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Televisione

Oltre a Sandokan, posso interpretare anche Balaban Agha: Yes, I “Can”!

Il bel Can Yaman è pronto a tornare sugli schermi italiani con Il Turco, la serie storica prodotta da Mediaset che lo vede protagonista insieme a Greta Ferro. Il primo trailer italiano è stato pubblicato, anticipando un racconto avvincente che porterà il pubblico nel cuore del XVII secolo. Lo show andrà in onda su Canale 5 e sarà disponibile anche in streaming su Mediaset Infinity.

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    Prima ancora dell’attesissima fiction dedicata al salgariano Sandokan, Can Yaman interpreterà Balaban Agha, un predone ottomano che diventa l’eroe di Moena. La serie, basata sul romanzo El Turco di Orhan Yeniaras, ripercorre le vicende di Yenicer Hasan Balaban, un guerriero che, dopo il secondo assedio di Vienna nel 1683, trova rifugio nel piccolo comune trentino di Moena.

    Il doppiaggio

    Mediaset ha rilasciato il primo trailer ufficiale della serie, svelando che, diversamente da Viola come il Mare, Can Yaman sarà doppiato da un altro attore. Questo dettaglio è legato alla produzione internazionale de Il Turco, nella quale Yaman ha recitato per la prima volta in inglese, un’esperienza nuova che lo ha preparato per la futura avventura con Sandokan su Rai 1.

    Quando uscirà Il Turco in Italia?

    Sebbene la data di debutto italiana non sia ancora stata ufficializzata, l’uscita internazionale è prevista per il 21 marzo. La serie sarà trasmessa in prima visione su Canale 5 e in streaming su Mediaset Infinity, ma non è ancora chiaro se gli episodi saranno rilasciati settimanalmente o in blocco.

    La trama

    La serie segue la storia di Balaban Agha, un guerriero ottomano che, ferito e condannato a morte, riesce a nascondersi a Moena, un piccolo villaggio tra le Alpi. Inizialmente accolto con diffidenza dagli abitanti, trova aiuto in Gloria (Greta Ferro), una giovane donna emarginata dalla comunità, considerata una strega. Gloria, una combattente determinata, cerca di proteggere il suo popolo dall’invasione dei barbari guidati dal fratellastro di Balaban. Nel corso della storia, il protagonista si trasformerà da fuorilegge a eroe, liberando la popolazione locale dallo sfruttamento dei feudatari.

    Dove Vedere Il Turco

    Gli episodi di Il Turco saranno trasmessi su Canale 5 in prima serata e saranno disponibili anche su Mediaset Infinity per la visione in streaming. Gli spettatori italiani potranno così immergersi in una storia di avventura, intrighi e riscatto ambientata in un periodo storico affascinante.

    Un successo annunciato?

    Con una trama avvincente e un cast di talento, Il Turco promette di diventare una delle serie più attese dell’anno. L’interpretazione di Can Yaman nei panni di Balaban Agha, un guerriero trasformato in leggenda, conquisterà il pubblico italiano? Non resta che attendere l’uscita ufficiale per scoprirlo.

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      Televisione

      Il giallo Belen e Mediaset: Marysthell Polanco parla di un “regista occulto” dietro le esclusioni eccellenti

      Le parole della manager riaccendono un mistero che circola da anni: Belen davvero allontanata dalla tv? Le voci tornano a intrecciarsi con il caso d’Urso e con una figura mai nominata, ma indicata come decisiva.

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        Qui ci vorrebbe davvero l’ispettore Poirot. Perché le parole di Marysthell Polanco rimettono in circolo uno dei misteri più persistenti della televisione italiana: quello legato alla presunta “cacciata” di Belen Rodriguez dal piccolo schermo.

        Polanco parla senza mezzi termini e, soprattutto, sposta il bersaglio. «Per me Belen è come Alba Parietti. Dopo tutti i lavori che ha fatto non poteva essere eliminata dalla tv», dice. Poi aggiunge il passaggio più delicato: «Posso dire che non sono stati i figli di Silvio, loro non hanno eliminato nessuno, ma un’altra persona che non la voleva».

        Non i Berlusconi, ma “un’altra persona”
        Il punto centrale del racconto è questo. Polanco esclude esplicitamente responsabilità dirette dei vertici familiari di Mediaset. «Non c’entra nulla Pier Silvio Berlusconi, non c’entrano i figli di **Silvio Berlusconi»», ribadisce. Una presa di posizione netta, che però apre un vuoto inquietante: se non sono loro, chi è stato?

        Secondo la manager, dietro l’uscita di scena di Belen ci sarebbe una figura precisa, mai nominata, ma abbastanza influente da incidere sulle scelte editoriali. Una presenza che avrebbe agito per motivi personali, non aziendali.

        Il parallelo con Barbara d’Urso
        Il ragionamento di Polanco si allarga subito a un altro caso emblematico, quello di Barbara d’Urso. «Hanno eliminato anche la d’Urso, che lavorativamente era al top», sostiene. E anche qui la chiave di lettura è identica: «Barbara non dava fastidio a Mediaset, ma a una persona».

        Un parallelismo che pesa come un macigno, perché accosta due figure diversissime ma accomunate da una stessa sorte: l’uscita improvvisa dai palinsesti nonostante ascolti, popolarità e riconoscibilità altissime.

        Voci che tornano da tre anni
        Nel caso di Belen Rodriguez, le indiscrezioni su un presunto allontanamento forzato circolano da almeno tre anni. Voci insistenti, mai del tutto chiarite, che la showgirl argentina ha sempre smentito, parlando di scelte personali, di nuovi equilibri professionali, di progetti diversi.

        Le parole di Polanco, però, rimettono tutto in discussione. Non portano prove, non fanno nomi, ma insinuano l’esistenza di una dinamica sotterranea, fatta di antipatie personali più che di strategie industriali.

        Un mistero che resta aperto
        Il risultato è un giallo perfetto: esclusi i Berlusconi, escluso Pier Silvio, esclusa Mediaset come entità aziendale, resta una figura non identificata che avrebbe inciso sul destino televisivo di due delle donne più visibili dello schermo italiano.

        Belen, per ora, continua a smentire qualsiasi “cacciata”. Ma intanto il dubbio resta. E come in ogni buon enigma, più si eliminano i sospetti ufficiali, più l’ombra dell’ignoto si allunga.

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          Televisione

          Da serie low budget a fenomeno globale: Heated Rivalry consacra Hudson Williams e Connor Storrie, ora tedofori di Milano Cortina 2026

          In due mesi Hudson Williams e Connor Storrie sono passati dall’anonimato a talk show, copertine e red carpet. Ora arriva la consacrazione simbolica: porteranno la Fiamma Olimpica a Milano Cortina 2026, come annunciato dal sito ufficiale dei Giochi.

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            Era partita in sordina, con un budget contenuto e poche aspettative, quasi un esperimento narrativo destinato a una nicchia. Heated Rivalry, serie incentrata sulla relazione sentimentale tra due hockeisti, ha invece imboccato una traiettoria imprevedibile, diventando nel giro di poche settimane un fenomeno internazionale. Un successo travolgente che ha riscritto non solo il destino della produzione, ma anche quello dei suoi protagonisti.

            Fino a due mesi fa Hudson Williams e Connor Storrie erano perfetti sconosciuti al grande pubblico. Oggi sono ovunque: ospiti fissi nei talk show, volti da copertina, presenza costante sui red carpet, compreso quello dei Golden Globe, e richiesti dalle grandi maison per sfilate ed eventi mondani. Una scalata rapidissima, che ha il sapore delle favole contemporanee costruite dall’industria dell’intrattenimento globale.

            Il passaggio da serie di culto a fenomeno pop
            Il punto di svolta è stato il passaparola. Heated Rivalry ha intercettato un pubblico trasversale, andando oltre la nicchia degli appassionati di sport e romance, fino a diventare un caso pop capace di generare dibattito, fandom e attenzione mediatica costante. Il racconto intimo, unito a una chimica evidente tra i protagonisti, ha trasformato una produzione “piccola” in un titolo capace di dettare tendenze.

            Dai set alla Fiamma Olimpica
            Ora arriva un riconoscimento che va oltre lo spettacolo. Hudson Williams e Connor Storrie sono stati scelti come tedofori della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026. L’annuncio è arrivato direttamente dal sito ufficiale dei Giochi invernali, suggellando un’ascesa che non è più soltanto televisiva, ma simbolica.

            Essere tra i portatori della Fiamma significa entrare in un racconto collettivo che parla di visibilità globale, valori condivisi e rappresentazione. Una consacrazione che colloca i due attori in un Olimpo mediatico ben più ampio di quello dello streaming.

            Da outsider a icone mediatiche
            Il caso Heated Rivalry dimostra ancora una volta come, nell’ecosistema contemporaneo, il confine tra prodotto minore e successo planetario sia sempre più labile. Bastano poche settimane per riscrivere carriere e gerarchie. E se oggi Williams e Storrie corrono con la Fiamma Olimpica, è perché una serie nata in punta di piedi ha trovato il momento giusto per esplodere.

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              Televisione

              Marina La Rosa a È sempre Cartabianca e la ricetta anti-corruzione: «Stipendi uguali per tutti, con 3.000 euro al mese sparirebbe»

              Ospite a È sempre Cartabianca, Marina La Rosa lancia una proposta radicale contro la corruzione: stipendi uguali per ogni professione, fissati a 3.000 euro al mese. In studio Bianca Berlinguer frena, sui social esplode la polemica.

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                L’intervento arriva quasi di traverso, come spesso accade nei talk quando una frase rompe il copione. Marina La Rosa, ospite di È sempre Cartabianca, prende la parola e lancia quella che definisce una soluzione semplice e definitiva contro uno dei mali cronici del Paese. «Se tutti guadagnassimo la stessa cifra, dall’idraulico al presidente del Consiglio, con 3.000 euro al mese non ci sarebbe più nessuna corruzione», dice, con tono netto.

                La “Gattamorta” del Grande Fratello, personaggio rimasto nell’immaginario collettivo fin dalla prima edizione del reality, sposta il discorso su un terreno politico ed economico che spiazza lo studio. La proposta è radicale: livellare verso l’alto gli stipendi per eliminare alla radice l’incentivo a rubare, barattare favori o aggirare le regole.

                La reazione in studio e il mezzo sorriso di Bianca Berlinguer
                La risposta di Bianca Berlinguer arriva subito, ed è misurata ma eloquente: «Beh, insomma, con tremila euro al mese…». Una frase sospesa, che lascia intendere tutte le obiezioni possibili: responsabilità diverse, competenze diverse, ruoli che non possono essere equiparati senza conseguenze. Il confronto resta civile, ma il punto è segnato.

                Dal reality alla politica, senza filtri
                Marina La Rosa non arretra. Rivendica una visione egualitaria che rifiuta le gerarchie economiche e che, nella sua logica, toglierebbe terreno fertile alla corruzione sistemica. È un salto notevole per un personaggio nato televisivamente nel Grande Fratello, ma non è la prima volta che l’ex concorrente utilizza lo spazio mediatico per posizioni forti e divisive.

                L’effetto social: “Ma sei bolscevica?”
                Se in studio il dibattito resta sotto controllo, sui social la frase diventa benzina. I commenti si polarizzano nel giro di pochi minuti: c’è chi applaude la provocazione come gesto di rottura e chi la liquida con sarcasmo. Tra i messaggi più condivisi spunta l’etichetta che fa discutere: “Ma sei bolscevica…”. Un’accusa usata come battuta, ma che fotografa bene la distanza tra l’idea lanciata in diretta e il sentire comune.

                Ancora una volta, un talk politico diventa il luogo di uno scarto improvviso: una proposta estrema, una replica trattenuta, una valanga di reazioni. E il confine, sempre più sottile, tra provocazione televisiva e dibattito reale.

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