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Televisione

Cosa ha fatto Barbara D’Urso per meritarsi di essere trattata così?

Povera Barbarella! Barbara D’Urso, cacciata da Mediaset sembra non trovare una rete tv disposta ad accoglierla. Pesano le influenze negative di Lucio Presta e Pier Silvio Berlusconi.

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    Tutto fermo il “calcio-mercato” del canale Nove. Dopo che il passaggio di Fiorello, tanto chiacchierato, sembra essersi arenato (ci sarebbe un ultimatum della rete al quale rispondere entro la fine del mese), anche sul fronte Barbara D’Urso tutto tace. Se per lo showman siciliano la motivazione risiederebbe nei suoi sbalzi d’umore, nei capricci che gli farebbero pretendere un progetto comodo, che non lo metta a rischio Auditel, per Carmencita la questione sarebbe molto diversa.

    Due personaggi giocherebbero contro

    La conduttrice cacciata da Mediaset, dopo aver trovato porte chiuse in Viale Mazzini, vivrebbe il peso negativo di due figure importanti. Uno è il manager Lucio Presta, l’altro – ancora lui – Pier Silvio Berlusconi, responsabile della scelta di allontanarla da Cologno Monzese.

    Il suo manager non è particolarmente ben visto

    L’ex agente di Amadeus, invece che rappresentare un valore aggiunto in funzione dei suoi potenti “agganci”… in questo caso si sarebbe rivelato un’arma a doppio taglio. Proprio per i suoi trascorsi con Ama, che ora rappresenta una pedina fondamentale per l’intrattenimento del Nove. Alcune voci piuttosto accreditate addebitano il veto nei suoi confronti proprio alle difficoltà di trattare con il suo agente che, da qualche mese a questa parte, è in guerra aperta con il suo ex assistito.

    Pier Silvio non perdona

    E poi ci sarebbe lui, Pier Silvio, figlio di chi la volle fortissimamente in video a Mediaset. Berlusconi Jr starebbe facebdo di tutto per ostacolare il futuro professionale della conduttrice. Possibile che l’espulsione da Mediaset non gli basti? Cosa avrà mai fatto di male Barbarella?!?

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      Televisione

      The 50 torna su Prime Video: nel cast spuntano Oriana Marzoli, Antonino Spinalbese, Adriana Volpe e tanti ex del Grande Fratello

      Da Oriana Marzoli a Daniele Dal Moro, passando per Antonino Spinalbese, Antonella Fiordelisi e Adriana Volpe: prende forma il cast della nuova edizione del reality.

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        Prime Video rilancia The 50. Dopo il buon riscontro della prima stagione, la piattaforma ha confermato la realizzazione del secondo capitolo del reality e sono già iniziate le selezioni dei cinquanta concorrenti che prenderanno parte al nuovo gioco. La macchina organizzativa è in pieno movimento e, secondo le prime indiscrezioni, diversi volti molto noti della televisione italiana sarebbero già stati contattati dalla produzione.

        Come accaduto nella prima edizione, il programma punterà su un cast ricco di personaggi provenienti soprattutto dal mondo dei reality, con particolare attenzione agli ex protagonisti del Grande Fratello Vip, pronti a rimettersi in gioco davanti alle telecamere.

        Da Oriana Marzoli a Daniele Dal Moro, tanti ex gieffini in corsa

        Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza ci sono quelli di Oriana Marzoli e del suo ex compagno Daniele Dal Moro, protagonisti di una delle relazioni più seguite nate nella Casa del Grande Fratello Vip.

        La produzione avrebbe inoltre contattato Antonino Spinalbese e Antonella Fiordelisi, due tra i concorrenti più popolari delle ultime edizioni del reality di Canale 5.

        I nomi che potrebbero completare il cast

        Tra i possibili partecipanti figurano anche Lucia Ilardo, insieme ai suoi ormai inseparabili compagni di avventura Rosario Guglielmi, Renato Biancardi e Raul Dumitras, tutti reduci dall’ultima esperienza al Grande Fratello Vip.

        Sempre secondo le indiscrezioni, sarebbero stati contattati anche Adriana Volpe, Alessandra Mussolini e Stefania Orlando, nomi che aggiungerebbero ulteriore esperienza televisiva a un cast già ricco di personalità.

        Prime Video prepara una nuova edizione ricca di volti noti

        Al momento non ci sono conferme ufficiali sulla composizione definitiva del cast, ma i contatti sarebbero già iniziati e nelle prossime settimane potrebbero arrivare le prime firme.

        L’obiettivo di Prime Video sembra essere quello di costruire una seconda stagione ancora più forte della precedente, puntando su personaggi già conosciuti dal pubblico e capaci di alimentare dinamiche, alleanze e rivalità. Se le indiscrezioni dovessero trovare conferma, The 50 si prepara a diventare uno dei reality più attesi della prossima stagione televisiva.

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          Televisione

          Emma Marrone e il peso del silenzio: su RaiPlay arriva “Il ritorno”, storia di una madre interrotta

          Già applaudito ad Alice nella Città, l’intenso lungometraggio drammatico debutta l’11 luglio in esclusiva sulla piattaforma Rai. Al centro della trama, la complessa rinascita di una donna dopo dieci anni di detenzione e il doloroso tentativo di ricucire i legami familiari.

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          Emma Marrone e il peso del silenzio: su RaiPlay arriva "Il ritorno", storia di una madre interrotta

            La programmazione estiva della televisione pubblica si arricchisce di grande cinema d’autore. A partire dal prossimo 11 luglio, il catalogo di RaiPlay accoglierà in esclusiva “Il ritorno”, l’apprezzata pellicola firmata da Stefano Chiantini che ha già fatto parlare di sé durante la presentazione in concorso nella sezione Panorama Italia ad Alice nella Città (festa del Cinema di Roma).

            Al centro del film non c’è solo una storia di marginalità sociale, ma una straordinaria evoluzione artistica: quella di Emma Marrone. L’artista salentina si spoglia degli abiti da popstar per calarsi nei panni di Teresa, regalandoci un’interpretazione essenziale, priva di fronzoli e carica di una devastante intensità emotiva.

            La trama: quando l’amore non basta per ricominciare

            La vicenda si snoda nella periferia laziale, dove Teresa vive una quotidianità precaria insieme al compagno Pietro (Fabrizio Rongione) e al figlioletto Antonio (Lorenzo Ciamei). Quando l’inaffidabilità del partner si trasforma in una minaccia concreta per il bambino, Teresa compie un gesto estremo di protezione che le costerà dieci anni di reclusione.

            Il vero dramma, però, inizia il giorno della scarcerazione. Tornata in libertà, la donna si ritrova davanti a un muro invisibile: il tempo ha scavato un solco profondo, Antonio è ormai un adolescente che non la riconosce e Pietro ha ricostruito la propria vita. Il tentativo di riappropriarsi del proprio ruolo materno si scontrerà con i silenzi e con la dolorosa consapevolezza che l’amore, da solo, non può riparare ciò che gli anni hanno spezzato.

            La scelta del regista: la forza del non detto

            Il regista Stefano Chiantini ha spiegato la genesi e la precisa scelta stilistica dietro alla pellicola:

            “Il ritorno a casa di una madre dopo una lunga assenza finisce per amplificare il vuoto creato dal distacco forzato. Volevo misurarmi con le dinamiche psicologiche di questa separazione, e ho scelto di farlo eliminando quasi completamente i dialoghi. Il silenzio si carica dell’impotenza della protagonista: il volto e il corpo di Emma diventano gli strumenti unici attraverso cui far emergere le pulsioni interiori”.

            Il film, scritto e diretto dallo stesso Chiantini, è una co-produzione che vede schierati World Video Production, Marvin Film, Rai Cinema e Bling Flamingo, con il prezioso supporto del MiC (Ministero della Cultura) e di Lazio Cinema International, con la distribuzione di Adler Entertainment. Nel cast, oltre ai già citati protagonisti, spicca anche la presenza di Tihana Lazovich, mentre il comparto tecnico è impreziosito dalla fotografia di Claudio Cofrancesco e dalle musiche originali di Piernicola Di Muro. Un appuntamento imperdibile per gli amanti del grande cinema drammatico italiano, comodamente accessibile in streaming.

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              Televisione

              Sam Levinson dichiara il suo amore al cinema italiano: «Fellini ha ispirato Euphoria. Girare in Italia? Sarebbe un sogno»

              Sam Levinson racconta come il cinema italiano abbia influenzato il suo stile e rivela che realizzare un progetto in Italia rappresenterebbe il coronamento della sua carriera.

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                Il cinema italiano continua a esercitare un fascino irresistibile anche sui grandi protagonisti della serialità internazionale. A confermarlo è Sam Levinson, il regista e sceneggiatore che ha conquistato il pubblico mondiale con Euphoria, intervenuto al Filming Italy Sardegna, il festival ideato e diretto da Tiziana Rocca.

                Nel corso dell’incontro, Levinson ha raccontato le fonti di ispirazione che hanno contribuito a definire il linguaggio visivo e narrativo della serie pluripremiata, sorprendendo il pubblico con un tributo a uno dei maestri assoluti del cinema italiano: Federico Fellini.

                «Fellini è stato un’enorme fonte di ispirazione»

                Il regista americano ha spiegato come il suo approccio alla narrazione nasca anche dalla lezione del grande autore italiano.

                «Il cinema italiano è stato un’ispirazione enorme: prendete Fellini, lui trattava l’autobiografico in modo operistico, fantasioso e bello: è esattamente come ho concepito Euphoria, partendo da elementi personali per costruirci intorno una sorta di magia. Lavorare qui un giorno sarebbe il coronamento di un sogno».

                Parole che confermano il profondo legame culturale tra il cinema italiano e alcune delle produzioni internazionali più apprezzate degli ultimi anni.

                L’eredità del cinema italiano nella serialità moderna

                Con Euphoria, Sam Levinson ha costruito un universo visivo riconoscibile, capace di fondere realismo, immaginazione e introspezione psicologica. Secondo il regista, proprio questa contaminazione tra autobiografia e dimensione visionaria rappresenta uno degli insegnamenti più preziosi ricevuti dal cinema di Federico Fellini.

                L’autore statunitense ha più volte raccontato di aver trasformato esperienze personali in materia narrativa, sviluppandole attraverso uno stile fortemente simbolico e cinematografico, elemento che ha contribuito al successo internazionale della serie.

                Il sogno di girare un film in Italia

                Tra i desideri confessati durante l’incontro al Filming Italy Sardegna c’è anche quello di poter lavorare nel nostro Paese. Levinson non ha nascosto il fascino che l’Italia continua a esercitare su di lui, sia per la sua tradizione cinematografica sia per il patrimonio artistico e culturale che rappresenta.

                «Lavorare qui un giorno sarebbe il coronamento di un sogno», ha ribadito il regista, lasciando aperta la possibilità che in futuro possa scegliere l’Italia come set di un suo progetto.

                Un’ipotesi che farebbe certamente felici gli appassionati di cinema, soprattutto dopo il tributo così esplicito rivolto a Federico Fellini, uno degli autori che hanno contribuito a plasmare lo sguardo di uno dei registi più influenti della televisione contemporanea.

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