Televisione
Amici: ecco chi è Deborah Lettieri, la bravissima ballerina, professoressa del Crazy Horse!
Cambiamenti d’organico fra i docenti della nuova edizione di Amici su Canale 5: ci lascia Raimondo Todaro e, in sostituzione, arriva una presenza particolare: Deborah Lettieri. Direttamente dal leggendario Crazy Horse di Parigi, dove è l’unica ballerina italiana.
Amici va a gonfie vele con i nuovi allievi alla ricerca del loro “posto al sole” nello showbiz nostrano, determinati a raggiungere l’obiettivo di una maglia per il pomeridiano. Una scuola, quella di Maria De Filippi, che presenta un cambiamento sostanziale: al posto di Raimondo Todaro a settembre è arrivata una nuova maestra di danza, Deborah Lettieri, ad affiancare la veterana Alessandra Celentano ed Emanuel Lo.
Chi è “Gloria di Parma”
Si tratta, per chi non la conosce, di una ballerina e coreografa professionista celebre soprattutto in Francia dove, al leggendario Crazy Horse, il famoso locale di cabaret parigino è Gloria di Parma, l’unica ballerina italiana nel sexy cast. Nata a Parma, classe 1983, capisce sin da subito che vuole fare la ballerina e il suo talento la porta a sedere nella giuria di Dance Dance Dance alla seconda edizione, trasmesso in onda su Fox Life. In quel frangente il coreografo Luca Tommassini aveva commentato: «Finalmente è arrivata una più st***za di me». Attese quindi, scintille per questa nuova, scoppiettante edizione.



Maria stuzzica per l’ennesima volta la Celentano
Nel video di presentazione, la Lettieri ha raccontato che cosa va cercando in primis nei ballerini: tra le varie caratteristiche ricercate, spicca il carisma. Maria De Filippi ha voluto stuzzicare Alessandra Celentano, che invece è molto improntata sull’aspetto tecnico del ballerino e le ha chiesto: «Hai sentito Ale? Come te, anche tu cerchi il carisma, vero? Prof Celentano non è certo una che si fa cogliere impreparata, rispondendo: «Beh io cerco tutto in un ballerino, lo sai. Sono una tuttologa». La Lettieri se la ride, mentre prende posto nel banco di danza, accanto a lei e ad Emanuel Lo. Con loro ci sarà sicuramente da divertirsi, uno show nello show.





Al Crazy un allenamento specifico per la postura del sedere
A chi le domanda qualcosa circa la sua esperienza nel tempio dell’eros parigino, lei riponde: «Fantastico, far parte delle ballerine del Crazy è dura ma il privilegio è immenso. La cosa più difficile per me è stata il completo cambio di postura: come tutte le ballerine del Crazy anche io vengo dalla danza classica, dove tutto è basato sull’allineamento della colonna vertebrale, mentre qui devi inarcare la schiena ed effettuare la retroversione del bacino per spingere il sedere in fuori e assumere posizioni completamente diverse. I primi tre mesi, durante i quali ci si prepara per andare in scena, sono stati scioccanti».












Dalle nudità del locale di Bernardin al rigore accademico di Amici
In molti si chiedono come affronterà questa nuova esperienza in Mediaset, molto diversa dall’atmosfera sexy del mitico locale parigino, che i puristi del ballo criticano per una mercificazione di quest’arte. Anche su questo lei è molto convinta: «Tutto questo discorso delle misure delle ballerine… è solo un marchio di fabbrica. Anche le ballerine di classica devono rispettare determinate misure, avere le gambe a sciabola e un certo peso. Ogni sport ha i suoi requisiti fisici, quindi per me non è affatto una cosa degradante. Io un Oggetto? Mi sento un oggetto del desiderio, quello sì».
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Televisione
Ventura-Perego, gelo a Rai2: Paola Barale prende il posto e le parole che fanno rumore
Simona Ventura fuori, Paola Barale dentro: il nuovo assetto del programma accende il gossip. E la replica di Paola Perego non passa inosservata.
Altro che semplice cambio di poltrona. A Citofonare Rai2 l’aria sembra essersi fatta decisamente più fredda, e non solo per il nuovo assetto in studio. Al posto di Simona Ventura ora c’è Paola Barale accanto a Paola Perego, e il passaggio, almeno a giudicare dalle parole della conduttrice, non è stato esattamente indolore.
Il cambio che accende il retroscena
Quando una coppia televisiva si rompe, difficilmente è solo una questione di palinsesto. E qui il sospetto cresce. Ventura prende un’altra direzione, approda a Mediaset e lascia spazio a un nuovo equilibrio. Fin qui la versione ufficiale. Ma il modo in cui Perego racconta la vicenda lascia spazio a più di una lettura.
La frase che non passa inosservata
“Lei ha scelto un’altra strada, ci sta. Ha scelto di andare a Mediaset e fare un altro percorso. È finita così.” Poche parole, ma sufficienti per dare la misura del clima. Nessuna polemica esplicita, nessun attacco diretto, ma quel “è finita così” suona come una chiusura netta, senza margini di interpretazione. Un modo elegante, ma freddo, per archiviare una collaborazione che aveva funzionato.
Barale al posto giusto nel momento giusto
Nel frattempo, Paola Barale entra in scena e prova a costruire una nuova dinamica con Perego. Un cambio che, inevitabilmente, sposta equilibri e attenzioni. Il pubblico osserva, confronta, misura. E mentre la nuova coppia cerca la sua identità, il nome di Ventura resta lì, sullo sfondo, come un riferimento difficile da cancellare.
La sensazione è che la partita non sia del tutto chiusa. Perché in televisione, si sa, le storie finiscono… ma spesso tornano. E questa, a giudicare dal rumore che sta facendo, potrebbe non aver detto ancora l’ultima parola.
Televisione
Carlo Conti spiazza tutti: De Martino “da sostenere”, Savino “erede”. Ma i conti non tornano
Carlo Conti indica Nicola Savino come “erede” ma parla di sostegno a Stefano De Martino per Sanremo. Una doppia lettura che lascia perplessi.
Ma che sta a dire? La domanda circola veloce dopo le dichiarazioni di Carlo Conti a Belve, dove il conduttore prova a disegnare una mappa del futuro della tv… finendo però per creare più di una contraddizione. Da una parte Stefano De Martino, “partito fortissimo” e sostenuto apertamente. Dall’altra Nicola Savino, indicato come l’erede “più vicino”. Il risultato è un cortocircuito che non passa inosservato.
De Martino da spingere, Savino da ereditare
Conti lo dice chiaramente: “Stefano De Martino è partito fortissimo”. E fin qui, nulla da obiettare. Poi aggiunge il passaggio sul Festival di Sanremo: “Avevo già deciso. Volevo dare forza a Stefano, anche un gesto d’affetto”. Parole che suonano come un’investitura, quasi un passaggio di testimone emotivo. Ma subito dopo arriva la virata: “L’erede che sento più vicino è Nicola Savino”. E qui il quadro si complica.
Il nodo dell’“erede” che non convince
Perché definire Savino “erede” apre una questione più semantica che anagrafica. Non si parla di un volto emergente, ma di un professionista con un percorso consolidato e, soprattutto, non così distante per età. Più che un passaggio generazionale, sembra una scelta di affinità stilistica. Ma il termine “erede”, in questo contesto, finisce per suonare stonato, quasi fuori fuoco.
Tra affetto e strategia televisiva
C’è poi l’altro livello, quello umano. Conti parla di “gesto d’affetto” nei confronti di De Martino, lasciando intendere una volontà di accompagnarlo, di dargli spazio. Un discorso che ha una sua coerenza, se letto in chiave di crescita e posizionamento. Ma accostato alla definizione di Savino come erede, crea una sovrapposizione difficile da tenere insieme.
Nel mezzo, una battuta che non passa inosservata: “Amadeus? Spero torni in Rai”. Un altro tassello che aggiunge complessità a un panorama già affollato. Alla fine resta una sensazione: più che chiarire le gerarchie, Conti le ha rese ancora più sfumate. E il dibattito, inevitabilmente, è appena iniziato.
Televisione
Lo Stato delle Cose chiude col botto: Giletti contro Garofano, scintille in diretta e finale da thriller
Tra nostalgia e tensione, Lo Stato delle Cose saluta il pubblico con un confronto durissimo. Il faccia a faccia tra Giletti e Garofano diventa il momento cult.
Lo Stato delle Cose cala il sipario e lo fa senza risparmiare colpi. Altro che finale morbido: l’ultima puntata si trasforma in un duello televisivo che ha il sapore del cinema, di quelli in cui la tensione cresce scena dopo scena fino all’esplosione finale. E a prendersi il centro della scena sono Massimo Giletti e il generale Garofano, protagonisti di uno scontro che lascia poco spazio alle interpretazioni.
Il botta e risposta che infiamma lo studio
Tutto parte da una frase che è già diventata virale. Garofano, senza troppi giri di parole, taglia corto: “Dottor Giletti lei non merita nessuna risposta… forse non mi seguiva”. Un attacco diretto, frontale, che in studio crea immediatamente tensione. Giletti non lascia passare e replica con altrettanta fermezza: “Non è normale dire a un conduttore che non la segue, è come dire che se io contestassi tutti gli errori che sono stati fatti li imputassi a lei…”. Il tono si alza, lo scambio si fa serrato, e la sensazione è quella di assistere a qualcosa che va oltre il semplice confronto televisivo.
Indagini sotto accusa, vent’anni dopo
Il cuore dello scontro arriva subito dopo. Garofano difende il lavoro svolto: “Io credo che le indagini le abbiamo fatte scrupolosamente ed esaustivamente”. Ma Giletti affonda il colpo con una frase che pesa come un macigno: “Se siamo qui dopo vent’anni a discutere io credo che le indagini siano state fatte coi piedi”. Una linea netta, senza sfumature, che riporta al centro il tema più delicato: il tempo trascorso e i dubbi che, evidentemente, non si sono mai davvero spenti.
Un finale che lascia il segno
Nel frattempo, fuori dallo studio, il pubblico reagisce. C’è chi già si dice “orfano” del programma, segno che Lo Stato delle Cose è riuscito a costruire un rapporto solido con i suoi spettatori. Ma è proprio questa ultima puntata a fissare il ricordo più forte: non una chiusura nostalgica, ma un finale teso, quasi cinematografico, dove le parole diventano colpi e ogni frase resta sospesa nell’aria.
Il programma si ferma qui, almeno per ora. Ma il dibattito, a giudicare da quello che si è visto in studio, è tutt’altro che finito.
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