Televisione
Mariotto assente alla finale di Ballando con le Stelle: polemiche e misteri
Voci di un avvistamento in sedia a rotelle e polemiche sul suo comportamento in semifinale: il caso Mariotto tiene banco anche dopo la chiusura di Ballando con le Stelle.
La finale dell’edizione 2024 di Ballando con le Stelle si è conclusa con la vittoria di Bianca Guaccero, ma il grande assente della serata è stato Guillermo Mariotto. Il giudice, noto per il suo carattere estroverso e spesso sopra le righe, non ha partecipato alla diretta, ufficialmente per un infortunio che avrebbe compromesso la sua mobilità. Milly Carlucci, conduttrice del programma, ha comunicato al pubblico che Mariotto aveva presentato un certificato medico attestante il problema, spiegando che si trattava di una lesione ai legamenti.
Tuttavia, questa versione non ha convinto tutti. Poche ore prima della finale, Mariotto sarebbe stato avvistato all’aeroporto di Fiumicino in sedia a rotelle, scortato dal personale aeroportuale. L’episodio ha scatenato voci e ipotesi sui social, dove molti utenti hanno messo in dubbio la reale portata dell’infortunio. A complicare ulteriormente la situazione, c’è stato un episodio durante la semifinale, in cui Mariotto si era lasciato sfuggire una frase volgare. L’espressione, inizialmente interpretata come un insulto verso Milly Carlucci, aveva creato non poche tensioni, sebbene la conduttrice avesse poi chiarito che non era rivolta a lei.
Tra infortuni, polemiche e misteri, l’assenza di Mariotto ha lasciato un vuoto nella finale, alimentando dubbi sul suo futuro come giudice del programma. Intanto, la serata si è conclusa con il successo di Bianca Guaccero, che ha saputo conquistare il pubblico e la giuria con una performance straordinaria.
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Televisione
Giochi a premi, nostalgia e sfida d’ascolti: nel 2025 la guerra tra Rai e Mediaset si è riaperta e il 2026 promette nuovi colpi bassi
Nel racconto di fine anno torna il derby televisivo: Mediaset rilancia con i game show e l’effetto nostalgia, la Rai risponde tra investimenti sulle fiction, cronaca nera e il problema Rai 2. Sullo sfondo, Sanremo e il risiko di volti e programmi.
È tutta qui, la nuova guerra. Non nei grandi manifesti sull’“informazione” o sulla “missione” del servizio pubblico, ma nella cosa più semplice e feroce della televisione: la compagnia che fai a chi cena, e quanto a lungo riesci a trattenerlo sul divano. Nel 2025 la competizione tra Rai e Mediaset si è riaperta con una chiarezza quasi vintage: giochi a premi, nostalgia e un pubblico sempre più abitudinario, pronto a premiare chi azzecca il rito serale.
A Cologno Monzese il colpo più doloroso, nel racconto che circola, lo avrebbe assestato Pier Silvio Berlusconi con La Ruota della fortuna, capace di mettere in difficoltà – in modo sistematico – il costosissimo “Affari tuoi” affidato a Stefano De Martino. Il messaggio è brutale: non serve inventare il futuro, se il passato funziona ancora.
Nostalgia che fa share, non filosofia
La Ruota della fortuna viene descritta come il simbolo dell’anno in cui sono tornate le ostilità: un format di decenni fa, messo al centro di una programmazione che, in alcuni giorni, avrebbe persino disegnato un trittico di game show in sequenza. E nel 2026 il copione potrebbe rinforzarsi con la riedizione di Ok il prezzo è giusto. Il punto non è solo l’effetto amarcord: è la convenienza. La nostalgia costa meno, rende di più e riduce i rischi.
Viale Mazzini e la partita che passa da Rai 2
Se Mediaset gioca sull’usato sicuro, in Rai la priorità, secondo questa ricostruzione, è rianimare Rai 2, con un Tg2 in crisi di ascolti che trascina verso il basso il resto della serata. La rete “morente” è il nodo politico e industriale: puoi cambiare volti, sperimentare formule, persino inseguire un modello di approfondimento “alternativo”, ma se il pubblico scappa prima ancora della prima serata il problema diventa strutturale.
Gli esperimenti che non trovano casa
Nel testo si sottolinea che anche Mediaset avrebbe i suoi guai: gli esperimenti informativi non sfonderebbero e il tentativo di riposizionamento “meno retequattrista” resterebbe fragile. La televisione, qui, torna a essere una macchina semplice: se il tuo pubblico vuole un certo linguaggio e tu gliene offri un altro, il telecomando decide senza appello.
Sanremo come prossimo campo di battaglia
Lo scontro del 2026, poi, ha una data cerchiata: Sanremo. Negli anni scorsi Mediaset ha spesso rinunciato alla controprogrammazione, ma la riapertura delle ostilità potrebbe cambiare la strategia. E se il Festival resta l’evento che “incorona” la Rai, il resto dell’anno – tra palinsesti, ritorni eccellenti e prodotti a basso rischio – racconta quanto la tv generalista stia cercando, più che innovare, di restare viva.
In fondo, come scrive questo pezzo, è una questione d’immortalità: quella dei modelli che non muoiono mai, e che tornano a tormentare chi pensava di averli superati.
Televisione
“Ballando con le Stelle” cerca casa: dopo vent’anni la Rai pronta a lasciare l’Auditorium del Foro Italico
Dopo due decenni all’Auditorium del Foro Italico, la Rai si prepara a salutare la storica sede di Ballando con le Stelle. Tra le ipotesi sul tavolo c’è Saxa Rubra, ma per ora nulla è definitivo.
Dopo vent’anni, anche le certezze più granitiche della televisione possono scricchiolare. Ballando con le Stelle si prepara a cambiare casa, chiudendo una lunga stagione legata all’Auditorium del Foro Italico, storica sede del programma e simbolo di una parte importante dell’intrattenimento Rai del sabato sera. Una notizia che circola da settimane negli ambienti televisivi e che ora prende sempre più consistenza.
L’Auditorium, di proprietà dell’ente Sport e Salute, è stato per due decenni il teatro delle coreografie, dei giudizi severi, delle lacrime e dei trionfi che hanno fatto la fortuna del format. Un luogo diventato quasi parte integrante del programma, riconoscibile quanto la pista da ballo o la giuria.
La fine di un’era al Foro Italico
L’addio all’Auditorium non è solo una questione logistica. Per Ballando con le Stelle rappresenta la chiusura di un ciclo lungo vent’anni, durante il quale il programma ha costruito una propria identità visiva e narrativa anche grazie a quello spazio. Un contenitore che, stagione dopo stagione, è diventato “casa” per concorrenti, maestri e pubblico.
Il distacco, però, sembra ormai inevitabile. Nei prossimi mesi la Rai dovrebbe salutare definitivamente il Foro Italico, aprendo una fase di transizione che coinvolge direttamente Milly Carlucci e il suo gruppo di lavoro, chiamati a ripensare non solo una sede, ma anche l’organizzazione complessiva dello show.
L’ipotesi Saxa Rubra e i nodi da sciogliere
Sul tavolo, al momento, c’è l’ipotesi di uno spostamento negli studi Rai di Saxa Rubra. Una soluzione interna, che consentirebbe all’azienda di ottimizzare costi e logistica, mantenendo il programma all’interno di un perimetro già collaudato.
Ma è un’ipotesi, appunto. Nessuna decisione definitiva è stata presa. Gli spazi di Saxa Rubra, pensati prevalentemente per informazione e produzione quotidiana, dovrebbero essere adattati a uno show che vive di grande spettacolarità, pubblico in studio e scenografie complesse. Un lavoro non banale, che richiede tempo, investimenti e scelte precise.
Un trasloco che pesa anche sul racconto televisivo
Cambiare studio significa anche cambiare atmosfera. Ballando con le Stelle è uno di quei programmi in cui il luogo conta quasi quanto il cast. Il pubblico del sabato sera riconosce spazi, inquadrature, rituali. Spostarli altrove implica un delicato lavoro di continuità: innovare senza rompere il patto con chi segue il programma da anni.
Per Milly Carlucci, che ha costruito il successo del format anche sulla stabilità, questa fase rappresenta una sfida ulteriore. Non solo mantenere gli ascolti, ma far percepire il cambiamento come un’evoluzione naturale, non come uno strappo.
Lavori in corso, decisioni rimandate
Al momento, la parola d’ordine è prudenza. Nessun annuncio ufficiale, nessuna sede confermata. Solo la certezza che, dalla prossima stagione, Ballando con le Stelle non danzerà più all’Auditorium del Foro Italico. Tutto il resto è ancora in movimento, tra valutazioni tecniche e scelte strategiche.
Una cosa però è chiara: dopo vent’anni, anche Ballando con le Stelle si prepara a cambiare pista. E come spesso accade in tv, sarà il pubblico a decidere se il nuovo passo sarà quello giusto.
Televisione
L’ospitata di Carlo Conti slitta e “invecchia”: registrata prima di Sanremo, andrà in onda dopo il Festival
Carlo Conti sarà ospite del programma dei The Jackal, ma la puntata, registrata circa due mesi fa, andrà in onda il 3 marzo, a Festival concluso. Lo slittamento avrebbe creato più di un malumore.
In televisione il tempo è tutto. Conta quando registri, ma soprattutto quando vai in onda. E a volte basta uno slittamento di palinsesto per trasformare un contenuto attuale in un racconto già superato. È quello che rischia di accadere all’ospitata di Carlo Conti a Stasera a letto tardi, lo show condotto dai The Jackal.
Come rivelato dal settimanale Chi, l’intervista è stata registrata circa due mesi fa, in un momento in cui il Festival di Sanremo era ancora tutto da raccontare. Peccato che la messa in onda sia stata fissata solo per il 3 marzo, quando Sanremo sarà ormai archiviato e il contesto completamente cambiato.
Un’intervista fuori tempo massimo
Il problema non è l’ospite, né il format. Conti resta uno dei volti più centrali della Rai e la sua presenza su Rai 2 rappresenta, sulla carta, un’operazione di peso. Il punto è che quell’ospitata nasceva per accompagnare il percorso verso Sanremo, non per commentarlo a posteriori, quando il pubblico avrà già metabolizzato tutto.
Domande, toni, riferimenti: tutto rischia di risultare datato. Un’intervista che doveva “scaldare” l’attesa e che invece arriva quando il Festival è già storia recente, con giudizi, polemiche e bilanci ormai consolidati.
Il nodo del palinsesto Rai 2
Lo slittamento della puntata sarebbe legato a scelte di palinsesto che, secondo quanto filtra, non avrebbero convinto tutti. Rai 2, da tempo in cerca di una linea chiara e di una identità stabile, si trova ancora una volta a gestire contenuti che arrivano in onda fuori sincrono rispetto all’attualità.
E quando si parla di Sanremo, l’effetto “anacronismo” è ancora più evidente. Il Festival è una macchina che vive di presente assoluto: prima, durante e subito dopo. Tutto ciò che arriva in ritardo perde forza narrativa.
Malumori dietro le quinte
Non stupisce, quindi, che lo slittamento abbia generato malumori. Un’ospitata di questo tipo, con un direttore artistico di Sanremo nel pieno del suo ruolo, avrebbe avuto un peso ben diverso se collocata nelle settimane precedenti al Festival. Andare in onda dopo significa rinunciare a una parte consistente dell’impatto mediatico.
Il rischio è duplice: da un lato penalizzare il programma dei The Jackal, che si ritrova un contenuto meno “caldo”; dall’altro esporre Conti a un’intervista che non dialoga più con l’attualità, finendo per sembrare un racconto fuori fase.
Quando il tempo è il vero contenuto
In tv, più che altrove, il tempo è contenuto. Non basta avere un buon ospite o un’idea brillante: serve la collocazione giusta. In questo caso, l’ospitata di Carlo Conti sembra pagare una scelta tardiva che la priva di contesto e urgenza.
Il debutto di Stasera a letto tardi è fissato, ma l’effetto è paradossale: un’intervista pensata per “accompagnare” Sanremo finirà per commentarlo quando il pubblico avrà già voltato pagina. E in televisione, voltare pagina è spesso definitivo.
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