Televisione
Paola Marella è morta a 61 anni: addio all’architetto e volto noto della TV
La conduttrice di “Vendo Casa Disperatamente” e “Cerco Casa Disperatamente” su Real Time si è spenta dopo una lunga lotta contro un tumore. Il mondo del design e della televisione in lutto.
Paola Marella, architetto e conduttrice televisiva, è morta a 61 anni. Ad annunciarlo è stato Davide Maggio, confermando la triste notizia che ha sconvolto il mondo dello spettacolo e del design. Diventata famosa grazie ai programmi “Vendo Casa Disperatamente” e “Cerco Casa Disperatamente” su Real Time, Marella era una figura di riferimento per chi cercava consigli su come rinnovare e valorizzare gli ambienti domestici.
Una carriera tra design e TV
Milanese di nascita, Marella si era costruita una solida reputazione come architetto e interior designer, portando il suo stile e la sua competenza anche in televisione. Negli ultimi anni aveva condotto “Un sogno in affitto” su Sky Uno, dimostrando ancora una volta la sua passione per il mondo dell’arredamento e del design.
La battaglia contro il tumore
Nel 2021, in un’intervista a Panorama, Paola Marella aveva rivelato la sua battaglia contro un tumore, lanciando un messaggio di coraggio e speranza: «Il messaggio che dobbiamo lanciare è che non dobbiamo avere paura, che non siamo soli, che purtroppo la malattia arriva però oggi grazie alla scienza sappiamo come affrontarla». Fino a pochi giorni fa, l’architetta aveva continuato a condividere il suo lavoro sui social, testimoniando la sua forza e il suo impegno nonostante la malattia.
L’ultimo saluto
Paola Marella lascia il figlio Nicola e un vuoto incolmabile nel cuore di chi l’ha conosciuta e amata. La sua competenza, eleganza e il suo sorriso resteranno nei ricordi di chi ha avuto il privilegio di seguirla e apprezzarla. Un esempio di professionalità e determinazione che continuerà a ispirare.
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Televisione
GF Vip già in fiamme: Elia contro Volpe, “È un serpente a sonagli”. E promette caos
Adriana Volpe punge Antonella Elia, che replica senza filtri: “Non mi freno”. Il GF Vip parte già col botto.
Il Grande Fratello Vip deve ancora iniziare ufficialmente, ma il clima è già incandescente. Bastano poche ore e le prime scintille sono servite, con uno scontro che promette di dominare le dinamiche della Casa.
Protagoniste Antonella Elia e Adriana Volpe, due caratteri forti che non hanno mai fatto mistero di non essere esattamente sulla stessa lunghezza d’onda.
Le parole di Adriana Volpe
Entrata nella Casa con qualche giorno di anticipo, Adriana Volpe ha subito tracciato il suo giudizio su Antonella Elia. L’ha definita “complicata” e, soprattutto, “una provocatrice”.
Parole che non sono passate inosservate e che hanno immediatamente fatto il giro dei concorrenti.
La replica al veleno di Antonella Elia
La risposta non si è fatta attendere. Ospite a Verissimo, Antonella Elia ha alzato il livello dello scontro con dichiarazioni durissime.
«Adriana è un serpente a sonagli. Lei mi convince che mi vuole bene e in realtà non le frega nulla di me».
Un attacco frontale, che mette in discussione non solo il rapporto tra le due, ma anche la sincerità dei sentimenti.
“Non mi freno”: lo scontro è appena iniziato
Elia va oltre e si descrive senza filtri: «Purtroppo non sono cambiata in niente, sono sempre isterica. Io penso e dico tutto in automatico».
E poi l’avvertimento che suona come una promessa: «Sarà molto dura, perché non mi freno».
Il GF Vip non è ancora partito, ma la partita è già apertissima. E se queste sono le premesse, il resto è tutto da vedere.
Televisione
Perchè le due sorelle Carlucci non lavorano con Gabriella?
Una domanda che in molti appassionati di tv si sono posti a più riprese. Svela l’arcano Gabriella Carlucci.
Tre sorelle, Anna, Gabriella e Milly. In tanti si sono domandati, a più riprese, perchè non lavorino più tutte insieme. Lo svela Gabriella Carlucci, rendendo nota una motivazione che in pochi conoscono: «A inizio carriera decidemmo dopo un episodio preciso che non avremmo fatto mai cose insieme». E l’episodio riguarda un’imitazione che non fu gradita: «Partecipammo tutte e tre assieme a una trasmissione dal Lingotto di Torino e divenimmo bersaglio del Trio Solenghi-Marchesini-Lopez che portò la parodia persino al Festival di Sanremo. Così decidemmo che sarebbe stato meglio non fare più cose insieme per non prestare il fianco».
Vanno d’amore e d’accordo
Chiariamo un aspetto: le tre sorelle fuori dal lavoro vanno tuttora d’amore e d’accordo: «Ci ritagliamo spazi per stare insieme nelle feste comandate. Milly non usa lo smartphone, quindi può ricevere solo messaggini di pochi caratteri. Non vuole essere raggiunta, disturbata e ama fare le cose quando dice lei. Abbiamo rapporti molto diversi con il cellulare…».
L’endorsement di Enzo Tortora per Gabriella
Prima di diventare parlamente con Silvio Berlusconi anche Gabriella ha avuto dei concreti trascorsi televisivi. A lanciarla sul piccolo schermo fu il grande Enzo Tortora. Questo il suo personale ritratto del conduttore: «Il ricordo che ho di lui è bellissimo. Dopo aver fatto provino in cui mi scelse immediatamente perché rispecchiavo le caratteristiche della persona che stava cercando, mi invitò a Milano in via dei Piatti, una casa foderata di libri. Era un uomo coltissimo. Mi fece vedere questi libri di tutti i generi raccolti in tutto il mondo siccome io dovevo fare l’inviata speciale in Portobello». Una vicenda umana, quella di Tortora, che ebbe un triste e risaputo epilogo: «Lui è stato vittima del più madornale degli errori giudiziari nel nostro Paese che non avrà mai un risarcimento in quanto lui si è ammalato ed è morto per quello che gli è successo».
Televisione
Da E.R. a Beverly Hills 90210, la nostalgia fa incassare le piattaforme: le vecchie serie tv sono il vero oro dello streaming
Netflix rilancia E.R. – Medici in prima linea per rispondere al successo di The Pitt, Sky riporta in Italia Beverly Hills 90210 dopo 25 anni, mentre Friends resta il titolo che nessuno vuole lasciarsi scappare. La nostalgia non è più solo un sentimento: è un business potentissimo.
La nostalgia non consola soltanto. Fattura. E parecchio. Le piattaforme lo hanno capito benissimo e stanno trasformando le vecchie serie tv in una miniera d’oro capace di portare ascolti, abbonamenti e tempo di visione. Altro che semplice operazione amarcord: oggi i cult del passato vengono trattati come armi strategiche in una guerra feroce per rubarsi spettatori a colpi di catalogo.
Netflix rispolvera E.R. per fermare The Pitt
L’esempio più evidente è quello di Netflix, che dopo aver mancato il treno di The Pitt ha tirato fuori dal cilindro il titolo che più di ogni altro poteva colpire al cuore il pubblico dei medical drama: E.R. – Medici in prima linea. La serie che negli anni Novanta lanciò George Clooney è tornata disponibile in modalità binge watching, e non per caso. È la classica contromossa da piattaforma ferita nell’orgoglio: se non puoi avere la novità che tutti guardano, allora riporti in vita il padre nobile di quel genere e provi a vincere lo stesso.
Beverly Hills 90210 torna e Sky fa il colpaccio
Ma il colpo più clamoroso lo ha fatto Sky, riportando in Italia Beverly Hills 90210, assente dai nostri schermi dal 2001. Un’assenza lunghissima, quasi assurda per una serie che ha definito il teen drama moderno e che ha marchiato a fuoco un’intera generazione. Dal 3 aprile il titolo tornerà in onda integralmente, per la prima volta in HD e in 16:9, su Sky Collection e on demand su NOW. Tradotto: Brenda, Brandon e compagnia tornano a vivere e lo fanno in grande stile. Il resto lo farà la memoria collettiva, che quando sente odore di anni Novanta clicca senza nemmeno pensarci troppo.
Friends, The Mentalist e gli altri titoli che non muoiono mai
Poi ci sono gli immortali veri. Friends è il caso da manuale: finita nel maggio 2004, continua a essere una delle serie più viste in assoluto e resta il titolo che ogni piattaforma sogna di avere in scuderia. Lo stesso vale per The Big Bang Theory, La tata, Una mamma per amica, La signora in giallo e perfino Twin Peaks, che continua a richiamare spettatori con la domanda che ossessiona da decenni: chi ha ucciso Laura Palmer?
E intanto spunta anche The Mentalist, che molte nuove generazioni stanno scoprendo come se fosse una serie appena uscita. È questo il punto: i vecchi cult non invecchiano, cambiano pubblico. I quarantenni li riguardano per nostalgia, i ventenni li incontrano come novità. Risultato: le piattaforme monetizzano due volte. E forse è proprio qui il segreto del business. Nel tempo che passa, ma non cancella nulla.
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