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Televisione

Una risata ci salverà: l’attrice Virginia Raffaele risponde sui suoi presunti flirt

Virginia Raffaele torna in scena con “Samusà”, il suo spettacolo teatrale che approda sul Nove il 26 marzo. In un’intervista ironica e senza filtri, parla della sua infanzia nel Luna Park, delle sue imitazioni più famose e delle chiacchiere sui presunti flirt. E sulla “crisi” con Belén? Ecco cosa risponde.

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    Cresciuta tra le giostre del Luna Park di Roma, Virginia Raffaele ha trasformato quell’infanzia particolare in una palestra per la sua carriera. Samusà, il suo spettacolo teatrale approdato in tv sul Nove, è un viaggio tra fantasia e realtà che racconta proprio quel mondo magico e surreale in cui è cresciuta. “Il Luna Park ti insegna il valore del lavoro e il sacrificio, ma soprattutto come entrare in comunicazione con le persone. Devi convincere qualcuno a sparare al tiro a segno, non è cosa da poco!”, racconta l’attrice.

    Un adolescente desiderio di normalità

    Ma nonostante la sua infanzia fuori dagli schemi, ha avuto anche momenti in cui desiderava una normalità diversa: “Da adolescente volevo fare quello che facevano i miei coetanei, andare al mare il sabato e la domenica. Ma poi ho capito che la mia diversità era un punto di forza”.

    La satira e le polemiche: il “caso” Belén

    Virginia Raffaele ha fatto della satira e dell’imitazione il suo punto di forza. Nel corso della sua carriera ha interpretato decine di personaggi, da Ornella Vanoni a Carla Fracci, passando per Nicole Minetti e Barbara Alberti. Ma una delle sue imitazioni più discusse è stata quella di Belén Rodríguez. “All’inizio l’aveva presa bene, poi un po’ meno. Se qualcuno soffre mi dispiace, ma ricordiamoci che esistono la satira, l’ironia e la caricatura. Forse era un suo periodo delicato”, spiega Raffaele. “Non credo di aver offeso nessuno, le offese sono altre”. E in effetti la stessa Belén, a distanza di anni, ha ammesso di aver vissuto male l’imitazione, ma senza rancore. “Chaplin disse a Carla Fracci: ‘Quando sei imitata vuol dire che sei veramente grande’. Carla mi ringraziò, ero felicissima”, racconta l’attrice.

    Il politicamente corretto? “Sta sul cavolo a tutti”

    In un’epoca in cui il politicamente corretto regna sovrano, Virginia Raffaele non ha paura di dire la sua: “Cerco di non seguirlo, sta sul cavolo a tutti e poi è contraddittorio”. Per lei, la risata deve essere libera, senza vincoli o censure. “La capacità di far ridere è un superpotere. Che sia un comico o un barista che fa una battuta, è un cortocircuito magico che scatta nella testa”. E sulla questione bellezza? “Non sono così tanto bella da avere ostacoli per la risata. La comicità va oltre, non ha sesso. Poi, ovviamente, il lavoro dell’attore sta nella trasformazione”.

    I flirt (presunti) e le domande imbarazzanti

    Nel corso degli anni, i gossip sui suoi presunti flirt si sono sprecati. “Quando non c’era con Claudio Baglioni, c’era con Checco Zalone. Una volta ho incontrato Francesco De Gregori e me l’ha chiesto persino lui: ‘Allora?'”, racconta ridendo. “Lo so, fa molto ridere”. Il suo rapporto con gli uomini? “Prima di tutto bisogna trovarli, poi glielo chiediamo!”

    La risposta migliore

    La Raffaele continua a essere una delle artiste più versatili e amate d’Italia. Tra teatro, cinema e televisione, il suo talento non conosce confini. E con Samusà torna a raccontare il suo mondo con la leggerezza e l’ironia che la contraddistinguono da sempre. Perché, come dice lei, “il tempo passa troppo in fretta per sprecarlo a litigare. Una risata è sempre la miglior risposta”

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      Televisione

      Ed Westwick riaccende Gossip Girl: “Voglio tornare Chuck Bass”, fan in delirio

      Ed Westwick si racconta tra Sandokan e Gossip Girl, ma è Chuck Bass a rubare la scena: “Se dovessero fare qualcosa, io ci sarò”. E i fan tornano a sognare

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        Basta un nome per accendere tutto: Chuck Bass. E quando a pronunciarlo è Ed Westwick, l’effetto è immediato. A Gardacon, tra cosplay e cultura pop, l’attore ha riportato in vita uno dei personaggi più iconici della televisione degli ultimi anni, lasciando intendere che quella storia, forse, non è davvero finita.

        “Voglio sapere che fine ha fatto Chuck”

        Westwick non si nasconde e parla come un fan del suo stesso personaggio: “È uscito il libro successivo da cui è tratta la serie. Se dovessero mai fare qualcosa, io voglio esserci. Mi piacerebbe scoprire che fine ha fatto Chuck Bass, me lo chiedo spesso. Sarebbe fantastico”. Parole che suonano come un’apertura chiara, quasi un invito.

        Tra passato e nuovi progetti

        Nel frattempo, l’attore guarda avanti. È tra i protagonisti del reboot di Sandokan, un progetto ambizioso che lo riporta al centro della scena internazionale. Ma è evidente che, per il pubblico, il richiamo di Gossip Girl resta fortissimo. Chuck Bass non è solo un ruolo, è un marchio indelebile.

        Il sogno dei fan prende forma

        A Gardacon l’atmosfera si scalda proprio su questo punto. Perché se anche l’attore comincia a parlare apertamente di un ritorno, allora il confine tra nostalgia e possibilità si assottiglia. Non ci sono conferme ufficiali, ma il solo fatto che Westwick sia pronto a rimettersi nei panni di Chuck Bass basta a riaccendere l’immaginazione.

        E mentre i fan tornano a fantasticare, una cosa è certa: certi personaggi non escono mai davvero di scena. Aspettano solo il momento giusto per tornare.

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          Televisione

          Elettra Lamborghini all’Eurovision? La battuta di Simona Izzo gela lo studio: “Non le basta cantare?”

          Elettra Lamborghini verso la conduzione dell’Eurovision, ma la stoccata di Simona Izzo accende il dibattito: talento o provocazione? In studio cala il gelo

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            Basta una frase, detta al momento giusto, per cambiare il clima in studio. A Canzonissima, mentre Milly Carlucci annuncia che Elettra Lamborghini sarà la prossima conduttrice dell’Eurovision, arriva la battuta che nessuno si aspetta. Simona Izzo non trattiene il commento e colpisce diretto: “Non le basta cantare? No?”. Risata? Non proprio. Più un silenzio che pesa.

            L’annuncio che fa discutere
            La scelta di Elettra Lamborghini come possibile volto dell’Eurovision è di quelle che dividono. Da una parte c’è il personaggio, forte, riconoscibile, capace di catalizzare attenzione. Dall’altra il dubbio, mai sopito, su quanto basti la popolarità per guidare un evento internazionale di quel livello. L’annuncio di Milly Carlucci, in questo senso, suona già come una scommessa.

            La frecciata di Simona Izzo
            Ed è proprio su questa linea che si inserisce la battuta di Simona Izzo. Poche parole, ma abbastanza per aprire un fronte. Non è solo ironia, è una domanda implicita sulla credibilità. Cantare non basta? O forse sì, ma non per tutti? Il punto resta sospeso, ma il messaggio arriva chiarissimo.

            Tra provocazione e strategia televisiva
            Nel mondo dello spettacolo, scelte come questa non sono mai casuali. Elettra Lamborghini è un nome che funziona, che fa parlare, che divide. E proprio per questo può essere perfetto. L’Eurovision, negli ultimi anni, ha costruito il suo successo anche su figure capaci di uscire dagli schemi. Il rischio, però, è sempre lo stesso: trasformare una conduzione in un esperimento.

            Tra annunci e battute al veleno, la sensazione è che la partita sia appena iniziata. E che, ancora una volta, il vero spettacolo non sia solo sul palco.

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              Televisione

              SuperKaraoke con Michelle Hunziker: star sul palco ma dov’è il karaoke? Il dubbio che smonta il format

              Due serate evento su Canale 5 con un cast pieno di big della musica. Ma l’idea originale del karaoke sembra trasformarsi in uno spettacolo costruito: pubblico protagonista o semplice cornice?

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                l karaoke, per definizione, è la celebrazione dell’imperfezione. Gente comune, microfono tremante e canzoni urlate più che cantate. E invece SuperKaraoke, pronto a tornare in prima serata su Canale 5 con Michelle Hunziker, sembra prendere un’altra strada. Sul palco di Piazza Trento e Trieste, a Ferrara, sfilano nomi che con il karaoke c’entrano poco o nulla: Noemi, Albano, Raf, Spagna, Anna Tatangelo, Francesco Renga, Sal Da Vinci e Serena Brancale. Tutti professionisti. Tutti abituati a dominare il palco. E allora la domanda viene da sola.

                Il karaoke senza gente comune
                Se a cantare sono artisti navigati, il karaoke perde la sua essenza. Il fascino stava proprio nell’imprevisto, nella voce stonata che diventava spettacolo, nella spontaneità. Qui invece il rischio è quello di assistere a un concerto travestito. Più patinato, più controllato, sicuramente più televisivo. Ma anche meno autentico.

                Un cast stellare per fare spettacolo
                La scelta dei nomi non è casuale. Sono volti popolari, riconoscibili, capaci di attirare pubblico e garantire performance solide. In un’epoca in cui la tv generalista lotta per trattenere gli spettatori, la tentazione di puntare su un cast forte è comprensibile. Il problema è che così il format cambia pelle. E forse anche identità.

                Il vero protagonista dov’è finito?
                Il karaoke nasceva per ribaltare le gerarchie: non più artisti e pubblico, ma persone comuni al centro della scena. In questa versione, invece, il pubblico rischia di tornare spettatore passivo. E allora resta il dubbio: SuperKaraoke è davvero un ritorno alle origini o una nuova operazione televisiva che usa un nome storico per raccontare altro?

                Le risposte arriveranno in prima serata. Ma la sensazione, già prima della messa in onda, è che il karaoke stavolta abbia cambiato voce.

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