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Televisione

Gerry Scotti su Stefano De Martino: “Fa programmi più importanti di me, ma io non escludo Sanremo”

Il conduttore storico di Mediaset riconosce il talento dell’ex ballerino e il suo successo in Rai, ma guarda ancora a possibili nuove sfide. Tra la conduzione di Affari Tuoi e il sogno di un Sanremo al fianco di Amadeus, Scotti riflette sui progetti futuri prima di un possibile ritiro dalle scene televisive a 70 anni.

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    Gerry Scotti, uno dei volti più amati della televisione italiana, non ha mai avuto problemi a riconoscere il talento degli altri, soprattutto quando si tratta di colleghi più giovani che stanno lasciando il segno nel panorama televisivo. In una recente intervista a Gente, il conduttore ha parlato di Stefano De Martino, oggi considerato uno dei presentatori di punta della Rai. E le sue parole sono state un vero e proprio elogio.

    “Nasce ballerino e in quel mondo si fanno un mazzo così. È frutto di qualcosa di molto rigoroso,” ha dichiarato Scotti, riferendosi agli esordi di De Martino nel mondo della danza. Poi, con la sua inconfondibile schiettezza, ha aggiunto: “Ha imparato a superare la rigidità della danza. Ha il sorriso, la disinvoltura e la bellezza per potercela fare. Anzi, ce l’ha già fatta, fa programmi più importanti di me.”

    Un riconoscimento non da poco da parte di un veterano della televisione che, nonostante i suoi 67 anni e una carriera ricca di successi, non mostra segni di gelosia nei confronti delle nuove generazioni. Scotti, infatti, ha sempre dimostrato di avere uno spirito generoso e aperto, pronto a sostenere e incoraggiare i giovani talenti. La sua ammirazione per De Martino, che sta affrontando progetti di grande rilievo come la conduzione di Affari Tuoi, un simbolo di prestigio nella programmazione Rai, è un esempio lampante di questo atteggiamento.

    Sogni ancora nel cassetto

    Nonostante i complimenti, Gerry Scotti non nasconde una punta di riflessione sul proprio percorso professionale. Negli ultimi anni, pur rimanendo uno dei pilastri di Mediaset, ha vissuto una fase di transizione, esplorando format nuovi e rilanciando vecchi successi come Io Canto Generation e La Ruota della Fortuna. Tuttavia, sembra che qualcosa manchi.

    “Da anni si parla di una possibile conduzione del Festival di Sanremo o di una co-conduzione al fianco di Amadeus, ma tali ipotesi non si sono mai concretizzate,” ha ammesso Scotti. Eppure, il sogno di calcare il palco dell’Ariston non è del tutto accantonato: “Chissà, potrebbe succedere prima di allora,” ha concluso il conduttore, lasciando aperta la possibilità di una futura sorpresa televisiva.

    La corsa verso i 70

    Gerry Scotti ha sempre dichiarato che il suo obiettivo è ritirarsi a 70 anni, non per una mancanza di entusiasmo, ma per godersi una meritata pausa dopo decenni di successi. Mancano tre anni a quel traguardo, ma nel frattempo non ha intenzione di fermarsi. “Continuerò a fare televisione finché sentirò di avere qualcosa da dire e da dare al mio pubblico,” ha confidato Scotti. E, conoscendolo, possiamo aspettarci che anche l’ultimo tratto della sua carriera sarà costellato di nuovi progetti e sfide.

    Che sia il Festival di Sanremo, un nuovo format o il rilancio di uno storico quiz, Gerry Scotti continuerà a sorprenderci con la sua professionalità e la sua capacità di reinventarsi. E chissà, magari proprio De Martino potrebbe essere il primo a fargli un applauso dalla platea.

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      Televisione

      Marina La Rosa a È sempre Cartabianca e la ricetta anti-corruzione: «Stipendi uguali per tutti, con 3.000 euro al mese sparirebbe»

      Ospite a È sempre Cartabianca, Marina La Rosa lancia una proposta radicale contro la corruzione: stipendi uguali per ogni professione, fissati a 3.000 euro al mese. In studio Bianca Berlinguer frena, sui social esplode la polemica.

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        L’intervento arriva quasi di traverso, come spesso accade nei talk quando una frase rompe il copione. Marina La Rosa, ospite di È sempre Cartabianca, prende la parola e lancia quella che definisce una soluzione semplice e definitiva contro uno dei mali cronici del Paese. «Se tutti guadagnassimo la stessa cifra, dall’idraulico al presidente del Consiglio, con 3.000 euro al mese non ci sarebbe più nessuna corruzione», dice, con tono netto.

        La “Gattamorta” del Grande Fratello, personaggio rimasto nell’immaginario collettivo fin dalla prima edizione del reality, sposta il discorso su un terreno politico ed economico che spiazza lo studio. La proposta è radicale: livellare verso l’alto gli stipendi per eliminare alla radice l’incentivo a rubare, barattare favori o aggirare le regole.

        La reazione in studio e il mezzo sorriso di Bianca Berlinguer
        La risposta di Bianca Berlinguer arriva subito, ed è misurata ma eloquente: «Beh, insomma, con tremila euro al mese…». Una frase sospesa, che lascia intendere tutte le obiezioni possibili: responsabilità diverse, competenze diverse, ruoli che non possono essere equiparati senza conseguenze. Il confronto resta civile, ma il punto è segnato.

        Dal reality alla politica, senza filtri
        Marina La Rosa non arretra. Rivendica una visione egualitaria che rifiuta le gerarchie economiche e che, nella sua logica, toglierebbe terreno fertile alla corruzione sistemica. È un salto notevole per un personaggio nato televisivamente nel Grande Fratello, ma non è la prima volta che l’ex concorrente utilizza lo spazio mediatico per posizioni forti e divisive.

        L’effetto social: “Ma sei bolscevica?”
        Se in studio il dibattito resta sotto controllo, sui social la frase diventa benzina. I commenti si polarizzano nel giro di pochi minuti: c’è chi applaude la provocazione come gesto di rottura e chi la liquida con sarcasmo. Tra i messaggi più condivisi spunta l’etichetta che fa discutere: “Ma sei bolscevica…”. Un’accusa usata come battuta, ma che fotografa bene la distanza tra l’idea lanciata in diretta e il sentire comune.

        Ancora una volta, un talk politico diventa il luogo di uno scarto improvviso: una proposta estrema, una replica trattenuta, una valanga di reazioni. E il confine, sempre più sottile, tra provocazione televisiva e dibattito reale.

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          Televisione

          Roma incorona Sabrina Ferilli: striscione al Colosseo dopo il boom di A testa alta – Il coraggio di una donna

          Dopo il trionfo televisivo di A testa alta – Il coraggio di una donna, i fan celebrano Sabrina Ferilli con uno striscione davanti al Colosseo. Un gesto simbolico che trasforma il successo tv in consacrazione popolare.

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            Roma sa essere teatrale, soprattutto quando decide di omaggiare una delle sue icone. E lo ha fatto in modo tutt’altro che convenzionale con Sabrina Ferilli, protagonista assoluta del momento televisivo grazie al successo deflagrante della fiction A testa alta – Il coraggio di una donna. L’ultima puntata ha chiuso con un impressionante 28,2% di share, numeri che oggi appartengono a pochi, pochissimi titoli.

            Ma più dei dati Auditel, a colpire è stato il tributo arrivato dalla città. Davanti al Colosseo, uno dei luoghi simbolo non solo della Capitale ma dell’intero Paese, è apparso uno striscione firmato dai fan. La scritta è diretta, solenne, quasi epigrafica: «A testa alta, Sabrina. L’Italia ti guarda. Roma te consacra. Chi te invidia s’inchina».

            Dal successo televisivo alla consacrazione popolare
            Non è la prima volta che Roma adotta i suoi interpreti più amati, ma raramente lo fa con una teatralità così esplicita. Il messaggio, piazzato davanti al Colosseo, non lascia spazio a interpretazioni: Ferilli non è solo una protagonista televisiva di successo, ma un simbolo identitario, una figura in cui una parte del pubblico continua a riconoscersi.

            Il boom di A testa alta
            La fiction ha intercettato un pubblico trasversale, unendo racconto popolare, tensione emotiva e un personaggio femminile forte, capace di reggere il centro della scena. Il risultato è stato un crescendo di ascolti culminato nel 28,2% finale, un dato che oggi suona come un evento, non come una semplice performance.

            Roma, Sabrina e il linguaggio dei fan
            Lo striscione davanti al Colosseo segna un passaggio ulteriore: dal successo televisivo alla celebrazione collettiva. Non è promozione, non è marketing, ma un gesto spontaneo che usa il linguaggio diretto e un po’ irriverente tipico della città. “Roma te consacra” non è una frase neutra: è un’investitura simbolica, quasi politica, che suggella un momento di grazia.

            In un’epoca in cui il successo dura spesso lo spazio di una stagione, l’omaggio romano racconta qualcosa di più duraturo. Sabrina Ferilli non è solo la protagonista di una fiction da record, ma una presenza che continua a essere percepita come “di casa”. E Roma, quando decide di parlare, lo fa sempre a modo suo.

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              Gabriel Garko torna hot in tv con “Colpa dei Sensi”: “Col sedere di fuori davanti a tutta la troupe, spero non abbiano tagliato la scena”

              Garko rilancia la sua immagine sensuale nella nuova serie tv, ironizzando sulle scene di nudo e ricordando il cinema erotico degli esordi. Tra autoironia e nostalgia, il sex symbol torna a giocare con il mito costruito in carriera.

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                Gabriel Garko è pronto a tornare in tv con la nuova fiction Colpa dei Sensi, e lo fa nel modo che il pubblico si aspetta da lui: con una dose calibrata di sensualità e autoironia. «Sono stato col sedere di fuori davanti a tutta la troupe, spero non sia stata tagliata la scena», ha raccontato ridendo, confermando che il fil rouge della sua carriera resta quel mix di fascino, fisicità e leggerezza che lo ha trasformato in un’icona pop della fiction italiana.

                “Scene da educande”, rispetto al passato
                Garko stesso ha ridimensionato la portata delle sequenze hot della serie, definendole “da educande” rispetto ai ruoli più spinti della sua filmografia. Un confronto inevitabile con Senso 45 di Tinto Brass, dove l’attore si era spinto molto oltre il perimetro della fiction generalista, tra full frontal, amplessi espliciti con Anna Galiena e memorabili corse nudo sulla spiaggia.

                Il mito del sex symbol tra fiction e cinema erotico
                Negli anni, Garko ha costruito una carriera su un’immagine volutamente iperbolica, a metà tra divo classico e icona da calendario. Il passaggio dal cinema erotico d’autore alle grandi fiction popolari gli ha permesso di trasformare quel capitale erotico in un brand televisivo mainstream, capace di attraversare generazioni e pubblici diversi.

                Autoironia e nostalgia come strategia mediatica
                Le sue battute sulle scene di nudo funzionano anche come strategia narrativa: Garko gioca con il proprio mito, lo smonta e lo rilancia, consapevole che il pubblico continua ad associarlo a un immaginario di sensualità ostentata. In Colpa dei Sensi il registro è più soft, ma il racconto mediatico resta quello di sempre: il ritorno del sex symbol, tra nostalgia, ironia e voglia di rimettersi in gioco.

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