Calcio
Chiara Frattesi e Weston McKennie, il gossip impazza
Tra like sospetti e avvistamenti allo stadio, Chiara Frattesi e Weston McKennie sembrano essere la nuova coppia che fa impazzire il web. L’influencer e il calciatore della Juventus alimentano i rumor con gesti e storie social, mentre i fan sono in attesa di un’ufficializzazione. Rivalità calcistiche a parte, la loro presunta love story è già l’argomento più chiacchierato del momento.

Nella narrazione social, la storia d’amore (o amicizia speciale) tra Chiara Frattesi e Weston McKennie affida all’influencer l’arduo compito di dare un senso a quei like come se fossero le uniche prove affidabili di un legame – per quanto paradossale – assai possibile. D’altronde, non era presente anche lei tra i tifosi per Juve-Fiorentina? E non ha manifestato in maniera alquanto trasparente – almeno sui social – quanta simpatia ci sia per l’americano bianconero?
Se da una settimana non si parla d’altro che della presunta intesa tra McKennie e Frattesi, è evidente che la storia interessa molto più del previsto. Com’è nata la storia McKennie-Frattesi? Tutto è iniziato con un ripetuto scambio di like tra il centrocampista della Juve e l’influencer, che vanta un fratello nella rosa dell’Inter e Gianluca Scamacca tra i suoi migliori amici. Un inizio davvero romantico per l’era dei social!
A consolidare i sospetti ci ha pensato una delle ultime storie postate da Chiara, successiva all’avvistamento di Frattesi all’Allianz Stadium in occasione di Juve-Fiorentina. Il video la mostra mentre gioca con dei cagnolini nel giardino di una villa con piscina. “Beata tra i cani”, la didascalia recita, indicando dolcemente che gli animali potrebbero appartenere proprio al calciatore. McKennie, infatti, ha sempre mostrato affetto per i suoi animali domestici, tanto da creare cartelle apposite su Instagram per loro.
La sorella di Frattesi – interista – starebbe dunque intrattenendo una relazione con uno juventino, mettendo da parte la rivalità calcistica. Chiara Frattesi è una influencer di successo, forse addirittura più celebre del fratello Davide, giunto all’Inter dopo una lunga disputa di mercato e divenuto perno della nazionale maggiore. Chi è Chiara Frattesi? Ha conquistato il titolo di Miss Gran Prix e ha rivelato in un’intervista divenuta cult la sua passione per il nuoto e lo sport, e il sogno di diventare giornalista.
Pur celebrando la passione per lo sport (e il calcio, di riflesso), il suo tifo è secondario rispetto agli obiettivi del fratello maggiore. Ora, la Juventus si aggiunge all’intreccio già complicato tra Fidene, Torino e pure Lazio e Inter. L’esito è ancora incerto e non vi è alcun dettaglio ufficiale. Magari, a momento opportuno, sarà la stessa Chiara a spiegare se di storia si tratta. Per ora, non resta che godersi il gossip!
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Calcio
Morata e Alice Campello, addio anche agli affari: fuori dalla holding e l’impero si divide davvero
Dalla vita privata agli affari: l’uscita di Alice Campello da Tamora 2011 segna una svolta netta nella separazione da Alvaro Morata, tra patrimoni milionari, aziende e strategie diverse.
Non è più solo una storia sentimentale che finisce, ma un vero e proprio disegno imprenditoriale che si spezza. Alvaro Morata e Alice Campello segnano un nuovo capitolo della loro separazione con una mossa che pesa più di qualsiasi dichiarazione social: lei non è più co-amministratrice di Tamora 2011, la holding che gestisce il patrimonio del calciatore in Spagna. Una decisione che arriva dopo mesi di alti e bassi e che, stavolta, sembra chiudere davvero ogni ponte anche sul piano economico.
Morata e Alice Campello, la rottura passa dai soldi
La notizia, riportata da Vanitatis, non è un semplice aggiornamento societario. È un segnale preciso. Tamora 2011 rappresenta da anni il cuore degli investimenti di Morata, una macchina finanziaria solida che nel 2024 ha registrato un patrimonio di 13,9 milioni di euro, con utili importanti e una presenza forte nel settore immobiliare. Dentro ci sono immobili di pregio, partecipazioni e investimenti che raccontano una strategia costruita nel tempo.
L’uscita di Alice da questa struttura, dove era entrata nel 2023 subentrando al padre del calciatore, cambia tutto. Non solo ruoli, ma equilibri.
Un impero tra immobili, brand e società
Attorno a Morata si muove un vero ecosistema imprenditoriale. Società come Nine Water, Wynot Brand, The Jungle Golfers o Firesquad 17 Capital testimoniano una diversificazione che va ben oltre il calcio. E poi c’è il progetto condiviso con Alice, Morata Campello Real Estate, nato nel 2025 durante una riconciliazione che sembrava destinata a durare.
Oggi quel progetto assume un significato completamente diverso. Perché mentre lui continua a consolidare il suo impero, lei porta avanti un percorso autonomo. La sua Alice Campello Holding resta attiva, con numeri più contenuti ma in crescita, e soprattutto con un punto di forza preciso: Masqmai, il brand beauty che nel 2024 ha sfiorato i 5 milioni di fatturato.
Dai social alla realtà: la fine senza filtri
Negli ultimi mesi Alice Campello aveva già lasciato intravedere qualcosa. Frasi, riflessioni, pensieri condivisi con i follower che parlavano di stanchezza, di delusione e di una nuova serenità ritrovata. “Arriva un punto in cui capisci di non poter forzare qualcosa che non ti rende felice”, ha scritto. Parole che oggi suonano come una conferma.
La coppia, tra le più glamour degli ultimi anni, aveva costruito un’immagine solida: matrimonio a Venezia, quattro figli, una vita divisa tra Italia e Spagna. E anche quando le crisi emergevano, sembravano sempre rientrare. Fino a questa volta.
Perché uscire dalla holding principale non è un dettaglio. È una linea tracciata. Netta, concreta, difficilmente reversibile. E mentre i social cercano ancora di leggere tra le righe, qui i conti, quelli veri, sembrano già essere stati chiusi.
Calcio
Walter Zenga senza camicia e con la cravatta sulla pelle: il look choc in tv scatena i social tra ironia e meme virali
Durante Champions Night su Sky e TV8, Walter Zenga diventa protagonista non per le analisi calcistiche ma per un look che divide: tra ironia, meme e commenti al vetriolo, i social si scatenano.
C’è chi entra in studio e passa inosservato, e poi c’è Walter Zenga. L’ex portiere dell’Inter, volto ormai noto anche in tv, ha deciso di commentare la Champions League a modo suo, attirando l’attenzione non tanto per le parole quanto per l’abbigliamento. Un dettaglio, certo, ma di quelli che fanno rumore. Perché presentarsi senza camicia, con una semplice maglia bianca, una giacca elegante e una cravatta annodata direttamente sulla pelle non è esattamente la scelta più convenzionale per una serata televisiva.
Il look di Walter Zenga divide il pubblico
Il risultato? Un effetto immediato. Gli spettatori di Champions Night su Sky e TV8 si sono trovati davanti a un outfit che ha spiazzato anche i più distratti. La cravatta, simbolo per eccellenza dell’eleganza formale, trasformata in un accessorio quasi informale, appoggiata sulla pelle senza filtro. Un mix che ha fatto discutere e che ha rapidamente acceso i social.
Non è tanto la giacca blu o la collanina a sorprendere, quanto quella sensazione di “incompiuto” che ha colpito il pubblico. Come se mancasse un pezzo fondamentale del puzzle, lasciando spazio a interpretazioni e, inevitabilmente, a una valanga di commenti.
Social scatenati tra ironia e meme
Nel giro di pochi minuti, il web ha fatto il suo lavoro. Ironia, sarcasmo e meme hanno iniziato a circolare con velocità impressionante. Tra i più condivisi spicca il soprannome “Ermenelgildo Zenga”, un gioco di parole che richiama il celebre brand di moda maschile, trasformando l’ex portiere in un improbabile testimonial dell’eleganza alternativa.
C’è anche chi ha rilanciato con nostalgia, proponendo addirittura la creazione di una pagina social dal sapore vintage: “Vestirsi come Walter Zenga per rimorchiare”. Un’idea che sembra uscita direttamente dagli anni d’oro di Facebook, quando ogni trovata diventava virale nel giro di poche ore.
Da studio tv a fenomeno virale
In un attimo, quello che doveva essere un normale intervento televisivo si è trasformato in un caso mediatico. Il look di Walter Zenga è diventato il vero protagonista della serata, oscurando quasi completamente le analisi calcistiche. Un fenomeno tipico dell’era social, dove basta un dettaglio fuori posto per catalizzare l’attenzione e trasformarsi in contenuto virale.
Che si tratti di una scelta voluta o di un semplice azzardo stilistico, poco importa. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Zenga è riuscito ancora una volta a far parlare di sé, anche lontano dai campi di calcio. E in un mondo dove l’attenzione dura pochi secondi, non è esattamente un risultato da poco.
Calcio
Gyokeres travolto dalla fake news: milioni su OnlyFans mai spesi, la verità che smaschera la bufala globale
Una cifra choc, un nome noto e una creator famosa: bastano pochi ingredienti per creare una tempesta mediatica. Ma nel caso Gyokeres si tratta di una bufala costruita ad arte e smentita dai fatti
Nel mondo del gossip digitale basta una scintilla per far esplodere un caso globale, e Viktor Gyokeres lo ha scoperto sulla propria pelle. L’attaccante dell’Arsenal è finito al centro di una clamorosa fake news internazionale che lo accusava di aver speso circa 4,5 milioni di euro su OnlyFans per contenuti della creator Sophie Rain. Una storia troppo assurda per essere vera, ma abbastanza ghiotta da diventare virale in poche ore.

La bufala che diventa virale in poche ore
Tutto nasce da una presunta intervista attribuita alla modella, nella quale si parlava di cifre folli e di un calciatore disposto a tutto pur di accedere a contenuti esclusivi. Il nome di Gyokeres, accostato a una cifra da capogiro, ha fatto il resto. In poco tempo la notizia è rimbalzata tra social, forum e tabloid, trasformandosi in una verità apparente senza alcuna verifica concreta. Il problema? Quell’intervista non è mai esistita.
Nessuna intervista, nessuna prova: solo disinformazione
A smontare il caso sono arrivate le smentite ufficiali e, soprattutto, l’assenza totale di prove. Nessuna dichiarazione reale, nessun riscontro, solo una costruzione virale alimentata dal meccanismo ormai noto della disinformazione online. Un copia e incolla globale che ha trasformato una bugia in un titolo da prima pagina, almeno per qualche ora.
Gyokeres nel mirino dei tabloid
Nel frattempo, però, il danno d’immagine si era già consumato. Gyokeres è stato bersagliato dai tabloid internazionali, finendo al centro di commenti, ironie e ricostruzioni fantasiose. Una dinamica che si ripete sempre più spesso: un nome noto, una storia provocatoria e un pubblico pronto a credere prima ancora di verificare. Poi arrivano le smentite, ma la notizia – quella falsa – ha già fatto il giro del mondo.
Il caso Gyokeres è l’ennesima dimostrazione di quanto sia facile costruire una narrazione virale partendo dal nulla. E mentre la rete si divide tra chi ride e chi si indigna, resta un dato evidente: la verità, spesso, arriva sempre dopo.
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