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Televisione

Tra scooter, flirt e… una multa mancata ecco dove è stata girata la IV stagione di Emily in Paris

Tutte le strade portano a Roma. Anche quelle della quarta stagione della serie Emily in Paris, la più vista al momento su Netflix, che si chiude in Italia.

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    La quarta stagione di Emily in Paris ha scelto Roma come sfondo per i suoi episodi finali. Darren Star, creatore dello show, ha deciso di portare Emily (Lily Collins) e i suoi amici a scoprire i luoghi iconici della Città Eterna, inclusi monumenti famosi e angoli nascosti fuori dalle rotte turistiche. A fare da guida è l’attore italiano Eugenio Franceschini, new entry nella serie, che interpreta Marcello, il nuovo amore di Emily.

    Set a cielo aperto: Emily tra sogno e realtà

    Darren Star ha voluto mostrare non solo il fascino classico di Roma – con riprese del Colosseo, dei Fori Imperiali, di Piazza di Spagna e della Fontana di Trevi – ma anche luoghi meno conosciuti come Ostia Antica e il Ghetto di Roma, con la suggestiva Fontana delle Tartarughe in Piazza Mattei. Il giro in scooter di Emily parte da via Veneto, attraversa Villa Borghese e culmina in una romantica scena notturna al Teatro di Marcello. Anche Mindy (Ashley Park), l’amica cantante di Emily, ha il suo momento magico, esibendosi a sorpresa in una piccola piazza del centro storico.

    Mr. Star ma che fa? Sedersi sui gradini di Piazza di Spagna costa 250 euro!

    Tuttavia, gli episodi non sono stati esenti da qualche piccolo scivolone. Uno degli errori più chiacchierati riguarda proprio Piazza di Spagna. Nel corso di una scena romantica, Emily si siede sulla celebre scalinata, un gesto che nella realtà le sarebbe costato caro! Dal 2019, infatti, è vietato sedersi sui gradini della scalinata, e chi lo fa rischia una multa di 250 euro. Nonostante il fascino cinematografico della scena, molti fan hanno notato che la serie avrebbe potuto fare attenzione a questo dettaglio, magari per dare il buon esempio.

    A che serve una serie tv? A scoprire anche i carciofi alla giudia e la cacio e pepe

    Roma, già di per sé una città affascinante, con l’ennesima serie ambientata tra la sua storia e i monumenti è diventata ancora più irresistibile. I fan di Emily in Paris potranno seguire i passi della protagonista attraverso i luoghi iconici della capitale. E, chissà, magari faranno anche attenzione a non sedersi sui gradini della scalinata di Piazza di Spagna!

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      Televisione

      Giulia Vecchio travolge il GialappaShow: la sua Ema Stokholma è identica e fa impazzire anche le originali

      Da Ema Stokholma ad Andrea Delogu, tutti pazzi per la parodia di Giulia Vecchio al GialappaShow: una performance talmente riuscita da sembrare più reale dell’originale

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        Giulia Vecchio colpisce ancora e questa volta lo fa con un’imitazione che ha già il sapore del cult. Al GialappaShow, l’attrice si presenta nei panni di Ema Stokholma e il risultato è uno di quei momenti televisivi destinati a rimbalzare ovunque. Voce, atteggiamenti, ritmo, perfino quella erre appena accennata: tutto è calibrato con una precisione che lascia poco spazio al dubbio. Non è solo una parodia, è quasi un clone.

        La gag sui Beatles e l’effetto déjà vu
        La scena si costruisce su un dialogo apparentemente innocuo, ma devastante per efficacia comica. “Prima del collegamento Gino ci stava parlando di un gruppo del passato che andrebbe riscoperto, che io non conoscevo… i Beatles!”, dice la Vecchio, affiancata da un impeccabile Gino “Ginuccio” Castaldo. Poi l’affondo: “Si ricorda anche tutti i loro nomi!”. Una battuta semplice, ma resa esplosiva dal modo in cui viene pronunciata, con quel tono sospeso tra ingenuo e sofisticato che è il marchio di fabbrica della vera Stokholma.

        L’applauso delle originali: Stokholma e Delogu conquistate
        Quando anche l’originale applaude, vuol dire che il colpo è andato a segno. Ema Stokholma non solo ha visto l’imitazione, ma l’ha celebrata senza riserve: “La cosa più iconica che abbia mai fatto e non l’ho fatta io”. Una consacrazione vera, a cui si è aggiunta quella di Andrea Delogu, che ha rincarato: “Oh mio Dio, ma non potrei distinguerla dall’originale!”. Due reazioni che trasformano uno sketch televisivo in un piccolo caso virale.

        Non solo Stokholma: il caso Iva Zanicchi (che sembra Dalida)
        E non è finita qui. Perché nella carrellata di imitazioni di Giulia Vecchio spunta anche Iva Zanicchi, ma con un effetto curioso: più che la cantante emiliana, a molti ricorda Dalida. Un corto circuito visivo che aggiunge un ulteriore livello di ironia a una performer che sembra ormai capace di trasformarsi in chiunque, anche quando il risultato prende una direzione tutta sua.

        Tra somiglianza maniacale e libertà comica, Giulia Vecchio si conferma una delle imitatici più sorprendenti del momento. E il GialappaShow, ancora una volta, diventa il terreno perfetto per far esplodere il talento.

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          Televisione

          Lino Guanciale e Vittoria Puccini, scintille sul set: l’alchimia di “Scuola di Seduzione” accende il gossip

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            Basta poco, a volte, per accendere il gossip. Uno sguardo di troppo, una sintonia che non si spegne al ciak finale, una complicità che sembra andare oltre la scena. Ed è esattamente quello che sta succedendo attorno a Lino Guanciale e Vittoria Puccini dopo “Scuola di Seduzione”. Perché in molti, tra pubblico e addetti ai lavori, giurano di aver visto qualcosa di più di una semplice intesa professionale.

            Sguardi, intesa e quel feeling che non sfugge
            Sul set i due attori hanno costruito un rapporto credibile, intenso, perfettamente funzionale alla storia. Ma a colpire non è solo la riuscita artistica. È quel tipo di alchimia difficile da spiegare, che si percepisce anche fuori dal copione. Piccoli dettagli, gesti, tempi perfetti nei dialoghi: elementi che hanno fatto scattare l’attenzione dei fan, pronti a leggere tra le righe.

            Dal set al gossip: quando la chimica diventa racconto
            Non è la prima volta che una coppia artistica scatena voci e interpretazioni. Succede spesso, soprattutto quando la resa sullo schermo è così naturale da sembrare reale. Nel caso di Guanciale e Puccini, però, il brusio è diventato qualcosa di più consistente. Sui social si moltiplicano i commenti, le analisi, le supposizioni. Nulla di confermato, ma abbastanza per trasformare una semplice collaborazione in una storia che incuriosisce.

            Complicità professionale o qualcosa di più?
            La domanda resta sospesa, come spesso accade in questi casi. Perché tra recitazione e realtà il confine è sottile, e l’alchimia può essere semplicemente il risultato di due attori molto bravi. Oppure no. Di certo c’è che “Scuola di Seduzione” ha lasciato qualcosa che va oltre la trama. E quando succede, il pubblico difficilmente si limita a guardare: vuole capire, immaginare, costruire.

            Per ora, nessuna conferma e nessuna smentita. Ma il dubbio, quello sì, continua a circolare. E nel mondo dello spettacolo, a volte, basta proprio quello.

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              Televisione

              Paola Perego accende la polemica sulle taglie, Elisa D’Ospina replica: “Se non trovate vestiti vi do io mille brand”

              Le parole di Paola Perego sulle difficoltà a vestire vip con taglie “morbide” scatenano la reazione di Elisa D’Ospina: “Una 44-46 è grasso?”. Il tema dell’immagine torna al centro

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                Basta una frase per accendere un incendio. E questa volta a far discutere è stata Paola Perego, che parlando di televisione e immagine ha toccato un nervo scoperto: quello delle taglie. “Poi non ti danno i vestiti se ingrassi. Se ingrassi non trovi gli sponsor e non entri”, ha detto, descrivendo un sistema in cui l’estetica continua a pesare quanto, se non più, del talento.

                Le parole di Paola Perego e il nodo degli sponsor
                Il punto sollevato dalla conduttrice è chiaro: nel mondo dello spettacolo esisterebbe ancora una forte selezione legata al corpo. Non solo per una questione di immagine, ma anche per motivi pratici e commerciali. Gli sponsor, secondo Perego, sarebbero meno disponibili a vestire chi non rientra in determinati standard. Una dinamica che, se confermata, racconta di un sistema dove la visibilità passa anche dalla taglia.

                La risposta social di Elisa D’Ospina
                A stretto giro arriva la replica, netta e senza filtri, di Elisa D’Ospina. La modella curvy ribalta completamente il discorso: “Se Rai o Mediaset non riesce a vestire donne oltre la taglia 40, fatemi una telefonata che vi propongo un migliaio di brand”. Poi affonda: “Che cosa ho appena sentito?! Una 44-46 è grasso?”. Parole che spostano il focus dal problema degli sponsor a quello, più ampio, della percezione culturale del corpo.

                Il vero tema: rappresentazione o pregiudizio?
                Il confronto tra le due posizioni apre una questione più grande, che va oltre il singolo episodio. Da una parte il racconto di un’industria che, secondo Perego, impone regole rigide. Dall’altra la denuncia di D’Ospina, che parla di un pregiudizio ancora radicato. “E anche se ci fosse qualche obeso talentuoso è un problema?”, scrive, chiudendo con una frase che sintetizza il punto: il problema non è la taglia, ma lo sguardo con cui viene giudicata.

                Il dibattito resta aperto, e ancora una volta dimostra quanto il tema del corpo, in televisione e non solo, continui a dividere.

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