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Televisione

The Couple debutta con una serie di scivoloni: con 1 milione di euro non si scherza!

Caos a “The Couple”: gaffe clamorose dei notai nel nuovo show di Ilary Blasi, e Striscia la Notizia spara a zero. Con in palio un milione di euro, la tensione non è solo tra i concorrenti. I riflettori del programma di Antonio Ricci si accendono sui notai, protagonisti di errori e distrazioni che compromettono la regolarità del gioco. Jasmine Carrisi, le sorelle Boccoli e la stessa Ilary finiscono coinvolti in un debutto televisivo che ha fatto discutere.

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    Il nuovo game show di Mediaset condotto da Ilary Blasi, è partito con il botto… ma non nel senso migliore del termine. Alla prima puntata lo show – che promette un montepremi da capogiro, fino a 1 milione di euro – è finito nel mirino della critica per una lunga serie di gaffe firmate proprio da chi dovrebbe garantire trasparenza: i notai.

    Ilary Blasi spiazzata, Striscia la Notizia all’attacco

    A puntare il dito è l’inviato di Striscia la Notizia, Moreno Morello, che prosegue l’inchiesta iniziata con Affari Tuoi. Stavolta il bersaglio è il notaio di The Couple, che nel corso della serata si è reso protagonista di svarioni clamorosi. Prima non sente una risposta esatta fornita da Jasmine Carrisi, causando imbarazzo e confusione. Poi, in un momento ancora più surreale, bolla come sbagliata una risposta corretta data dalle sorelle Boccoli, senza nemmeno riconsiderare la decisione.

    La Blasi prova a sedare gli animi

    E non finisce qui: a seguire, altre imprecisioni e momenti di incertezza hanno lasciato a bocca aperta il pubblico – e perfino Ilary Blasi, che con il suo solito aplomb ha provato a tenere le redini di uno studio sempre più caotico.

    “Un milione di euro non è uno scherzo”: l’affondo di Striscia

    «Non si possono prendere le cose così alla leggera quando c’è in palio un milione di euro», commenta tagliente Morello, sollevando dubbi sulla serietà delle verifiche notarili e sulla professionalità di chi dovrebbe sovraintendere le dinamiche del gioco. Il caso riapre il dibattito già acceso da Striscia su altri programmi a premi e sulla loro trasparenza. Nel mirino finisce anche Mia Ceran, conduttrice di Tv Talk, che recentemente aveva speso parole di fiducia verso il ruolo dei notai in TV. Ma dopo questa partenza zoppicante, la domanda sorge spontanea: sono davvero all’altezza?

    Il futuro del programma è già in bilico?

    La speranza è che si sia trattato solo di un debutto sottotono, ma gli errori trasmessi in prima serata – e subito virali online – rischiano di intaccare l’immagine del programma e la sua credibilità. In un contesto dove il denaro in palio è tanto e la competizione serrata, ogni svista pesa come un macigno. Ilary Blasi, che sembrava perfettamente a suo agio nel nuovo ruolo, si è trovata costretta – ad onore del vero – a dover gestire una situazione ingestibile. E ora la produzione dovrà fare i conti con la pressione mediatica, sperando che le prossime puntate si svolgano senza ulteriori incidenti.

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      Televisione

      Sabrina Ferilli e “A Testa Alta” diventano un caso nazionale: successo travolgente sui social, tre puntate non bastano e la fiction è già cult

      La fiction Rai con Sabrina Ferilli non domina solo gli ascolti, ma incendia i social come mai era successo prima. In molti protestano per le sole tre puntate: l’effetto è già da cult

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        Non è solo una fiction di successo. “A Testa Alta” è diventata un fenomeno, uno di quelli che in Italia si vedono raramente e che, quando arrivano, cambiano il passo della conversazione collettiva. Al centro di tutto c’è Sabrina Ferilli, protagonista assoluta di un racconto che ha travalicato lo schermo televisivo per esplodere sui social, dove l’impatto è stato immediato, trasversale e, per molti versi, senza precedenti.

        Fin dalle prime ore dopo la messa in onda, la rete si è riempita di commenti, clip, citazioni, analisi emotive delle scene e dichiarazioni d’amore per un personaggio che ha colpito nel segno. Una reazione a catena che non si è limitata alla classica fanbase, ma ha coinvolto un pubblico molto più ampio, dai telespettatori abituali alle generazioni più giovani, spesso lontane dalla fiction generalista.

        Il caso social che nessuno si aspettava

        L’elemento più sorprendente è proprio questo: “A Testa Alta” non si è fermata ai numeri Auditel, ma ha costruito un racconto parallelo online. Hashtag in tendenza, discussioni accese su X e Instagram, video su TikTok che rielaborano le scene più forti. Un livello di partecipazione che molti commentatori hanno definito “mai visto in Italia” per una fiction di questo tipo.

        In rete si moltiplicano i post di chi confessa di aver guardato le puntate tutte d’un fiato, di essersi riconosciuto nelle fragilità del personaggio interpretato da Sabrina Ferilli, di aver provato quella sensazione rara di sentirsi rappresentati. È qui che nasce il marchio di fabbrica dei prodotti destinati a diventare cult: non solo si guardano, ma si condividono, si commentano, si difendono.

        “Solo tre puntate? È una tortura”

        Tra le reazioni più ricorrenti ce n’è una che mette tutti d’accordo: la frustrazione per il formato. Tre puntate sono sembrate pochissime a un pubblico che avrebbe voluto restare più a lungo dentro quella storia. “È finita troppo presto”, “Non si può chiudere così”, “Tre puntate non bastano” sono diventati quasi un coro, ripetuto sotto i post ufficiali e nei commenti spontanei.

        Un paradosso che, in realtà, è il miglior segnale possibile per una produzione televisiva. La brevità, invece di penalizzare, ha aumentato il desiderio, lasciando quella sensazione di incompiuto che alimenta il mito. È lo stesso meccanismo che, nel tempo, ha trasformato molte opere brevi in oggetti di culto: quando il pubblico chiede ancora, vuol dire che il bersaglio è stato centrato.

        Perché “A Testa Alta” funziona così tanto
        Il successo non nasce dal nulla. “A Testa Alta” colpisce perché racconta una storia che parla di dignità, di resistenza personale, di ferite che non si nascondono. Il personaggio di Ferilli non cerca di piacere, non chiede indulgenza. Sta in piedi, appunto, a testa alta, anche quando tutto intorno sembra spingerla a crollare.

        È una narrazione che evita la retorica e punta dritto sulle emozioni. Il pubblico lo percepisce e risponde di conseguenza. Nei commenti si legge spesso la stessa parola: verità. Una verità emotiva, più che cronachistica, che rende il racconto credibile e potente.

        Il paragone che circola online
        Sui social, come spesso accade quando un prodotto esplode, sono iniziati i paragoni. In molti utenti hanno accostato l’impatto di “A Testa Alta” a quello di “Heated Rivalry”, titolo spesso citato online come esempio di racconto capace di accendere fandom e discussioni in diversi Paesi. Non tanto per affinità di trama, quanto per l’effetto culturale: la capacità di diventare oggetto di conversazione continua, di creare comunità, di lasciare un segno che va oltre la durata del prodotto.

        È un confronto che nasce dal basso, dalle piattaforme social, e che dice molto più dell’umore del pubblico che di classifiche ufficiali. Quando una fiction viene messa sullo stesso piano di titoli percepiti come “fenomeni”, significa che ha superato il confine dell’intrattenimento ordinario.

        Un cult annunciato
        A pochi giorni dalla messa in onda, la parola “cult” non sembra più un’esagerazione. “A Testa Alta” ha già generato quell’alone speciale fatto di nostalgia immediata, di desiderio di rivederla, di richiesta di sequel o spin-off. È entrata nel linguaggio di chi la commenta, nei meme, nelle citazioni.

        Sabrina Ferilli, ancora una volta, dimostra di avere un rapporto diretto con il pubblico italiano, capace di attraversare epoche e formati. Qui non è solo una protagonista: è il volto di un racconto che ha intercettato un bisogno preciso, quello di storie forti, brevi, intense, che non chiedono permesso.

        Tre puntate sono bastate per accendere tutto questo. E forse è proprio per questo che “A Testa Alta” è destinata a restare. Non per quanto è durata, ma per quello che ha smosso.

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          Striscia la Notizia debutta in prima serata: Greggio e Iacchetti, Maria De Filippi “super inviata” e pioggia di colpi di scena

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            Da stasera Striscia la Notizia fa il suo esordio in prima serata, segnando una svolta per lo storico tg satirico di Mediaset. Al timone restano Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, affiancati da sei nuove veline e da una “super inviata” destinata a far discutere.

            Maria De Filippi inviata speciale
            La sorpresa più chiacchierata è l’arrivo di Maria De Filippi, chiamata a consegnare l’iconica “merdina” a chi parcheggia l’auto negli spazi riservati ai disabili. Un cameo che mescola ironia e messaggio civile, destinato a diventare virale.

            Tapiri, supereroi e misteri
            Non mancherà il Tapiro d’Oro, che questa volta finirà nelle mani di Fiorello, mentre Alessandro Del Piero si calerà nei panni inediti del supereroe “Capitan Alex”.

            Roberta Bruzzone entra in scena
            A completare il quadro, l’intervento della criminologa Roberta Bruzzone, coinvolta in un surreale “caso” che vedrà Greggio e Iacchetti al centro di un presunto crimine tutto da ridere.

            Tra satira, ospiti inattesi e gag ad alto tasso di provocazione, Striscia punta a conquistare anche il pubblico della prima serata.

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              Millie Bobby Brown nel mirino dei social: tra accuse di filler e critiche alla recitazione, la star di Stranger Things divide i fan

              Sui social rimbalza la polemica sui presunti ritocchini estetici di Millie Bobby Brown: tra chi la difende e chi la attacca, su TikTok spopolano clip e “giochi” sui cambiamenti del viso. Nel mirino finisce anche la sua recitazione, giudicata da alcuni “inespressiva”, mentre altri ricordano che il cast e il pubblico sono cresciuti insieme

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                Sono passati quasi dieci anni dalla prima stagione di Stranger Things e, nel frattempo, è cresciuta un’intera generazione: quella del pubblico, ma anche quella del cast. Hawkins è rimasta lì, sospesa negli anni Ottanta, mentre gli attori che l’hanno resa un fenomeno globale sono diventati adulti sotto gli occhi di tutti. Ed è proprio questo “sotto gli occhi di tutti” che oggi presenta il conto a Millie Bobby Brown, travolta da una polemica che non riguarda una trama, una scelta di sceneggiatura o un colpo di scena, ma il suo aspetto.

                L’attrice, oggi 21enne, è finita nel tritacarne dei commenti social: c’è chi la difende e chi, al contrario, attacca con toni sempre più aggressivi. Al centro della discussione ci sarebbero presunti ritocchi estetici, con accuse ripetute e spesso buttate lì come fossero un dato di fatto, senza alcuna conferma.

                La polemica corre sui social
                Le frasi che rimbalzano sono sempre le stesse e hanno la cattiveria “facile” di certe sentenze online: “ha esagerato con il filler”, “è cambiata”, “non sembra più lei”. Accanto a queste, spuntano anche giudizi sul suo modo di recitare, con l’etichetta di “inespressiva” appiccicata addosso come se fosse una recensione definitiva e non un’opinione.

                Il punto è che, sui social, l’opinione raramente resta tale: si trasforma in coro, poi in accusa, infine in insulto. E quando il bersaglio è una persona giovane e iperesposta mediaticamente, il confine tra critica e accanimento si fa sottilissimo.

                TikTok e il “gioco” dei cambiamenti
                Su TikTok, intanto, prendere vecchie scene in cui Millie interpreta Undici è diventato un trend. Clip su clip, gli utenti confrontano primi piani, espressioni, lineamenti, cercando “prove” di cambiamenti estetici e trasformando il volto dell’attrice in un quiz collettivo. C’è chi gioca a indovinare cosa sarebbe cambiato e chi alimenta la narrativa del ritocco come se fosse l’unica spiegazione possibile.

                Ma tra i commenti si legge anche l’altra metà della storia: quella di chi ricorda l’ovvio, cioè che a cambiare sono i volti, i corpi, l’età. “Prima era una bambina, adesso è una donna”, scrivono in tanti, provando a riportare la discussione su un terreno più sensato. Non sempre ci riescono.

                Il cast cresciuto insieme al pubblico
                Il paradosso è tutto qui: Stranger Things è una serie amata anche perché ha fatto crescere personaggi e attori insieme agli spettatori. Eppure, quando quella crescita diventa visibile, scatta la contestazione, come se l’evoluzione naturale fosse un tradimento dell’immagine “congelata” della prima stagione.

                Nel frattempo la serie continua a vivere della sua mitologia e del suo fandom, ma questa volta il rumore non viene dal Sottosopra: arriva dalla timeline.

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