, a tratti, autoironica.
Perfidia regala una lettura della vita in chiave insolita e, per dirla all’inglese, un po’ spicy. Perché questa scelta?
In realtà io porto in scena la mia visione del mondo, della vita, il mio sguardo verso l’orizzonte. Questa mia creatura televisiva, dagli esordi a oggi, ha cambiato parole e stilemi sottraendosi anche al gioco di qualsivoglia stereotipo. Posso dire che Perfidia è selvaggia e pigra, che si lascia spesso contaminare dall’alchimia teatrale e lirica. Che è sempre stata risolutamente anarchica. Scorre così, come la vita, profonda e lieve, insonne e pigra, ritmica e malinconica. Beffarda, antipatica e popolare al tempo stesso.
Rigorosa e dura come i quattro quarti dello spartito musicale degli AC/DC, che da sempre rappresenta la sigla del mio show. Ma allo stesso tempo è lieve e tenera. Posso dire che spesso questa mia trasmissione sfugge persino al canovaccio che vorrei cucirle addosso, si ribella alla prigionia della scrittura, della sceneggiatura, che viene scientificamente disattesa. Forse è proprio per questo che io la amo molto. Le riconosco una sua insolente innocenza.
Come convinci i tuoi intervistati a raccontarti i loro peccati?
Li convinco dicendo che il “confessore” non sarò io, ma che dovranno vedersela con Sua Santità El Diablo – che in realtà è il mio doppio – in modo che, in qualche misura, si presentino all’inginocchiatoio con maggiore tranquillità. Dico loro anche che, quando si tratterà di emettere una sorta di giudizio, sicuramente si farà sempre ricorso alle indulgenze plenarie.
C’è qualcuno che ti ha lasciato a bocca aperta?
No, devo dire che nessuno mi ha veramente sorpreso. Nessuno mi ha lasciato a bocca aperta perché mentono tutti con rara imperizia. Mentono in modo assolutamente non scientifico e sparano bugie davvero senza criterio. Il tutto senza una vera capacità di infinocchiarti, perché sono così scontati… Ti faccio un esempio: quando io chiedo se abbiano mai fornicato, la maggior parte di loro, non conoscendo il senso del verbo “fornicare”, si guarda intorno disorientata e tace.
Chi è stato il più interessante?
Non ho memoria di particolari guizzi, devo dire che sono stati tutti nella media. Matteo Salvini, però, è stato l’unico che si è sottoposto alla tortura della liturgia blasfema dell’inginocchiatoio senza protestare e senza addurre motivazioni che gli impedissero di confessarsi. Era il 2019 e fu un momento indimenticabile: Salvini elaborò appositamente per Perfidia una tesi originale sul “celodurismo” leghista… che ora non c’è più!
Chi ti ha raccontato il peccato più grande?
Matteo Renzi, direi. Interrogato a proposito dei suoi peccati, ha dichiarato pubblicamente di avere particolare consuetudine con l’arroganza. Dopodiché, alla domanda successiva relativa all’impiego dell’Istituto della confessione, ha sostenuto che in realtà il pentimento – essendo una abitudine tipica dei cattolici e relativa soprattutto all’attività spirituale – non può essere reso in politica. Essendo una sorta di risarcimento per i peccati commessi, è una cosa che si riferisce alla dimensione spirituale e, in politica, ha scarsa efficacia!
Se tu dovessi fare una classifica dei peccati capitali, quale metteresti come più comune?
Direi l’invidia. Perché pur vivendo in clandestinità e abitando gli anfratti del sottosuolo dell’anima, è un demone di rango. Non ha grandi capacità di affabulazione, né si lascia preludere da minacce. Di rado intrattiene consuetudine con le parole, anzi. Spesso le sgozza perché non tramino contro il buio silente in cui il mostro dimora. Questo è un vizio capitale che si muove guardingo, in cattività, dietro mimiche e pallori difficili da scovare. Del resto è il sentimento meno scenico… Tra i vizi capitali è quello più perfido, direi, e più incline alla mimesi.
Hai intervistato tutti i grandi politici italiani, che idea ti sei fatta della politica oggi?
Se penso ai giganti della politica della Prima Repubblica, rischio di lasciarmi attraversare da un languido sentimento di nostalgia. Mi riferisco al tratto decisionista di Bettino Craxi, che a Sigonella diede un calcio nel sedere agli americani. Come dimenticare poi “l’equidistanza attiva” di Aldo Moro rispetto al conflitto arabo-israeliano dell’epoca. Oggi, invece, il Paese sconta una sorta di “sindrome da ballatoio”. In politica estera, siamo in balia del provincialismo, del contenzioso condominiale. Manca la visione.
Avrai comunque una tua idea sul panorama politico italiano…
La politica ha smarrito la sua identità già dall’inizio degli anni ’90, all’epoca di Tangentopoli, quando il primato della politica migrò verso altri poteri. Quello della magistratura, quello dell’editoria o dell’alta finanza. Da allora l’attore giudiziario, i pubblici ministeri in particolare, ha spesso travalicato i confini e il perimetro di sua pertinenza. Ecco, la politica ancora oggi è sotto scopa rispetto alla magistratura. Continua per alcuni versi a coltivare una sorta di atteggiamento di sudditanza, di timore. Ed è necessario che si torni alla tripartizione dei poteri originale. La cosa più triste, poi, è che ad essere sotto scopa è gran parte della sinistra italiana.
Una delle tue interviste storiche è quella a Silvio Berlusconi. Ce la racconti?
Lo intervistai nel 2014, ad Arcore. L’intervista doveva durare dieci minuti, poi è durata circa un’ora. Si è rivelata una fantastica ricognizione storica e antropologica delle vicende di Forza Italia. Ma voglio raccontare un aneddoto molto divertente: ai tempi Silvio Berlusconi era ad Arcore perché affidato ai servizi sociali dopo la nota condanna. Da tutta Italia arrivarono giornalisti per intervistarlo. A fine giornata eravamo rimaste in due, io e un’altra collega del Friuli Venezia Giulia.
Quando entrai nello studio, Berlusconi, che aveva la lista di tutti i giornalisti che doveva incontrare, mi guardò e disse: “Finalmente è arrivata la nostra giornalista del Friuli”. Insomma, fu mandato fuori pista dalla mia statura, dai capelli biondi, dagli occhi chiari… Gli risposi di botto: “Presidente, non sono del Friuli Venezia Giulia, sono calabro-campana. E lei deve rivedere l’antropologia femminile meridionale, perché non siamo tutti con il velo in testa e con i baffi!”. La cosa più divertente era che la collega del Friuli, al contrario, aveva tutt’altri colori e fisicità e quindi, secondo Silvio, poteva rientrare molto più di me nell’antropologia meridionale. Dopodiché ho avuto l’impressione di un uomo diretto, spontaneo, empatico, immediato e senza particolari filtri.
Chi ti piacerebbe intervistare e non sei mai riuscita a raggiungere?
Sicuramente Vladimir Putin, per dragare la palude della sua psiche particolarmente interessante. Dico chi non vorrei mai intervistare, al contrario. Anche se dubito che ne avrei mai la possibilità: Bergoglio, il Papa… Spesso dispensa a piene mani luoghi comuni e non dice mai nulla di sacrilego, impegnato com’è nel cimentarsi in un’evangelizzazione caramellosa. Ecco, Bergoglio è una sorta di “banalino di coda”. Che non intervisterei mai.
Chi ti sei pentita di aver intervistato?
Non lo posso dire, altrimenti poi non torna più a Perfidia. E siccome è un esponente del PD, vorrei tornare a intervistarlo, anche se ogni volta faccio una fatica… Con quelli così non si cava un ragno dal buco. Niente nomi, quindi, dico solo che è uno politicamente moscetto. Non intervisterei più neanche molte donne del panorama politico italiano… Non le trovo interessanti. Continuano a reiterare la solita storia della corporazione delle donne, la sorellanza, la solidarietà in nome della “patonza”. Io non solidarizzo. E ti dico che sono davvero pochissime le donne interessanti della politica che mi è capitato di intervistare. Perché sotto sotto c’è sempre il romanzetto di Liala…
A chi faresti altre domande se potessi riaverlo davanti?
Gianfranco Fini! Ci sono dei nodi irrisolti nella sua storia politica, nella sua vicenda umana. E perché ebbi modo di intervistarlo tantissimo tempo fa, all’epoca della svolta di Fiuggi. Vorrei capire di più di lui, perché lo giudico un politico dall’identità composita e dalle innumerevoli contraddizioni.
Il più divertente? Il più noioso? Il più bello? Il più antipatico?
Il più divertente, devo dire, Calenda. A tratti sembra antipatico, invece non lo è. Bertinotti anche, è molto spiritoso. Il più figo è sempre lui, Pier Ferdinando Casini, l’a priori democristiano per antonomasia. Il più noioso è sempre quello del PD politicamente moscetto di cui sopra. Il più antipatico? No, devo dire che particolarmente antipatici non ne ho intercettato. Forse una signora della Lega… però anche qui niente nomi, altrimenti poi si offende e non torna più. E a me serve come l’aria avere qualcuno della Lega che faccia spettacolo.
Cosa troveremo nella nuova stagione di Perfidia?
Come di consueto, impiegheremo tutto il registro della contaminazione dei generi. Da noi si passa da Gigi D’Alessio e Tiziano Ferro all’esplorazione dei Testi Sacri, dall’economia politica alla letteratura. Insomma, dalla cultura popolare stricto sensu a quella più aristocratica. Perfidia è una sorta di latitudine in cui c’è il diritto di cittadinanza per qualunque accento, artistico e non. Quest’anno, per esempio, ho pensato di inaugurare l’X Factor della politica e anche una sorta di Temptation Island.
Ci sono tre rubrichette. Una l’abbiamo già inaugurata la scorsa edizione, si chiama Sputanellum Quiz, ma non ti posso dire di più altrimenti i miei ospiti poi si organizzano. L’altra è la lavagnetta. Poi c’è Supercazzole e affini, in cui riproporremo al pubblico le esternazioni più improbabili dei politici italiani, avendo cura di sottolinearne anche eventuali errori grammaticali o sintattici. Quindi molta musica, molto ritmo, domande incalzanti come al solito. E soprattutto il solito vizio antico di Perfidia, che consiste nell’accogliere tutte le espressioni dello spettacolo, in modo che la politica sia confezionata come un messaggio lieve, ma al tempo stesso profondissimo.
Cosa cambia rispetto al passato?
Vorrei rendere ancora più contundente l’arma dell’ironia, che non è mai abbastanza. E soprattutto quella dell’autoironia, perché anch’io mi sottoporrò alla liturgia blasfema dell’inginocchiatoio. Bisogna saper ridere di sé stessi, in fondo sono solo canzonette. E c’è poco da prendersi sul serio. Da tempo ho smesso di voler cambiare il mondo come quando ero una ragazzaccia di Lotta Continua e credevo veramente di poter incidere con la mia generazione in qualche svolta storica. Adesso sono sicuramente più follemente saggia. Vado in tv e faccio la tv, penso e premedito una trasmissione come Perfidia perché alla fine mi diverto. Vorrei sgretolare il totem del giornalismo impegnato, che deve orientare la società, addomesticare le coscienze. Io voglio solo divertirmi e divertire il pubblico senza sentirmi e atteggiarmi come una sorta di sacerdotessa delle anime.
Cosa ti aspetti dal futuro?
Pur essendo una maniacale e meticolosa pianificatrice della mia vita, non riesco a guardare in prospettiva. Spero di riuscire a conservare anche nel futuro l’immagine di quella ragazzina tredicenne a cui il papà ingiungeva la visione, ogni giovedì sera, della tribuna politica. Ricordate le vecchie tv in bianco e nero? Vorrei continuare a essere quella ragazzina curiosa, che non è mai in realtà uscita da quel soggiorno. Quella che all’epoca mi sembrava una costrizione inflittami da mio padre si è rivelata invece il mio gioco preferito.
Vorrei aggiungere un’ultima chiusa per ringraziare la Presidenza nella figura del presidente Domenico Maduli e la Direzione di LaC Network, la dottoressa Maria Grazia Falduto, che mi hanno non solo supportato ma anche lasciata completamente libera di esprimere il mio estro e il mio lavoro nei modi che ho scelto nella più totale autonomia decisionale.
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Televisione
Ilary Blasi, la risposta all’annuncio di Noemi Bocchi a Ballando: il bacio a Bastian e quella frase sulla famiglia
Ilary Blasi reagisce sui social all’annuncio di Noemi Bocchi a Ballando con le Stelle? Da Ibiza arriva un video con il bacio a Bastian Müller e una frase che accende il gossip. Nessun riferimento esplicito, ma la coincidenza temporale non passa inosservata.
Ilary Blasi non nomina Noemi Bocchi, non parla di Ballando con le Stelle e non dedica neppure una parola a Francesco Totti. Eppure, poche ore dopo l’annuncio televisivo della compagna dell’ex marito, pubblica da Ibiza un video nel quale ride e bacia Bastian Müller. A completare il messaggio arriva una frase tanto semplice quanto inevitabilmente destinata ad alimentare il gossip: «La famiglia viene prima».
Una risposta indiretta oppure soltanto il racconto di una vacanza felice? Ilary non fornisce spiegazioni e lascia che siano le immagini a parlare. La coincidenza temporale, però, ha immediatamente attirato l’attenzione del pubblico: mentre Noemi ufficializzava il proprio debutto sulla pista di Milly Carlucci insieme a Totti, la conduttrice mostrava la serenità ritrovata accanto al nuovo compagno e ai figli.
Ilary Blasi risponde da Ibiza con un bacio a Bastian
Ilary Blasi sta trascorrendo alcuni giorni a Ibiza insieme a Bastian Müller e ai figli Cristian, Chanel e Isabel Totti. Nel post condiviso sui social ha raccolto diversi momenti della vacanza tra mare, famiglia e serate sull’isola.
A colpire è stato soprattutto un video pubblicato nelle storie Instagram. La conduttrice appare sorridente accanto a Bastian, ride con lui e poi lo bacia davanti alla telecamera. Nessun tentativo di nascondersi e nessuna ombra di tensione: Ilary si mostra innamorata, rilassata e concentrata sulla vita costruita dopo la separazione.
Il filmato è arrivato a poche ore dall’annuncio della partecipazione di Noemi Bocchi a Ballando con le Stelle. Una successione che ha spinto molti utenti a interpretare quelle immagini come una replica silenziosa. Non esistono conferme che il post sia stato pubblicato con questa intenzione, ma il tempismo ha inevitabilmente fatto il resto.
«La famiglia viene prima»: frecciata o semplice dedica?
Più del bacio, a scatenare le interpretazioni è stata la frase scelta da Ilary Blasi: «La famiglia viene prima». Parole che, lette da sole, sembrano una normale dedica alle persone con cui sta condividendo la vacanza. Inserite nel complicato intreccio con Francesco Totti e Noemi Bocchi, assumono però un significato molto più suggestivo.
Ilary non precisa a chi sia rivolto il messaggio. La famiglia mostrata nelle immagini comprende i figli e Bastian Müller, ormai presenza stabile al suo fianco. Proprio questa rappresentazione di serenità potrebbe essere il modo scelto dalla conduttrice per rispondere a chi continua a leggere ogni movimento di Totti e Noemi come un nuovo capitolo della sua vita.
La frase non contiene attacchi, allusioni esplicite o riferimenti a Ballando con le Stelle. Parlare con certezza di una frecciata sarebbe quindi eccessivo. Ilary, tuttavia, conosce perfettamente le dinamiche dei social e sa che pubblicare quelle parole in quelle ore avrebbe acceso la curiosità.
Noemi Bocchi debutta in tv, Ilary guarda avanti
Noemi Bocchi entrerà ufficialmente nel cast della nuova edizione di Ballando con le Stelle. L’annuncio è arrivato attraverso un video ironico realizzato insieme a Francesco Totti, che ha commentato con poca clemenza i primi passi della compagna.
Il siparietto era costruito per divertire e presentare la nuova concorrente al pubblico di Rai 1. La partecipazione al programma rappresenta però anche il primo vero ingresso di Noemi nel mondo televisivo, dopo anni trascorsi al centro delle cronache soprattutto per la relazione con l’ex capitano della Roma.
Ilary, intanto, sembra intenzionata a non entrare pubblicamente nella questione. Nessun commento sul debutto della nuova compagna dell’ex marito, nessuna replica alle battute di Totti e nessun riferimento alla pista di Milly Carlucci. Soltanto Ibiza, i figli, Bastian e quella frase sulla famiglia.
Ilary Blasi pronta al ritorno con il Grande Fratello Vip
Anche per Ilary Blasi si avvicina una nuova stagione televisiva. La conduttrice è attesa in autunno su Canale 5 con il Grande Fratello Vip, mentre Noemi Bocchi debutterà su Rai 1 a Ballando con le Stelle.
Le due si ritroveranno così indirettamente protagoniste della stessa stagione, anche se su reti e in programmi diversi. Noemi dovrà conquistare il pubblico attraverso le esibizioni e il rapporto con il proprio maestro; Ilary tornerà invece alla guida di un reality che conosce molto bene.
Per il momento, però, la conduttrice resta a Ibiza. Mentre il debutto di Noemi occupa le pagine di spettacolo, Ilary affida la propria reazione a un bacio con Bastian e a quattro parole: «La famiglia viene prima». Abbastanza per non dire nulla apertamente e, allo stesso tempo, far parlare tutti.
Televisione
Ballando con le Stelle, Milly Carlucci non si arrende: vuole Lucio Presta al tesoretto. Lui dice no, ma la trattativa continua
Il cast di Ballando con le Stelle sarà pure «chiuso», ma Milly Carlucci avrebbe ancora un desiderio: affidare a Lucio Presta il ruolo di custode del tesoretto. Intanto la giuria cambia volto e restano le incognite su Fabio Canino e Paolo Belli.
Il cast di Ballando con le Stelle è chiuso. O forse è chiuso come certe valigie prima delle vacanze: basta sedersi sopra e qualcosa entra ancora. Secondo quanto riferisce l’Adnkronos, Milly Carlucci starebbe infatti insistendo per portare nel programma Lucio Presta, uno degli agenti televisivi più potenti e discussi dello spettacolo italiano.
Per lui non ci sarebbe un posto in gara, nonostante un passato da ballerino, ma una poltrona decisamente più strategica: quella di giudice a latere e custode del tesoretto. Un ruolo capace di incidere pesantemente sulla classifica e, in alcuni casi, di ribaltare il risultato costruito nel corso della puntata.
Presta avrebbe già risposto di no. Milly, però, non sarebbe disposta ad arrendersi e gli avrebbe chiesto di concedersi ancora qualche giorno di riflessione.
Lucio Presta a Ballando con le Stelle: il pressing di Milly
L’eventuale arrivo di Lucio Presta rappresenterebbe una delle novità più sorprendenti della prossima edizione di Ballando con le Stelle. L’agente conosce perfettamente il mondo della televisione e i suoi equilibri, ma negli ultimi anni è finito spesso al centro delle cronache per le separazioni professionali, non sempre indolori, da alcuni dei suoi assistiti.
Milly Carlucci vorrebbe affidargli il tesoretto, trasformandolo in uno dei personaggi centrali della serata. Il suo voto avrebbe la possibilità di cambiare gli equilibri della competizione e di salvare una coppia apparentemente destinata all’eliminazione.
L’agente, secondo l’indiscrezione, avrebbe declinato la proposta. Il rifiuto non avrebbe però spento l’entusiasmo della conduttrice, che lo avrebbe invitato a pensarci ancora. Quando Milly vuole un nome, del resto, il “no” iniziale rischia di essere considerato soltanto l’apertura della trattativa.
La rivoluzione nella giuria di Ballando con le Stelle
Il rebus Presta si inserisce in una trasformazione molto più ampia. La giuria di Ballando con le Stelle potrebbe infatti cambiare volto dopo l’uscita di Selvaggia Lucarelli, indicata ormai in direzione Mediaset.
Anche Fabio Canino sarebbe vicino all’addio alla poltrona di giudice. Per sostituire i due volti storici, circolano con insistenza i nomi di Barbara D’Urso e Alberto Matano. La prima tornerebbe nel programma con un ruolo differente dopo l’esperienza da concorrente nel 2025; il secondo lascerebbe la postazione a bordocampo per sedersi al tavolo principale.
A garantire una certa continuità dovrebbero essere Carolyn Smith, Guillermo Mariotto e Ivan Zazzaroni, indicati come confermati. Se anche le altre indiscrezioni trovassero conferma, la nuova giuria mescolerebbe competenza tecnica, informazione e puro spettacolo. Con Barbara D’Urso e Lucio Presta nella stessa architettura televisiva, il ballo rischierebbe quasi di diventare un dettaglio.
Fabio Canino potrebbe passare dalla giuria alla pista
L’eventuale uscita di Fabio Canino dalla giuria non comporterebbe necessariamente il suo addio al programma. Milly Carlucci starebbe pensando di arruolarlo come concorrente, spostandolo dal tavolo delle palette direttamente sulla pista.
Resta aperto anche il capitolo Paolo Belli. Dopo la parentesi da ballerino, dovrebbe tornare nel ruolo di spalla della conduttrice, ma la cancellazione dei suoi impegni professionali successiva all’incidente stradale di luglio ha alimentato dubbi sulla sua presenza nella prossima edizione.
La produzione dovrà quindi definire non soltanto la composizione definitiva della giuria, ma anche i ruoli di alcuni dei volti più legati alla storia del programma.
I primi concorrenti e i nomi ancora in attesa
Sul fronte della gara, le prime certezze sarebbero Noemi Bocchi, Eugenio Finardi, Aurora Ramazzotti e Alessandro Matri. La compagna di Francesco Totti ha già annunciato la propria partecipazione con un video ironico nel quale prova a imitare Michael Jackson, ricevendo dall’ex capitano una recensione tutt’altro che entusiasta.
In attesa di conferma restano l’attrice Anna Safroncik, il modello Simone Susinna e l’ex sacerdote e influencer Alberto Ravagnani. Tra i maestri sono stati invece annunciati l’ingresso di Gioia Giovanatti e il ritorno di Nikita Perotti, vincitore della scorsa edizione.
Milly Carlucci continua dunque a sistemare gli ultimi tasselli. E se davvero riuscisse a convincere anche Lucio Presta, il tesoretto avrebbe un custode capace di agitare lo studio ancora prima di assegnare un solo punto.
Televisione
Ballando con le Stelle, chi è Gioia Giovanatti: la nuova maestra arriva da Amici e ha conquistato le piste internazionali
Gioia Giovanatti è la nuova maestra di Ballando con le Stelle. La ballerina, già professionista ad Amici di Maria De Filippi, debutterà sulla pista di Rai 1 nella nuova edizione in partenza sabato 3 ottobre 2026.
Ballando con le Stelle non rinnova soltanto il gruppo dei concorrenti: Milly Carlucci ha deciso di portare una ventata d’aria fresca anche tra i professionisti. La nuova maestra si chiama Gioia Giovanatti e, nonostante per una parte del pubblico sia ancora un volto da scoprire, il suo curriculum racconta già una lunga esperienza tra competizioni, teatro e televisione.
L’annuncio è arrivato attraverso un video pubblicato sulla pagina Instagram ufficiale del programma di Rai 1. Gioia appare davanti a un lago, immersa in un suggestivo paesaggio al tramonto, e si presenta direttamente agli spettatori. Niente passi spettacolari o piroette per l’esordio: per quelli bisognerà attendere l’inizio della nuova edizione, fissato per sabato 3 ottobre 2026.
Gioia Giovanatti nuova maestra di Ballando con le Stelle
Nel video di presentazione, la ballerina non nasconde l’entusiasmo per l’ingresso nel cast del dance show condotto da Milly Carlucci:
«Sono felice di annunciarvi che sarò una delle maestre di Ballando. Ballo da quando sono piccolissima e negli ultimi anni ho avuto la fortuna di lavorare in giro per il mondo. Ma adesso sono qui, pronta per voi. Non vedo l’ora di mettermi in gioco, mettercela tutta e di potervi trasmettere la passione per il mio lavoro».
Gioia Giovanatti dovrà ora affrontare una sfida molto diversa da quelle sostenute finora. A Ballando con le Stelle, infatti, la bravura di un maestro non si misura soltanto sulla pista: bisogna costruire coreografie adatte al proprio partner, insegnare i fondamentali a un personaggio spesso privo di esperienza e riuscire a valorizzarne la personalità davanti alle telecamere.
La nuova arrivata dovrà quindi trasformarsi contemporaneamente in ballerina, insegnante e motivatrice. Il tutto sotto gli occhi della giuria e di un pubblico che, quando si tratta di passi sbagliati, non concede molti sconti.
Chi è Gioia Giovanatti: dagli inizi al successo internazionale
Nata a Roma, Gioia Giovanatti balla fin da quando era molto piccola. Negli anni ha costruito una carriera che l’ha portata ben oltre i confini italiani, lavorando in produzioni internazionali e perfezionando la propria preparazione in diversi stili.
Nel suo curriculum compare Burn the Floor, celebre spettacolo teatrale dedicato alla danza da sala che ha attraversato i palcoscenici di numerosi Paesi. Un’esperienza importante, capace di unire la precisione tecnica richiesta dalle competizioni alla presenza scenica indispensabile per conquistare il pubblico.
Giovanatti può inoltre vantare il titolo di campionessa italiana di ballo da sala e quello di vicecampionessa nelle categorie latino-americano e Ten Dance. Quest’ultima disciplina richiede agli atleti di misurarsi sia con i cinque balli standard sia con i cinque latino-americani, dimostrando versatilità, resistenza e una preparazione particolarmente completa.
Il precedente ad Amici di Maria De Filippi
Quella di Ballando con le Stelle non sarà la prima esperienza televisiva per Gioia Giovanatti. Prima dell’ingresso nel programma di Milly Carlucci, la ballerina ha infatti fatto parte del corpo dei professionisti di Amici di Maria De Filippi.
Il pubblico più attento del talent di Canale 5 potrebbe dunque averla già notata durante le esibizioni e le coreografie realizzate nello studio. Ora, però, Gioia passerà in primo piano e dovrà accompagnare un concorrente lungo l’intero percorso della gara.
Il salto da Amici a Ballando conferma la tendenza dei due programmi a incrociare talenti ed esperienze, pur mantenendo formule molto diverse. Gioia arriva sulla pista di Rai 1 con una preparazione già solida e con l’ambizione di diventare uno dei nuovi volti riconoscibili dello show.
Il ritorno di Nikita Perotti nel cast dei maestri
L’annuncio di Gioia Giovanatti segue quello del ritorno di Nikita Perotti, vincitore della scorsa edizione e maestro di Andrea Delogu. Il rapporto costruito tra i due era diventato così stretto che la conduttrice aveva voluto Perotti anche nel cast de La porta magica, il programma da lei condotto.
Il ballerino ha però scelto di tornare sulla pista di Ballando con le Stelle, dove proverà a difendere il titolo conquistato. Tra una conferma molto amata dal pubblico e una nuova maestra pronta a farsi conoscere, Milly Carlucci comincia così a completare anche la squadra dei professionisti.
Sul fronte privato, Gioia Giovanatti è legata ad Afio Virzì, presente in alcuni scatti condivisi sul suo profilo Instagram. I due amano viaggiare insieme, ma per lei adesso la destinazione più importante è una sola: la pista di Ballando con le Stelle.
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