Calcio
La cavalcata dei crociati in serie B, dopo tre anni la promozione!
La cavalcata trionfale del Parma verso la Serie A è stata un’epica conquista di vittorie e determinazione, con capitan Del Prato e il duo rumeno Mihaila e Man protagonisti indiscussi. La festa continua al Tardini con la sfida contro la Cremonese, mentre la città si prepara a celebrare il ritorno in A dei crociati gialloblu.

La cavalcata verso la Serie A dei crociati di Parma è stata un trionfo indiscusso, con numeri che parlano da soli: 21 vittorie, 11 pareggi e solo 4 sconfitte per un totale di 74 punti. Capitan Del Prato e la sua squadra hanno dominato la Serie B, con un gioco spumeggiante e una determinazione che li ha resi imbattibili fin dalle prime giornate.
Il duo di esterni rumeni, Mihaila e Man, ha svolto un ruolo fondamentale, contribuendo con la loro velocità e abilità offensive. Mihaila ha guidato la classifica cannonieri con 11 gol, seguito da Benedyczak con 10 reti, mentre Man ha messo a segno 8 gol, dimostrando il loro impatto nel creare opportunità e segnature decisive.









La vittoria decisiva per la promozione è stata ottenuta contro il San Nicola, con un gol di Bonny e un tiro magistrale di Di Cesare che ha siglato il 1-1 finale. Una stagione da incorniciare, in cui i crociati hanno dimostrato di essere i più forti sin dalle prime giornate, consolidando il loro dominio con sei vittorie e due pareggi nelle prime otto giornate.
Ora, mentre si preparano per affrontare la Cremonese al Tardini, la squadra di Parma si avvicina alla chiusura del campionato con la determinazione di terminare da primi della classe. Il tecnico Fabio Pecchia ha guidato la squadra con maestria, mantenendo la coerenza e apportando pochi ma mirati rinforzi, dimostrando di essere la scelta vincente per portare il Parma in Serie A. La città è pronta per un’altra grande festa, e capitan Del Prato e i suoi compagni sono pronti a festeggiare il loro trionfo con la loro tifoseria appassionata.
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Calcio
Totti-Roma, scoppia la guerra sulla maglia numero 10: «Vendute per anni senza royalties». E il ritorno del Capitano salta ancora
Tre incontri e nessun accordo per riportare Francesco Totti dentro la Roma alla vigilia del Centenario. Dietro lo strappo non c’è soltanto il ruolo che dovrebbe ricoprire l’ex capitano, ma anche il denaro incassato con le maglie Totti numero 10 vendute dal club dopo il suo ritiro: solo nell’ultima stagione sarebbero state circa 15mila
Proprio nel giorno dei suoi 50 anni, mentre Francesco Totti festeggia negli Stati Uniti insieme a Noemi Bocchi e ai figli, dalla sua Roma arriva una notizia destinata a fare parecchio rumore. La pace tra il Capitano e il club giallorosso sembrava finalmente possibile, soprattutto alla vigilia delle celebrazioni per il Centenario. Invece l’accordo resta lontano e dietro il nuovo strappo spunta una questione capace di incendiare il tifo romanista: le maglie con il nome Totti e il numero 10 che la società ha continuato a vendere dopo il suo ritiro.
Dal 2018 a oggi il club avrebbe venduto diverse centinaia di migliaia di maglie Totti, senza riconoscere royalties all’ex capitano. Soltanto nella passata stagione le casacche con il suo nome e il numero diventato un simbolo della Roma sarebbero state circa 15mila.
La questione economica si aggiunge a quella, altrettanto delicata, del ruolo che Totti dovrebbe ricoprire nel club. Il messaggio dell’ex capitano appare chiaro: è disponibile a tornare nella Roma, ma non vuole prestare semplicemente il proprio volto alle celebrazioni del Centenario. Totti vuole un vero incarico dirigenziale.
Tre incontri e ancora nessun accordo con Totti
Negli ultimi mesi il ritorno del Capitano a Trigoria era sembrato molto più vicino. Totti non ha mai nascosto il proprio legame con la Roma e in diverse occasioni aveva aperto alla possibilità di ricominciare. Davanti a un progetto convincente, sarebbe pronto a scrivere una nuova pagina con il club nel quale ha trascorso praticamente tutta la propria vita calcistica.
I contatti ci sono stati e non si è trattato soltanto di approcci informali. La Roma avrebbe incontrato tre volte i rappresentanti di Totti e nessuno dei tre appuntamenti avrebbe prodotto un accordo. Le condizioni proposte dal club non avrebbero infatti convinto l’ex numero 10.
L’ultimo faccia a faccia risalirebbe a meno di un mese fa, con la società rappresentata dal nuovo amministratore delegato Galantic. Chi sperava che quell’incontro potesse chiudere una ferita aperta da anni sarebbe rimasto deluso. Le posizioni, anziché avvicinarsi, si sarebbero ulteriormente allontanate. Proprio durante il confronto sarebbe emersa con forza anche la questione delle maglie.
Migliaia di maglie con Totti e il numero 10, ma niente royalties
Non si discute dell’eventualità di assegnare a un altro calciatore la maglia numero 10, tema che da solo basterebbe a scatenare il tifo romanista. Il problema riguarda invece i ricavi ottenuti vendendo le maglie con il nome Totti dopo il suo addio al calcio giocato.
Francesco ha disputato la sua ultima partita con la Roma nel maggio 2017, ma la richiesta di casacche con il suo nome non si è mai esaurita. Per una parte enorme del pubblico romanista quella maglia non rappresenta semplicemente il ricordo di un ex calciatore. È diventata un simbolo identitario, acquistato ancora oggi anche da tifosi troppo giovani per aver visto Totti giocare dal vivo.
Secondo le cifre emerse in queste ore, nella scorsa stagione sarebbero state vendute circa 15mila maglie Totti numero 10. Dal 2018 a oggi, invece, il totale raggiungerebbe diverse centinaia di migliaia di pezzi. Totti non avrebbe ricevuto royalties su quelle vendite e adesso la vicenda sarebbe entrata direttamente nella trattativa per il suo possibile ritorno.
Prima i conti, poi si parla del ritorno alla Roma
Le parti dovranno quindi affrontare anche il nodo economico prima di poter immaginare una stretta di mano definitiva. Questo non significa che il rapporto tra Totti e la Roma debba necessariamente finire ancora una volta contro un muro. Spiega però perché una trattativa apparentemente naturale si sia trasformata in qualcosa di molto più complicato.
A rendere tutto ancora più delicato c’è il momento scelto per tentare la riconciliazione. La Roma si prepara al Centenario e lavora insieme al Comune all’organizzazione di una serie di eventi. Il Circo Massimo dovrebbe rappresentare uno dei luoghi simbolo delle celebrazioni.
Pensare ai cento anni della Roma senza Francesco Totti appare quasi impossibile. Eppure questo scenario potrebbe concretizzarsi se le parti non riuscissero a risolvere le questioni ancora aperte. Il Capitano non sembra infatti disposto ad accettare un ritorno puramente celebrativo. Ed è proprio qui che emerge l’altro grande ostacolo della trattativa.
Totti non vuole fare la «bandierina» del Centenario
Il punto non riguarda soltanto il denaro o la vicenda delle maglie. Francesco Totti vuole capire che cosa dovrebbe fare davvero nella Roma e quale peso avrebbe all’interno della società.
Dopo avere lasciato il calcio giocato, l’ex capitano aveva già intrapreso un percorso dirigenziale nel club. Quell’esperienza terminò nel 2019 con un addio traumatico. Totti spiegò pubblicamente di non sentirsi coinvolto nelle decisioni e di non avere lo spazio necessario per incidere realmente sulla vita sportiva della Roma.
Sette anni dopo, tornare soltanto come uomo immagine non sembra interessargli. Totti vorrebbe un ruolo dirigenziale completo, con responsabilità concrete e la possibilità di partecipare alle scelte. Un modello più vicino all’incarico che gli ha affidato la Maxima nel basket.
È su questo terreno che Roma e Totti devono ancora trovare una sintesi. Il club avrebbe naturalmente un enorme interesse a riavvicinare il proprio simbolo più importante. L’ex capitano, però, non vuole ridurre il ritorno a fotografie, cerimonie e apparizioni durante gli eventi del Centenario.
Il paradosso nel giorno dei 50 anni
La vicenda assume un significato ancora più particolare mentre Totti celebra il mezzo secolo di vita. La Roma gli ha dedicato sui propri canali un omaggio costruito attraverso la sua lunghissima storia giallorossa. Si parte dalla A di Aalst, legata al primo gol europeo del Dieci, e si arriva alla Z di Zeman, l’allenatore che contribuì in maniera decisiva alla sua crescita.
Nessuno mette quindi in discussione il legame sentimentale. Totti resta il calciatore dei record romanisti, l’uomo che ha indossato soltanto quella maglia e un simbolo della Roma in tutto il mondo. Proprio per questo la distanza tra le celebrazioni pubbliche e ciò che accade dietro le quinte diventa ancora più evidente.
Da una parte il club festeggia il Capitano. Dall’altra, la società e i rappresentanti di Totti non riescono ancora a trovare l’intesa necessaria per riportarlo davvero a Trigoria. Sul tavolo ci sono il ruolo, il potere decisionale e adesso anche i soldi delle maglie numero 10 vendute per anni dopo il suo ritiro.
Il Centenario senza Totti sarebbe un caso enorme
Il tempo per ricucire esiste ancora, ma l’avvicinarsi del Centenario rende ogni mese più pesante. La Roma può celebrare i propri cento anni attraverso campioni, presidenti, allenatori e momenti che ne hanno costruito la storia. Francesco Totti, però, occupa inevitabilmente un posto speciale in quel racconto.
L’ex capitano continua a mandare segnali di disponibilità e non sembra avere alcuna intenzione di rinnegare il proprio legame con la Roma. Chiede però che un eventuale ritorno abbia un significato concreto. Prima di arrivarci, le parti dovranno affrontare anche la partita economica rimasta finora lontana dai riflettori e chiarire la questione delle maglie vendute con il suo nome e il suo numero.
Il paradosso è evidente: la maglia numero 10 che per venticinque anni ha unito Totti e la Roma oggi rischia di diventare uno degli ostacoli alla loro riconciliazione. Tre incontri non sono bastati e l’ultimo avrebbe addirittura aumentato la distanza. Alla vigilia del Centenario, il Capitano resta così ancora fuori da Trigoria, mentre quella pace che sembrava finalmente vicina torna improvvisamente in salita.
Calcio
Totti e Noemi a Las Vegas con tutti i figli, poi lei scrive «Manca poco»: l’indizio che fa esplodere il gossip sulle nozze
Francesco Totti festeggerà domani 50 anni e per l’occasione è partito per gli Stati Uniti con Noemi Bocchi e i cinque figli della famiglia allargata. Una frase pubblicata da lei scatena subito le fantasie sulle nozze nella città dei matrimoni lampo, ma un secondo indizio sembra svelare il vero motivo dell’attesa.
Francesco Totti e Noemi Bocchi a Las Vegas, una fotografia insieme e soprattutto due parole capaci di accendere immediatamente il gossip: «Manca poco». Tanto è bastato perché qualcuno cominciasse a immaginare il finale perfetto per una delle storie d’amore più raccontate degli ultimi anni: matrimonio a sorpresa negli Stati Uniti proprio alla vigilia del cinquantesimo compleanno dell’ex Capitano della Roma.
Il contesto, bisogna ammetterlo, si presta magnificamente all’equivoco. Totti compirà 50 anni domani, 27 settembre, e ha deciso di celebrare il traguardo con un viaggio negli Stati Uniti insieme a Noemi e alla loro grande famiglia allargata. Prima Las Vegas, poi Los Angeles, con tanto di giro in elicottero e una raffica di immagini che Bocchi sta condividendo nelle Stories di Instagram.
E proprio tra quelle immagini è comparso il fatidico «Manca poco».
A Las Vegas, con una coppia che da cinque anni vive una relazione ormai consolidata, pensare alle nozze è stato praticamente inevitabile. Poco dopo, però, Noemi ha pubblicato un’altra fotografia accompagnandola con una frase che sembra riportare tutto su un terreno decisamente meno matrimoniale: «Quasi pronti per te».
Quel “te”, salvo sorprese clamorose, dovrebbe essere il cinquantesimo compleanno di Francesco.
Totti e Noemi a Las Vegas con tutti e cinque i figli
La parte forse più significativa del viaggio è la composizione della compagnia. Non si tratta infatti di una fuga romantica organizzata soltanto per Francesco e Noemi, ma di una vera vacanza della famiglia allargata costruita dalla coppia negli ultimi anni.
Con loro sono partiti Sofia e Tommaso, i figli che Noemi Bocchi ha avuto dal precedente matrimonio con l’imprenditore Mario Caucci, e Cristian, Chanel e Isabel, i tre figli di Totti e Ilary Blasi.
Cinque ragazzi, dunque, insieme alla coppia per festeggiare uno dei compleanni più importanti nella vita dell’ex numero 10 della Roma. Il viaggio è cominciato con la tappa a Las Vegas ed è poi proseguito verso Los Angeles, mentre Noemi ha trasformato le proprie Stories in una sorta di diario della trasferta americana.
Tra le esperienze scelte dalla coppia c’è stato anche un volo in elicottero sopra Las Vegas, inevitabilmente documentato sui social. Ma a rubare la scena al panorama della città del Nevada sono state proprio quelle poche parole pubblicate da Noemi.
«Manca poco»: e parte immediatamente il gossip sulle nozze
Perché scrivere «Manca poco» proprio mentre ci si trova a Las Vegas insieme al proprio compagno?
La domanda è praticamente automatica. Las Vegas è nell’immaginario collettivo la capitale mondiale dei matrimoni improvvisi, delle cappelle aperte fino a notte fonda e delle nozze celebrate senza mesi di preparativi. E la possibilità che Totti e Noemi possano decidere prima o poi di sposarsi accompagna la coppia praticamente da quando la loro relazione è diventata pubblica.
Nessuno dei due, però, ha annunciato un matrimonio e dalle immagini pubblicate durante questo viaggio non emerge alcun elemento che permetta di affermare che le nozze siano davvero in programma.
A ridimensionare immediatamente la suggestione ci ha pensato la stessa Noemi con la Story successiva. Questa volta il messaggio è «Quasi pronti per te», una frase che, considerando la data scelta per il viaggio, sembra avere un destinatario molto meno misterioso: il compleanno di Totti.
Il Capitano compie infatti mezzo secolo il 27 settembre e tutto lascia pensare che il grande appuntamento al quale Noemi sta facendo riferimento sia proprio la festa per i suoi 50 anni.
Certo, con Las Vegas sullo sfondo, ai più romantici rimane comunque il diritto di controllare le mani della coppia al ritorno.
Francesco Totti compie 50 anni: il compleanno più importante
Quello di domani non sarà evidentemente un compleanno come gli altri. Francesco Totti arriva alla soglia dei 50 anni dopo avere trascorso gran parte della propria vita sotto gli occhi del pubblico, prima come simbolo assoluto della Roma e della Nazionale, poi come personaggio capace di restare al centro dell’attenzione anche dopo avere lasciato il calcio giocato.
Negli ultimi anni, però, la sua vita privata ha finito spesso per occupare le prime pagine quasi quanto quella sportiva. La separazione da Ilary Blasi, la battaglia giudiziaria, le rispettive nuove relazioni e il lungo racconto pubblico della fine del matrimonio hanno trasformato ogni nuovo passaggio sentimentale in una notizia.
La relazione con Noemi Bocchi appartiene ormai a una fase molto più consolidata della sua vita. I due hanno appena celebrato cinque anni insieme e la vacanza americana con tutti i figli rappresenta probabilmente una delle immagini più chiare della famiglia che sono riusciti a costruire dopo la tempesta seguita alla separazione da Ilary.
Quei cinque anni festeggiati proprio nel giorno delle nozze di Ilary
Anche settembre, del resto, è stato un mese particolarmente carico di ricorrenze e coincidenze per Totti e Noemi. Il 13 settembre la coppia ha festeggiato il quinto anniversario della relazione, una data che ha inevitabilmente alimentato il gossip perché coincide con quella scelta da Ilary Blasi e Bastian Müller per il loro matrimonio.
Una coincidenza destinata a far parlare, considerando la storia che lega tutti i protagonisti, anche se appartiene ormai a equilibri sentimentali completamente differenti. Da una parte Totti e Noemi, dall’altra Ilary e Bastian: le due coppie hanno costruito le rispettive vite mentre la separazione tra l’ex calciatore e la conduttrice ha continuato ad avere strascichi giudiziari e mediatici.
Proprio Totti, nella sua recente autobiografia, è tornato anche sull’inizio della relazione con Noemi, raccontando il loro primo incontro e alcuni momenti delicati vissuti quando il rapporto cominciò a diventare qualcosa di più di una semplice conoscenza.
Tra questi anche la reazione della figlia Chanel, che scoprì la relazione del padre con Noemi quando la separazione da Ilary non era ancora diventata pubblicamente la storia che sarebbe poi esplosa davanti a tutta Italia.
Noemi Bocchi torna dagli Stati Uniti e comincia Ballando con le stelle
La vacanza americana non potrà comunque durare troppo. Se Totti può concedersi qualche giorno in più per celebrare il cinquantesimo, Noemi Bocchi ha un appuntamento televisivo che la aspetta al ritorno in Italia.
Dalla prossima settimana dovrà infatti iniziare le prove per la nuova edizione di Ballando con le stelle, dove sarà tra le concorrenti dello show condotto da Milly Carlucci. Per lei si tratta di un’esposizione televisiva completamente nuova, che inevitabilmente aumenterà ancora di più l’attenzione intorno alla sua figura dopo anni trascorsi sotto i riflettori soprattutto per la relazione con Totti.
Prima, però, c’è una festa da organizzare.
Ed è probabilmente proprio quella festa a nascondersi dietro il misterioso «Manca poco» comparso nelle Stories. Il messaggio successivo, «Quasi pronti per te», sembra infatti indicare che Noemi stia preparando qualcosa per Francesco in vista del suo mezzo secolo.
Matrimonio a Las Vegas? Per ora nessuna fede, ma il dubbio resta
Per trasformare la suggestione in una notizia servirebbe naturalmente qualcosa di molto più concreto di una Story e, al momento, non esiste alcuna conferma di un matrimonio tra Francesco Totti e Noemi Bocchi a Las Vegas. Il viaggio ha una motivazione evidente, il cinquantesimo compleanno dell’ex Capitano, e la presenza di tutti e cinque i figli rende perfettamente comprensibile la scelta di trasformare la ricorrenza in una grande vacanza familiare.
Resta però irresistibile il piccolo cortocircuito provocato da quelle due parole. Noemi pubblica «Manca poco», lo fa mentre si trova a Las Vegas con Totti e per qualche ora lascia ai follower tutto lo spazio necessario per immaginare una cappella, due fedi e magari persino un Elvis chiamato a celebrare le nozze.
Poi arriva «Quasi pronti per te» e il mistero sembra sciogliersi: quel “te” dovrebbe essere Francesco e ciò che manca poco ad arrivare è il suo cinquantesimo compleanno.
Dovrebbe, appunto. Perché conoscendo il livello di attenzione che accompagna ogni movimento della coppia, al ritorno dagli Stati Uniti basterà davvero pochissimo per chiudere definitivamente il caso: uno sguardo alle dita di Francesco e Noemi.
Calcio
Mauro Icardi resta a piedi fino al 2099: patente sospesa, potrà tornare a guidare a 105 anni. E lui esplode: «Mettetevi a lavorare»
Tutto comincia da un video pubblicato dalla fidanzata China Suárez, che si slaccia la cintura e si sporge dal finestrino mentre Maurito guida. Le autorità controllano e scoprono che la patente argentina risulta scaduta. Il bomber non ci sta: «Ho quella italiana fino al 2029. Sistemate le strade invece di stare a twittare e grattarvi le palle».
Mauro Icardi Non ha una squadra e adesso rischia di rimanere anche senza automobile per parecchio tempo. Anzi, a leggere la data indicata nel provvedimento delle autorità argentine, Mauro Icardi potrebbe dover aspettare addirittura il 2099, quando avrebbe 105 anni. L’ex capitano dell’Inter è finito al centro di una vicenda tanto surreale quanto rumorosa, cominciata con un video pubblicato sui social dalla fidanzata Eugenia “China” Suárez e proseguita con l’intervento del Ministero dei Trasporti della provincia di Buenos Aires.
Nelle immagini China viaggia accanto a Icardi, che si trova al volante, quando si slaccia la cintura di sicurezza e si sporge pericolosamente dal finestrino dell’auto in movimento. Il filmato diventa virale, arriva all’attenzione delle autorità e provoca una verifica sulla posizione del calciatore. Ed è qui che per Maurito cominciano i problemi veri: secondo le autorità bonaerensi, la sua patente argentina risultava scaduta.
La Subsecretaría de Política y Seguridad Vial ha quindi disposto nei suoi confronti un’inabilitazione preventiva alla guida e ha stabilito che, prima di ottenere una nuova licenza, Icardi dovrà sottoporsi a una valutazione della propria idoneità. Nel provvedimento compare una data che ha immediatamente fatto il giro del mondo: 1° gennaio 2099.
China Suárez si sporge dal finestrino e il video mette nei guai Mauro Icardi
Tutto nasce da quella che probabilmente doveva essere soltanto l’ennesima clip della coppia destinata ai social. China Suárez è seduta sul lato del passeggero mentre Icardi guida e, durante il tragitto, si toglie la cintura di sicurezza, sale verso il finestrino e porta buona parte del corpo all’esterno della vettura.
Un comportamento evidentemente pericoloso che, una volta diventato virale, attira l’attenzione delle autorità della provincia di Buenos Aires. Il Ministero interviene pubblicamente e spiega di avere avviato una verifica proprio dopo la diffusione delle immagini.
«In seguito alla diffusione del video, abbiamo constatato che Mauro Icardi aveva la patente di guida scaduta», hanno spiegato le autorità, annunciando quindi l’inabilitazione preventiva. Per poter ottenere nuovamente una licenza, l’attaccante dovrà essere sottoposto a una valutazione che ne stabilisca l’idoneità alla guida, perché, sottolinea l’ente, «la sicurezza stradale non ammette eccezioni».
Il particolare irresistibile, però, è la data associata al provvedimento. L’inabilitazione risulta fissata fino al 1° gennaio 2099, quando l’ex attaccante dell’Inter dovrebbe avere 105 anni. Ed è inevitabilmente questo dettaglio ad aver trasformato un caso di sicurezza stradale in una storia diventata immediatamente virale.
Patente sospesa fino al 2099: ma Mauro Icardi contesta tutto
C’è però un’altra versione della storia, ed è quella di Mauro Icardi. Il calciatore sostiene infatti che la patente argentina risulti scaduta per una ragione molto semplice: avrebbe convertito il documento argentino in una patente europea e sarebbe attualmente titolare di una patente italiana valida fino al 2029.
La sua reazione al provvedimento non è stata esattamente diplomatica.
«Ciao, buongiorno, volevo sapere come avete fatto a sospendere la patente italiana di cui dispongo fino al 2029», ha scritto Icardi rivolgendosi direttamente alle autorità. Secondo il centravanti, dunque, il provvedimento si baserebbe su un presupposto che non tiene conto della sua situazione attuale.
Icardi sostiene infatti che «la patente argentina va consegnata quando la converti in quella europea» e domanda provocatoriamente: «Che sospensione vi volete inventare?».
La questione è quindi meno semplice di quanto suggerisca il titolo inevitabilmente irresistibile del “ritiro fino al 2099”: da una parte le autorità argentine sostengono di avere trovato una licenza scaduta e hanno disposto l’inabilitazione preventiva; dall’altra Icardi afferma di possedere un documento italiano perfettamente valido.
Icardi furioso: «Sistemate le strade invece di grattarvi le palle»
Se sul piano amministrativo la vicenda dovrà essere chiarita, sul piano social Icardi ha già emesso la propria sentenza. E lo ha fatto nel suo stile, senza preoccuparsi troppo di scegliere le parole.
L’ex attaccante dell’Inter accusa infatti le autorità di avere sfruttato il suo nome per ottenere visibilità mediatica e parla di un «minutino di gossip» costruito intorno alla vicenda. Poi parte all’attacco: «Occupatevi di sistemare le strade per assicurare una circolazione migliore nel Paese invece di stare a twittare e grattarvi le palle, smettete di mentire e mettetevi a lavorare».
Una replica che ha inevitabilmente aggiunto benzina a una storia già perfetta per i social. Perché invece di limitarsi a contestare tecnicamente il provvedimento, Icardi ha scelto lo scontro frontale con l’ente che lo ha inabilitato alla guida.
Il centravanti ritiene inoltre sospetto che il Ministero si sia interessato con tanta attenzione alla vicenda e sostiene che dietro la comunicazione pubblica possa esserci soprattutto la volontà di sfruttare la sua notorietà. «Sembra strano che mi stiate così addosso solo per avere un po’ di risonanza sui media», ha aggiunto.
Senza squadra e adesso anche senza patente
La vicenda arriva in un momento particolare della carriera di Icardi. Dopo la conclusione dell’esperienza con il Galatasaray, il centravanti argentino è attualmente svincolato e sta cercando una nuova sistemazione. L’ex bomber dell’Inter e del Paris Saint-Germain si trova quindi momentaneamente senza squadra proprio mentre esplode l’ennesimo caso extracalcistico intorno alla sua vita privata.
Ancora una volta al suo fianco c’è China Suárez, la donna con la quale Icardi ha iniziato una nuova relazione dopo la tormentatissima separazione da Wanda Nara. Ed è paradossalmente proprio un video della nuova compagna ad aver provocato l’ultimo guaio: senza quelle immagini probabilmente nessuno avrebbe controllato in quel momento la situazione della patente del calciatore.
Il filmato ha invece innescato una reazione a catena: la clip diventa virale, le autorità intervengono, controllano i documenti di Icardi, trovano la licenza argentina scaduta e dispongono l’inabilitazione. Maurito risponde mostrando di avere tutt’altra interpretazione della propria situazione e trasforma una controversia amministrativa in uno scontro pubblico.
Il 2099 fa impressione, ma Icardi potrebbe non dover aspettare 105 anni
C’è infine un dettaglio importante per evitare che la parte più spettacolare della storia diventi anche quella più fuorviante. Non significa necessariamente che Mauro Icardi dovrà davvero aspettare il 2099 per guidare nuovamente in Argentina.
Il provvedimento ufficiale parla infatti di inabilitazione preventiva e precisa che il calciatore dovrà sottoporsi a una valutazione per determinare la propria idoneità prima di ottenere una nuova licenza. La data del 2099 compare nel provvedimento e produce l’effetto inevitabile di una sospensione lunga più di settant’anni, ma la situazione potrà cambiare una volta espletati gli adempimenti previsti dalle autorità.
Resta comunque una storia che sembra costruita apposta per inseguire Icardi fuori dal campo: una fidanzata che si sporge dal finestrino, un video pubblicato sui social, un controllo che nessuno probabilmente si aspettava e una patente argentina risultata scaduta, fino alla comparsa di quel surreale 2099 che ha fatto immediatamente il giro del mondo.
Icardi, dal canto suo, sostiene di poter dimostrare di avere una patente italiana valida fino al 2029 e non sembra affatto intenzionato ad accettare in silenzio la decisione. La partita, quindi, si è spostata dai campi di calcio alle strade di Buenos Aires e, almeno a giudicare dalla risposta indirizzata alle autorità, Maurito ha già cominciato a giocarla all’attacco.
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