Sport
Coppi e Bartali, chi passò la borraccia? La storia e il retroscena della foto iconica
Un gesto simbolo di sportività, ma anche di confusione: Bernardo Ruiz svela cosa accadde davvero quel giorno al Col du Télégraphe. Un racconto che riscrive una delle immagini più amate del ciclismo.
La foto che ritrae Fausto Coppi e Gino Bartali intenti a scambiarsi una borraccia è uno dei simboli più potenti dello sport, un’immagine di amicizia e rispetto tra due leggende del ciclismo. Pubblicata per la prima volta il 10 luglio 1952 da Ciclismo Illustrato, questa foto è diventata un’icona intramontabile. Ma chi passò davvero la borraccia a chi?
Nel 2020, il ritrovamento della versione originale dello scatto da parte di Carlo Delfino ha aggiunto un nuovo tassello alla storia: nell’immagine, accanto a Coppi e Bartali, compare il belga Stan Ockers, assente nelle versioni precedenti. Ma le sorprese non finiscono qui.
La versione di Bernardo Ruiz: uno scambio… per caso
Bernardo Ruiz, corridore spagnolo che quel giorno inseguiva Jean Le Guilly con il gruppo di Coppi e Bartali, ha recentemente raccontato a El Mundo un retroscena che svela come andarono realmente le cose.
“Dopo la dura scalata della Croix de Fer, Coppi era rimasto senza acqua. Non era permesso fare rifornimento in salita, così Alfredo Binda, allenatore italiano, escogitò un piano: superò il gruppo e consegnò una bottiglia d’acqua a una ragazza a bordo strada, chiedendole di darla al corridore in maglia gialla,” spiega Ruiz.
La giovane, però, fraintese le indicazioni e consegnò la bottiglia a Gino Bartali, in maglia verde. “Binda cercò di correggerla, gridando ‘A quello in giallo!’, ma non fu ascoltato,” ricorda Ruiz. Bartali, approfittando della situazione, usò l’acqua per riempire le sue borracce, per poi passare la bottiglia a Coppi.
Un gesto di sportività o opportunismo?
Quello scambio di borraccia, immortalato dall’obiettivo, ha da sempre rappresentato l’essenza dello spirito sportivo. Ma il racconto di Ruiz introduce una sfumatura inaspettata: un gesto apparentemente altruista, nato da un piccolo malinteso, forse non così spontaneo come si è creduto.
Un’immagine che resta intramontabile
Nonostante il retroscena, la foto di Coppi e Bartali continua a essere un simbolo di un’epoca eroica del ciclismo. È il ritratto di una rivalità che ha scritto la storia dello sport, ma anche di un’umanità che non passa mai di moda. E che, anche con le sue sfumature di imperfezione, continua a emozionare.
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Calcio
Allegri contro Fabregas dopo Milan-Como 1-1: “Sei un bambino, hai iniziato ieri a fare l’allenatore”, rissa verbale a San Siro
Dopo l’1-1 tra Milan e Como, scintille tra Allegri e Fabregas. Il tecnico rossonero, espulso dall’arbitro Mariani, avrebbe apostrofato lo spagnolo con parole durissime. Fabregas si scusa in tv, Allegri replica con sarcasmo. Clima rovente nel tunnel di San Siro.
Il pareggio tra AC Milan e Como 1907, finito 1-1 nel recupero di campionato, non si è chiuso con il triplice fischio. A San Siro l’aria si è fatta elettrica negli ultimi minuti e ancora più pesante nel post-partita, con un botta e risposta velenoso tra Massimiliano Allegri e Cesc Fabregas.
Tutto nasce da un episodio in campo: Fabregas avrebbe trattenuto per la maglia Alexis Saelemaekers per interrompere una ripartenza. Un gesto giudicato antisportivo che ha acceso le proteste rossonere. L’arbitro Maurizio Mariani ha però espulso Allegri, scatenando la furia del tecnico milanista.
L’episodio che accende la miccia
La trattenuta su Saelemaekers è il dettaglio che cambia il clima della gara. Fabregas, a fine partita, ha ammesso il gesto ai microfoni di DAZN: “Ho commesso un gesto antisportivo, ho trattenuto Saelemaekers per la maglia. Le mani bisogna lasciarle a casa”. Parole di scuse che però non hanno placato Allegri.
Il tecnico rossonero, secondo quanto riportato da Peppe Di Stefano a Sky Sport, avrebbe incrociato Fabregas fuori dalla sala stampa, lasciandosi andare a un attacco frontale: “Sei un coglione, sei un bambino che ha iniziato ieri a fare l’allenatore”. Frase che ha infiammato ulteriormente il post-gara.
La replica e il sarcasmo
Fabregas, in tv, ha parlato di esagerazione da parte di Allegri. “Ha esagerato”, il senso del suo commento, dopo aver ribadito le scuse. Ma la tensione non si è sciolta. Allegri ha rincarato la dose con sarcasmo: “Allora la prossima volta fermo una ripartenza con lo sgambetto e poi chiedo scusa”.
Il riferimento è chiaro: secondo il tecnico rossonero, non basta chiedere perdono a posteriori per cancellare un gesto scorretto. E il tono non è quello della diplomazia.
San Siro, nervi scoperti
Non è un mistero che tra i due allenatori non corra buon sangue. Il pareggio ha lasciato strascichi tecnici e nervosi, ma è il confronto nel tunnel di San Siro ad aver trasformato un normale episodio da campo in un caso mediatico.
Sui social, le ricostruzioni si sono moltiplicate in pochi minuti, alimentando la polemica. In un campionato dove ogni punto pesa, anche un fallo di trattenuta può diventare detonatore di rivalità personali.
Il campo ha detto 1-1. Il resto, almeno per ora, è un derby di nervi.
Calcio
Chiara Nasti e Mattia Zaccagni vendono la casa a Roma e smettono di seguirsi su Instagram: crisi vera o tempesta passeggera?
L’influencer e il calciatore avrebbero messo sul mercato la loro abitazione romana e cancellato il follow su Instagram. Indizi che alimentano le voci di rottura, mentre Nasti invita alla calma e parla di un momento complicato ma non definitivo.
Una casa in vendita non è mai solo una questione immobiliare. Soprattutto se a metterla sul mercato sono Chiara Nasti e Mattia Zaccagni, coppia tra le più esposte – e discusse – degli ultimi anni. L’abitazione romana sarebbe finita tra gli annunci, e il dettaglio non è passato inosservato. Quando una coppia vende il nido, il gossip non chiede permesso: entra e si accomoda.
La casa in vendita e i segnali che pesano
La messa in vendita dell’immobile nella Capitale è il primo tassello. Un gesto che, letto fuori contesto, potrebbe significare mille cose: investimento, cambio di quartiere, esigenze logistiche. Ma quando si inserisce in un quadro più ampio, diventa un indizio.
Perché nel frattempo è arrivato anche l’“unfollow” reciproco su Instagram. Un gesto digitale che, nel 2026, vale quasi come un comunicato stampa. Nasti non segue più Zaccagni. Zaccagni non segue più Nasti. Silenzio sui social, nessuna foto insieme recente, nessuna storia condivisa. E per una coppia che ha costruito parte della propria narrazione pubblica proprio online, il dettaglio pesa.
Crisi o strategia di protezione?
Chiara Nasti, però, frena. Parla di crisi passeggera, di un momento complicato ma non definitivo. Nessuna parola di rottura, nessun annuncio plateale. Solo la definizione più usata – e più ambigua – nei rapporti contemporanei: “crisi”.
Il punto è capire quanto sia profonda. Nel mondo delle coppie celebri, la gestione della comunicazione è parte integrante della relazione. A volte si sceglie il silenzio per proteggere ciò che resta. Altre volte si minimizza per evitare un assedio mediatico. E altre ancora, semplicemente, si attraversa una fase.
Il peso dell’esposizione pubblica
La storia tra Nasti e Zaccagni è sempre stata sotto i riflettori. Dalla gravidanza ai momenti familiari condivisi online, ogni passaggio è stato raccontato e commentato. L’amore social funziona finché tutto fila liscio. Quando qualcosa scricchiola, ogni gesto viene interpretato come una sentenza.
Casa in vendita, follow spariti, dichiarazioni prudenti. I segni di una fine, per molti, “ci sono tutti”. Ma nel tempo delle relazioni iper-esposte, anche una pausa può sembrare un addio.
La domanda resta sospesa: siamo davanti a un epilogo o a un capitolo difficile? Per ora, l’unica certezza è che i dettagli parlano. E quando a parlare sono i social, il pubblico ascolta.
Calcio
Scommesse nel calcio, Corona lancia accuse in tv e chiama in causa Bastoni: “Ho le prove”, ma per ora sono solo dichiarazioni
Fabrizio Corona torna a parlare di calcio e scommesse sportive, evocando un presunto sistema illecito e facendo il nome di Alessandro Bastoni. Le sue parole, pronunciate in tv, non sono al momento accompagnate da prove diffuse né da atti giudiziari noti. Nessuna replica ufficiale dai diretti interessati. Il caso resta, per ora, sul piano delle accuse mediatiche.
Fabrizio Corona riporta i riflettori sul calcio e lo fa con parole destinate a far discutere. Ospite della trasmissione Peppi Night su Canale 21, l’ex fotografo dei vip ha parlato di scommesse sportive, partite vendute e presunte responsabilità individuali, citando anche un nome di primo piano del campionato italiano: Alessandro Bastoni.
Accuse che, se trovassero riscontri, aprirebbero scenari pesanti, ma che allo stato attuale restano dichiarazioni televisive non supportate da elementi pubblici verificabili o da procedimenti noti.
Le dichiarazioni su scommesse e presunti sistemi illeciti
Durante l’intervista, Corona ha sostenuto di aver realizzato un’inchiesta su un presunto sistema di scommesse che coinvolgerebbe calciatori e piattaforme riconducibili, a suo dire, alla malavita romana, albanese e calabrese. “Dedicherò una puntata a Marotta, non a De Laurentiis. Ho realizzato un’inchiesta che non è stata ripresa da altri siti”, ha affermato.
Parole forti, che evocano uno scenario torbido, ma che per ora non risultano accompagnate dalla pubblicazione di documenti, chat o altri materiali citati. In assenza di riscontri ufficiali, le affermazioni restano sul piano delle accuse personali.
Il passaggio su Bastoni e le “prove” annunciate
Il momento più delicato dell’intervento riguarda Alessandro Bastoni. “Bastoni, lo dico, quello che ha fatto la sceneggiata, giocava. Ho le prove”, ha dichiarato Corona, sostenendo che il difensore dell’Inter avrebbe scommesso sulle proprie partite.
Si tratta di un’accusa diretta nelle parole, ma che al momento non è stata corredata dalla diffusione delle presunte prove menzionate. Proprio questo elemento rende la vicenda particolarmente sensibile, considerando il peso mediatico e sportivo del nome coinvolto.
Le critiche alle sanzioni e la distanza dal calcio
Nel corso della trasmissione, Corona ha anche contestato l’esito di alcune sanzioni, parlando di multe da 250 euro: “Alla fine hanno preso 250 euro di multa. Ma che Paese è? Che Paese è?”. Non è chiaro a quali episodi specifici si riferisse né se le cifre citate siano collegate ai fatti descritti.
L’ex paparazzo ha poi ribadito la sua distanza dal mondo del calcio: “Io non guardo più il calcio, veramente ora. Allo stadio non ci vado più, punto”. Una presa di posizione che si inserisce nel suo racconto di un sistema che ritiene compromesso dalle scommesse e dalle manipolazioni.
Nessuna replica ufficiale e il nodo delle verifiche
Al momento non risultano repliche ufficiali da parte di Bastoni, dell’Inter o degli altri soggetti citati. Non emergono neppure comunicazioni di autorità sportive o giudiziarie che confermino l’esistenza di indagini collegate alle accuse formulate in televisione.
Il tema delle scommesse nel calcio resta ciclicamente al centro dell’attenzione pubblica, e ogni dichiarazione che coinvolge giocatori in attività ha un impatto mediatico immediato. Resta da vedere se alle parole seguiranno elementi concreti, come la pubblicazione delle prove annunciate o eventuali iniziative delle autorità competenti.
Per ora, il caso si muove sul terreno delle accuse televisive e delle anticipazioni, in un’area di confine tra spettacolo, denuncia e responsabilità.
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