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Calcio

Maradona e Napoli: 40 anni d’amore!

Nonostante le sfide e le controversie che hanno caratterizzato la sua carriera, l’eredità di Maradona al Napoli rimane indelebile. Il suo impatto sul calcio e sulla cultura popolare italiana è stato e continuerà ad essere straordinario, rendendo il suo passaggio al Napoli un capitolo indelebile nella storia del calcio mondiale.

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    Diego Armando Maradona, un’icona senza pari nel calcio mondiale, ha sempre attirato l’attenzione mediatica grazie al suo talento straordinario e alla sua personalità unica. Il suo ingresso al Napoli, avvenuto 40 anni fa, rappresenta uno dei momenti più significativi della sua carriera. Dopo due stagioni tumultuose al Barcellona, Maradona approdò in Europa dalla sua Argentina natia nell’estate del 1984, firmando per il Napoli, dove avrebbe vissuto i suoi anni d’oro.

    Sfide, successi e controversie

    Il suo percorso al Barça non fu privo di difficoltà. Dalle lesioni agli scambi di accuse con la dirigenza catalana, Maradona attraversò periodi turbolenti, culminati con il suo trasferimento a Napoli. Lì, il presidente del Napoli dell’epoca, Corrado Ferlaino, si adoperò per portare il fuoriclasse argentino nella sua squadra, nonostante le complessità dell’affare e le resistenze del Barcellona.

    Un’amicizia che ha cambiato tutto

    L’arrivo di Maradona a Napoli non fu solamente una questione di calciomercato, ma anche di strategia e diplomazia. Ferlaino, in un’intervista esclusiva, ha rivelato i retroscena dell’affare, evidenziando le tattiche adottate per assicurarsi il talento argentino. L’ostacolo principale sembrava essere l’indisponibilità del Barça a far giocare Maradona nell’amichevole con il Napoli, ma Ferlaino, non scoraggiato, intraprese contatti diretti con l’agente di Maradona per sbloccare la situazione.

    Le disavventure con il Barcellona

    Il Barcellona tentò in ogni modo di rallentare il trasferimento di Maradona, forse sperando di ottenere un maggiore guadagno finanziario. Tuttavia, grazie alla determinazione di Ferlaino e alla volontà di Maradona di lasciare il Barça, l’affare andò in porto.

    Il contratto eccezionale di Maradona

    Il contratto firmato da Maradona con il Napoli era tutt’altro che convenzionale. Oltre al suo sostanzioso stipendio, il contratto includeva una serie di clausole peculiari, tra cui una percentuale sul suo trasferimento, l’assicurazione di una residenza di lusso e una serie di privilegi legati alle prestazioni sportive e commerciali del giocatore.

    La presentazione trionfale di Maradona

    Il giorno della presentazione di Maradona al Napoli fu un evento epico, con decine di migliaia di tifosi che riempirono lo stadio San Paolo per dare il benvenuto alla loro nuova stella. La sua firma sul contratto avvenne in un’atmosfera altrettanto spettacolare, su uno yacht al largo dell’incantevole isola di Capri.

    L’eredità di Maradona a Napoli

    Il periodo di Maradona al Napoli non fu solo una sequela di trionfi calcistici, ma anche un momento di profondo legame tra il giocatore e la città. Le sue gesta in campo e il suo carisma fuori dal terreno di gioco hanno contribuito a creare un’epoca indimenticabile nella storia del calcio partenopeo.

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      Calcio

      Accordo in vista, Antonio Conte alla corte di Aurelio De Laurentiis

      L’arrivo di Antonio Conte al Napoli rappresenta un importante passo per il club, determinato a tornare ai vertici del calcio italiano. Con una squadra da rinnovare e nuovi obiettivi da raggiungere, l’entusiasmo e l’esperienza di Conte potrebbero essere la chiave per un futuro di successi.

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        Il Napoli è alle battute finali per l’accordo con Antonio Conte. Dopo un primo scambio di documenti domenica, il presidente Aurelio De Laurentiis dovrebbe dare l’ok definitivo all’accordo tra oggi e domani.

        Cosa prevede il contratto?

        Il contratto De Laurentiis-Conte prevede tre anni a 9 milioni di euro a stagione, tra parte fissa e bonus. La trattativa, coordinata dal direttore sportivo Giovanni Manna, ha visto Conte accettare la proposta durante lo scorso weekend.

        Già al lavoro con il suo super staff

        Antonio Conte, insieme al suo staff, tra cui Lele Oriali, è già impegnato nell’analisi della rosa del Napoli. L’allenatore non ha imposto restrizioni sulle cessioni, con Victor Osimhen destinato a partire e Khvicha Kvaratskhelia il cui futuro dipenderà dalle offerte ricevute. Tuttavia, la presenza di Conte potrebbe incentivare il georgiano a rimanere.

        Per la firma una questione di ore

        Nei prossimi due giorni, gli avvocati delle parti continueranno lo scambio di documenti, con l’obiettivo di firmare il contratto il prima possibile. De Laurentiis e la direzione dovrebbe controllare proprio oggi i documenti e finalmente portare fino in fondo la trattativa. Ma in pratica il club partenopeo sta già preparando un annuncio ufficiale in grande stile per celebrare l’arrivo dell’ex allenatore della Juventus.

        Ma quali sono gli obbiettivi reali di De Laurentiis?

        Con l’arrivo di Conte, il Napoli punta a iniziare un nuovo ciclo he sia davvero vincente e che possibilmente nei prossimi anni porti la società a giocarsi le coppe di peso. Ma per questo se tutto va bene bisognerà aspettare la stagione 2025/26. Dopo una stagione deludente appena conclusa l’obiettivo principale sarà il campionato e la Coppa Italia. La squadra nella stagione prossima non parteciperà alle competizioni europee. Conte, reduce da esperienze con Juventus e Inter, è pronto a tornare in Italia con l’imperativo di vincere.

        Ma Gasperini che fine ha fatto?

        Quella con l’allenatore dell’Atalanta che sarebbe in procinto di confermare la sua presenza a Bergamo ancora per due anni non era una vera e propria trattativa. Forse non è mai entrato in gioco veramente. Gasperini non avrebbe mai potuto essere una alternativa. Si è trattato come spesso accade di una partita giocata su più tavoli. Un modus adottato spesso da De Laurentiis che avrebbe potuto corrispondere a un ‘win win’. O l’uno o l’altro. Ma in fondo a Gasperini il presidente del Napoli non ci ha mai creduto per davvero.

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          Calcio

          Quanto valgono le squadre di calcio? Real Madrid e Manchester United le più valutate

          Il report di Forbes sul valore delle squadre di calcio evidenzia come la gestione finanziaria e le performance sportive siano cruciali per mantenere e aumentare il valore dei club calcistici a livello globale.

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            Nell’annuale report di Forbes sui club calcistici più importanti del mondo, il Real Madrid e il Manchester United si confermano al vertice. Il club spagnolo è valutato 6,6 miliardi di dollari, seguito dai Red Devils con 6,55 miliardi. Tra le squadre italiane, la Juventus, la più preziosa, occupa l’11° posto con un patrimonio di 2 miliardi di dollari, seguita da Milan e Inter.

            Salute Finanziaria dei Club Calcistici

            Secondo Forbes analizzando i bilanci delle migliori 30 squadre, con il supporto della Deloitte Football Money League e Swiss Ramble, emerge che una big vale in media 2,3 miliardi di dollari, con un incremento del 5,1% rispetto all’anno precedente. Le entrate medie sono state di 397 milioni di dollari (+3%), mentre l’utile operativo medio è salito del 57% a 36 milioni di dollari. Questo miglioramento delle 30 squadre migliori è dovuto principalmente alla riduzione della spesa per l’acquisto di giocatori e alla moderazione degli stipendi.

            Real Madrid: leader Indiscusso in campo e in banca

            Per il terzo anno consecutivo, il Real Madrid si posiziona al primo posto nella classifica di Forbes, con un valore di 6,6 miliardi di dollari e 873 milioni di dollari di entrate (+9%). Questo successo è attribuito alla vasta base di tifosi globali e agli alti guadagni da sponsorizzazioni, che ammontano a circa 205 milioni di dollari annui.

            Manchester United e Barcellona seguono a una manciata di milioni

            Il Manchester United segue da vicino il Real Madrid con un valore di 6,55 miliardi di dollari e 785 milioni di dollari di entrate. Il Barcellona, nonostante un aumento delle entrate del 2% a 840 milioni di dollari, è terzo con una valutazione di 5,6 miliardi di dollari, penalizzato da un risultato operativo in rosso di 145 milioni di dollari.

            La più ricca resta la Premier League

            Ben 12 delle prime 30 squadre al mondo appartengono alla Premier League, una cifra destinata a crescere grazie al nuovo contratto televisivo quadriennale che inizierà nella stagione 2025-26, portando alle squadre una media di 2,1 miliardi di dollari annui, più del doppio rispetto a qualsiasi altro campionato.

            Juve prima delle italiane

            La Juventus è la prima delle italiane, all’11° posto, con un valore di 2,05 miliardi di dollari e 459 milioni di dollari di ricavi. Segue il Milan al 14° posto, con un patrimonio di 1,43 miliardi di dollari e 405 milioni di dollari di ricavi, mentre l’Inter è al 18° posto, valutata a 1 miliardo di dollari con 398 milioni di dollari di entrate.

            Quanti soldi con la Champions League

            Il report sottolinea l’importanza della partecipazione alla Champions League per generare utili significativi. Tutte le squadre che hanno guadagnato più di 100 milioni di dollari hanno partecipato alla massima competizione europea. Con il nuovo format della Champions League a 36 squadre, il numero di partite aumenterà da 125 a 189, incrementando i proventi televisivi di un terzo.

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              Calcio

              Claudio Ranieri lascia il calcio: “Una decisione dura e sofferta”

              La sua carriera da allenatore è culminata con la storica vittoria della Premier League con il Leicester City uno dei risultati più sorprendenti nella storia del calcio. Ma anche portare il Cagliari in Serie A e poi la salvezza nel campionato di quest’anno, sono state due belle imprese

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                Negli anni precedenti della storica vittoria in Premier League con il Leicester City nel 2015-2016 Claudio Ranieri non se lo filava nessuno. O quasi. Poi elogi su elogi. Eppure Claudio Ranieri ha avuto una carriera brillante. All’estero ha guidato Atletico Madrid, Chelsea, Valencia, Monaco, Nantes, Fulham e Watford. E in Italia non è stato da meno: Juventus, Inter, Roma, Napoli, Fiorentina e Sampdoria. L’allenatore del Cagliari ha annunciato il suo ritiro, mettendo fine a una carriera straordinaria che ha visto successi ovunque. Sia come giocatore che come tecnico. Certo la sua carriera da allenatore è culminata con la storica vittoria della Premier League con il Leicester City, uno dei risultati più sorprendenti nella storia del calcio. Ma anche portare il Cagliari in Serie A e poi la salvezza nel campionato di quest’anno sono state due belle imprese.

                Una carriera leggendaria su tutti i campi

                Ranieri ha reso noto il suo ritiro tramite un video messaggio sui social, dove ha dichiarato che dopo la promozione in Serie A e questa salvezza, ha deciso la cosa giusta da fare: lasciare il calcio adesso. Per lui non deve essere stato facile. Una decisione dura e sofferta. Ha deciso che preferisce andare via così sulla scia dell’entusiasmo della salvezza del Cagliari che magari farlo in un momento in cui le cose non vanno bene. Insomma voleva lasciare un bel ricordo alla sua gente. E d’altra parte cosa c’è di meglio per un allenatore come lui se non augurarsi di essere ricordato come una persona positiva?

                L’addio a Cagliari

                Cagliari ha avuto un posto speciale nel cuore di Ranieri, avendolo adottato già negli anni Ottanta durante la doppia promozione dalla Serie C alla Serie A. La recente salvezza in Serie A, ottenuta dopo una finale dei playoff di Serie B contro il Bari, ha segnato l’ultimo atto della sua carriera. Più che carriera si è trattato di un lungo viaggio che lo ha portato dal Vigor Lamezia nell’86-87 fino all’ultima soddisfazione con il Cagliari. Ranieri ha esplorato molte realtà calcistiche in Europa, come già riportato, allenando club come Atletico Madrid, Chelsea, Valencia, Monaco, Nantes, Fulham e Watford. In Italia ha guidato squadre prestigiose come Juventus, Inter, Roma, Napoli, Fiorentina e Sampdoria.

                Eleganza e resilienza per un signore d’altri tempi

                Conosciuto per la sua eleganza e il suo stile signorile, Ranieri ha sempre mantenuto un atteggiamento positivo nonostante le sfide. Ha dovuto aspettare fino ai 64 anni per vincere il suo primo campionato, dimostrando una resilienza fuori dal comune. La vittoria con il Leicester City rimane uno dei momenti più iconici della sua carriera, sfidando ogni previsione e conquistando il titolo contro ogni aspettativa.

                Un addio memorabile

                L’addio di Ranieri segna la fine di un’era. La sua storia resterà per sempre legata alla favola del Leicester e alla sua capacità di trasformare squadre inaspettate in vincitrici. Anche se si ritira in Sardegna, la sua “isola che non c’è”, Sir Claudio rimarrà una figura indimenticabile nel mondo del calcio.

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