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Televisione

Sanremo Giovani, Stefano De Martino sceglie Fabio Volo per giudicare i cantanti: ma che cosa ne sa di musica? La commissione fa già discutere

Nella commissione musicale anche Noemi, Ema Stokholma, Carlo Pastore, Pino Perris e Claudio Fasulo. Ma è la presenza dello scrittore e conduttore a sollevare l’interrogativo più curioso: quali competenze porterà nella valutazione dei giovani talenti?

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Sanremo Giovani, Stefano De Martino sceglie Fabio Volo per giudicare i cantanti: ma che cosa ne sa di musica? La commissione fa già discutere

    Sanremo Giovani non è ancora entrato nel vivo e c’è già una scelta che rischia di far discutere. È stata svelata la commissione musicale della nuova edizione, guidata da Stefano De Martino, e tra i nomi chiamati a valutare gli aspiranti protagonisti del Festival compare quello di Fabio Volo. Una presenza che incuriosisce, soprattutto perché arriva accanto a professionisti che hanno costruito la propria carriera direttamente nel mondo della musica.

    La domanda, a questo punto, nasce spontanea: che cosa ne sa Fabio Volo di musica? Non si tratta di mettere in discussione il suo successo come scrittore, conduttore radiofonico e televisivo o attore, ma di capire quali siano i criteri utilizzati per scegliere chi dovrà giudicare ragazzi che cercano di costruirsi una carriera discografica.

    Fabio Volo nella commissione di Sanremo Giovani: una scelta che sorprende

    Fabio Volo è certamente un personaggio popolare, con una lunga esperienza nella comunicazione e nell’intrattenimento. La radio, in particolare, rappresenta una parte importante della sua carriera e gli ha consentito di avere un rapporto quotidiano con canzoni, artisti e pubblico. Tuttavia, conoscere la musica attraverso la radio non equivale necessariamente a possedere le competenze tecniche di un produttore, di un compositore o di un direttore artistico.

    Naturalmente, una commissione musicale può avere bisogno anche di sensibilità differenti. Chi lavora nell’intrattenimento può contribuire a individuare personalità, capacità comunicative e potenziale di un artista davanti al grande pubblico. Resta però da capire quale peso avrà questo tipo di valutazione rispetto agli aspetti strettamente musicali.

    Perché Sanremo Giovani dovrebbe essere soprattutto un’occasione per scoprire nuovi interpreti e nuove canzoni, non una vetrina nella quale la notorietà dei giudici finisce per diventare più importante dei concorrenti.

    Da Noemi a Pino Perris, gli altri nomi della commissione

    Accanto a Fabio Volo ci saranno Noemi, Ema Stokholma, Carlo Pastore, Pino Perris e Claudio Fasulo. Una formazione eterogenea, nella quale convivono esperienze artistiche, radiofoniche, produttive e televisive.

    Noemi porta l’esperienza di una cantante che conosce direttamente le difficoltà della competizione e del mercato discografico. Pino Perris ha alle spalle una lunga carriera come musicista, arrangiatore e direttore d’orchestra, mentre Carlo Pastore ha costruito il proprio percorso professionale attraverso la radio e la promozione della musica contemporanea.

    Ema Stokholma conosce il mondo musicale attraverso il lavoro di DJ e conduttrice radiofonica, mentre Claudio Fasulo rappresenta una figura di grande esperienza nell’organizzazione televisiva e nei meccanismi del Festival.

    In questo quadro, Fabio Volo appare come il componente maggiormente legato all’intrattenimento generalista. Non significa necessariamente che non possa offrire un contributo utile, ma la sua presenza pone una questione sul tipo di giudizio che la commissione intende privilegiare.

    Stefano De Martino punta sui personaggi, ma Sanremo Giovani ha bisogno di competenze

    La composizione della commissione suggerisce la volontà di affiancare alle competenze musicali anche figure capaci di intercettare gusti e sensibilità del pubblico. Una scelta comprensibile dal punto di vista televisivo, perché Sanremo è anche un grande spettacolo popolare e la ricerca di un nuovo artista non si esaurisce nella valutazione della tecnica vocale.

    Il rischio, tuttavia, è quello di confondere due piani differenti: la capacità di riconoscere un talento musicale e quella di individuare un personaggio che possa funzionare in televisione. Le due qualità possono convivere, ma non sempre coincidono.

    Fabio Volo potrebbe anche sorprendere tutti, dimostrando una sensibilità musicale superiore alle aspettative. Il problema non è stabilire in anticipo se sarà un buon giudice, ma chiedersi perché, in un Paese pieno di musicisti, autori, produttori e professionisti del settore, si sia deciso di affidare una delle poltrone proprio a lui.

    In fondo, la vera prova arriverà quando la commissione dovrà scegliere chi merita di andare avanti e chi dovrà tornare a casa. E allora sarà interessante capire se a fare la differenza saranno soprattutto le canzoni oppure la capacità di conquistare chi siede dall’altra parte del tavolo.

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      Televisione

      Mara Venier, standing ovation alla sfilata di Milano: «Da giovane vendevo abiti vintage a Roma». Il passato nella moda prima del successo in televisione

      Applausi per la conduttrice durante l’evento che celebra dieci anni di collaborazione con Luisa Viola. Prima della sfilata, Mara racconta una passione nata molto prima della popolarità televisiva, quando gestiva un negozio di abbigliamento a Campo de’ Fiori.

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      Mara Venier, standing ovation alla sfilata di Milano: «Da giovane vendevo abiti vintage a Roma». Il passato nella moda prima del successo in televisione

        Applausi per la conduttrice durante l’evento che celebra dieci anni di collaborazione con Luisa Viola. Prima della sfilata, Mara racconta una passione nata molto prima della popolarità televisiva, quando gestiva un negozio di abbigliamento a Campo de’ Fiori.

        Mara Venier torna a far parlare di sé, ma questa volta non c’entrano gli ospiti di Domenica In, le interviste televisive o qualche battuta destinata a diventare virale. La conduttrice è stata protagonista di una sfilata organizzata a Milano per celebrare i dieci anni della sua collaborazione con il marchio di abbigliamento Luisa Viola. Ad accoglierla, secondo il racconto dell’evento, applausi e una standing ovation da parte del pubblico presente.

        L’occasione, inevitabilmente, aveva anche una finalità promozionale, ma a rendere interessante la partecipazione della presentatrice è stato soprattutto un ricordo personale. Prima che iniziasse la sfilata, infatti, Mara Venier ha raccontato il proprio rapporto con la moda, rivelando che il suo interesse per gli abiti e lo stile risale a molti anni prima della carriera televisiva.

        Mara Venier e il negozio vintage a Campo de’ Fiori

        Non tutti ricordano che, da giovane, Mara Venier aveva aperto un negozio di abbigliamento vintage a Campo de’ Fiori, nel cuore di Roma. Un’esperienza che la conduttrice ha voluto richiamare durante l’appuntamento milanese, spiegando come la passione per la moda l’abbia accompagnata fin dagli anni della giovinezza.

        Prima di diventare uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana, dunque, Mara aveva già avuto modo di confrontarsi con il mondo dell’abbigliamento, occupandosi direttamente di un’attività commerciale. Un dettaglio della sua biografia meno conosciuto rispetto agli esordi nel cinema e alla successiva affermazione sul piccolo schermo.

        Il riferimento al vintage racconta anche un aspetto particolare dei suoi gusti personali, legati a un’idea di moda che non si limita necessariamente alle tendenze del momento. Un interesse che, a distanza di anni, continua a trovare spazio nelle sue attività al di fuori degli studi televisivi.

        Dieci anni con Luisa Viola e gli applausi alla sfilata di Milano

        La presenza di Mara Venier all’evento milanese era legata al decimo anniversario della collaborazione con Luisa Viola, marchio con il quale la conduttrice ha costruito un rapporto professionale duraturo. Una partnership che si inserisce nella consuetudine, sempre più diffusa, di affidare a personaggi televisivi riconoscibili il compito di rappresentare collezioni e linee di abbigliamento.

        Durante la sfilata, il pubblico ha riservato alla presentatrice un’accoglienza particolarmente calorosa, culminata in una standing ovation. Un momento che ha confermato la popolarità di Mara Venier anche al di fuori del contesto televisivo nel quale il pubblico è abituato a vederla.

        Naturalmente, un evento organizzato per celebrare una collaborazione commerciale non può essere confuso con un riconoscimento artistico. Gli applausi, però, testimoniano l’affetto dei presenti nei confronti di una conduttrice che, dopo decenni di carriera, continua a essere un volto familiare per una parte importante del pubblico italiano.

        Dalla televisione alla moda, Mara Venier continua a mettersi in gioco

        Il rapporto tra Mara Venier e la moda non rappresenta una novità, ma l’anniversario celebrato a Milano offre l’occasione per osservare una parte della sua attività professionale che spesso passa in secondo piano rispetto agli impegni televisivi.

        Negli anni, la conduttrice ha costruito un’immagine pubblica riconoscibile, caratterizzata da uno stile personale che non cerca necessariamente di inseguire le mode più giovani. Ed è proprio questa riconoscibilità a renderla interessante per un marchio che punta su un pubblico femminile adulto.

        L’aspetto più curioso della giornata milanese, tuttavia, resta quel ricordo del negozio vintage romano. Perché dietro la Mara Venier che oggi riceve applausi durante una sfilata c’è anche una ragazza che, molti anni fa, aveva deciso di cimentarsi con la vendita di abiti a Campo de’ Fiori, quando il successo televisivo era ancora lontano.

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          Televisione

          Elisa Isoardi, bufera per il toto-morti nella redazione di Bar Centrale: nella lista anche Mattarella e Sophia Loren. Le scuse tra le lacrime

          Da Lino Banfi a Liliana Segre, passando per Adriano Celentano e Sergio Mattarella: la lista del toto-morti finisce su Instagram e travolge Elisa Isoardi, che si scusa pubblicamente. «Non l’ho scritta io, ma me ne assumo la responsabilità».

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          Elisa Isoardi, bufera per il toto-morti nella redazione di Bar Centrale: nella lista anche Mattarella e Sophia Loren. Le scuse tra le lacrime

            Una fotografia apparentemente innocente, pubblicata sui social per mostrare il dietro le quinte di una trasmissione televisiva, si è trasformata in un clamoroso incidente per Elisa Isoardi e la redazione di Bar Centrale. Sullo sfondo dell’immagine, infatti, compariva una lavagna con un elenco di 22 personaggi famosi, inseriti in quello che viene definito un «toto-morti», una sorta di macabro gioco nel quale si prova a indovinare chi morirà nel corso dell’anno. Una scoperta che ha scatenato le polemiche, soprattutto perché tra i nomi figuravano alcuni dei personaggi più amati e rappresentativi della cultura e delle istituzioni italiane.

            Dopo le reazioni suscitate dalla fotografia, la conduttrice ha deciso di intervenire pubblicamente, affidando ai social un messaggio di scuse nel quale ha riconosciuto la gravità dell’accaduto, pur precisando di non essere stata lei a compilare l’elenco. «Non era nostra intenzione offendere», ha spiegato Isoardi, che ha raccontato di aver trascorso una notte difficile dopo la diffusione dell’immagine.

            Elisa Isoardi e il toto-morti: sulla lavagna anche Mattarella, Liliana Segre e Sophia Loren

            A provocare le reazioni più dure è stata soprattutto la presenza di nomi che appartengono alla storia dello spettacolo, della musica, dello sport e delle istituzioni italiane. Nell’elenco comparivano infatti Lino Banfi, Renzo Arbore, Sophia Loren, Mogol, Liliana Segre, Adriano Celentano e Mina, insieme a Roberto Vecchioni, Vittorio Sgarbi, Giovanni Allevi, Sergio Mattarella, Paolo Conte e Dino Zoff.

            La lavagna si trovava nella redazione di Bar Centrale ed è diventata visibile al pubblico attraverso una fotografia condivisa dalla stessa Isoardi. Il particolare, inizialmente passato inosservato, ha attirato l’attenzione degli utenti, che hanno riconosciuto la natura dell’elenco e cominciato a discuterne sui social.

            Il cosiddetto dead pool, conosciuto anche come toto-morti, è un gioco di cattivo gusto che consiste nel formulare previsioni sulla morte di personaggi conosciuti. La presenza di una simile lista negli ambienti di una trasmissione televisiva ha inevitabilmente sollevato interrogativi sull’opportunità dell’iniziativa, indipendentemente dal fatto che fosse stata pensata come uno scherzo privato.

            «Una notte insonne e molte lacrime»: le scuse pubbliche della conduttrice

            Di fronte alla polemica, Elisa Isoardi ha scelto di non ignorare l’accaduto e ha pubblicato un messaggio nel quale ha espresso il proprio dispiacere per la diffusione della fotografia. Le sue parole descrivono una reazione emotiva particolarmente intensa, accompagnata dalla consapevolezza di aver contribuito, seppure involontariamente, a rendere pubblico un contenuto offensivo.

            «Cari tutti, dopo una notte insonne e dopo molte lacrime versate trovo finalmente la forza di parlare», ha scritto la conduttrice, riconoscendo che l’immagine aveva mancato di rispetto ad amici e personalità della cultura italiana.

            Isoardi ha attribuito l’errore alla rapidità con cui spesso vengono realizzati e pubblicati i contenuti destinati ai social, dove una fotografia può essere condivisa senza che ogni particolare dello sfondo venga controllato con la necessaria attenzione. La conduttrice ha parlato di un incidente legato alla «fretta comunicativa dei social», ribadendo che non esisteva alcuna volontà di offendere le persone coinvolte.

            «Quella lista non l’ho scritta io, ma me ne assumo la responsabilità»

            Uno dei passaggi più importanti delle scuse riguarda la paternità dell’elenco. Elisa Isoardi ha infatti chiarito di non aver partecipato personalmente alla compilazione dei 22 nomi, pur riconoscendo la propria responsabilità per aver diffuso la fotografia che li rendeva visibili.

            «Quell’elenco non è stato stilato da me, ma ugualmente me ne assumo interamente la responsabilità. Perché è giusto così», ha dichiarato, scegliendo di non scaricare l’accaduto su altre persone della redazione.

            La precisazione distingue due aspetti della vicenda: da una parte la presenza della lavagna negli ambienti di Bar Centrale, dall’altra la sua diffusione attraverso il profilo social della conduttrice. Isoardi non ha indicato chi abbia materialmente compilato la lista e, nelle dichiarazioni riportate, non ha fornito ulteriori dettagli sulle circostanze nelle quali sarebbe nata l’iniziativa.

            Bar Centrale travolto dalle polemiche: quando una foto sui social diventa un caso

            La vicenda dimostra quanto un particolare apparentemente secondario possa trasformare un contenuto pubblicato sui social in una polemica nazionale. In questo caso, a rendere particolarmente delicata la situazione è stata la natura stessa dell’elenco, che accostava nomi di persone viventi a un gioco basato sulla previsione della loro morte.

            La presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della senatrice a vita Liliana Segre e di personalità molto amate come Sophia Loren e Lino Banfi ha contribuito ad amplificare le reazioni, trasformando quella che poteva essere considerata una battuta interna alla redazione in una questione di rispetto nei confronti delle persone citate.

            Le scuse di Elisa Isoardi rappresentano il primo tentativo di chiudere la controversia, ma lasciano aperta una domanda sulla presenza di quella lavagna negli ambienti della trasmissione. La conduttrice ha riconosciuto l’errore nella pubblicazione e ha assicurato che non esisteva alcuna intenzione offensiva, mentre resta da chiarire chi abbia ideato il macabro elenco e perché fosse esposto in redazione.

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              Televisione

              Stefano De Martino, la morte del padre dietro il sì a Sanremo 2027: «Ho capito che non posso più aspettare». E spunta l’ipotesi di due vincitori

              Dalla perdita del padre alla decisione di accettare la sfida dell’Ariston, Stefano De Martino si racconta senza filtri. E tra le novità del Festival spunta una serata che potrebbe portare a due vincitori diversi.

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              Stefano De Martino, la morte del padre dietro il sì a Sanremo 2027: «Ho capito che non posso più aspettare». E spunta l'ipotesi di due vincitori

                Dietro la decisione di Stefano De Martino di condurre Sanremo 2027 c’è una ferita personale che ha cambiato profondamente il suo modo di guardare alla vita. La morte del padre gli ha fatto comprendere quanto sia importante non rimandare le occasioni, soprattutto quando la paura di non essere all’altezza rischia di diventare un ostacolo. Il volto di Affari Tuoi ne ha parlato durante un incontro pubblico a Roma, raccontando le ragioni che lo hanno convinto ad accettare la conduzione e la direzione artistica del Festival, dopo aver escluso questa possibilità appena un anno fa.

                «Nella mia vita è successo qualcosa che ti fa capire che non sempre abbiamo il tempo di fare una cosa. E allora ho detto sì», ha spiegato De Martino, lasciando emergere quanto la perdita del padre abbia inciso sulle sue scelte. «Ti guardi intorno e ti dici: ma cosa sto aspettando in realtà? Forse era il timore di non essere all’altezza, ma è un esame che devi dare se vuoi fare questo mestiere».

                Stefano De Martino e la morte del padre: perché ha cambiato idea su Sanremo

                Fino a poco tempo fa, Stefano De Martino sembrava intenzionato a tenersi lontano dal palco dell’Ariston, almeno nelle vesti di conduttore. Oggi, invece, si prepara a raccogliere una delle eredità televisive più impegnative, consapevole che il Festival rappresenta un passaggio decisivo della sua carriera. Sul cambiamento di posizione scherza con una battuta che racconta anche il suo carattere: «Io amo contraddirmi. La contraddizione è la più grande forma di espressione».

                A convincerlo, oltre alla nuova consapevolezza personale, è stata la fiducia dei vertici Rai. «Quando ho capito che tutta la Rai era d’accordo mi sono sentito di dire sì», ha raccontato, ammettendo con grande franchezza che questa opportunità conta probabilmente più per lui che per l’azienda. «Sicuramente serve ancora di più a me il Festival, che il contrario. Un’altra soluzione la Rai l’avrebbe trovata, io difficilmente avrei trovato qualcosa della stessa rilevanza».

                Sanremo 2027, la novità che potrebbe cambiare tutto: due vincitori diversi

                Tra le anticipazioni sul Festival, quella destinata a far discutere maggiormente riguarda la possibilità di avere due vincitori differenti, uno della competizione tradizionale e uno della nuova serata performance. Secondo quanto illustrato da De Martino, quest’ultima dovrebbe assegnare anche il diritto di partecipare all’Eurovision Song Contest, aprendo uno scenario completamente nuovo per la manifestazione.

                «Potrebbe accadere che si determineranno due vincitori diversi», ha spiegato il conduttore. «Magari il vincitore della serata performance, che poi andrà a Eurovision, sarà diverso dal vincitore del Festival». Si tratta di un’ipotesi che, se confermata nel regolamento definitivo, potrebbe modificare sensibilmente il rapporto tra la vittoria sanremese e la rappresentanza italiana alla competizione europea.

                De Martino immagina un Festival capace di parlare a un pubblico molto ampio, senza inseguire necessariamente ogni tendenza del momento. La sua ambizione è costruire uno spettacolo «popolare» e non «populista», cercando anche di avvicinare maggiormente i risultati della gara al successo che le canzoni ottengono successivamente sulle piattaforme musicali e durante i concerti.

                Il modello Pippo Baudo e la battuta sul cardiochirurgo

                Per affrontare una sfida tanto importante, De Martino guarda a Pippo Baudo, considerato un punto di riferimento per la capacità di dare ogni anno al Festival una precisa identità. Il principio al quale vuole ispirarsi è semplice: «Metodo Baudo: fai il tuo Sanremo e divertiti».

                Il conduttore non nasconde la responsabilità di guidare una manifestazione seguita da milioni di telespettatori, ma preferisce ridimensionare le tensioni che tradizionalmente accompagnano la settimana sanremese. «È una gara di cantanti e alla fine ne vince uno», ha osservato, aggiungendo una battuta destinata a diventare uno dei passaggi più commentati del suo intervento: «Se volevo una responsabilità facevo il cardiochirurgo».

                Quanto alla possibilità che gli artisti affrontino argomenti politici sul palco, De Martino non intende imporre limitazioni preventive. «Tutto è politica ed è giusto che anche un palco come Sanremo venga giudicato per quello che si dice», ha dichiarato, rivendicando la volontà di lasciare spazio a sensibilità e opinioni differenti.

                «A 50 anni non mi vedo in televisione»: la confessione sul futuro

                A sorprendere, però, è anche il modo in cui Stefano De Martino immagina il proprio futuro professionale. Nonostante il successo di Affari Tuoi e l’imminente debutto alla guida del Festival, il conduttore non sembra intenzionato a trascorrere tutta la vita davanti alle telecamere. «Non mi immagino a 50 anni di condurre in televisione», ha confessato, spiegando che ciò che lo appassiona maggiormente è la costruzione creativa di un programma, quando le idee devono ancora trasformarsi in uno spettacolo.

                «La cosa che più mi affascina è poter dire “da oggi io divento quest’altra cosa” e poi riuscirci», ha aggiunto, lasciando aperta la possibilità di un futuro lontano dalla conduzione tradizionale. Per il momento, tuttavia, tutte le energie sono concentrate su Sanremo, tra la preparazione delle serate e l’ascolto delle canzoni in gara. «Io già piango, ballo, rido su della musica che ho il privilegio di ascoltare in anteprima», ha raccontato.

                Un entusiasmo che accompagna una scelta professionale importante, maturata in un momento particolarmente delicato della sua vita. Perché dietro il prossimo Festival di Stefano De Martino ci sarà anche la consapevolezza, acquisita dopo la morte del padre, che aspettare il momento perfetto può significare perdere un’occasione che non tornerà.

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