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Calcio

Wanda Nara si spoglia su un sito hard. Guadagno mostruoso

La mossa di Wanda Nara potrebbe rappresentare un’importante evoluzione nella sua carriera, offrendo nuove opportunità di guadagno e di connessione con il suo pubblico. Resta da vedere come questa scelta influenzerà la sua immagine pubblica e la sua carriera a lungo termine.

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    Wanda Nara, celebre showgirl e moglie del calciatore Mauro Icardi, ha annunciato su Instagram una nuova svolta nella sua carriera. È diventata la donna immagine di Divas Play Mundial, un sito argentino di contenuti per adulti simile a OnlyFans.

    L’annuncio di Wanda Nara

    “Voglio annunciare la firma del mio contratto per essere l’immagine di Divas Play World!!! La squadra che ha viaggiato in Europa per poterlo fare è incredibile, da oggi mi potrete trovare su Divas Play. Produzioni molto forti in arrivo! Ci vediamo in giro”, ha scritto Wanda Nara sui suoi canali social.

    Guadagni potenziali stratosferici

    Il programma televisivo argentino Intrusos ha rivelato che Wanda Nara potrebbe ottenere guadagni significativi grazie a questo contratto. Pampito Perelló Aciar, uno degli ospiti del programma, ha affermato: “Mi dicono che se Wanda vendesse bene, in 6 mesi potrebbe guadagnare un milione di dollari”.

    Opinioni dal suo entourage

    Anche Kenny Palacios, amico stretto di Wanda, ha commentato la notizia: “Penso che sia grandioso. È la stessa cosa che carica sui suoi social network, solo che ora lo farà su una piattaforma privata. Oltretutto la pagano. Non è affatto porno. Vorrei che mi pagassero per scattare quelle foto. Penso che non lavori su commissione. Ha un contratto chiuso per il quale le hanno pagato una fortuna”.

    Un nuovo capitolo

    Wanda Nara sembra entusiasta di questa nuova opportunità e ha promesso ai suoi fan produzioni di alto livello. Questo annuncio segna un nuovo capitolo nella carriera della showgirl, con potenziali guadagni elevati e una maggiore visibilità in America Latina.

    Con questo nuovo contratto, Wanda Nara si unisce a una crescente lista di celebrità che stanno capitalizzando sulle piattaforme di contenuti per adulti, sfruttando la loro notorietà per generare reddito significativo.

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      Calcio

      Wanda Nara svela: «Maxi Lopez mi disse facciamo una bambina, Mauro Icardi replicò con facciamo un bambino»

      Wanda Nara torna a parlare della sua vita sentimentale e rivela un curioso parallelismo tra Maxi Lopez e Mauro Icardi: entrambi le avrebbero chiesto di avere un figlio subito dopo la rottura. E su Icardi aggiunge: «Quando me ne andavo, mi riempiva di messaggi chiedendomi dove fossi».

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        Wanda Nara non smette di sorprendere con i racconti delle sue vicende private. La showgirl argentina, ormai abituata a vivere sotto i riflettori anche quando si tratta della sua vita sentimentale, ha rivelato dettagli inediti sulle sue relazioni con Maxi Lopez e Mauro Icardi, due capitoli che hanno scandito la sua esistenza e l’hanno resa protagonista di uno dei gossip più chiacchierati degli ultimi dieci anni.

        L’aspetto più curioso, secondo Wanda, riguarda una singolare coincidenza: entrambi i suoi ex le avrebbero fatto la stessa richiesta subito dopo la fine della loro storia. «Facciamo una bambina», le avrebbe detto Maxi Lopez al momento della separazione, quasi come un tentativo di ricucire il rapporto ormai logoro. Anni dopo, quando la relazione con Mauro Icardi stava attraversando momenti difficili, la scena si sarebbe ripetuta. «Facciamo un bambino», le avrebbe proposto il calciatore, replicando con un’inquietante simmetria le parole del suo ex compagno e rivale in campo.

        Il racconto di Wanda non si ferma qui. La manager e conduttrice televisiva ha ricordato anche i comportamenti ossessivi di Icardi, che durante le loro crisi non accettava la distanza. «Quando me ne andavo, mi riempiva di messaggi chiedendomi dove fossi», ha confidato, tracciando il ritratto di un uomo incapace di lasciarla andare davvero.

        Un intreccio che sembra scritto da un romanziere, con richieste identiche, parole sovrapponibili e un legame che, tra rotture e ritorni, ha catalizzato l’attenzione del pubblico e dei media. Wanda non si sottrae al gioco e continua a offrire nuove tessere di un mosaico sentimentale che ha avuto il merito – o la colpa – di riscrivere il gossip calcistico internazionale.

        Oggi, tra carriera televisiva e progetti imprenditoriali, Wanda Nara si mostra più consapevole e pronta a gestire anche i momenti più controversi della sua vita. Ma il fascino delle sue rivelazioni resta intatto: perché quando parla di Maxi Lopez e Mauro Icardi, inevitabilmente, l’eco delle sue parole si trasforma in un nuovo capitolo della saga infinita che porta il suo nome.

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          Calcio

          Dal Genoa a Londra, sfida ironica all’Inghilterra: “Bella bandiera, è la nostra?” e il conto di 255 anni diventa virale

          Dalla Lanterna al Big Ben, il Genoa rilancia il legame con l’Inghilterra giocando sulla storia della croce di San Giorgio. Tra affissioni, maglie e slogan pungenti, la campagna diventa un caso mediatico.

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            C’è chi festeggia San Giorgio con una bandiera, e chi invece presenta il conto. Il Genoa Cricket and Football Club ha scelto la seconda strada, portando a Londra una delle campagne più ironiche e pungenti degli ultimi tempi. Il messaggio è chiaro, e neppure troppo sottile: quella croce rossa su fondo bianco, simbolo iconico dell’Inghilterra, ha radici che affondano anche nella storia di Genova. E secondo una narrazione che mescola mito e tradizione, quel vessillo non sarebbe stato proprio “regalato”.

            Una storia che attraversa i secoli

            Il legame tra Genova e l’Inghilterra non nasce oggi. Passa dalla figura di James Richardson Spensley, medico inglese e tra i pionieri del calcio in Italia, ma affonda ancora più indietro, nel Medioevo. È qui che prende forma la leggenda più affascinante: quella secondo cui gli inglesi avrebbero “preso in affitto” la croce di San Giorgio per proteggere le proprie navi, riconoscendo alla Repubblica Marinara un tributo che sarebbe durato fino al 1771. Da allora, silenzio. E un conto che, almeno nella versione genovese, non è mai stato chiuso.

            “Nice flag England, is that ours?”

            Da questa suggestione storica nasce l’operazione firmata insieme a Ceres e We Are Social. Il cuore della campagna è semplice e geniale: trasformare un’antica storia in una provocazione contemporanea. Nella partita contro il Pisa, i giocatori rossoblù sono scesi in campo con la seconda maglia bianca attraversata dalla croce rossa, accompagnata da una scritta destinata a far discutere: “Nice flag England, is that ours?”. Una frase che suona come una battuta, ma che affonda le radici in secoli di storia condivisa.

            Londra diventa una lavagna rossoblù

            Il vero colpo, però, arriva nella capitale britannica. Trafalgar Square, il Palazzo di Westminster, le strade più iconiche: Londra si riempie di affissioni con messaggi ironici e taglienti. “Genoa’s flag rent is 255 years overdue. At least buy us a round.” Il gioco è tutto lì: il “conto” nei pub e quello storico mai saldato. Un’idea che trasforma il marketing in racconto e il racconto in identità. A rendere tutto ancora più vivo, anche i tifosi del Genoa presenti in città, diventati parte attiva della campagna con maglie personalizzate e slogan in movimento.

            Alla fine, più che una provocazione, è un modo per ricordare che il calcio non è solo sport, ma anche storia, simboli e memoria. E ogni tanto, anche un pizzico di ironia non guasta.

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              Calcio

              Maradona Jr. difende il padre e accusa: “Gli hanno rubato due Mondiali”, parole che riaprono il mito

              Il figlio del “Pibe de Oro” traccia un ritratto intenso e controverso: un uomo che ha vissuto senza limiti ma che, secondo lui, non ha mai fatto del male a nessuno. E poi l’affondo che fa discutere: “Gli hanno rubato due Mondiali”.

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              Diego Maradona Jr.

                Diego Armando Maradona Jr. torna a parlare del padre e lo fa con parole che non cercano compromessi. Il ritratto che emerge è quello di un uomo complesso, contraddittorio, ma anche profondamente autentico. Un racconto che mescola affetto, orgoglio e una lettura personale della storia del calcio.

                “Ha goduto più di tutti”: il racconto del figlio

                Maradona Jr. non usa mezze misure per descrivere la vita del padre. “È stato l’essere umano che ha goduto di più. Nemmeno sommando tutti quelli che siamo qui, arriviamo a quanto ha goduto lui”. Una frase che restituisce l’immagine di un’esistenza vissuta al massimo, senza freni.

                Non è solo celebrazione, ma anche consapevolezza. La vita di Diego Armando Maradona viene definita “piuttosto complessa”, un equilibrio fragile tra genio e eccesso che ha segnato la sua storia dentro e fuori dal campo.

                “Si è sempre assunto le sue responsabilità”

                Nel racconto del figlio emerge anche una difesa netta. Maradona Jr. sottolinea come il padre non abbia mai cercato di sottrarsi alle conseguenze delle proprie azioni. “Si è sempre assunto le sue responsabilità, non ha ferito nessuno. Lo hanno ferito”.

                Parole che ribaltano la narrazione più critica e che puntano a restituire una dimensione più umana del campione argentino, spesso raccontato solo attraverso le sue cadute.

                L’accusa che fa discutere: “Due Mondiali rubati”

                Il passaggio più forte arriva però quando il discorso si sposta sul calcio. Maradona Jr. parla apertamente di due Mondiali “rubati”, un’affermazione destinata a far discutere e a riaccendere vecchie polemiche.

                Non vengono forniti dettagli, ma il senso è chiaro: secondo lui, la storia sportiva del padre sarebbe stata segnata anche da ingiustizie. Un punto di vista che alimenta il mito e allo stesso tempo lo rende ancora più divisivo.

                Tra memoria personale e interpretazione storica, le parole di Maradona Jr. riportano al centro una figura che continua a far parlare, anche a distanza di anni. E dimostrano che, quando si parla di Diego, il racconto non è mai davvero chiuso.

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