Televisione
Irene Pivetti: “Ho smesso di cercare l’amore. Non sono una bandita, ma un bersaglio”
Durante l’intervista con Francesca Fagnani, andata in onda il 4 novembre, Irene Pivetti ha raccontato il dolore per la fine della sua storia con Alberto Brambilla, la carriera televisiva e le vicende giudiziarie che hanno segnato la sua vita recente.
Dopo anni di silenzio, Irene Pivetti è tornata a parlare di sé nello studio di Belve, il programma condotto da Francesca Fagnani su Rai 2. Nella puntata del 4 novembre – che ha visto tra gli ospiti anche Iva Zanicchi e Adriano Pappalardo – l’ex presidente della Camera ha affrontato con tono diretto e senza filtri i capitoli più difficili della sua vita privata e professionale.
“Ho sofferto molto per la fine del mio matrimonio con Alberto Brambilla”, ha raccontato, ricordando il 2010 come un anno di rottura profonda. “Non ho più cercato l’amore, né altre relazioni. Quel dolore è bastato per capire che non volevo rivivere una simile sofferenza.” Pivetti ha definito il giorno della separazione come “il peggiore della mia vita”, aggiungendo che anche l’ex marito ha patito quella fine.
Dalla politica alla televisione
Dopo l’esperienza politica, che l’ha resa nel 1994 la più giovane presidente della Camera nella storia repubblicana, Pivetti ha intrapreso un percorso nel mondo televisivo, alternando conduzioni e partecipazioni a programmi popolari. “Ho sempre cercato di scegliere con criterio,” ha spiegato. “Non credo di aver mai fatto televisione spazzatura. Forse c’è chi pensa che un ex politico debba restare confinato in ruoli intellettuali o istituzionali, ma io non la vedo così. Ho accettato ciò che la vita mi offriva, restando coerente con me stessa.”
Nel corso dell’intervista, Fagnani ha ricordato il legame professionale che Pivetti ebbe con Lele Mora, all’epoca potente manager dello spettacolo, poi travolto dallo scandalo Vallettopoli. “Lele era un grande professionista, ma non ho mai firmato contratti importanti grazie a lui,” ha precisato. “Dopo la sua uscita dal carcere ha detto cose assurde su di me, ma non serbo rancore. Non erano vere, e ho preferito lasciar perdere.”
Le accuse e le inchieste
Un’ampia parte della conversazione è stata dedicata anche ai procedimenti giudiziari che hanno coinvolto Pivetti negli ultimi anni, in particolare l’indagine sulla presunta irregolarità nella vendita di mascherine durante la pandemia. L’ex presidente della Camera si è difesa con fermezza: “Quelle mascherine erano a norma, lo dimostreremo. È stata un’indagine sproporzionata, un vero abominio. Non temo il carcere, perché so di non aver fatto nulla di male.”
La Pivetti ha poi respinto le insinuazioni di aver avuto rapporti con ambienti vicini alla criminalità organizzata: “Non sono mai stata una bandita. Ho sempre vissuto del mio lavoro, con dignità e impegno. Se oggi sono un bersaglio, pazienza. Ma non permetto a nessuno di infangare la mia reputazione.”
“Non mi interessano i soldi, ma la libertà”
Nel finale dell’intervista, Pivetti ha voluto chiarire un punto che le sta a cuore: “Non mi interessano i soldi. Non mi sono mai mossa per denaro. Ho fatto scelte, talvolta sbagliate, ma sempre per convinzione. La libertà, per me, vale molto di più.”
Oggi, a distanza di anni dalla sua stagione politica e dai riflettori più intensi, Irene Pivetti sembra aver trovato una nuova dimensione. “Sono serena,” ha concluso. “Ho imparato che si può vivere bene anche senza l’amore romantico, senza il potere e senza l’approvazione degli altri. Ciò che conta è restare fedeli a se stessi.”
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Televisione
The White Lotus 4 sbarca in Francia e arruola Lunetta Savino: tra star internazionali e lusso estremo scatta la sorpresa italiana
Riprese in corso a Saint-Tropez per The White Lotus 4, tra hotel da sogno e cast stellare. Tra le icone hollywoodiane spunta Lunetta Savino, presenza italiana che accende curiosità e aspettative.
The White Lotus cambia scenario ma non perde il vizio: raccontare i ricchi mentre si complicano la vita in luoghi da sogno. La quarta stagione è già partita e lo fa in grande stile, scegliendo come set il sud della Francia, tra le colline dorate di Saint-Tropez e le mura imponenti dello Château de la Messardière. Un hotel di lusso che sembra una fortezza e che promette di diventare il nuovo teatro di intrighi, tensioni e cadute rovinose.
Il cast internazionale che alza l’asticella
A guidare il progetto c’è sempre Mike White, che ha costruito un marchio ormai riconoscibile: vacanze da cartolina, personaggi privilegiati e una lenta discesa nel caos. Anche questa volta il cast non passa inosservato. Tra i nomi che circolano ci sono Helena Bonham Carter, Laura Dern, Heather Graham e Vincent Cassel. Un mix di personalità forti che promette scintille già prima di andare in onda.
Lunetta Savino, la sorpresa che non ti aspetti
Ma il vero colpo di scena, almeno per il pubblico italiano, è l’ingresso di Lunetta Savino. Una presenza che rompe gli equilibri e porta una nuova curiosità: quale ruolo avrà in questo universo di privilegi, nevrosi e segreti? Il suo ingresso nel cast non è solo una notizia, è un segnale. La serie continua ad allargare il suo respiro internazionale e a pescare talenti capaci di reggere il confronto con nomi già affermati a livello globale.
Saint-Tropez, lusso e disastri annunciati
La scelta della location non è casuale. Saint-Tropez rappresenta alla perfezione l’estetica della serie: ricchezza ostentata, bellezza accecante e un sottofondo di tensione che prima o poi esplode. Lo Château de la Messardière, con le sue viste sul Mediterraneo e i suoi spazi blindati dal lusso, diventa il palcoscenico ideale per nuove dinamiche tra ospiti, staff e segreti che non restano tali a lungo.
Le riprese sono già iniziate e, come sempre accade con The White Lotus, il mistero non riguarda solo la trama ma anche il destino dei personaggi. Perché se c’è una certezza, è che nessuna vacanza, da queste parti, finisce davvero come era iniziata.
Televisione
The Boys supera la realtà: la scena del “supereroe-Dio” anticipa il post di Trump e manda in tilt gli autori
Una scena scritta due anni fa e un post social reale pubblicato pochi giorni prima della messa in onda. The Boys torna a far discutere: satira o profezia
Quando la realtà supera la fantasia, perfino chi la scrive resta spiazzato. È quello che sta accadendo con The Boys, arrivata alla sua stagione finale con un cortocircuito mediatico che sembra uscito direttamente dalla sceneggiatura. Solo che, questa volta, la sceneggiatura è arrivata prima.
La scena “divina” che fa discutere
Nel terzo episodio della quinta stagione, il personaggio di Homelander tocca uno dei punti più estremi della sua evoluzione. Già sull’orlo della follia, viene spinto oltre quando ha una visione in cui compare Madelyn Stillwell, interpretata da Elisabeth Shue. In questa sorta di apparizione angelica, gli viene suggerito che il suo destino non è solo guidare il mondo, ma diventare qualcosa di molto più grande: un vero e proprio Dio vivente.
Il messaggio è chiaro e disturbante: non basta il potere, serve l’amore delle masse. E se Gesù è stato amato, perché lui non dovrebbe esserlo di più? Da quel momento, la missione di Homelander cambia: non vuole più essere solo leader, vuole essere venerato.
Il post di Trump e la coincidenza inquietante
Fin qui, pura fiction. Se non fosse che l’episodio è andato in onda appena 48 ore dopo che Donald Trump ha pubblicato sui social un’immagine generata con l’intelligenza artificiale che lo ritrae come Gesù. Una coincidenza che ha fatto immediatamente scattare il confronto: possibile che The Boys abbia previsto tutto?
La risposta arriva direttamente dallo showrunner Eric Kripke, che prova a spegnere l’effetto profezia: “Abbiamo scritto questo episodio due anni fa, ancora prima delle elezioni”. Nessuna sfera di cristallo, quindi. Solo una riflessione su dove stava andando il personaggio di Homelander e su quale potesse essere la sua forma finale.
Quando la realtà batte la satira
Eppure, anche per Kripke, il problema resta. Anzi, è proprio questo il punto più interessante. Quando l’idea è stata proposta, sembrava “troppo folle”, quasi caricaturale. Il rischio, racconta, era che il pubblico la percepisse come eccessiva, poco credibile.
Poi è successo qualcosa: la realtà ha iniziato a correre più veloce della fiction. “Il mondo continua a essere più folle di noi”, ha ammesso lo showrunner, con una punta di frustrazione. Perché fare satira diventa complicato quando ciò che succede fuori dallo schermo sembra già una parodia.
Il risultato è un corto circuito perfetto: una serie che nasce per raccontare gli eccessi del potere finisce per inseguire una realtà che quegli eccessi li mette in scena ogni giorno. E a quel punto, la domanda cambia: non è più “The Boys ha previsto tutto?”, ma “quanto può spingersi oltre la realtà prima di diventare indistinguibile dalla fiction?”.
Televisione
Luisa Ranieri e Serena Rossi pronte a lasciare i ruoli simbolo nel 2026. Una scelta già fatta da Vanessa Scalera.
Il vento sta cambiando nella fiction italiana, e non è un dettaglio da poco. Dopo la scelta di Vanessa Scalera di salutare Imma Tataranni, anche Luisa Ranieri e Serena Rossi sono pronte a dire addio ai loro personaggi più iconici. Due nomi fortissimi, due serie amatissime, due decisioni che segnano una svolta precisa: nessuna delle protagoniste vuole restare imprigionata in un solo ruolo.
Lolita Lobosco e Mina Settembre, ultimi ciak nel 2026
Secondo quanto risulta, il 2026 sarà l’anno dell’addio definitivo. Luisa Ranieri si prepara a lasciare il vicequestore Lolita Lobosco, mentre Serena Rossi farà lo stesso con l’assistente sociale Mina Settembre. Le stagioni finali delle due fiction andranno in onda proprio il prossimo anno, chiudendo un ciclo che ha segnato il pubblico e gli ascolti. Non una scelta improvvisa, ma un passaggio ragionato, maturato nel tempo.
La scelta di non restare legate a un solo personaggio
Il motivo è chiaro e condiviso. Come già accaduto con Vanessa Scalera, anche Ranieri e Rossi vogliono evitare di essere identificate per sempre con un unico ruolo. Una decisione che ha un costo, perché significa lasciare personaggi fortissimi, ma che allo stesso tempo apre nuove possibilità. È il rischio calcolato di chi preferisce cambiare piuttosto che ripetersi.
Ranieri resta, ma cambia: torna La preside
Se Serena Rossi si prepara a chiudere un capitolo, Luisa Ranieri invece rilancia, ma con un altro volto. L’attrice tornerà infatti nei panni della dirigente scolastica Eugenia Liguori nella seconda stagione della fiction La preside. Dietro le quinte c’è anche Luca Zingaretti, impegnato con il suo team di autori nella scrittura dei nuovi episodi. Un modo per restare al centro della scena, ma senza restare ferma.
La fiction italiana cambia pelle e lo fa attraverso le sue protagoniste. E mentre il pubblico si prepara agli addii, la sensazione è che il vero racconto stia per cominciare altrove.
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