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Televisione

Ritorna Piero Chiambretti, ovvero… la nobile arte del riciclo

E’ ripartito il programma di Piero Chiambretti che prende in prestito il titolo di un famoso film di Pedro Almodovar. Un show al femminile che però non brilla per fantasia.

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    Il famoso critico televisivo Aldo Grasso l’ha definito un “programma vecchio che che sfiora argomenti e personaggi «alla moda» per fingere di essere nuovo”. Centrando nel segno, come al solito, la sua disamina. Stiamo parlando di Donne sull’orlo di una crisi di nervi che va in onda su Rai2, l’attuale show di “Pierino la peste”.

    Bassi ascolti e tanta confusione

    Un programma al femminile che non riesce a decollare dal punto di vista degli ascolti e che, in generale, ripete quello stile un po’ confuso, colorato ma poco ficcante di tante cose che contraddistinguono da tempo l’operato di Chiambretti. Per esempio, la recente partecipazione del presidente del senato Ignazio La Russa durante la seconda puntata, ha fatto segnare un misero 3% di share. Nonostante fosse stato punzecchiato (ma non troppo) su vari argomenti, compreso il famoso e complotto contro il governo e l’affaire Sangiuliano. Poteva essere una ghiotta occasione ed invece si è rivelato un siparietto troppo morbido ed abbastanza riverente.

    Ai suoi esordi in tv sembrava un alieno

    Chi se lo ricorda nel 1987, quando Rai 3 lo ingaggiò per il programma Va’ pensiero? Assolutamente fenomenale! A lui era stata affidata la rubrica Divano in piazza, col compito di fermare i passanti in mezzo a una piazza spingendoli a impersonare i familiari di un vip. Oppure, in seguito, alla barra di comando di Complimenti per la trasmissione, in cui si mischiava con sfrontatezza esilarante alla gente comune incontrata per strada…

    Un patchwork stile “copriletto della nonna”

    Oggi, non basta lui, con la sua dialettica indubbiamente sempre veloce ed arguta (ma con un retrogusto di stantio…) per armonizzare ingredienti diversi, senza peraltro una ricetta ben precisa. Molti hanno sottolineato, per esempio, che Asia Argento nel ruolo di opinionista sia clamorosamente sovradimensionata: difficile non essere d’accordo.

    Rivogliamo il Chiambretti dei tempi che furono

    Tanti ospiti diversi, selezionati con una logica che è tutta e solo sua: Gene Gnocchi (che da tempo non riesce a strappare un sorriso con le sue battute), Alba Parietti (ormai schiava del suo personaggio) e molti altri nomi che passano senza colpo ferire, senza fare rumore. Rivogliamo il Chiambretti di una volta, anche perchè attualmente in tv il bisogno di personaggi come lui è sempre più necessario, in un’epoca dove gli yes men abbondano.

    Una sagacia non comune

    Dove è finito quel simpatico “terrorista dell’etere” che si era rivelato ai suoi esordi? Il suo scopritore, Bruno Voglino, ci aveva visto giusto: Chiambretti sapeva sempre conquistare l’attenzione altrui, attraverso un talento naturale, muovendosi sulla scena con intelligenza, spigliatezza, estro e – cosa non comune – una padronanza della lingua italiana da manuale. Essenziale, faceva domande in modo chirurgicamente sagace, lontano mille anni luce dagli intervistatori di oggi. Tutt’altro davvero, in grado di inventarsi uno stile unico ed assolutamente identitario, all’insegna della pura crudeltà televisiva. Tutto questo campionario di qualità che oggi si stemperano in un programma del quale si può anche fare a meno.


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      Televisione

      Carlo Conti ospite da Silvia Toffanin a Verissimo: Fiorello scherza, lui chiarisce e dedica Sanremo a Pippo Baudo

      L’annuncio dell’ospitata di Carlo Conti da Silvia Toffanin scatena il chiacchiericcio televisivo. Fiorello commenta con la sua solita ironia, ipotizzando contropartite e scenari sanremesi. Conti risponde in diretta, smentisce qualsiasi legame con il Festival e annuncia: “Dedicherò tutto Sanremo a Pippo Baudo”.

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        Eccola, puntuale, “la notizia delle notizie”: Carlo Conti ospite da Silvia Toffanin a Verissimo. Tanto basta per far partire il domino delle ipotesi, con il Festival di Sanremo sempre sullo sfondo come una calamita irresistibile.

        Fiorello accende la miccia
        A mettere pepe ci pensa Fiorello: «Una cosa è chiara: Carlo Conti non andrebbe mai a Mediaset senza qualcosa in cambio». E subito rilancia: «Tra poco uscirà la notizia della Toffanin come co-conduttrice del Festival». Detto, fatto: il gossip prende velocità, tra sorrisi e sospetti.

        La videochiamata e la smentita
        Ma Conti non lascia correre e interviene direttamente, videochiamando. «Lo sai che non ho scheletri nell’armadio… sì, vado ospite dalla Toffanin. Lo so che state facendo delle illazioni, ma non c’entra niente con Sanremo. A te lo direi, perché tu, se sai una cosa, non la dici a nessuno», dice con ironia. Messaggio chiaro: l’ospitata è un’ospitata, il Festival resta un’altra storia.

        La dedica a Pippo Baudo
        Poi l’annuncio che sposta il racconto su un piano più solenne: «A Pippo Baudo dedicherò tutto il Festival quest’anno». E sul tema dell’eredità televisiva taglia corto: «Io l’erede? È il complimento più grande che si possa fare, ma mi sembra troppo. Pippo non ha eredi». Una frase che suona come rispetto, riconoscenza e anche come chiusura preventiva di ogni paragone ingombrante.

        Tra tv e Festival, il confine resta netto
        In un clima televisivo dove ogni passaggio di rete viene letto come una manovra strategica, Conti rivendica la normalità del gesto e riporta il focus su Festival di Sanremo: niente retroscena, niente scambi, solo un omaggio a chi ha fatto la storia. Il resto, almeno per ora, resta rumore di fondo.

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          Televisione

          Giulia Salemi a TvTalk: “il suo anno” tra podcast, tv e piattaforme. Ma The Cage sul Nove è stato un flop

          L’account di TvTalk presenta Giulia Salemi come protagonista di un anno tra podcast, tv e streaming. Una narrazione ambiziosa che, però, deve fare i conti con la realtà dei dati: The Cage, il programma andato in onda sul Nove, non ha funzionato, registrando risultati molto deludenti.

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            “Dai podcast alla TV, dal Nove alle piattaforme di streaming: questo è il suo anno”. Così l’account di TvTalk annuncia l’ospitata di Giulia Salemi, chiamata a “raccontare e riflettere su una stagione intensa e speciale”. Un racconto che, sulla carta, fila. Ma che, alla prova dei numeri, presenta almeno una crepa evidente.

            Il racconto ufficiale: crescita e moltiplicazione dei ruoli
            Nel perimetro tracciato da TvTalk, Salemi incarna il passaggio generazionale dei volti tv: dalla conduzione e dai social ai podcast, fino all’approdo sulle piattaforme. Un profilo che si allarga, sperimenta e cerca nuove collocazioni, intercettando pubblici diversi e linguaggi ibridi. È il frame perfetto per una conversazione meta-televisiva sul “come si costruisce oggi una carriera”.

            La realtà dei numeri: The Cage non ha funzionato
            Per essere precisi, però, The Cage – il programma andato in onda sul Nove – è stato un grandissimo flop. Ascolti bassi, scarso impatto mediatico, poca capacità di fidelizzare. Un passaggio che, più che segnare una consacrazione, ha evidenziato quanto il salto di contesto e formato resti complesso, anche per volti molto esposti.

            Tra narrazione e bilanci: l’anno “intenso” sotto la lente
            Il punto non è negare l’intensità dell’anno, ma distinguere tra narrazione e bilancio. L’esperienza sul Nove c’è stata, ma non è andata come sperato. Ed è proprio questo che rende l’ospitata a TvTalk interessante: capire cosa resta quando il racconto incontra i dati, cosa si impara da un progetto che non decolla e come si ricalibra una traiettoria professionale senza edulcorare i risultati.

            In tv, come nello streaming, non tutti i passaggi sono successi. E raccontarli per quello che sono, senza infiocchettarli, è spesso il primo passo per ripartire.

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              Televisione

              Samira Lui frena le voci su Sanremo, si gode la “Ruota” con Gerry Scotti e lancia il messaggio: “L’importante è non farsi frenare”

              A Santarcangelo di Romagna, madrina del Carnevale, Samira Lui si racconta a OGGI: l’amore per le maschere cucite dalla madre, l’entusiasmo quotidiano per “La ruota della fortuna” accanto a Gerry Scotti e una scelta netta sul Festival. Sanremo? “Nessun Sanremo all’orizzonte per me”.

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                C’è un modo elegante per spegnere i rumors senza alzare la voce: si sorride, si lavora e si mette un punto. Samira Lui, in queste ore, fa esattamente questo. A OGGI, in edicola da domani, la showgirl che su Canale 5 affianca Gerry Scotti a “La ruota della fortuna” chiude la porta alle fantasie di chi la voleva già proiettata sul palco dell’Ariston. Nessuna promessa, nessun “vediamo”, nessun ammiccamento strategico: «Nessun Sanremo all’orizzonte per me, sono concentrata a fare quello che faccio e assolutamente fedele alla mia amata Ruota».

                L’intervista arriva da Santarcangelo di Romagna, dove Samira è stata madrina ai festeggiamenti per il Carnevale. E ci arriva con un dettaglio da cartolina (ma con dentro una bella dose di verità): Samira è arrivata accompagnata dal fidanzato Luigi Punzo. Il resto è una fotografia precisa di come vuole raccontarsi oggi: presente, riconoscibile, con i piedi ben piantati nel suo lavoro.

                Dopo l’apertura, la sua dichiarazione è un piccolo manifesto di gratitudine e disciplina: «La “ruota” gira bene per me, mi diverto, faccio un lavoro che è una passione, un divertimento. Tutti i giorni posso dire di divertirmi e cercare di far divertire anche gli altri, di regalare un’ora di spensieratezza».

                Samira e il Carnevale: Biancaneve, ago e filo, memoria buona

                Prima di tutto, però, Santarcangelo. Samira lo dice chiaro, senza bisogno di effetti speciali: «Sono molto affezionata al Carnevale». E quando spiega perché, cambia ritmo, si fa più personale, più “casa”. Il ricordo è netto, quasi cinematografico: «Fin da bambina tutti gli anni chiedevo a mia mamma di farmi un costume. Me lo cuciva con le sue mani. La mia maschera preferita era Biancaneve».
                È un dettaglio che funziona perché non è costruito: dentro c’è la tradizione, l’infanzia, la pazienza delle madri e quell’idea di festa che non ha bisogno di luci da studio. In poche righe, Samira si porta via lo stereotipo della showgirl “solo immagine” e si mette addosso una storia.

                “Nessun Sanremo all’orizzonte”: la risposta che taglia corto

                E poi, eccola, la frase che farà rumore. Non perché sia aggressiva, ma perché è definitiva: «Nessun Sanremo all’orizzonte per me, sono concentrata a fare quello che faccio e assolutamente fedele alla mia amata Ruota».
                Qui il sottotesto è doppio. Da una parte c’è la scelta di non inseguire l’onda, dall’altra c’è un posizionamento preciso: Samira si sta costruendo un’identità televisiva, e la sta costruendo dove il pubblico la vede ogni settimana, con un prodotto popolarissimo e un compagno di viaggio come Scotti. Insomma, non è un “no” al sogno: è un “sì” al percorso. E, nel gossip, è una differenza enorme.

                Ambizione sì, ansia no: “Un programma tutto mio? Sicuramente c’è quell’ambizione…”

                Il futuro, però, bussa comunque. E Samira non fa finta di non sentirlo. Lo dice con una frase che sembra fatta apposta per smontare le aspettative senza scontentare nessuno: «Un programma tutto mio? Sicuramente c’è quell’ambizione. Ma credo che se si pensa troppo al futuro si perda l’occasione di concentrarsi sul presente e di migliorarsi».
                Non è la classica risposta “da manuale”, perché arriva con un seguito più ruvido e più vero, quello che racconta anche il lato meno comodo della notorietà: «Mi voglio godere questo momento, ci sono un sacco di persone che mi vogliono bene e anche chi non me ne vuole. L’importante è non farci frenare dagli altri, nell’inseguire i propri sogni».
                Tradotto: Samira sa che, mentre la “ruota” gira, qualcuno guarda e storce il naso. Ma la linea è tracciata: non farsi frenare. E, nel mondo dello spettacolo, è quasi una dichiarazione di sopravvivenza.

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