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Spettacolo

Prime immagini dal set della fiction più attesa

“Faremo un bellissimo lavoro, probabilmente un capolavoro”, dichiara Can Yaman che presto ricoprirà il ruolo del protagonista nella serie televisiva “Sandokan”. Esclusive, anticipazioni e curiosità!

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    Le prime e uniche immagini esclusive dal set della fiction più attesa


    Grande riserbo da parte della produzione riguardo ai particolari delle riprese di “Sandokan”, ma, siamo riusciti lo stesso a catturare le prime immagini del set delle acrobazie a cavallo, che l’attore e modello, Can Yaman, sta affinando.
    Per un’interpretazione autentica di Sandokan, è essenziale che Yaman acquisisca familiarità con l’equitazione e le tecniche di combattimento a cavallo, in modo da poter trasmettere al pubblico l’essenza del personaggio in modo convincente. Le lezioni di stunt di equitazione che sta seguendo, ci garantiranno magnifiche scene equestri realistiche e spettacolari.

    La serie televisiva “Sandokan”, prodotta da Lux Vide in collaborazione con RaiFiction e con il sostegno della Calabria Film Commission, promette di riportare in vita uno dei personaggi più amati della televisione italiana.

    Prima Kabir e ora Can
    La serie televisiva basata sui romanzi di Emilio Salgari ha trasportato gli spettatori in un’avventura epica attraverso gli oceani e le giungle dell’Oriente, con il mitico Kabir Bedi nel ruolo del pirata Sandokan nel 1976. L’interpretazione fu una magnifica presenza magnetica e capacità di incarnare l’eroico pirata con coraggio e fascino.
    La sua capacità di coinvolgere il pubblico e la sua dedizione al lavoro, promettono di rendere la sua interpretazione di Sandokan indimenticabile e di portare nuova vita a questo personaggio amato.

    Le riprese della serie inizieranno fine maggio e si terranno in varie località della Calabria ritenute suggestive per la produzione della serie. La costruzione della colonia inglese di Labuan a Lamezia Terme promette di essere una scenografia adatta per le riprese e rappresenterà solo una delle molte location coinvolte nel progetto.

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      Televisione

      Ballando con le Stelle 2026, Milly Carlucci annuncia: «Il cast è fatto». Da Aurora Ramazzotti a Noemi Bocchi, tutti i nomi in pista

      Milly Carlucci conferma di aver completato il cast di Ballando con le Stelle 2026, in partenza a fine settembre su Rai 1. Tra i concorrenti spuntano Aurora Ramazzotti, Noemi Bocchi, Alessandro Matri, Alberto Ravagnani e Mario Ermito. Ancora avvolta nel mistero la nuova giuria.

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        Milly Carlucci ha chiuso il cast di Ballando con le Stelle 2026 e presto comincerà a calare le carte. La conduttrice ha annunciato sui social che la produzione sta già girando il promo della nuova edizione, attesa da fine settembre su Rai 1. Un dettaglio che vale più di qualsiasi indiscrezione: i concorrenti hanno firmato, le coppie stanno per prendere forma e il grande valzer degli annunci può cominciare.

        «Se stiamo girando il promo vuol dire che il cast è fatto», ha spiegato Milly, avvolta in un abito blu intenso scelto simbolicamente per dare il calcio d’inizio alla stagione. La padrona di casa ha promesso di rivelare a breve tutti i protagonisti e i maestri, lasciando per ultimo il dossier più delicato: la composizione della giuria.

        Nel frattempo, il toto-nomi impazza. Tra figlie d’arte, ex calciatori, personaggi social e presenze capaci di trascinare il gossip dentro la sala da ballo, Milly sembra aver costruito ancora una volta un cast pensato per far discutere prima ancora del primo cha-cha-cha.

        Ballando con le Stelle 2026, Milly Carlucci conferma il cast

        Nel video pubblicato sui canali social del programma, Milly Carlucci non ha lasciato spazio ai dubbi: «Tra poco sveliamo ai nostri appassionati di ballo i nomi di tutti i maestri e di tutti i protagonisti di questa edizione. Poi ci sarà l’annuncio finale della giuria».

        La conduttrice non ha ancora pronunciato alcun nome, ma i primi identikit circolano ormai con grande insistenza. Secondo le indiscrezioni pubblicate da Chi, quattro aspiranti ballerini sarebbero molto vicini alla pista: Aurora Ramazzotti, Noemi Bocchi, Alessandro Matri e Alberto Ravagnani. Mario Ermito resterebbe invece in corsa per uno degli ultimi posti.

        Per ora, tuttavia, nessuno di loro può considerarsi ufficialmente un concorrente. Milly Carlucci ama trasformare la presentazione del cast in un piccolo spettacolo social, dosando annunci e sorprese. Soltanto i video pubblicati dal programma metteranno fine al mercato estivo dei nomi.

        Aurora Ramazzotti e Noemi Bocchi, il gossip entra in pista

        Aurora Ramazzotti rappresenterebbe uno dei colpi più forti della nuova edizione. La figlia di Michelle Hunziker ed Eros Ramazzotti ha mostrato una certa disinvoltura durante il ballo con Goffredo Cerza alle loro nozze e possiede il profilo perfetto per il programma: televisione, ironia, famiglia celebre e una folta comunità social pronta a sostenerla.

        Ancora più sorprendente appare il nome di Noemi Bocchi. La compagna di Francesco Totti ha mantenuto finora un profilo pubblico piuttosto controllato, nonostante l’enorme attenzione mediatica che accompagna la sua relazione con l’ex capitano della Roma. L’ingresso a Ballando con le Stelle segnerebbe il suo vero debutto televisivo e prometterebbe inevitabilmente scintille.

        Sul fronte sportivo circola Alessandro Matri. L’ex attaccante di Juventus, Milan e Lazio conosce già i ritmi della televisione, ma dovrebbe dimostrare di avere piedi altrettanto educati lontano dal pallone. Per Milly sarebbe una scelta classica e affidabile: il calciatore affascinante che lascia gli scarpini nello spogliatoio e si consegna alle palette della giuria.

        Dall’ex prete Alberto Ravagnani al caso Mario Ermito

        Il nome più insolito resta quello di Alberto Ravagnani, classe 1993, molto seguito sui social dopo l’addio al sacerdozio. Il settimanale Chi lo indica a un passo dalla partecipazione. La sua presenza offrirebbe al programma una storia personale forte, destinata a incuriosire il pubblico e ad alimentare il dibattito.

        Mario Ermito, invece, porterebbe con sé un piccolo problema di curriculum. L’attore ha partecipato al Grande Fratello 12 e al Grande Fratello Vip 5, mentre Milly Carlucci ha spesso mostrato una certa diffidenza verso i personaggi provenienti dai reality. La sua eventuale convocazione rappresenterebbe quindi uno strappo alla regola non scritta del programma.

        Il mistero della giuria e l’incognita Paolo Belli

        La vera partita potrebbe giocarsi dietro il bancone dei giudici. Milly Carlucci ha annunciato che comunicherà la giuria soltanto alla fine, alimentando i dubbi sul futuro di Selvaggia Lucarelli. Le voci su una sua uscita circolano con insistenza, ma al momento manca una conferma ufficiale.

        Resta da chiarire anche il ruolo di Paolo Belli, storico compagno televisivo di Milly e concorrente dell’ultima edizione. Le indiscrezioni su una sua possibile assenza non hanno ancora ricevuto una conferma definitiva dalla Rai o dal diretto interessato.

        Il cast, insomma, sarà pure chiuso, ma il sipario resta ben serrato. Milly Carlucci tiene ancora tutti i nomi dentro il cilindro blu. Tra Aurora Ramazzotti, Noemi Bocchi e l’ex prete social, però, la nuova edizione sembra già pronta a ballare soprattutto sulle punte del gossip.

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          Televisione

          Deepfake di Enrico Mentana, il Garante ferma Striscia la Notizia: la satira non basta a salvare il falso direttore del TgLa7

          Il Garante vieta a R.T.I. di utilizzare ancora l’immagine e la voce di Enrico Mentana secondo le modalità contestate. Il pubblico poteva scambiare per autentici i deepfake trasmessi da Striscia la Notizia. E sul programma di Antonio Ricci aleggia anche l’ipotesi della chiusura dopo 38 anni.

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            Il falso Enrico Mentana dovrà lasciare lo studio virtuale del TgLa7. Il Garante per la protezione dei dati personali ha ammonito R.T.I., editore di Striscia la Notizia, e vietato l’ulteriore impiego dell’immagine e della voce del giornalista con le modalità usate nei servizi contestati. La satira, ha stabilito l’Authority, non autorizza a trasformare un personaggio pubblico in una copia digitale tanto realistica da poter ingannare gli spettatori.

            L’istruttoria è partita dal reclamo dello stesso Mentana. Nei filmati, realizzati attraverso sistemi di intelligenza artificiale, il direttore del TgLa7 compariva nel proprio studio e pronunciava dichiarazioni scritte dagli autori di Striscia. Il problema non riguardava soltanto l’imitazione: immagini, ambientazione e contenuti risultavano abbastanza credibili da spingere una parte del pubblico a considerarli autentici.

            Deepfake di Mentana, perché il Garante ha fermato Striscia

            Secondo il provvedimento del Garante, il realismo delle immagini, la difficoltà nel percepire la manipolazione e la plausibilità delle frasi attribuite a Mentana potevano confondere telespettatori e utenti dei social network.

            A dimostrarlo, secondo il giornalista, c’erano anche numerosi commenti rivolti contro di lui. Alcuni utenti lo avevano insultato definendolo, tra le altre cose, «stupido», «ignorante», «ubriaco» e «pagliaccio»: reazioni che indicavano come almeno una parte del pubblico non avesse riconosciuto la contraffazione.

            Le avvertenze inserite da Striscia la Notizia non sono bastate. Il Garante le ha giudicate poco chiare, non abbastanza evidenti e incapaci di raggiungere chi iniziava a guardare il servizio quando era già cominciato. Il problema diventava ancora più marcato sui social, dove alcuni frammenti circolavano senza indicazioni immediatamente comprensibili sulla loro natura artificiale.

            La difesa di R.T.I.: «Era una parodia evidente»

            R.T.I. aveva sostenuto che i filmati costituissero una «scherzosa parodia» protetta dal diritto di satira. L’azienda aveva inoltre ricordato che Striscia è un programma notoriamente satirico e che il pubblico avrebbe potuto riconoscere il deepfake grazie alle espressioni iperboliche, ai loghi presenti sullo schermo e agli avvisi diffusi durante la trasmissione.

            La società aveva anche precisato di aver ottenuto da La7 la licenza per utilizzare i filmati originali. Per il Garante, però, l’autorizzazione all’impiego delle immagini televisive non consentiva automaticamente di manipolare i dati personali di Mentana fino ad attribuirgli parole e pensieri mai espressi.

            L’Authority ha quindi accertato la violazione degli articoli 5 e 25 del GDPR, relativi ai princìpi di liceità, correttezza, trasparenza e protezione dei dati fin dalla progettazione. Nessuna sanzione economica, almeno per ora: R.T.I. ha ricevuto un ammonimento e dovrà comunicare entro trenta giorni le misure adottate. Potrà conservare i materiali soltanto per eventuali esigenze giudiziarie. Il comunicato ufficiale non introduce dunque un divieto generale dei deepfake satirici, ma blocca l’uso dell’identità di Mentana nelle forme ritenute ingannevoli.

            Striscia verso la chiusura dopo 38 anni?

            Il provvedimento arriva mentre sul futuro del programma di Antonio Ricci circolano indiscrezioni sempre più insistenti. Striscia la Notizia non compare nei nuovi palinsesti Mediaset e, secondo le ricostruzioni pubblicate nelle ultime settimane, i suoi profili social sarebbero passati sotto il controllo diretto dell’azienda.

            La chiusura definitiva, tuttavia, non ha ancora ricevuto una conferma ufficiale. Pier Silvio Berlusconi aveva spiegato che Mediaset stava compiendo «tutte le valutazioni del caso». Dopo 38 anni di satira, Tapiri e falsi televisivi, per il Gabibbo potrebbe essere arrivato il momento più difficile: quello in cui la notizia della fine sembra vera, ma manca ancora il cartello che lo certifichi.

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              Personaggi e interviste

              Veronica Gentili contro Vannacci: «Il femminicidio esiste». Poi attacca i social: «I giovani sono adescati dal loro loop»

              Veronica Gentili invita a «reintegrare il dubbio» in una società dominata dagli slogan e dalle opinioni trasformate in marketing. Nel confronto con Luca Sommi, la conduttrice affronta anche quote rosa, disparità di genere e femminicidio, chiamando direttamente in causa Roberto Vannacci.

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                «Dobbiamo reintegrare il dubbio, una prospettiva più ampia e la dialettica». Veronica Gentili sceglie queste parole per fotografare una società che sembra aver perso il gusto del ragionamento. La giornalista e conduttrice televisiva, protagonista con Luca Sommi della rassegna «Dedalo» in piazza Garibaldi, ha attraversato alcuni dei temi più delicati del presente: politica, diritti delle donne, cambiamento climatico e crisi del dibattito pubblico.

                Al centro dell’incontro, soprattutto, il progressivo impoverimento della discussione collettiva. Una trasformazione che Gentili considera non soltanto culturale, ma anche pericolosa per il modo in cui le persone costruiscono le proprie convinzioni. «Sono una persona vocata al ragionamento e assisto a un suo forte deterioramento nelle persone», ha spiegato.

                Veronica Gentili attacca il loop dei social

                Secondo la conduttrice, oggi diventa sempre più difficile sviluppare un pensiero complesso. «Non c’è più la possibilità di avere prospettive più ampie. È una cosa cerebralmente molto pericolosa», ha osservato. Luca Sommi ha individuato nella politica uno dei segnali più evidenti di questa deriva: «Un tempo gli slogan appartenevano ai comizi, mentre oggi sembrano aver sostituito il confronto».

                Il meccanismo dei social network, costruito su contenuti rapidi e ripetitivi, rischia inoltre di ridurre la capacità di attenzione delle nuove generazioni. «I lettori hanno un vantaggio, perché le pagine te le devi mettere lì e leggere, non ci sono scorciatoie. Ma i giovani leggono poco, sono ormai adescati dal loop dei social», ha affermato Gentili.

                Il confronto si è poi spostato sul ruolo degli intellettuali. Sommi ha criticato chi evita di prendere posizione per non danneggiare la propria carriera, ricordando che «ogni cittadino deve occuparsi della res publica». Gentili ha però introdotto un’altra prospettiva: nell’epoca delle visualizzazioni e degli sponsor, anche l’impegno pubblico può diventare una vetrina. «Anche l’opinione è marketing», ha provocato.

                Quote rosa e diritti delle donne: «Non sono un vantaggio»

                Ampio spazio è stato dedicato ai diritti delle donne e alle discriminazioni che continuano a resistere, spesso in forme meno visibili rispetto al passato. Partendo dal caso che ha coinvolto Michele Mari e Michela Murgia, Gentili ha denunciato una mentalità ancora diffusa: «C’è ancora un’inclinazione a pensare che in fondo una pacca sul sedere non uccida nessuno».

                Proprio la persistenza di questi atteggiamenti ha portato la giornalista a cambiare idea sulle quote rosa. «Non si tratta di dare un vantaggio, ma di rimettere tutti sullo stesso piano di partenza», ha spiegato. Le disuguaglianze, secondo Gentili, emergono nelle differenze salariali, nella distribuzione squilibrata dei carichi familiari e nella tendenza ad attribuire alle donne la responsabilità della denatalità.

                Gentili contro Vannacci sul femminicidio

                La conduttrice ha chiamato direttamente in causa Roberto Vannacci affrontando il significato della parola femminicidio. «A differenza di quanto pensa Vannacci, il termine femminicidio acquista un senso quando è un uomo a uccidere una donna che rivendica la sua libertà e autodeterminazione», ha dichiarato.

                L’ultimo terreno del confronto ha riguardato il cambiamento climatico e la crescente svalutazione delle competenze. Gentili ha definito il presente «l’epoca del mercato dell’opinione»: tutti si sentono autorizzati a intervenire su qualsiasi argomento, mettendo sullo stesso piano anni di studio e convinzioni improvvisate.

                Da qui l’invito a recuperare il dubbio, non come segno di debolezza, ma come strumento per tornare a ragionare. Una richiesta quasi sovversiva nell’epoca degli slogan, dei verdetti istantanei e delle certezze confezionate in quindici secondi.

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