Connect with us

Televisione

Mediaset presenta la stagione 2024-25. Pier Silvio punta sull’usato sicuro

Tra conferme e novità, spiccano i ritorni di “La Talpa” con Diletta Leotta, un evento speciale con Maria De Filippi e Silvia Toffanin e nuovi progetti con artisti di punta come Il Volo e Andrea Bocelli. Italia 1 e Rete 4 puntano su contenuti diversificati e innovativi.

Avatar photo

Pubblicato

il

    Mediaset si conferma primo broadcaster europeo sul target commerciale, con una share del 40,2% nella fascia 15-64 anni. La prossima stagione televisiva vedrà il ritorno di programmi storici e l’introduzione di nuovi format.

    La Talpa e l’evento con De Filippi e Toffanin

    “La Talpa” torna in una versione rinnovata e sperimentale, condotta da Diletta Leotta, e sarà trasmessa su Mediaset Infinity e Canale 5 per catturare un pubblico più vasto. Un altro highlight è un programma evento in tre puntate per celebrare gli artisti usciti da “Amici”, condotto da Silvia Toffanin con la produzione di Maria De Filippi. Pier Silvio Berlusconi ha dichiarato: “L’idea di ricostruire il percorso dei cantanti cresciuti ad Amici è nata da una conversazione tra me e Maria… A lei è venuto in mente di coinvolgere Silvia”.

    Musica e intrattenimento

    Mediaset rinnova la collaborazione con Il Volo, che avrà tre prime serate nel 2025 e 2026, oltre a un concerto di Natale. Pio e Amedeo torneranno con quattro serate per ciascuno dei prossimi due anni. Eventi musicali speciali vedranno protagonisti Andrea Bocelli, Vasco Rossi, presentato da Claudio Amendola, e Michelle Hunziker che introduce i Pooh. Annalisa avrà il suo concerto trasmesso e Laura Pausini sarà al centro di un progetto su Infinity e poi su Canale 5.

    Fiction e serie TV

    La fiction continua a essere un punto di forza per Mediaset con titoli come “Storia di una famiglia perbene 2” con Giuseppe Zeno, “I fratelli Corsaro” con Beppe Fiorello, e il ritorno di “Il patriarca 2” con Claudio Amendola. Attesissimo il reboot de “I Cesaroni”, come confermato dal direttore della fiction Daniele Cesarano.

    Italia 1 e Rete 4: novità e conferme

    Italia 1 punta su contenuti innovativi come “The ultimate entertainer”, un talent show per cantanti e artisti, e programmi di intrattenimento con Max Angioni e Roberto Lipari. Rete 4 si concentra sull’informazione con l’arrivo di “Freedom” di Roberto Giacobbo e un nuovo programma quotidiano condotto da Paolo Del Debbio. Bianca Berlinguer raddoppia con un nuovo show la domenica, affrontando la concorrenza di “Che tempo che fa” su Nove.

    Il panorama competitivo

    Pier Silvio Berlusconi ha commentato la crescente competitività della Nove di Discovery, riconoscendo le scelte strategiche dei loro dirigenti nel reclutare volti noti e consolidati. Ha sottolineato l’importanza per Mediaset di adattarsi e mantenere un equilibrio tra qualità dei contenuti e interesse commerciale.

    Mediaset si prepara dunque a una stagione ricca di sorprese, con una combinazione di tradizione e innovazione per mantenere alta l’attenzione del pubblico.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Televisione

      Alessandro Cattelan e Marta Donà si separano dopo anni: da Arisa a Rovazzi, tutti i cambi di manager che ridisegnano lo spettacolo

      L’estate porta un vero valzer di manager nel mondo dello spettacolo. La separazione tra Alessandro Cattelan e Marta Donà è la novità più clamorosa, ma non è l’unico cambiamento che coinvolge artisti e conduttori.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Il mondo dello spettacolo vive settimane di grandi movimenti dietro le quinte. Manager, agenzie e società di rappresentanza stanno ridisegnando gli equilibri del settore e tra le novità più rilevanti spicca quella che riguarda Alessandro Cattelan e Marta Donà.

        Secondo quanto anticipato da Dagospia, si avvia infatti alla conclusione la collaborazione professionale tra il conduttore e LaTarma Management, la società guidata da Marta Donà che negli ultimi anni ha accompagnato Cattelan in numerosi progetti televisivi e professionali. Al momento non sono stati resi noti i motivi della separazione né il nome della futura agenzia che rappresenterà il conduttore.

        Si chiude un sodalizio professionale durato anni

        La collaborazione tra Alessandro Cattelan e Marta Donà era diventata uno dei punti di riferimento del management televisivo italiano. Insieme hanno affrontato alcuni dei passaggi più importanti della carriera del conduttore, dai programmi Rai ai progetti di intrattenimento che lo hanno visto protagonista negli ultimi anni.

        La conclusione del rapporto rappresenta quindi uno dei cambiamenti più significativi dell’estate nel settore della rappresentanza artistica, anche se per il momento non sono arrivate comunicazioni ufficiali da parte dei diretti interessati.

        Da Rovazzi a Raoul Bova, il valzer delle agenzie

        Quello di Cattelan non è però l’unico movimento registrato in queste settimane. Fabio Rovazzi, Daniele Battaglia e Camilla Ghini entrano infatti a far parte di Notoria Lab, la società guidata da Graziella Lopedota, che amplia così il proprio roster di artisti.

        Novità anche per Raoul Bova. Le performance televisive dell’attore saranno gestite da Friends & Partners, la società fondata da Ferdinando Salzano, già protagonista nell’organizzazione di grandi eventi e nella gestione di numerosi artisti del panorama italiano.

        Arisa sceglie Arcobaleno Tre

        Tra i cambi di agenzia figura anche quello di Arisa. Come rivelato da Alberto Dandolo sul settimanale Oggi, la cantante ha deciso di affidare la propria rappresentanza ad Arcobaleno Tre, la società guidata da Lucio e Niccolò Presta.

        Una serie di operazioni che conferma come l’estate sia diventata il periodo in cui manager e artisti ridefiniscono strategie e collaborazioni in vista della nuova stagione televisiva e musicale. La separazione tra Alessandro Cattelan e Marta Donà resta però, almeno finora, il cambiamento destinato a fare più rumore.

          Continua a leggere

          Televisione

          Monopoly diventa un reality Netflix: dodici concorrenti in una città a grandezza naturale per vincere due milioni di dollari nel 2027

          Netflix ricostruirà una gigantesca Monopoly Town Square nella quale dodici giocatori dovranno comprare terreni, accumulare denaro e costruire il proprio impero. Chi finirà in bancarotta verrà eliminato, mentre l’ultimo concorrente incasserà due milioni di dollari.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Il capitalismo non è mai stato così vicino a diventare un reality show. Monopoly, uno dei giochi da tavolo più conosciuti al mondo, sarà trasformato da Netflix in una competizione televisiva nella quale dodici concorrenti si sfideranno per conquistare un premio finale da due milioni di dollari.

            Il programma debutterà nel 2027 e porterà i partecipanti dentro una Monopoly Town Square a grandezza naturale, costruita per riprodurre l’universo del tabellone. Tutti partiranno apparentemente sullo stesso piano, ma l’equilibrio durerà poco: ogni scelta potrà determinare la nascita di un impero o l’eliminazione dal gioco.

            Comprare, trattare e bluffare per non finire in bancarotta

            Le regole conserveranno gli elementi che hanno reso Monopoly un fenomeno mondiale. I giocatori dovranno guadagnare denaro, acquistare proprietà, concludere accordi, creare alleanze e impedire agli avversari di consolidare il proprio patrimonio.

            Anche il lancio dei dadi potrà cambiare improvvisamente gli equilibri della gara, spedendo un concorrente in prigione o permettendogli di conquistare una nuova proprietà. Chi non riuscirà più a sostenere i propri debiti verrà dichiarato in bancarotta ed eliminato. La competizione proseguirà fino a quando resterà un solo giocatore, destinato a incassare l’intero montepremi.

            La produzione sarà affidata a Studio Lambert, la società che ha già realizzato per Netflix format come Squid Game: The Challenge e The Circle, insieme a Hasbro Entertainment. I casting per trovare i dodici aspiranti monopolisti sono già stati aperti.

            Una città reale costruita intorno al tabellone

            Il nuovo format trasforma in spettacolo televisivo la logica più spietata del gioco: accumulare ricchezza mentre gli altri perdono progressivamente ogni risorsa. Proprietà, denaro e potere contrattuale diventeranno così strumenti di sopravvivenza all’interno di un ambiente fisico completamente ricostruito.

            Netflix punta ancora una volta su un marchio immediatamente riconoscibile, capace di funzionare in qualsiasi Paese e di trasformare un insieme di regole elementari in una competizione fatta di strategia, psicologia e tradimenti.

            L’ironia del gioco nato per criticare i monopoli

            La trasformazione in reality contiene anche un paradosso storico. Monopoly deriva infatti da The Landlord’s Game, ideato da Elizabeth “Lizzie” Magie e brevettato nel 1904 per mostrare gli effetti della concentrazione delle proprietà, delle rendite e dei monopoli fondiari. Il gioco che conosciamo oggi venne poi commercializzato dalla Parker Brothers nel 1935, durante la Grande depressione.

            Nato per mettere in evidenza le disuguaglianze prodotte dall’accumulazione della ricchezza, Monopoly è diventato nel tempo una celebrazione della conquista economica. Netflix porterà quella contraddizione alle estreme conseguenze: non più pedine di metallo e banconote di carta, ma persone reali pronte a costruire il proprio impero davanti alle telecamere.

              Continua a leggere

              Televisione

              Luca Zingaretti torna a indagare dopo Montalbano: sarà l’ex giornalista Marco Paraldi nella nuova serie crime di Paramount+

              Luca Zingaretti cambia personaggio ma non rinuncia alle indagini. Nella serie Paramount+, attesa nel 2027, interpreta un cronista che ha lasciato il giornalismo per aprire una vineria, senza riuscire a restare lontano dai misteri della Capitale.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Dopo il commissario Montalbano, Luca Zingaretti torna a confrontarsi con delitti, misteri e verità nascoste. Sono iniziate a Roma le riprese de Il metodo Paraldi, nuova serie originale di Paramount+ tratta dai romanzi di Fabrizio Roncone, giornalista e firma del Corriere della Sera. Il debutto è previsto in esclusiva sulla piattaforma nel 2027.

                Zingaretti interpreta Marco Paraldi, ex cronista diventato vinaio dopo aver abbandonato il mestiere. Allergico ai potenti e alle ingiustizie, il protagonista vorrebbe dedicarsi alla sua vineria nel centro di Roma, ma continua a essere trascinato in casi di persone scomparse e vicende di cronaca. Per risolverli utilizza le conoscenze accumulate nelle redazioni, l’intuito e metodi non sempre rispettosi delle regole.

                Marco Paraldi, il giornalista che non riesce a smettere di indagare

                Paraldi ama il buon vino, la cucina, gli abiti eleganti e i piaceri della vita, ma non sopporta il sistema di corruzione, arroganza e criminalità che attraversa politica, finanza e imprenditoria. Le sue indagini si muovono in una Roma contraddittoria: ricca e scintillante sulle terrazze del centro, povera e rabbiosa nelle periferie.

                Il personaggio è nato nei libri pubblicati da Marsilio. Fabrizio Roncone gli ha dedicato quattro romanzi: La paura ti trova, Non farmi male, Il potere di uccidere e Ogni nostro castigo. La saga letteraria ha preso il via nel 2016.

                La nuova serie Paramount+ arriverà nel 2027

                Il metodo Paraldi è prodotto da Simona Ercolani per Stand by Me e diretto da Giuseppe Gagliardi. L’adattamento è firmato da Giulio Calvani e Federico Favot, insieme a Bianca Rondolino e con la consulenza dello stesso Roncone. La distribuzione internazionale è affidata a Fremantle.

                La serie mescolerà il crime drama con il racconto della buona tavola e del vino, utilizzando la Capitale non come semplice sfondo, ma come uno dei protagonisti della storia. Al momento non sono stati annunciati gli altri componenti del cast.

                Da Montalbano a un investigatore senza distintivo

                Per Zingaretti si tratta di un ritorno al genere che lo ha reso uno degli attori più popolari della televisione italiana, ma con un personaggio molto diverso da Salvo Montalbano. Marco Paraldi non possiede un distintivo e non dispone degli strumenti della polizia: osserva, interroga, cerca fonti e ricostruisce i fatti con il metodo di un cronista.

                Al centro della serie ci sarà proprio questa forma d’indagine giornalistica, capace di attraversare palazzi del potere, locali alla moda e periferie dimenticate. Un nuovo investigatore televisivo che non cerca soltanto i colpevoli, ma le storie e gli interessi nascosti dietro ogni scomparsa.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie