Connect with us

Televisione

Morta Shannen Doherty la star di ‘Beverly Hills 90210’

Shannen Doherty, famosa per i suoi ruoli in “Beverly Hills 90210” e “Streghe”, è deceduta a 53 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro al seno. La notizia è stata confermata dalla sua addetta stampa, Leslie Sloane. Doherty ha raggiunto la fama interpretando Brenda Walsh in “Beverly Hills 90210”, una serie che ha affrontato temi come l’abuso di droghe e il razzismo. La sua carriera è iniziata da bambina con ruoli in “Father Murphy” e “La casa nella prateria”. È apparsa anche in film come “Heathers” e nei lavori di Kevin Smith. Era stata sposata tre volte, l’ultima con il fotografo Kurt Iswarienko.

Avatar photo

Pubblicato

il

    Shannen Doherty, celebre attrice di “Beverly Hills 90210” e “Streghe”, è morta a 53 anni dopo una lunga lotta contro il cancro al seno. La notizia è stata confermata dal magazine People attraverso una dichiarazione della sua addetta stampa, Leslie Sloane: “Con il cuore afflitto confermo la scomparsa dell’attrice Shannen Doherty. Sabato 13 luglio, dopo anni di lotta contro il cancro, ha perso la sua battaglia”.

    Brenda per tutti

    Doherty è diventata famosa nel 1990 interpretando Brenda Walsh nella serie “Beverly Hills 90210” della Fox. Brenda e il suo fratello gemello Brandon, interpretato da Jason Priestley, rappresentavano una famiglia del Minnesota trasferitasi a Beverly Hills, affrontando le eccentricità dei ricchi adolescenti di Los Angeles.

    Con Luke Perry

    La storia d’amore tra Brenda e Dylan, interpretato da Luke Perry, ha suscitato polemiche fin dalla prima stagione, soprattutto quando Brenda valutava la possibilità di perdere la verginità. La successiva rottura tra Brenda e Dylan, a causa della relazione di quest’ultimo con Kelly (Jennie Garth), ha generato ulteriore scalpore. La serie è stata pionieristica nell’affrontare temi come l’abuso di droghe e il razzismo, ottenendo un enorme successo mediatico.

    Una vera diva

    Shannen Doherty è stata spesso al centro dei pettegolezzi sul set, e la stampa l’ha etichettata come una “diva”. È diventata il membro del cast meno amato, in contrasto con Kelly di Garth. Doherty ha partecipato a 111 episodi della serie prima di lasciarla alla fine della quarta stagione, tra segnalazioni di attriti con i colleghi, in particolare con Garth.

    Nata a Memphis, Tennessee, Doherty si è trasferita a Los Angeles da bambina, iniziando la sua carriera a 10 anni nella serie “Father Murphy”. Michael Landon la notò e la scelse per il ruolo di Jenny Wilder in “La casa nella prateria” quando aveva 11 anni. Successivamente, ha avuto un ruolo ricorrente nella serie per famiglie “Our House” con Wilfred Brimley.

    Nel cinema, è apparsa in film cult per adolescenti come “Heathers”, “Girls Just Want to Have Fun” e nei film di Kevin Smith “Mallrats” e “Jay and Silent Bob Strike Back”. È stata sposata brevemente con Ashley Hamilton e con il giocatore di poker Rick Salomon. Nel 2011, ha sposato il fotografo Kurt Iswarienko, da cui ha chiesto il divorzio nel 2023.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Televisione

      Enzo Iacchetti: «Striscia la Notizia? L’hanno uccisa». E sulle ultime cinque puntate: «Ci hanno messo in difficoltà»

      Catenaccio: Enzo Iacchetti torna a parlare di Striscia la Notizia e non usa mezzi termini: «L’hanno uccisa». Poi racconta le difficoltà delle ultime cinque puntate e ricorda l’esperimento degli ospiti in studio, a partire da Al Bano.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        «Striscia la Notizia? L’hanno uccisa». Enzo Iacchetti non sceglie formule diplomatiche per parlare della trasmissione che per decenni lo ha visto dietro il bancone accanto a Ezio Greggio. Il conduttore torna sul destino del tg satirico di Antonio Ricci e descrive senza nascondere l’amarezza le difficoltà incontrate nell’ultima esperienza televisiva.

        «Ci hanno messo in situazioni di difficoltà. Ci hanno dato queste cinque puntate», racconta Iacchetti, riferendosi alla formula con cui Striscia è tornata in onda. Un numero limitato di appuntamenti che, nelle intenzioni, sembrava poter rappresentare una sorta di prova per verificare una nuova strada per il programma.

        Iacchetti e le cinque puntate di Striscia la Notizia

        Proprio la natura dell’operazione sembra aver lasciato perplesso Iacchetti. «Sembrava un esperimento», spiega lo storico volto di Striscia, che insieme a Greggio si è trovato ancora una volta a guidare una trasmissione profondamente diversa rispetto a quella che per anni aveva occupato stabilmente l’access prime time.

        La coppia Iacchetti-Greggio resta una delle più riconoscibili nella storia del programma. Il ritorno per appena cinque puntate, però, avrebbe imposto ai due conduttori di confrontarsi con una formula nuova e con condizioni che Iacchetti oggi descrive apertamente come difficili.

        «Io e Greggio ci siamo guardati e l’ospite era Al Bano»

        Tra le novità c’era anche la presenza degli ospiti. Ed è proprio su questo aspetto che Iacchetti si concede una battuta destinata a far discutere. «Quando io e Greggio ci siamo guardati abbiamo visto che l’ospite era Albano», racconta.

        Il conduttore non sembra ricordare, almeno nel suo racconto, una lunga successione di altri ospiti particolarmente importanti. Un particolare che rende ancora più evidente la sua perplessità rispetto all’esperimento tentato con quelle cinque puntate.

        «Striscia la Notizia l’hanno uccisa»

        Ma è soprattutto una frase a sintetizzare il giudizio di Iacchetti: «L’hanno uccisa». Parole pesanti per un programma che ha rappresentato una parte fondamentale della sua carriera e che per oltre trent’anni è stato uno degli appuntamenti più riconoscibili della televisione italiana.

        Iacchetti non mette quindi in discussione soltanto una scelta o una singola edizione. Nel suo racconto emerge la convinzione che Striscia sia stata progressivamente collocata in condizioni sempre più complicate, fino all’esperimento delle cinque puntate.

        Una lettura inevitabilmente personale, ma che assume un peso particolare proprio perché arriva da uno dei volti simbolo della trasmissione. Iacchetti e Greggio hanno attraversato insieme una lunga parte della storia di Striscia. E sentir dire da uno di loro che il programma «l’hanno ucciso» fotografa meglio di qualsiasi analisi il suo giudizio su ciò che è accaduto al tg satirico.

          Continua a leggere

          Televisione

          Orietta Berti boccia l’addio di Carlo Conti a Sanremo 2027: «Doveva restare, poteva farlo altri due o tre anni»

          Orietta Berti dice la sua sul cambio della guardia a Sanremo 2027 e avrebbe volentieri confermato Carlo Conti per altre edizioni. Poi, intervistata da Today, apre a una possibilità decisamente suggestiva: salire lei sul palco dell’Ariston da conduttrice.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Orietta Berti avrebbe tenuto Carlo Conti a Sanremo. Mentre il Festival 2027 si prepara a cambiare padrone di casa, l’eterna usignola di Cavriago non sembra particolarmente convinta della necessità di voltare pagina e, intervistata da Today, spiega che avrebbe visto benissimo Conti alla guida dell’Ariston ancora per qualche anno.

            «A Sanremo 2027 doveva restare Carlo Conti», dice senza troppi giri di parole. E non soltanto per un’altra edizione: secondo Orietta avrebbe potuto continuare tranquillamente «ancora due anni o tre».

            Orietta Berti: «Carlo Conti doveva restare a Sanremo»

            Per la cantante, il problema dell’età semplicemente non esiste. «Carlo è ancora giovane, ha ancora idee giovani, poteva continuare ancora», spiega Berti, promuovendo il conduttore sia sul piano televisivo sia su quello creativo.

            Una permanenza più lunga all’Ariston, dunque, non avrebbe rappresentato per lei alcun rischio di stanchezza della formula. Semmai potrebbe essere stato proprio Conti ad aver deciso che fosse arrivato il momento di fermarsi: «Ma forse si è stancato».

            «È ancora giovane e ha idee giovani»

            Berti non entra nelle dinamiche che hanno portato al cambio della guardia, ma il suo giudizio resta netto: se fosse dipeso da lei, Carlo avrebbe conservato le chiavi dell’Ariston.

            Del resto Sanremo è una macchina che richiede mesi di lavoro, dalla scelta delle canzoni alla costruzione del cast fino alle cinque serate in diretta. Dopo diverse edizioni sulle spalle, l’ipotesi che Conti possa semplicemente aver avuto voglia di passare la mano non sembra così peregrina neppure a Orietta.

            Orietta Berti conduttrice? «Sarebbe bello»

            Poi arriva la domanda inevitabile: e se a condurre Sanremo fosse proprio lei? Berti non si tira indietro e risponde con la semplicità che la contraddistingue: «Sarebbe bello».

            A 83 anni, dopo una vita trascorsa sul palco e una quantità industriale di Festival vissuti da protagonista, Orietta all’Ariston saprebbe certamente dove mettere le mani. E se Carlo Conti per lei è ancora giovane, tanto vale dirlo: a Sanremo, evidentemente, non è mai troppo tardi.

              Continua a leggere

              Televisione

              Sigfrido Ranucci fuori da Report, la Rai cambia tutto: conduzione a Presutti e Piervincenzi. E ora si prepara la battaglia

              Sigfrido Ranucci non condurrà più Report. La Rai sceglie Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi e propone al giornalista tre possibili destinazioni: RaiNews, Tg3 o un ufficio di corrispondenza. Una soluzione che rischia di trasformarsi rapidamente in una guerra legale.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Sigfrido Ranucci non condurrà più Report. La Rai cambia il volto dello storico programma d’inchiesta di Rai3 e dalla prossima stagione affida la conduzione a due giornalisti: Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Una decisione destinata inevitabilmente ad aprire un nuovo fronte dentro e fuori Viale Mazzini, anche perché resta da capire quale sarà il futuro professionale di Ranucci e soprattutto se il giornalista accetterà una delle soluzioni prospettate dall’azienda.

                La Rai presenta la decisione come «una nuova fase» per uno dei programmi più importanti dell’approfondimento del servizio pubblico e sottolinea che entrambi i nuovi conduttori sono risultati vincitori della selezione per giornalisti professionisti.

                Report passa a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi

                Presutti conosce già perfettamente la trasmissione: da anni è giornalista e inviata di Report e ha costruito buona parte del proprio percorso professionale nel giornalismo investigativo. Nella selezione Rai si è classificata prima.

                Piervincenzi porta invece l’esperienza maturata come inviato e conduttore di programmi quali Nemo – Nessuno escluso e Popolo Sovrano. Nel 2017 fu aggredito a Ostia insieme all’operatore Edoardo Anselmi mentre stava realizzando un’inchiesta. Per la Rai la nuova coppia rappresenta un investimento «su nuove generazioni di giornalisti d’inchiesta».

                Sigfrido Ranucci, tre ipotesi per il futuro in Rai

                Il nodo più delicato riguarda però Ranucci, che ricopre anche la carica di vicedirettore ad personam di Rai3. L’azienda sostiene di avergli sottoposto tre possibili opzioni di ricollocazione «coerenti con il suo grado e con l’esperienza maturata».

                Secondo quanto riportato dall’Ansa, le destinazioni sarebbero RaiNews, Tg3 oppure un ufficio di corrispondenza. Resta da vedere se Ranucci considererà le proposte adeguate al proprio profilo professionale o se la vicenda finirà davanti ai giudici con una contestazione sul possibile demansionamento.

                Il Foglio: «Così la Rai trasforma Ranucci in un martire»

                La scelta scatena immediatamente anche la lettura politica. Il Foglio sostiene che l’operazione rischi di produrre esattamente l’effetto contrario a quello auspicato da chi voleva ridimensionare Ranucci: trasformarlo in un epurato.

                «Bastava lasciarlo lì, Ranucci», scrive il quotidiano, secondo cui la rimozione dalla conduzione finirebbe per consegnargli l’immagine del perseguitato e contemporaneamente costringere i nuovi responsabili di Report a dimostrare di non essere stati scelti per normalizzare la trasmissione.

                La Rai parla di «indipendenza editoriale» e «imparzialità rigorosa». Ranucci, per ora, resta fuori dalla conduzione. Ma la sensazione è che la partita intorno a Report, invece di chiudersi, sia appena cominciata.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie