Spettacolo
Dopo Fazio e Amadeus un’altra vip nel mirino
Nel mirino della rete di Warner Bros ci sono altri big della televisione di Stato che, di questo passo, rischia di perdere ogni tipo di appeal sul pubblico. Che paga il canone per non avere più nulla…

Fabio Fazio è uscito di scena, Amadeus ha preso la via d’uscita: ma l’appetito insaziabile di Laura Carafoli, la boss di Warner Bros Discovery, punta su un altro nome di spicco. La sua ultima ossessione? Antonella Clerici e tutto l’universo The Voice, spin-off compresi. Come abbiamo già sottolineato, i vari derivati di The Voice Of Italy hanno fatto incetta di successi: dalle edizioni Senior e Kids fino alle Generations. Un vero banchetto per i competitor della Rai.
In una non-recente intervista a Gente (il cui respiro risale a gennaio, per la precisione), Laura Carafoli non ha risparmiato lodi né sulla Clerici né sul talent show: “Un altro nome che mi piace? Antonella Clerici. Io la adoro, la seguo sui social quando cucina con la figlia, la trovo una donna vera. Ha compiuto 60 anni: mi piace che sia una donna adulta e così vitale. Il mio programma preferito, fuori dal mio mondo e a parte quelli di Maria, è The Voice”.
E non si è limitata a questo, aggiungendo: “Vorrei aumentare le dirette sul Nove con un nuovo programma di intrattenimento. Un talent, un bel varietà con un bel posizionamento, vediamo. Lo spazio c’è. Se si libera un format, abbiamo una linea diretta con gli Stati Uniti e ci facciamo dare un budget apposta”.
Sottrarre Antonella Clerici e The Voice alla mamma Rai sembra, sulla carta, un’impresa titanica. Ma chi avrebbe mai potuto prevedere, solo un mese fa, che Amadeus avrebbe lasciato Sanremo, I Soliti Ignoti, Affari Tuoi, L’Anno Che Verrà e le varie serate evento di Rai1 per approdare su Nove? Nessuno avrebbe mai potuto immaginarlo, neanche lontanamente. Eppure, nel gioco spietato della televisione, nulla è impossibile.
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Televisione
Grande Fratello Vip 2026 al via il 17 marzo con Ilary Blasi: Lucarelli opinionista e cachet da rumors
Dopo una stagione complicata, il Grande Fratello Vip torna il 17 marzo in prima serata su Canale 5. Alla guida Ilary Blasi, con Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli opinioniste. Sul cachet della giornalista circolano cifre non confermate, mentre il contratto non prevederebbe vincoli di esclusiva.
Il Grande Fratello Vip 2026 ha una data ufficiale: si parte il 17 marzo, in prima serata su Canale 5. Mediaset prova il rilancio dopo una stagione segnata da polemiche e ascolti deludenti, affidando la nuova edizione a un volto che di reality se ne intende: Ilary Blasi.
La scelta della conduttrice era nell’aria da settimane, ma ora è confermata. Blasi torna al timone di un format che punta a ritrovare centralità nel palinsesto, dopo un’annata complicata culminata con l’addio di Alfonso Signorini e un clima che aveva lasciato strascichi mediatici pesanti. L’obiettivo è chiaro: riportare il programma a essere evento televisivo e non semplice contenitore di dinamiche ripetitive.
Tra le novità più rilevanti c’è il panel degli opinionisti. Accanto alla conduttrice siederanno Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli, due personalità televisive dal profilo molto diverso ma potenzialmente complementare. Buonamici rappresenta un punto di vista più istituzionale e misurato, Lucarelli invece è sinonimo di giudizi taglienti e posizioni spesso controcorrente. Un’accoppiata che promette dibattiti accesi e una narrazione meno prevedibile rispetto al passato.
Proprio l’arrivo di Lucarelli ha acceso i riflettori nelle ultime settimane. Convincere uno dei nomi più riconoscibili della tv italiana a entrare nel mondo del Grande Fratello Vip non sarebbe stato un passaggio semplice. Attorno al suo cachet si sono moltiplicati i rumor, con cifre circolate senza conferme ufficiali. Si è parlato di compensi molto elevati, ma nessun dato è stato formalizzato né dalla diretta interessata né dall’azienda. Resta il fatto che la presenza di Lucarelli rappresenta una mossa strategica forte, pensata per riportare attenzione e curiosità attorno al programma.
Un altro punto chiave riguarda il futuro televisivo della giornalista. L’accordo con Mediaset, secondo quanto trapela, non prevederebbe vincoli di esclusiva. Questo significherebbe la possibilità di continuare a collaborare con la Rai e di tornare, il prossimo autunno, nel ruolo di giudice a Ballando con le Stelle accanto a Carolyn Smith, Guillermo Mariotto, Fabio Canino e Ivan Zazzaroni. Un equilibrio delicato, che conferma come i confini tra reti siano sempre più flessibili quando in gioco ci sono volti di richiamo.
Sul fronte cast, i dettagli restano parziali. La linea dovrebbe ricalcare quella delle ultime edizioni, con un mix di vip e semi-vip, ma con l’inserimento di figure nuove capaci di generare dinamiche inedite. Dopo le critiche per una narrazione considerata stanca e autoreferenziale, la produzione sembra orientata a puntare su personalità più polarizzanti e meno prevedibili.
Il Grande Fratello Vip si prepara dunque a una stagione che vale doppio. Non solo per la classifica degli ascolti, ma per la credibilità di un format che negli anni ha alternato picchi di successo a fasi di logoramento. Il 17 marzo sarà il primo test. Poi parleranno share, social e, come sempre, le dinamiche della Casa.
Speciale Sanremo 2026
Fedez e Achille Lauro, gelo sul palco dell’Ariston per colpa di Corona e il fantasma di Chiara Ferragni
Lauro doveva lanciare Fedez & Masini ma sparisce dalla scaletta. Coincidenza o fuga studiata per evitare un faccia a faccia imbarazzante? Alla seconda serata del Festival 2026 Achille non ha presentato “Male necessario” come previsto tra gli addetti ai lavori. Al suo posto Laura Pausini. E tornano le ombre sulle vecchie tensioni legate ai gossip su Chiara Ferragni.
A Sanremo non servono urla o scenate plateali per far scattare il gossip. Basta un’assenza. Basta un cambio di scaletta. Basta un nome che non viene pronunciato al momento giusto. E così, nella seconda serata del Festival 2026, è esploso il caso Fedez-Achille Lauro.
Tra gli addetti ai lavori circolava una scaletta chiara: a introdurre l’esibizione di Fedez & Masini con “Male necessario” sarebbero stati Carlo Conti e Achille Lauro. Un passaggio simbolico, quasi un incrocio obbligato tra due protagonisti della scena pop italiana. Poi, al momento decisivo, Lauro non c’era. Accanto a Conti è salita Laura Pausini. E da lì, il brusio è diventato sospetto.
Coincidenza organizzativa? Decisione tecnica dell’ultimo minuto? Oppure scelta studiata per evitare un faccia a faccia sotto i riflettori? Perché la memoria mediatica è corta, ma non così corta. E tra Fedez e Achille Lauro aleggia ancora il fantasma delle ruggini sentimentali legate al nome di Chiara Ferragni.
Le indiscrezioni che nei mesi scorsi hanno incendiato i social parlavano di tensioni, accuse, allusioni. Dichiarazioni pesanti circolate online, riferimenti espliciti, frasi che hanno alimentato un clima tutt’altro che disteso. Achille Lauro, interpellato sul tema, ha scelto la via dell’eleganza: «Grazie al cielo vivo in un mondo fatto di sogni, di grandi sognatori e passione e lascio questi gossip a chi ha solo questo per esistere». Poi la stoccata più netta: «Si parla molto di violenza sulle donne e bisogna rendersi conto che questo non è molto diverso». Parole che hanno spostato il discorso su un piano più alto, ma che non hanno spento la curiosità.
Perché a Sanremo ogni dettaglio viene analizzato al microscopio. E quell’assenza pesa. Non era un semplice artista di passaggio, ma uno dei nomi più attesi di questa edizione, tornato in gara con “Incoscienti giovani”, promettendo un Lauro più musicale e meno show. Dall’altra parte Fedez, tra i favoriti secondo i bookmaker, reduce da un periodo personale e mediatico complesso, pronto a giocarsi tutto sul palco.
Due personalità forti. Due storie che si sono sfiorate. Due universi che, almeno per una sera, avrebbero dovuto incrociarsi davanti a milioni di telespettatori. E invece no. Nei corridoi dell’Ariston si parla a mezza voce. Nessuna conferma ufficiale, nessuna dichiarazione polemica. Solo un dato oggettivo: Lauro non ha presentato Fedez. E quando in un Festival ogni entrata è cronometrata al secondo, le “coincidenze” diventano materia da romanzo.
Intanto Lauro prova a blindare il suo ritorno alla musica. «Un occhio di bue, me e la canzone: semplicità», ha spiegato evocando un mondo retrò tra Elvis e cantautorato romano. Meno provocazione, più sostanza. Ma il Festival è anche teatro emotivo. E fuori dal palco, le tensioni si percepiscono.
Fedez, concentrato sulla gara, non ha commentato il cambio. Nessuna frecciata, nessun riferimento. Ma l’assenza reciproca è diventata il vero momento clou di una serata già ricca di numeri e superospiti. A Sanremo, si sa, la musica dura tre minuti. I retroscena molto di più. E quest’anno il gelo tra Fedez e Achille Lauro rischia di essere ricordato più di qualsiasi nota. Perché in Riviera le canzoni si ascoltano. Ma le assenze si interpretano.
Speciale Sanremo 2026
Sanremo 2026, amori trasversali, diktat divini e staff allo stremo: il Festival tra politica, capricci e sosia
Dal legame tra Pilar Fogliati e Francesca Verdini alle pretese di Can Yaman, fino ai retroscena su Elettra Lamborghini e Tommaso Paradiso. Dietro le luci dell’Ariston si muove un mondo parallelo fatto di amicizie sorprendenti, divieti categorici, staff esausti e polemiche politiche. Tra corridoi, hotel di Bordighera e sala stampa, il Festival 2026 si conferma il grande romanzo pop italiano
Sanremo è un palcoscenico, ma soprattutto è un ecosistema. Davanti alle telecamere scorrono canzoni, abiti e standing ovation. Dietro, tra corridoi, hotel blindati e camerini bollenti, si muove un sottobosco che vale quanto – se non più – delle note in gara. L’edizione 2026 non fa eccezione. Anzi, rilancia. Perché quest’anno la kermesse è un incrocio permanente tra politica, star system, rivalità sottili e amicizie inaspettate.
Partiamo da Pilar Fogliati. Stasera salirà sul palco insieme a Carlo Conti, Laura Pausini, Achille Lauro, Lillo e Gianluca Gazzoli. Diranno una parola a testa, un momento che si annuncia leggero, quasi teatrale. Ma fuori dal copione c’è un dettaglio che pochi conoscono e che in Riviera circola come un sussurro curioso: l’attrice, fresca di fidanzamento con Fabio Paratici e sempre più lanciata in una carriera definita “impegnata”, è legata da un’amicizia solida con Francesca Verdini, produttrice e compagna di Matteo Salvini.
Non un semplice saluto formale, ma una frequentazione vera. Pilar era presente al cinema Barberini per il lancio del documentario “Enigma Roll” di Anselma Dell’Olio, prodotto proprio da Verdini. E la reciprocità non si è fatta attendere: Verdini, accompagnata dal vicepremier Salvini, aveva partecipato al cinema Adriano alla presentazione del primo film da regista di Fogliati, “Romantiche”. Un incrocio tra cinema e politica che all’Ariston non passa inosservato. Perché Sanremo è anche questo: relazioni che attraversano mondi apparentemente lontani e finiscono per incontrarsi sotto le stesse luci.
Capitolo Can Yaman. In sala stampa si è mostrato cordiale, sorridente, disponibile. Ma all’ingresso della Carraia, lo spazio da cui gli artisti arrivano dietro le quinte, la musica è cambiata. L’attore turco avrebbe imposto un diktat preciso: nessuna troupe televisiva all’ingresso, nessun curioso con il cellulare pronto a immortalare l’arrivo. Privacy totale. E per rafforzare il concetto, ha scelto di evitare l’assedio delle fan a Sanremo spostandosi a Bordighera, nello stesso hotel che ospita Carlo Conti. Una fuga calcolata, studiata, quasi strategica. Perché il divo può essere gentile davanti ai microfoni, ma pretende il controllo assoluto fuori campo.
Dietro le quinte, invece, c’è chi fa impazzire lo staff. Elettra Lamborghini, esplosiva come sempre, è un ciclone continuo. Simpatica, travolgente, ma – raccontano tra truccatori e sarte – anche estenuante. Cambi d’abito all’ultimo secondo, ritocchi infiniti, richieste improvvise. Parrucchieri e stylist la seguono come in una maratona senza fine. “Voilà”, canta lei. E loro, ironicamente, sognano una magia diversa: sim sala bim e settimana conclusa. Perché la gestione di una personalità così energica richiede nervi saldi e una scorta infinita di lacca.
Poi c’è il caso Tommaso Paradiso. Quando è salito sul palco dell’Ariston, più di qualcuno si è chiesto se fosse davvero lui. Nel 2022 era stato categorico: “Da concorrente non andrò mai in gara al Festival. In generale non farò mai una gara canora”. Parole nette, quasi definitive. E invece eccolo lì, sotto i riflettori. A Sanremo le promesse si sciolgono come neve al sole, e il Festival resta il luogo dove anche le dichiarazioni più granitiche possono essere riscritte. Come si cambia per non morire, verrebbe da dire. O per restare centrali.
Nei corridoi dell’Ariston, intanto, si gioca a “chi è chi”. Capelli biondi, occhi chiari, taglio simile. Mara Sattei, in gara, e Carolina Rey, conduttrice del PrimaFestival, vengono scambiate di continuo. Staff che chiamano il nome sbagliato, tecnici che indicano la persona sbagliata. Un déjà-vu continuo che regala sorrisi e qualche imbarazzo. Il Festival è anche questo: somiglianze che diventano gag involontarie.
Tra i tavoli della sala stampa spunta un altro nome che pesa. Nel gruppo di lavoro dell’edizione 2026 c’è Giancarlo Leone, ex dirigente Rai e autore della kermesse. Figlio di un Presidente della Repubblica, presenza discreta ma influente. Ogni giorno sbarca in sala stampa, osserva, prende appunti. Sanremo è un ingranaggio complesso, e chi ne conosce i meccanismi sa quanto conti l’esperienza dietro le quinte.
Infine, la polemica politica che irrompe nel salotto musicale. Francesca Fialdini, volto della domenica pomeriggio con “Da noi a ruota libera”, ha commentato le parole del Presidente del Senato Ignazio La Russa sul caso Pucci con una frase secca sotto un video pubblicato da La Stampa: “Ditemi che sta succedendo su un altro pianeta”. Un intervento che ha fatto il giro dei social e acceso un dibattito immediato. Anche qui, Sanremo non c’entra direttamente. Ma c’entra sempre. Perché durante la settimana del Festival ogni dichiarazione rimbalza più forte, ogni posizione diventa più visibile.
Così scorre il romanzo parallelo della Riviera. Tra amicizie trasversali, divi blindati, staff allo stremo, sosia involontari e scintille politiche. Davanti al pubblico, musica. Dietro, un teatro ancora più affascinante. Sanremo resta l’unico luogo dove tutto si incrocia e nulla resta davvero dietro le quinte.
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