Spettacolo
Dopo Fazio e Amadeus un’altra vip nel mirino
Nel mirino della rete di Warner Bros ci sono altri big della televisione di Stato che, di questo passo, rischia di perdere ogni tipo di appeal sul pubblico. Che paga il canone per non avere più nulla…

Fabio Fazio è uscito di scena, Amadeus ha preso la via d’uscita: ma l’appetito insaziabile di Laura Carafoli, la boss di Warner Bros Discovery, punta su un altro nome di spicco. La sua ultima ossessione? Antonella Clerici e tutto l’universo The Voice, spin-off compresi. Come abbiamo già sottolineato, i vari derivati di The Voice Of Italy hanno fatto incetta di successi: dalle edizioni Senior e Kids fino alle Generations. Un vero banchetto per i competitor della Rai.
In una non-recente intervista a Gente (il cui respiro risale a gennaio, per la precisione), Laura Carafoli non ha risparmiato lodi né sulla Clerici né sul talent show: “Un altro nome che mi piace? Antonella Clerici. Io la adoro, la seguo sui social quando cucina con la figlia, la trovo una donna vera. Ha compiuto 60 anni: mi piace che sia una donna adulta e così vitale. Il mio programma preferito, fuori dal mio mondo e a parte quelli di Maria, è The Voice”.
E non si è limitata a questo, aggiungendo: “Vorrei aumentare le dirette sul Nove con un nuovo programma di intrattenimento. Un talent, un bel varietà con un bel posizionamento, vediamo. Lo spazio c’è. Se si libera un format, abbiamo una linea diretta con gli Stati Uniti e ci facciamo dare un budget apposta”.
Sottrarre Antonella Clerici e The Voice alla mamma Rai sembra, sulla carta, un’impresa titanica. Ma chi avrebbe mai potuto prevedere, solo un mese fa, che Amadeus avrebbe lasciato Sanremo, I Soliti Ignoti, Affari Tuoi, L’Anno Che Verrà e le varie serate evento di Rai1 per approdare su Nove? Nessuno avrebbe mai potuto immaginarlo, neanche lontanamente. Eppure, nel gioco spietato della televisione, nulla è impossibile.
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Speciale Sanremo 2026
Andrea Bocelli incanta Sanremo: ingresso a cavallo bianco e ovazione all’Ariston
La finale del Festival di Sanremo si è concessa un momento di autentico spettacolo quando Andrea Bocelli ha fatto il suo ingresso davanti al Teatro Ariston in modo decisamente fuori dall’ordinario.
Il tenore è arrivato a Palazzo dell’Ariston in sella a un cavallo bianco, regalando al pubblico e ai fotografi un’immagine d’altri tempi, quasi cinematografica. Un’entrata che ha immediatamente catturato l’attenzione e alzato l’asticella dell’attesa per la sua esibizione.
L’arrivo da fiaba davanti all’Ariston
L’apparizione di Bocelli, elegante e misurata come da tradizione, è stata accompagnata da applausi e curiosità. La scelta del cavallo bianco ha aggiunto un tocco simbolico e scenografico alla serata conclusiva, trasformando il red carpet in una sequenza da grande evento internazionale.
Un ingresso che non ha avuto bisogno di parole: è bastata la presenza del maestro per richiamare l’attenzione su uno dei momenti più attesi della finale.
La scaletta dell’esibizione
Una volta salito sul palco dell’Ariston, Bocelli ha riportato il Festival alle sue radici più profonde, quelle legate alla grande melodia italiana.
Scaletta dell’esibizione:
- “Il mare calmo della sera” – Il brano con cui vinse tra le Nuove Proposte nel 1994, segnando l’inizio di una carriera internazionale.
- “Con te partirò” – La canzone che lo ha consacrato nel mondo, diventata uno dei simboli della musica italiana all’estero.
Un ritorno alle origini
Le prime note de “Il mare calmo della sera” hanno riportato il pubblico indietro nel tempo, agli esordi sanremesi del tenore. Un’interpretazione intensa, pulita, capace di riempire il teatro con naturalezza.
Con “Con te partirò”, invece, l’Ariston si è trasformato in un unico coro emozionato. Un brano che non appartiene più soltanto alla storia del Festival, ma a quella della musica mondiale.
Speciale Sanremo 2026
Laura Pausini frena sull’ipotesi direzione artistica: “Non mi sento pronta, ma mai dire mai”
“Non mi sento ancora all’altezza”, spiega, ricordando però di aver cambiato idea in passato sulla conduzione. E su Elisa: “Se lo desidera, sarebbe una scelta di valore”.
L’ipotesi di vedere Laura Pausini alla direzione artistica del Festival di Sanremo torna periodicamente nel dibattito legato al futuro della manifestazione. Durante un incontro con la stampa nella città ligure, l’artista ha affrontato l’argomento con sincerità, senza chiudere del tutto la porta ma neppure alimentare aspettative immediate.
“Non credo di essere pronta per un incarico del genere”, ha spiegato la cantante, sottolineando come la guida artistica del Festival richieda competenze organizzative, visione e una forte capacità di gestione. Una dichiarazione prudente, mitigata però da un dettaglio significativo: “Dico ‘non ancora’ perché in passato sostenevo che non avrei mai condotto, e invece oggi lo farei senza esitazione”. Un modo per lasciare aperta la possibilità che, con il tempo e l’esperienza, anche questa prospettiva possa diventare concreta.
Il tema della direzione artistica si intreccia inevitabilmente con il dibattito sulla presenza femminile ai vertici della manifestazione. Negli ultimi giorni è stato fatto anche il nome di Elisa, sostenuta pubblicamente da diverse colleghe. A questo proposito Pausini ha espresso una posizione chiara: se fosse un desiderio dell’artista friulana, si tratterebbe di una candidatura di peso. “È un ruolo molto complesso – ha ribadito – e a prescindere che sia una donna o un uomo, deve ricoprirlo una persona con le capacità adeguate”.
Le parole di Pausini evidenziano la consapevolezza del peso specifico della direzione artistica, una funzione che va oltre la semplice scelta dei brani e degli ospiti. Significa definire l’identità culturale del Festival, interpretare il momento storico e dialogare con un pubblico trasversale, mantenendo equilibrio tra tradizione e innovazione.
Per ora, dunque, nessuna candidatura ufficiale, ma una riflessione aperta sul futuro. E se c’è una certezza, è che nel percorso professionale di Laura Pausini le dichiarazioni definitive raramente restano tali nel tempo.
Speciale Sanremo 2026
All’Ariston brilla Belen: abito nero minimal e un dettaglio gioiello che accende la scena
La serata dedicata ai duetti si conferma il momento più spettacolare del Festival, tra collaborazioni inattese e scelte di stile che diventano parte integrante dello show.
La quarta serata del Festival di Sanremo, tradizionalmente dedicata alle cover e ai duetti, è considerata da sempre uno degli appuntamenti più spettacolari dell’intera manifestazione. Non si tratta soltanto di musica: è la notte in cui il palco del Teatro Ariston diventa passerella, laboratorio creativo e vetrina di tendenze. Gli artisti, affiancati da ospiti speciali, approfittano dell’atmosfera meno competitiva per osare, sperimentare e raccontarsi anche attraverso l’immagine.
In questo scenario si è inserita Belen Rodriguez, protagonista di uno dei momenti più fotografati della serata. La showgirl è salita sul palco accanto a Samurai Jay per interpretare Baila Morena, brano simbolo del repertorio di Renato Zero. Un omaggio che ha unito generazioni diverse sotto il segno della teatralità e dell’energia scenica.
Se la performance musicale ha acceso l’Ariston, l’impatto visivo non è stato da meno. Belen ha scelto un abito lungo nero dalla linea pulita, con bustier aderente e drappeggio morbido in vita, capace di valorizzare la figura senza eccessi. La gonna, alleggerita da trasparenze calibrate e da uno spacco deciso, ha aggiunto movimento alla silhouette, mantenendo però un equilibrio sofisticato. Un look che, nella sua apparente semplicità, era studiato nei minimi dettagli.
A catturare davvero l’attenzione è stato però un particolare preciso: una giarrettiera gioiello firmata Crivelli, realizzata in oro bianco e diamanti. Indossata alta sulla coscia e volutamente visibile, l’accessorio ha funzionato da punto luce, spezzando la monocromia dell’abito e trasformandosi nell’elemento chiave dell’intero outfit. Non un dettaglio nascosto, ma un segno dichiarato, coerente con l’estetica scenica di Belen e con lo spirito sopra le righe dell’omaggio a Renato Zero.
La scelta della giarrettiera ha aggiunto una nota di ironia e sensualità, evocando un immaginario glamour senza scivolare nell’eccesso. In un contesto come quello sanremese, dove ogni dettaglio viene analizzato e commentato in tempo reale, l’accessorio ha centrato l’obiettivo: rendere il look riconoscibile e memorabile. I social si sono riempiti di scatti e commenti, consacrando l’entrata di Belen tra le più riuscite della serata.
La notte delle cover, ancora una volta, ha dimostrato che al Festival l’immagine è parte integrante della narrazione. Tra duetti inattesi e reinterpretazioni iconiche, anche la moda racconta una storia. E quella firmata da Belen Rodriguez all’Ariston è stata una lezione di costruzione scenica: essenzialità apparente, dettaglio strategico e piena consapevolezza del proprio ruolo sotto i riflettori.
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