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Televisione

Luca Bizzarri affonda l’Isola dei Famosi: “Guardo il cast e mi sento sulla riva del fiume”

Bizzarri stronca il cast dell’Isola dei Famosi con una battuta feroce su X, paragonando i concorrenti a cadaveri in balia della corrente. Tra i naufraghi (confermati e non) anche i suoi bersagli preferiti: Mario Adinolfi e Dino Giarrusso. La nuova edizione parte già in salita.

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    “Guardo il cast dell’Isola e, per la prima volta in vita mia, mi sento sulla riva del fiume. Ed ecco i primi due.” Con un tweet secco, calibrato al millimetro, Luca Bizzarri ha fatto più rumore di uno share in prima serata. Un colpo affilato come solo lui sa sferrare, rivolto al nuovo cast dell’Isola dei Famosi. Il riferimento? Il celebre proverbio cinese: “Siediti sulla riva del fiume e vedrai passare il cadavere del tuo nemico”. Tradotto: i naufraghi sono morti di fama galleggianti. E lui si gode lo spettacolo, con le braccia conserte e un sorrisetto beffardo.

    La battuta di Bizzarri arriva in un momento delicato per il reality di Canale 5. Dopo gli ascolti tiepidi dell’era Luxuria, ora è Veronica Gentili a tentare il rilancio. Ma il cast annunciato non aiuta. I 12 nomi ufficiali spaziano dalla ex gieffina Cristina Plevani alla tennista Camila Giorgi, passando per Patrizia Rossetti, Antonella Mosetti, Loredana Cannata, Paolo Vallesi, Nunzio Stancampiano, Angelo Famao e Omar Fantini. Una lista che sembra più un esperimento sociologico che una strategia editoriale.

    E poi ci sono i non ancora confermati, che però fanno già discutere. In cima alla lista dei sospetti c’è Mario Adinolfi, storico bersaglio dell’ironia di Bizzarri. Non servono detective per collegare quel tweet al corpulento ex politico cattolico, che da tempo duella a distanza col comico genovese. D’altronde, un Adinolfi in costume a Cayos Cochinos è un’immagine che da sola giustificherebbe il proverbio cinese.

    Altro nome caldissimo: Dino Giarrusso, ex inviato delle Iene ed ex europarlamentare pentastellato, fresco di candidatura fallita e microfono radiofonico sempre acceso. La sua partecipazione sarebbe perfetta per la nuova deriva dell’Isola, che da tempo ha smesso di essere un reality e somiglia sempre più a un centro di recupero per celebrità smarrite.

    La verità è che l’Isola dei Famosi ha da tempo smarrito il significato del suo titolo. Non ci sono più i famosi, solo ex. Ex star, ex politici, ex talenti, ex tutto. Un cast costruito con quello che resta, pescando nei fondali della popolarità. E quando ci si ritrova con un tweet di Bizzarri più virale del programma stesso, qualcosa vorrà pur dire.

    Che Veronica Gentili riesca a risollevare il format sarà tutto da vedere. Per ora, ha in mano una barca mezza sgonfia e un equipaggio a corto di copioni nuovi. La sensazione è che il pubblico, più che emozionarsi per le prove di sopravvivenza, aspetti la prossima bordata social.

    Intanto, sulla riva del fiume, Luca Bizzarri si gode la corrente. E aspetta gli altri dieci.

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      Televisione

      “Io mi vergognavo di lei”: le parole di Fabrizio Corona su Silvia Provvedi riaccendono la polemica nella serie Netflix Io sono notizia

      Dagli aborti suggeriti a Nina Moric fino al racconto della relazione con Silvia Provvedi, Fabrizio Corona si racconta senza filtri nella docuserie Io sono notizia. Ma sono proprio le parole sull’ex fidanzata, tra controllo dell’immagine e dichiarazioni umilianti, a scatenare le reazioni più forti.

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        Sta facendo discutere – e non poco – Io sono notizia, la docuserie in cui Fabrizio Corona decide di raccontarsi senza alcun freno, scavando nel passato sentimentale, mediatico e giudiziario che lo ha reso uno dei personaggi più controversi dello spettacolo italiano.

        Tra i capitoli più delicati del racconto c’è quello dedicato alla relazione con Silvia Provvedi, durata dal 2015 al 2018. Una storia già in passato liquidata da Corona con parole sprezzanti, ma che nella serie disponibile su Netflix assume contorni ancora più disturbanti.

        Le frasi choc già pronunciate a Verissimo

        Non è la prima volta che Corona parla in termini durissimi dell’ex fidanzata. Ospite di Verissimo anni fa, aveva dichiarato senza mezzi termini: “Eravamo ridicoli insieme, non l’ho mai amata, come ho fatto a stare con quella lì”. Frasi che all’epoca avevano già sollevato polemiche, ma che oggi appaiono quasi un’anticipazione di quanto raccontato nella docuserie.

        Nel racconto televisivo, infatti, Corona non si limita a ribadire il disinteresse sentimentale, ma esplicita apertamente una logica di status e immagine che avrebbe guidato la relazione.

        “Io ero Corona, dovevo avere la bellona del momento”

        Nella serie, l’ex re dei paparazzi spiega il motivo per cui, a suo dire, Silvia Provvedi non fosse all’altezza della sua immagine pubblica. “Io ero Corona, ero quello che era stato insieme a Belén Rodríguez”, afferma, chiarendo che al suo fianco doveva esserci sempre “la donna più ambita del momento”.

        Il giudizio diventa ancora più pesante quando aggiunge: “Io mi vergognavo di lei”. Una frase che, isolata o meno dal contesto, racconta una visione profondamente gerarchica e strumentale del rapporto, basata sull’esposizione mediatica più che su un legame reale.

        Il racconto del “controllo” sull’immagine

        Il passaggio che più sta facendo discutere riguarda il modo in cui Corona descrive il suo intervento sull’aspetto della compagna. “Siccome mi piaceva, ho cominciato a plasmarla”, dice, spiegando di aver deciso come dovesse pettinarsi, vestirsi, presentarsi in pubblico. Una gestione totale dell’immagine, rivendicata senza alcun filtro.

        Il racconto prosegue con il riferimento all’intervento di mastoplastica: solo dopo l’operazione, sostiene Corona, avrebbe ritenuto Silvia Provvedi “adatta” a essere mostrata. A quel punto, racconta di aver chiamato i paparazzi per farsi fotografare insieme: “Lei aveva il petto nuovo, il fisichetto giusto, io ero in forma. Così ho avuto la copertina di Chi: 30mila euro”.

        Una narrazione che divide

        Le parole pronunciate nella docuserie stanno generando un dibattito acceso, non solo per il contenuto esplicito, ma per il modo in cui viene normalizzata una dinamica di controllo, umiliazione e mercificazione del corpo femminile. Io sono notizia si conferma così non solo come un autoritratto di Corona, ma come uno specchio di un certo immaginario mediatico che continua a far discutere.

        Silvia Provvedi, al momento, non ha replicato pubblicamente.

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          Televisione

          Quarto Grado entra in carcere: tre speciali firmati da Francesca Carollo e l’intervista-evento a Stefania Albertani

          Tre puntate speciali di Quarto Grado porteranno il pubblico dentro il carcere, con interviste esclusive ai protagonisti di alcuni dei casi più controversi della cronaca nera. A firmarle è Francesca Carollo. Il primo appuntamento sarà dedicato a Stefania Albertani, condannata a vent’anni per l’omicidio della sorella e il tentato omicidio dei genitori, che torna a raccontarsi dopo il colloquio del 2009 con Franca Leosini. Dalla sua vicenda è stato tratto il film Elisa, in concorso a Venezia quest’anno.

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            Tre speciali dal carcere per provare a raccontare il crimine da una prospettiva diversa, lontana dai riflettori dei processi e dalle urla dei titoli. Quarto Grado sceglie di entrare dietro le sbarre con un ciclo di puntate speciali firmate da Francesca Carollo, costruite come un viaggio diretto nelle storie di chi sta scontando una condanna definitiva.

            Un’operazione delicata, che tocca nervi scoperti della cronaca italiana e che punta a riportare al centro la voce dei protagonisti, senza sconti ma anche senza semplificazioni. Il primo appuntamento, in onda la prossima settimana, è destinato a far discutere.

            Il ritorno di Stefania Albertani

            La prima intervista sarà infatti con Stefania Albertani, condannata a vent’anni di carcere per l’omicidio della sorella e il tentato omicidio dei genitori. Un caso che, a distanza di anni, continua a interrogare l’opinione pubblica per la sua violenza domestica, per le dinamiche familiari e per il profilo psicologico dell’imputata.

            Albertani non parlava in televisione da quindici anni. L’ultima intervista risale infatti al 2009, quando si raccontò a Franca Leosini in uno dei colloqui rimasti più impressi nella memoria del pubblico. Da allora, il silenzio. Un silenzio lungo, interrotto ora da questo confronto all’interno del carcere, in un contesto profondamente diverso da quello mediatico di allora.

            Dal fatto di cronaca al cinema

            La storia di Stefania Albertani ha superato da tempo i confini della cronaca giudiziaria. Dalla sua vicenda è stato infatti tratto il film Elisa, presentato quest’anno in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Un passaggio che segna il definitivo ingresso di quel delitto nell’immaginario culturale, oltre che mediatico.

            Il legame tra realtà e rappresentazione sarà uno dei nodi centrali dell’intervista. Come ci si riconosce – o non ci si riconosce – in un personaggio cinematografico ispirato alla propria vita? E cosa resta, oggi, della donna che quindici anni fa parlava davanti alle telecamere, in un’Italia molto diversa da quella attuale?

            Tre puntate per entrare nelle storie

            Gli speciali di Quarto Grado non si limiteranno a un singolo caso. L’idea è quella di costruire tre appuntamenti autonomi ma legati da un filo comune: il carcere come luogo di sospensione, di riflessione forzata, ma anche di racconto. Non un tribunale parallelo, né un tentativo di riscrivere sentenze già emesse, ma uno spazio di ascolto.

            Francesca Carollo accompagnerà lo spettatore dentro queste storie con un approccio che punta più alla comprensione che allo scontro, consapevole del confine sottile tra informazione e spettacolarizzazione. Un confine che, soprattutto nel racconto del true crime, è sempre più difficile da mantenere.

            Il crimine dopo il clamore

            A rendere questi speciali particolarmente attesi è proprio la scelta del tempo. Non l’immediatezza del fatto, non l’urgenza dell’indagine, ma ciò che accade dopo, quando l’attenzione mediatica si spegne e restano solo le conseguenze. Il carcere diventa così il luogo in cui la cronaca si trasforma in memoria, e le domande si fanno più scomode.

            Con l’intervista a Stefania Albertani, Quarto Grado riapre uno spazio di racconto che mancava da anni, inserendolo in un contesto nuovo, più riflessivo e meno gridato. Una scelta editoriale che inevitabilmente dividerà il pubblico, ma che conferma quanto il racconto del crimine, oggi, non possa più limitarsi alla superficie.

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              Televisione

              “Io Sono Notizia”, il caso Belen: l’assenza che pesa nella docu-serie su Fabrizio Corona

              La serie Netflix dedicata all’ex re dei paparazzi accende il dibattito, ma tra confessioni e polemiche spicca una grande mancanza: quella di Belen Rodriguez.

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              Corona

                “Io Sono Notizia”, la docu-serie Netflix che racconta ascesa, cadute e ossessioni mediatiche di Fabrizio Corona, sta dividendo pubblico e critica. Cinque episodi intensi, carichi di dichiarazioni sopra le righe e ricostruzioni controverse, che hanno riportato al centro del dibattito una figura capace, ancora oggi, di catalizzare attenzione e indignazione. Eppure, in mezzo a un coro di voci – ex compagne, amici, collaboratori, nemici dichiarati – c’è un silenzio che colpisce più di tanti monologhi: quello di Belen Rodriguez.

                La showgirl argentina è stata una presenza fondamentale nella vita pubblica e privata di Corona tra il 2009 e il 2012. Una relazione mediatica, discussa, spesso esibita, che lo stesso Corona ha più volte definito come uno dei legami più importanti della sua vita. Nella serie il suo nome ricorre, il racconto di quegli anni affiora, ma lei non compare mai in prima persona. Un’assenza che non è passata inosservata e che ha alimentato interrogativi e supposizioni.

                Secondo indiscrezioni raccolte da testate di settore, Belen non avrebbe semplicemente declinato l’invito: “le sarebbe stato impedito di partecipare”. Un’espressione che apre più scenari di quanti ne chiuda. Da chi e per quale motivo? Al momento non esistono conferme ufficiali, né da parte di Netflix né dai protagonisti coinvolti. Resta il fatto che l’ipotesi di un rifiuto volontario appare, per molti osservatori, poco convincente. Rodriguez non ha mai nascosto il desiderio di tornare stabilmente al centro della scena televisiva, dopo un periodo professionalmente più complesso.

                C’è però anche un’altra chiave di lettura, più prudente. Belen potrebbe aver scelto il silenzio per proteggere la propria sfera privata e soprattutto quella dei figli, Santiago e Luna Marì, evitando di riaprire pubblicamente una pagina delicata del passato. Una decisione comprensibile, che però contrasta con la formula utilizzata da chi parla di una partecipazione “vietata” più che rifiutata.

                Alcuni osservatori ipotizzano anche accordi pregressi o equilibri legali e contrattuali legati alla produzione della serie. In “Io Sono Notizia” colpisce, ad esempio, l’assenza di riferimenti espliciti a episodi iconici di quegli anni, come il celebre tatuaggio mostrato a Sanremo, diventato un simbolo della cultura pop italiana. Un’omissione che fa pensare a confini narrativi ben definiti prima delle riprese.

                In mancanza di dichiarazioni ufficiali, l’assenza di Belen resta uno dei misteri più discussi della docu-serie. Un vuoto narrativo che pesa, perché priva il racconto di un punto di vista centrale e perché alimenta, inevitabilmente, nuove speculazioni. Per ora restano solo domande, mentre il dibattito continua a infiammare i social. E forse, come spesso accade con Corona, il silenzio è solo l’anticamera di un nuovo capitolo.

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