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Televisione

La rivoluzione televisiva di Rai flop edition: quando l’audience fa zapping verso il nulla

Nuovi volti e vecchi problemi: i palinsesti “rivoluzionari” di RAI crollano sotto il peso di flop clamorosi e ascolti miseri. Monteleone, Barbareschi, Gregoraci, Insegno e altri grandi nomi della TV scelti per rilanciare la programmazione si sono rivelati i protagonisti di una débâcle senza precedenti. E mentre i classici restano saldi, i programmi innovativi sprofondano insieme agli investimenti milionari che li sostenevano.

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    La Rai, stavolta, sembra averla fatta grossa. L’azzardato tentativo di cambiare volti e palinsesti per cavalcare l’onda del nuovo, strizzando l’occhio a quei personaggi tv più vicini all’ideale cultural-popolare del governo di Giorgia Meloni, sembra essersi trasformato in un potente – e costoso – boomerang. Un cambio di rotta che, alla fine, si è rivelato una virata verso il nulla: basta guardare i numeri delle nuove proposte per capire che la missione è fallita su tutta la linea, lasciando dietro di sé share da paura e conti in rosso.

    In quest’autunno televisivo, la Rai ha scoperto, purtroppo a proprie spese, che non basta qualche “volto fresco” o un titolo accattivante per sedurre il pubblico, né tantomeno per garantirsi la fedeltà degli ascolti. Alla prova dei fatti, l’unico risultato concreto sembra essere una sfilza di flop: da Luca Barbareschi ad Antonino Monteleone, passando per Maria Latella, Elisabetta Gregoraci, Massimo Giletti e Pino Insegno, il tentativo di rinnovamento si è schiantato inesorabilmente sugli scogli degli ascolti.

    Prendiamo Antonino Monteleone, per esempio. Doveva essere il dominatore del giovedì sera di Rai2, l’uomo che avrebbe portato freschezza e innovazione con il programma L’altra Italia. Freschezza sì, ma quella delle temperature polari vicine allo zero: con uno share che ha toccato il record negativo dello 0,99%, Monteleone si è ritrovato in fretta – e di diritto – nel Guinness dei Primati del programma meno visto della stagione.

    Il talk show che doveva raccontare le sfumature del Bel Paese è stato chiuso d’ufficio ben prima del previsto, vittima di un crollo di ascolti che ha costretto la Rai a ripensare in fretta e furia al suo palinsesto.

    Eppure, il costo di produzione non era certo modesto: ben 180mila euro a puntata, cifra che Monteleone, con il sostegno del manager Beppe Caschetto, ha trattato senza troppi problemi. Un conto finale da 700mila euro l’anno, una cifra che lascia sbalorditi se confrontata con i risultati. Tanto sbalorditi che in Rai si stanno già interrogando se sia il caso di rispolverare Monteleone in seconda serata, in versione super austerity, sperando di rimediare al disastro del prime time recuperando almeno qualche spesa. Inutile dire che il super lussuoso stipendio ora è a rischio: per lui era infatti previsto un contratto di 360mila euro all’anno. Calcolatrice alla mano, stiamo parlando di 120mila euro in più dello stipendio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

    Un altro flop di lusso è quello di Luca Barbareschi, già noto sia per la sua lunga carriera artistica che per le sue polemiche contro colleghi e donne dello spettacolo. Preceduto da un’allure da guru della destra, con Se mi lasci non vale ha collezionato ascolti tra il tragico e il comico. Anche qui, i numeri non mentono: il talk show ha registrato una media di circa il 2% di share, uno scarso risultato che ha lasciato poco spazio all’interpretazione. Pensato come programma di intrattenimento leggero, una sorta di Temptation Island in salsa istituzionale, ha fatto da sottofondo alle serate di pochissimi spettatori, fallendo sia nella forma che nei contenuti, tanto che la sua chiusura è stata praticamente inevitabile.

    Pino Insegno, tornato in Rai con il marchio del raccomandato di ferro, tra le polemiche per il suo chiaro endorsement al governo Meloni e la nota amicizia personale con la premier, sembrava destinato a diventare il volto di punta della “nuova Rai”. E così, dopo una girandola di proteste e perplessità, gli era stato affidato il timone di Reazione a Catena, sottratto a Marco Liorni che, nonostante il successo, era stato messo da parte senza troppe cerimonie.

    Peccato che anche questa scommessa sia andata a picco, costringendo Insegno a riconsegnare il programma a Liorni, il quale, sotto i baffi (che non ha), può ora tirare un sospiro di sollievo.

    Ma la beffa per Insegno non finisce qui. Anche Il Buono, il Brutto e il Cattivo, il nuovo show dove avrebbe dovuto affiancare due colossi del doppiaggio come Luca Ward e Francesco Pannofino, è stato cancellato ancor prima di cominciare.

    Amico di Giorgia o meno, il destino di Insegno sembra non godere più di favoritismi di alcun tipo: così i vertici Rai non hanno avuto remore a rimandarlo a casa, dimostrando che nemmeno i legami più stretti possono garantire il successo quando il pubblico, impietoso, decreta il suo verdetto.

    Programma per pochi intimi anche quello di Elisabetta Gregoraci con Questione di Stile, che ha portato sullo schermo uno show che ambiva a essere glamour, ma che si è rivelato un susseguirsi di puntate scivolate via senza lasciare traccia. Letteralmente inosservate, visto lo share imbarazzante tra l’1% e il 2%. Un format forse un po’ troppo trash per attirare l’attenzione del pubblico, che ha preferito voltare canale.

    Se la Gregoraci non ha saputo stupire, ci si aspettava molto di più da Maria Latella con il suo A casa di Maria. La giornalista ha regalato un altro tipo di spettacolo: quello della noia pura. Vecchio, lento, ancorato a una televisione stantia, lo show della Latella ha fatto sbadigliare il pubblico ancora prima che finisse la sigla iniziale. Il 2% di share è fin troppo generoso e probabilmente include spettatori che, pur di non cambiare canale, si sono addormentati davanti allo schermo lasciandolo acceso.

    Chi pensava che Massimo Giletti potesse risollevare le sorti di Rai3 con Lo Stato delle Cose si è trovato di fronte a una cocente delusione. Con un investimento da 32mila euro a puntata per 34 puntate, oltre a 48mila euro per gli speciali, facendo un rapido calcolo, parliamo di circa 1,1 milioni di euro (più gli speciali) che Giletti si metterà in tasca per la stagione 2024/2025. Il costo di ogni puntata di Lo Stato delle Cose si aggira sui 360 mila euro: i vertici Rai avevano evidentemente puntato alto. Eppure, anche lui non è riuscito a conquistare il pubblico, fermandosi a un blando 3-4% di share. Un risultato non catastrofico, ma lontano anni luce da quello che ci si aspetta da un investimento così massiccio. Anche qui, i costi stellari sembrano non giustificare il ritorno d’immagine e di ascolti.

    A questo punto, è evidente che la tanto proclamata “rivoluzione” di TeleMeloni – l’onda di rinnovamento tanto cara all’attuale dirigenza – non ha scalfito minimamente l’interesse del pubblico. Anzi, ha quasi spinto gli spettatori a rifugiarsi nei programmi storici, quelli solidi e prevedibili, ma rassicuranti. Mentre show come Ballando con le Stelle, Tale e Quale Show e Chi l’ha visto? continuano a mantenere salda la loro fetta di pubblico, le nuove proposte non fanno che allontanare gli spettatori.

    Se proprio c’è qualcuno che si salva in questo disastro, quello è Stefano De Martino, con il classico Affari Tuoi. Ripreso in mano da Amadeus e affidato al troppo spesso – a torto – vituperato ex signor Rodriguez, il programma ha dimostrato che l’usato sicuro resta ancora la scelta vincente.

    Con il fu ballerino di Amici al timone (che ha dimostrato di saperci fare), il format si mantiene su ascolti più che dignitosi, regalando almeno una speranza alla rete nazionale.

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      Televisione

      Alessandro Sortino lascia Le Iene: «Non sono più capace». Brugnaro quasi pianse davanti a me e capii che qualcosa era cambiato

      Dopo il ritorno nel programma che lo aveva reso famoso, il giornalista ha deciso di andarsene definitivamente: «Quell’atteggiamento insolente di un tempo non ce l’ho più». La svolta durante un servizio con Luigi Brugnaro, poi l’addio a Davide Parenti e il viaggio sulle tracce di San Francesco.

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      Alessandro Sortino

        Per anni il suo mestiere è stato andare incontro al potente di turno con microfono, telecamera e domande dalle quali diventava difficile scappare. Poi un giorno Alessandro Sortino si è trovato davanti Luigi Brugnaro, allora sindaco di Venezia, ed è accaduto qualcosa che probabilmente la Iena di vent’anni prima non avrebbe mai immaginato: l’uomo che doveva incalzare sembrava sul punto di piangere e lui, anziché approfittarne giornalisticamente, si è sentito a disagio.

        È uno degli episodi con cui Sortino spiega una decisione molto più radicale di un semplice cambio di programma: ha lasciato Le Iene perché non si sentiva più capace di fare la Iena.

        Non perché avesse dimenticato il mestiere e neppure perché fossero venute meno le occasioni. A essere cambiato, racconta, era proprio il suo modo di guardare le persone che aveva davanti.

        «Non sono bravo. Perché devo costringere Davide Parenti a infinite discussioni quando sono io che non sono capace? Ho liberato Davide da questa pesantezza. Lui è il mio padre televisivo, ci siamo riabbracciati. Ma io sentivo di non essere più capace».

        L’incontro con Brugnaro e quella domanda che Sortino non riusciva più a fare come prima

        Sortino era stato uno dei volti storici del programma dal 2000 al 2008, prima di proseguire altrove il proprio percorso come giornalista, autore, inviato e reporter. Due anni fa aveva deciso di tornare, ma il secondo matrimonio con Le Iene ha finito per mostrargli quanto fosse cambiato rispetto al ragazzo che aveva indossato per la prima volta giacca nera, camicia bianca e cravatta.

        Il momento decisivo lo racconta lo stesso Alessandro Sortino.

        «Stavo andando a intervistare l’allora sindaco di Venezia, Brugnaro, inquisito. Era a Mestre e stava accendendo l’albero di Natale quando io gli sono andato incontro agguerrito. Si è quasi messo a piangere e io mi sono sentito in difficoltà. Quell’atteggiamento insolente di un tempo non ce l’avevo più».

        Una confessione sorprendente proprio perché arriva da chi ha costruito una parte importante della propria carriera sull’intervista d’assalto. Sortino non rinnega quel giornalismo, ma ammette semplicemente di non riuscire più a praticarlo nello stesso modo.

        E così, invece di continuare a discutere con Davide Parenti, l’uomo che considera il proprio «padre televisivo», ha preferito fermarsi.

        «Mi piace la complessità, non la semplificazione»

        Dietro l’addio c’è anche una riflessione sul giornalismo televisivo di oggi. Sortino sente sempre meno sua la necessità di arrivare immediatamente al punto, individuare il colpevole, costruire lo scontro e trasformare una vicenda complessa in pochi minuti di racconto.

        «Oggi al giornalista televisivo viene chiesto, sempre di più, di essere efficace, il migliore. Io invece sento di essere un “giornalista-marziano” con uno sguardo decentrato. Mi piace la complessità, non la semplificazione».

        Non è dunque soltanto una Iena che appende la divisa al chiodo. È un giornalista che sostiene di non riconoscersi più fino in fondo nel linguaggio che lo aveva reso popolare.

        E la nuova destinazione scelta da Sortino non potrebbe apparire più lontana da quella precedente.

        Alessandro Sortino dalle Iene a San Francesco

        Il giornalista è approdato infatti su Tv2000 con la docuserie “Francesco per davvero. Indagine sul santo di Assisi”, un viaggio nei luoghi attraversati da San Francesco che proseguirà nelle puntate del 3 e 10 ottobre.

        La svolta religiosa, in realtà, è meno improvvisa di quanto potrebbe sembrare. Sortino è cattolico da tempo, ma racconta che negli ultimi anni qualcosa dentro di lui ha cominciato a cambiare. Ha studiato Francesco e ha deciso di provare a raccontarlo sottraendolo all’immagine più convenzionale del santo, attraversando Assisi, Gubbio e gli altri luoghi della sua vita.

        Tra gli aspetti che più lo hanno colpito c’è quello che definisce il «femminile» presente in Francesco.

        «Ho capito che c’è un modo di essere Chiesa al femminile da ascoltare. Il modo di stare insieme delle donne realizza l’aspirazione alla vera fraternità, cosa che gli uomini fissati col potere non riescono a fare», racconta.

        Alessandro Sortino si «spoglia» anche della divisa da giornalista d’assalto

        Il parallelo con Francesco, alla fine, diventa inevitabilmente personale. Il santo si spogliò dei propri abiti davanti al padre e al vescovo di Assisi; Sortino racconta invece di avere sentito il bisogno di liberarsi simbolicamente della propria «divisa» da giornalista arrembante.

        Quella divisa, del resto, gli aveva dato moltissimo. Le Iene hanno segnato la sua carriera e Davide Parenti rimane per lui una figura fondamentale, tanto che l’addio non si è trasformato in una rottura personale: i due, racconta Sortino, si sono riabbracciati.

        È cambiato lui.

        Forse la frase più interessante dell’intera confessione sta proprio in quel «non sono più capace» che, pronunciato da un professionista con decenni di televisione alle spalle, significa qualcosa di diverso dal non saper più fare il proprio mestiere.

        Sortino sa perfettamente come si fa una Iena. Il problema è che non riesce più a essere quella Iena. Non ha più voglia di presentarsi davanti a qualcuno già «agguerrito», come accadde con Brugnaro, e scoprire soltanto dopo chi ha davvero davanti.

        Così ha scelto San Francesco, la complessità e un giornalismo che definisce da «marziano». Una strada decisamente diversa da quella percorsa all’inizio della carriera, quando per fare bene quel mestiere bisognava essere una buona Iena. Purché, naturalmente, non si diventasse una Iena buona.

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          Televisione

          Doc 4 al via su Rai 1 con otto prime serate: le sfide di Andrea Fanti, le nuove entrate nel cast e l’ipotesi della quinta stagione

          Otto prime serate con due episodi ciascuna per raccontare i cambiamenti del Policlinico Ambrosiano, l’ingresso nel cast di Cristina Marino e il futuro del personaggio.

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          Doc 4 al via su Rai 1 con otto prime serate: le sfide di Andrea Fanti, le nuove entrate nel cast e l'ipotesi della quinta stagione

            Si torna in corsia su Rai 1. Luca Argentero si prepara a tornare nei panni di Andrea Fanti nella quarta stagione di Doc – Nelle tue mani, dal 1° ottobre per otto prime serate con due episodi ognuna. La serie è stata presentata dai protagonisti nella sede Rai di via Alessandro Severo. Una produzione Lux Vide, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Fiction. La regia dei primi otto episodi porta la firma di Nicola Abbatangelo, mentre Alessandro Tonda cura la regia dei capitoli dal nono al sedicesimo.

            La nuova realtà del Policlinico Ambrosiano e la medicina dell’ascolto

            Il protagonista si ritrova ad affrontare uno scenario clinico e gestionale profondamente mutato rispetto al passato. «Andrea Fanti — spiega Argentero — torna dopo oltre un anno di assenza e trova un ospedale che non riconosce più, ma soprattutto è costretto a fare i conti con se stesso, con il bisogno di rimettere insieme ciò che ha perduto. Intorno a lui, però, tutto è cambiato: Giulia (Matilde Gioli) è diventata primaria, i conti sono in rosso, il personale è stato ridotto e la necessità di far funzionare la macchina ospedaliera rischia di sottrarre spazio proprio a quella medicina dell’ascolto sulla quale Fanti ha costruito il suo modo di essere medico».

            Il percorso intrapreso dal cast fin dagli esordi della produzione ha lasciato un segno profondo sulla crescita professionale degli interpreti. «Doc arriva con un carico pesantissimo — aggiunge l’attore — abbiamo avuto la fortuna di maturare e un po’ invecchiare con i nostri personaggi. Siamo qui a parlarne dal 2019 e raramente nella carriera di un attore c’è la possibilità di fare un tratto di mare così lungo».

            L’ingresso nel cast di Cristina Marino e il gruppo storico

            Tra le novità della quarta stagione spicca la presenza dell’attrice Cristina Marino, moglie di Argentero, attualmente in attesa del terzo figlio. «Noi abbiamo già lavorato insieme, ci siamo conosciuti su un set — evidenzia l’attore — Lei è un medico a gettone, quindi un ruolo molto attuale. Credo che il vissuto nostro sia stato un arricchimento per la serie!».

            Insieme ai protagonisti confermati, il cast vede il ritorno di Pierpaolo Spollon, Marco Rossetti, Elisa Di Eusanio, Laura Cravedi ed Elisa Wong, affiancati da Sara Lazzaro e Giovanni Scifoni.

            Le valutazioni sull’eventuale quinta stagione e il legame con il pubblico

            Alla vigilia del nuovo debutto sul palinsesto Rai, Argentero non esclude la possibilità di proseguire la narrazione in futuro, pur ponendo condizioni precise sulla qualità della scrittura. «La strada di avvicinamento a un eventuale Doc 5 è molto lunga e articolata — chiarisce l’interprete — la decisione dipenderà anche dalla capacità di trovare un’idea all’altezza di quanto fatto finora, da come andrà questa stagione, se il pubblico la gradirà. L’importante è che sia di livello perché il nostro pubblico non si può deludere con qualcosa di meno interessante. Io ho guardato i primi due della quarta e mi sono sorpreso a commuovermi ed emozionarmi ancora, non pensavo alla mia età».

            Infine, sull’eventualità di un cambio di guardia al vertice della struttura, il protagonista ribadisce la propria appartenenza al ruolo: «A me l’idea di immaginare un Doc 5 senza Fanti mi rode proprio nel profondo. Ma non significa voler trascinare la serie all’infinito. Tutte le serie che ho amato di più a un certo punto finiscono».

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              Televisione

              Ballando con le Stelle, Milly Carlucci cala il colpo a sorpresa: Federica Sciarelli ballerina per una notte. «Sarà scatenata, è una donna rock»

              L’ex volto storico di Chi l’ha visto? inaugurerà la nuova edizione dello show sabato 3 ottobre e per una sera cambierà completamente registro. Milly Carlucci la corteggiava da anni e adesso annuncia: «Apriremo con Sciarelli». Novità anche dopo il forfait di Paolo Belli: in Sala delle Stelle arriva Simone Di Pasquale.

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                Dagli scomparsi, dalle inchieste e dagli appelli di Chi l’ha visto? alla pista di Ballando con le Stelle. Se Milly Carlucci cercava un nome capace di sorprendere davvero il pubblico per inaugurare la nuova edizione del suo programma, probabilmente non poteva trovarne uno migliore: Federica Sciarelli sarà la prima ballerina per una notte e sabato 3 ottobre si presenterà su Rai 1 in una veste completamente diversa da quella alla quale milioni di telespettatori si sono abituati negli anni.

                L’annuncio è arrivato direttamente da Milly Carlucci, ospite di Francesca Fialdini a Da noi… a ruota libera, e la padrona di casa di Ballando sembra già divertirsi all’idea di mostrare al pubblico una Sciarelli decisamente inedita. «Apriremo con Sciarelli. Sarà scatenata con noi, è una donna rock. Non vedo l’ora di vederla in azione», ha raccontato, anticipando così uno dei colpi preparati per la prima puntata.

                Chi immagina Federica Sciarelli esclusivamente seduta in uno studio televisivo davanti a fascicoli, fotografie e casi da ricostruire potrebbe però rimanere ancora più sorpreso, perché dietro l’immagine severa e rigorosa della giornalista c’è una donna appassionata di sport che Milly conosce molto bene e che aveva già cercato, con successo, di trascinare lontano dalla sua abituale zona televisiva.

                Federica Sciarelli a Ballando: «È una donna rock»

                Carlucci non ha nascosto l’entusiasmo per il primo grande ospite della stagione. Federica Sciarelli inaugurerà la nuova edizione mettendosi direttamente alla prova sulla pista più famosa della televisione italiana, anche se Milly non ha ancora svelato quale esibizione abbiano preparato per lei e quindi resta aperta la curiosità su quello che vedremo sabato sera.

                Sciarelli, infatti, è molto meno sedentaria di quanto la sua lunga immagine televisiva possa far pensare. Ha praticato atletica, ama lo sport e da anni coltiva una particolare passione per il pattinaggio, tanto che Carlucci era già riuscita a coinvolgerla in un’altra delle sue trasmissioni. Era il 2015 e il programma si chiamava Notti sul ghiaccio: anche allora Milly aveva deciso che Federica dovesse abbandonare per una sera la scrivania e mettersi alla prova davanti al pubblico, escogitando per convincerla un’incursione televisiva decisamente insolita.

                Quella telefonata in diretta a Chi l’ha visto?

                La prima irruzione di Milly Carlucci nel mondo televisivo di Federica Sciarelli avvenne direttamente durante una puntata di Chi l’ha visto?. La giornalista annunciò ai telespettatori l’arrivo di una telefonata insolita: «Abbiamo una telefonata particolare questa sera, che un po’ scioccherà i telespettatori di Chi l’ha visto?». Dall’altra parte non c’era il familiare di una persona scomparsa e nemmeno qualcuno con una segnalazione da fornire alla redazione, ma proprio Milly Carlucci.

                «Buonasera Federica, sono Milly Carlucci», esordì la conduttrice, prima di spiegarle quanto apprezzasse il suo lavoro: «Io sono una fan di Chi l’ha visto? e una tua fan, un’ammiratrice, perché sei una persona di grande professionalità, grande intelligenza. Sei una Wonder Woman, veramente». I complimenti, però, preparavano il terreno per la vera ragione della telefonata, perché Milly conosceva perfettamente la passione sportiva della collega: «So anche che tu sei una grande sportiva, un’appassionata sul serio dello sport, per tutti i suoi valori e per quello che rappresenta. E so che sei una pattinatrice».

                A quel punto arrivò l’invito: «Vorrei invitarti sabato sera a Notti sul ghiaccio perché so che sei la donna giusta». Federica accettò e si presentò davvero sulla pista, dimostrando che dietro il volto serissimo conosciuto dal pubblico di Rai 3 esisteva anche una donna perfettamente disponibile a mettersi in gioco e a divertirsi davanti alle telecamere.

                Undici anni dopo Milly torna alla carica

                Questa volta non è servita una telefonata in diretta. L’invito è arrivato privatamente e Federica Sciarelli ha accettato ancora una volta di giocare con la propria immagine, mostrando un lato di sé che il grande pubblico conosce molto meno. Carlucci promette una «donna rock» e una Federica «scatenata», ma non ha ancora raccontato che cosa vedremo concretamente sulla pista e proprio la passione della giornalista per il pattinaggio lascia spazio alla curiosità su quale esibizione sia stata preparata per lei.

                L’effetto sorpresa, in ogni caso, è riuscito. Per anni Sciarelli ha rappresentato uno dei volti più autorevoli e riconoscibili di Rai 3 e la sua immagine pubblica è rimasta inevitabilmente legata al tono e ai temi di Chi l’ha visto?. Vederla ballare in prima serata su Rai 1 significa quindi scoprire una Federica completamente differente e Milly Carlucci sa perfettamente che proprio questo contrasto rappresenta una delle armi migliori per la partenza della nuova stagione.

                Dopo Paolo Belli cambia anche la Sala delle Stelle

                Quello di Federica Sciarelli non è stato l’unico annuncio importante fatto da Carlucci, che ha spiegato anche come verrà gestita una delle assenze più pesanti della nuova edizione, quella di Paolo Belli. Il musicista non sarà al suo consueto posto davanti alle telecamere e servirà quindi qualcuno capace di presidiare la Sala delle Stelle, raccogliendo impressioni, tensioni e reazioni dei protagonisti durante la diretta.

                La scelta è caduta su Simone Di Pasquale e Milly ha spiegato la decisione con una battuta che descrive piuttosto bene il ruolo che gli verrà affidato: «È un grande impiccione, parla con tutti dietro le quinte, quindi chi meglio di lui». Di Pasquale conosce perfettamente il meccanismo di Ballando, ne ha attraversato molte stagioni e ha una familiarità consolidata con concorrenti, maestri e dinamiche del programma, caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto a muoversi proprio nella zona dove spesso emergono reazioni e tensioni a caldo.

                Fialdini e Ventura a bordo campo, Milly promette scintille

                La nuova edizione cambierà anche in altri punti strategici. Francesca Fialdini e Simona Ventura saranno commentatrici a bordo campo e parteciperanno alla gestione del tesoretto insieme a Rossella Erra, aggiungendo così altre due personalità molto differenti al racconto della gara. Anche in questo caso Carlucci sembra aspettarsi parecchio dal nuovo meccanismo e non lo nasconde: «Due forze della natura, l’una diversa dall’altra. Ne vedremo delle belle».

                Ballando con le Stelle si prepara quindi a ripartire con diverse novità, una Sala delle Stelle affidata a Simone Di Pasquale, Fialdini e Ventura a bordo campo e soprattutto una prima ospite che nessuno avrebbe facilmente associato a una serata trascorsa tra musica, coreografie e voti della giuria. Milly Carlucci, però, conosce Federica Sciarelli da abbastanza tempo da sapere che dietro la giornalista rigorosa esiste anche quella sportiva e spericolata che già nel 2015 accettò di infilare i pattini e scendere sul ghiaccio.

                Sabato 3 ottobre toccherà nuovamente a lei sorprendere il pubblico, questa volta sulla pista di Ballando, e scopriremo finalmente che cosa intendesse davvero Milly quando ha promesso una Sciarelli «scatenata» e l’ha definita «una donna rock».

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