Sport
Bagnaia domina anche in Olanda
Pecco Bagnaia firma un weekend straordinario ad Assen, conquistando pole position, Sprint race e vittoria in gara. Il ducatista mostra la stoffa del campione, eguagliando il record di vittorie con Ducati di Casey Stoner.

Imprendibile e imbattibile, Pecco Bagnaia ha dominato il circuito di Assen, in Olanda, con una prestazione che lo consacra come uno dei piloti più forti del momento. Il giovane talento italiano, soprannominato “il Cannibale”, ha messo a segno un weekend perfetto: pole position, vittoria nella Sprint race e trionfo nella gara principale. Fin da venerdì, Bagnaia ha dimostrato una superiorità schiacciante, firmando record su record e mostrando un equilibrio perfetto tra velocità e precisione.
Un dominio assoluto
Dopo aver dichiarato di avere ancora margine di miglioramento, Bagnaia ha confermato le sue parole con una gara impeccabile domenica, dominando dal primo all’ultimo giro. “Un fine settimana perfetto. Mi sono veramente divertito. Ero veloce, preciso, il meteo magnifico. Abbiamo azzeccato le gomme, il ritmo è stato straordinario”, ha commentato il pilota, che è stato 30 secondi più veloce rispetto al successo del 2023.
Un amore per Assen
Per Bagnaia, che si è tatuato il circuito olandese sul braccio, questa è la terza vittoria consecutiva ad Assen, la Cattedrale della velocità. Con questo successo, il piemontese porta a quota 23 le vittorie con Ducati, eguagliando il mito Casey Stoner. “Amo tantissimo Assen con le sue curve veloci da raccordare. Si adatta benissimo al mio stile di guida prima ancora che alla moto”, ha spiegato.
La competizione
Nonostante il dominio di Bagnaia, il secondo classificato, Jorge Martin, ha dato il massimo per chiudere il gap, ma si è dovuto accontentare della seconda posizione. “Ero vicino a Pecco ma non abbastanza, anche perché oggi lui era imbattibile”, ha confessato Martin. Terzo sul podio Enea Bastianini, autore di una rimonta straordinaria dalla decima posizione.
La prossima sfida
Con la prossima tappa al Sachsenring, Bagnaia rimane concentrato e fiducioso. “In Germania Marc e Martin sono sicuramente più veloci, ma l’anno scorso alla domenica eravamo più forti noi, anche se ha vinto Jorge. Per cui sarà bello riprovarci”, ha dichiarato il campione, pronto a continuare la sua straordinaria stagione.
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Calcio
Raffaella Fico e Armando Izzo, incontro segreto in agriturismo: ritorno di fiamma o semplice coincidenza?
Tra sguardi, presenze nello stesso luogo e vecchie storie mai del tutto chiuse, torna il nome di Raffaella Fico accanto a quello di Armando Izzo. Solo un caso o qualcosa che bolle sotto la cenere?
Raffaella Fico e Armando Izzo di nuovo nello stesso posto, nello stesso momento. Tanto basta per accendere il gossip. I due sono stati avvistati durante un evento privato in un agriturismo a Teano, in provincia di Caserta. Nulla di ufficiale, nessuna foto compromettente, ma abbastanza per far scattare la macchina delle indiscrezioni.
Un incontro che fa rumore
La presenza contemporanea di Raffaella Fico e Armando Izzo nello stesso contesto non è passata inosservata. Secondo chi era presente, i due avrebbero partecipato allo stesso evento senza cercare particolare visibilità, ma nemmeno evitando di incrociarsi. Un dettaglio che, nel mondo del gossip, vale più di mille dichiarazioni.
Vecchie storie mai davvero chiuse?
Non è la prima volta che i loro nomi tornano a incrociarsi. In passato si era parlato di una certa vicinanza, mai del tutto confermata ma neanche smentita con decisione. Ed è proprio questa zona grigia a rendere ogni nuovo avvistamento ancora più interessante. Quando due persone hanno condiviso qualcosa, anche il più piccolo segnale può trasformarsi in indizio.
Coincidenza o strategia?
Resta la domanda che tutti si fanno: incontro casuale o ritorno di fiamma? Al momento non ci sono elementi concreti per parlare di una relazione in corso. Potrebbe trattarsi semplicemente di una coincidenza, di quelle che capitano spesso negli ambienti frequentati da vip e personaggi pubblici. Oppure no. Perché a volte basta poco, uno sguardo, una presenza, per riaccendere qualcosa che sembrava spento.
Nel frattempo, il dubbio resta. E come sempre, nel silenzio dei diretti interessati, è il gossip a fare più rumore.
Tennis
Jannik Sinner, siparietto virale sullo spagnolo: da Duolingo a “Bubble”, ma lui chiarisce “non mi servono app di incontri”
Alla domanda sulle app per imparare lo spagnolo, Sinner cita Duolingo e Babbel. L’intervistatore capisce “Bubble” e scatta la gag: “Non ne ho bisogno”.
A volte basta una parola per cambiare completamente il senso di una risposta. È quello che è successo a Jannik Sinner durante un’intervista, diventata in poche ore virale per un equivoco tanto semplice quanto efficace. Il tema era innocuo: le app per imparare lo spagnolo. La risposta, pure. Ma qualcosa si è perso per strada.
Da Duolingo a “Bubble”
Alla domanda sulle piattaforme linguistiche, Sinner risponde senza complicazioni: deve ancora provare Duolingo o Babbel. L’intervistatore, però, capisce “Bubble” e il contesto cambia all’improvviso, scivolando verso tutt’altro terreno. Da strumenti di studio a possibili app di incontri il passo, in quel momento, è brevissimo.
La reazione di Sinner
Il tennista si accorge subito del fraintendimento e reagisce con un sorriso un po’ imbarazzato. Poi chiarisce: non usa app di incontri e non ne ha bisogno. Una risposta secca, ma accompagnata da quell’autoironia che rende il momento ancora più leggero.
Il video corre sui social
Come accade spesso, il passaggio viene isolato, condiviso e rilanciato. In poche ore il siparietto gira tra TikTok e altri social, trasformando un semplice scambio in un piccolo caso virale. Il pubblico si diverte, commenta, rivede la scena più volte.
Un momento fuori dal campo
Lontano dai tornei e dalle conferenze stampa più formali, episodi così mostrano un lato diverso di Sinner. Più spontaneo, meno filtrato. E proprio per questo capace di arrivare al pubblico in modo immediato.
Un equivoco, una risata e una precisazione: tanto basta per trasformare un’intervista in qualcosa che va oltre il tennis.
Sport
Hulk Hogan, il lato oscuro nel doc Netflix: “Divorzio devastante, ero al fondo. Una volta avevo una pistola in bocca”
Dalla separazione con Linda alla perdita del patrimonio, fino al momento più buio: Hogan racconta tutto nel doc Netflix, tra confessioni choc e retroscena inediti, incluso un legame diretto con Donald Trump.
Dietro il mito di Hulk Hogan si nasconde una storia molto più fragile e tormentata di quanto il pubblico abbia mai visto. A raccontarla è il documentario Netflix “Hulk Hogan: Real American”, registrato poco prima della sua morte a 71 anni, dove il campione – all’anagrafe Terry Bollea – ripercorre senza filtri uno dei periodi più drammatici della sua vita. Il punto di rottura è il divorzio dalla moglie Linda, una separazione che lo travolge completamente, trascinandolo in un vortice fatto di depressione, alcol e farmaci.
Il crollo dopo il divorzio
Hogan non usa mezzi termini: “Bevevo, prendevo pillole, ero finito in un tunnel”. Il racconto si fa ancora più duro quando descrive il momento più estremo, quello in cui dice di aver “toccato il fondo”: “Ero seduto in bagno con una pistola in bocca, senza capire cosa stessi facendo”. Parole che restituiscono la dimensione reale di una crisi profonda, lontana anni luce dall’immagine invincibile costruita sul ring.
Il prezzo altissimo della separazione
A pesare non è solo il lato emotivo. Il divorzio ha conseguenze anche economiche devastanti. “Le ho dato il 70% di tutto. Non volevo più vederla”, racconta Hogan, spiegando di essersi ritrovato praticamente senza risorse. “Ero al verde”, ammette. Una caduta che sembra senza ritorno, almeno fino a quando il wrestling non gli offre una seconda possibilità, con il ritorno sul ring nella Total Nonstop Action Wrestling.
Tra amore e rimpianti
Nonostante la rottura, il legame con Linda non si spezza del tutto. Anche lei, nel documentario, parla di un sentimento mai davvero scomparso: “L’ho sempre amato. Quando si è ammalato ho capito che quel sentimento non era mai andato via”. Una dichiarazione che aggiunge una sfumatura più complessa a una storia fatta di separazione, ma anche di legami che resistono nel tempo.
Il retroscena su Trump
Tra le rivelazioni più curiose del documentario c’è anche un’intervista esclusiva con Donald Trump, realizzata alla Casa Bianca grazie proprio a Hogan. Il regista Bryan Storkel racconta una trattativa lunga e insistente, fino al via libera finale. Hogan avrebbe dovuto partecipare all’incontro, ma un intervento chirurgico glielo impedisce. Quella telefonata con il regista, avvenuta poco prima dell’intervista, sarà l’ultima della sua vita.
Il documentario restituisce così un ritratto inedito di Hulk Hogan: non solo icona del wrestling, ma uomo segnato da cadute profonde e da una sorprendente capacità di raccontarle.
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