Calcio
La cavalcata dei crociati in serie B, dopo tre anni la promozione!
La cavalcata trionfale del Parma verso la Serie A è stata un’epica conquista di vittorie e determinazione, con capitan Del Prato e il duo rumeno Mihaila e Man protagonisti indiscussi. La festa continua al Tardini con la sfida contro la Cremonese, mentre la città si prepara a celebrare il ritorno in A dei crociati gialloblu.

La cavalcata verso la Serie A dei crociati di Parma è stata un trionfo indiscusso, con numeri che parlano da soli: 21 vittorie, 11 pareggi e solo 4 sconfitte per un totale di 74 punti. Capitan Del Prato e la sua squadra hanno dominato la Serie B, con un gioco spumeggiante e una determinazione che li ha resi imbattibili fin dalle prime giornate.
Il duo di esterni rumeni, Mihaila e Man, ha svolto un ruolo fondamentale, contribuendo con la loro velocità e abilità offensive. Mihaila ha guidato la classifica cannonieri con 11 gol, seguito da Benedyczak con 10 reti, mentre Man ha messo a segno 8 gol, dimostrando il loro impatto nel creare opportunità e segnature decisive.









La vittoria decisiva per la promozione è stata ottenuta contro il San Nicola, con un gol di Bonny e un tiro magistrale di Di Cesare che ha siglato il 1-1 finale. Una stagione da incorniciare, in cui i crociati hanno dimostrato di essere i più forti sin dalle prime giornate, consolidando il loro dominio con sei vittorie e due pareggi nelle prime otto giornate.
Ora, mentre si preparano per affrontare la Cremonese al Tardini, la squadra di Parma si avvicina alla chiusura del campionato con la determinazione di terminare da primi della classe. Il tecnico Fabio Pecchia ha guidato la squadra con maestria, mantenendo la coerenza e apportando pochi ma mirati rinforzi, dimostrando di essere la scelta vincente per portare il Parma in Serie A. La città è pronta per un’altra grande festa, e capitan Del Prato e i suoi compagni sono pronti a festeggiare il loro trionfo con la loro tifoseria appassionata.
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Calcio
Cazzullo, Messi e la frecciata su Antonella Roccuzzo: l’amore d’infanzia diventa una stilettata velenosa
Aldo Cazzullo racconta l’infanzia difficile di Messi e il lungo corteggiamento ad Antonella Roccuzzo. Ma il passaggio sulla moglie del fuoriclasse argentino accende subito l’ironia: amore eterno o tempismo perfetto?
Ci sono storie d’amore che vengono raccontate come favole. Poi ci sono quelle che, appena finiscono sotto la penna giusta — o sbagliata, dipende dai punti di vista — diventano materiale da salotto velenoso. Stavolta al centro del quadretto ci sono Leo Messi e Antonella Roccuzzo, coppia simbolo del calcio mondiale, amore nato da bambini a Rosario e sopravvissuto a gloria, soldi, trasferimenti, coppe, palloni d’oro e tutta quella roba che di solito manda in tilt anche matrimoni meno esposti. Solo che Aldo Cazzullo, nel raccontare quella storia, non sceglie esattamente il tono da album dei ricordi con i cuoricini disegnati a margine. Anzi, sembra intingere la penna in un veleno elegante, di quelli che bruciano proprio perché arrivano vestiti da ricostruzione sentimentale.
Messi, l’infanzia difficile e il pallone come rifugio
Il passaggio parte dall’immagine di un Messi bambino fragile, chiuso, pieno di insicurezze, lontanissimo dall’icona invincibile che il mondo avrebbe poi imparato ad applaudire. Cazzullo scrive: “Da bambino Leo era pieno di complessi. Non voleva andare a scuola. Faticava a esprimersi. (…) Ma amava un’altra bambina: Antonella Roccuzzo. L’aveva conosciuta quando entrambi avevano cinque anni, e l’ha sempre corteggiata in silenzio. Lei però non voleva saperne di quel disadattato che tutti prendevano in giro e aveva sempre in braccio un pallone (…) Quando tornò a Rosario da benestante e da astro nascente del calcio, Antonella scoprì di essere da sempre innamorata di lui”.
Il punto, naturalmente, sta tutto lì. Non nella parte romantica, non nel bambino innamorato in silenzio, non nel pallone stretto come coperta di Linus, ma in quella giravolta finale che sembra fatta apposta per far alzare il sopracciglio anche al lettore più sentimentale.
Antonella Roccuzzo e quella conversione improvvisa all’amore
Perché raccontata così, la storia cambia colore. Non è più soltanto il romanzo dell’amore d’infanzia che resiste al tempo, ma diventa quasi una commedia cattivella sul momento esatto in cui il ragazzino preso in giro torna a casa trasformato in promessa del calcio mondiale. Prima disadattato con il pallone sempre in braccio, poi benestante e astro nascente. E a quel punto, nella frase di Cazzullo, Antonella Roccuzzo “scoprì di essere da sempre innamorata di lui”. Una formula che sembra innocente, ma innocente non è per niente.
È lì che parte la perculata. Perché il sottotesto, più che scritto, pare gridato con il megafono: la Roccuzzo si sarà fatta due conti? Domanda cattiva, certo. Ma il gossip campa esattamente su questo territorio scivoloso, dove la favola romantica viene guardata dal retrobottega e il sentimento eterno rischia di somigliare, almeno nella battuta, a un colpo di calcolatrice sentimentale.
La favola Messi vista dal lato più perfido
Va detto: ridurre Antonella Roccuzzo alla caricatura della donna che si accorge dell’amore solo quando lui diventa ricco e famoso sarebbe una semplificazione feroce. Però il passaggio di Cazzullo gioca proprio su quella lama sottile. Da una parte c’è l’epica di Messi, il bambino fragile che trova nel calcio il proprio destino. Dall’altra c’è lei, bambina prima indifferente e poi, nel racconto, improvvisamente illuminata sulla via di Rosario quando Leo non è più soltanto Leo, ma il futuro fenomeno mondiale.
Il risultato è una stilettata travestita da biografia. E forse funziona proprio per questo: perché prende una delle coppie più celebrate del calcio e la spoglia per un attimo della patina da favola perfetta. Niente drammi, niente scandali, niente rivelazioni da camera da letto. Solo una frase piazzata bene, abbastanza elegante da sembrare letteratura e abbastanza velenosa da fare il giro delle chiacchiere. Con Messi, Antonella e quel pallone che, a giudicare dalla storia, alla fine ha fatto innamorare parecchia gente.
Calcio
La profezia sugli ufo che rapiscono Vinicius e Neymar finisce in farsa: Miami ci mette l’astronave
Dopo l’annuncio sul presunto rapimento alieno di Vinicius e Neymar, il web si scatena tra meme, astronavi e battute feroci. L’account dell’aeroporto di Miami pubblica una falsa allerta aerea, mentre Ancelotti diventa protagonista dello sfottò più surreale.
Certe profezie nascono per inquietare il mondo. Altre, più semplicemente, per regalare al web una giornata di straordinaria produttività comica. È il caso della previsione fallita di una veggente brasiliana, che aveva annunciato il rapimento di Vinicius e Neymar da parte degli ufo. Una visione così precisa, così cinematografica, così pronta per una serie Netflix di quelle brutte, da trasformarsi nel giro di poche ore in un boomerang planetario. Gli alieni, almeno per ora, non si sono presentati. In compenso sono arrivati i meme, e quelli sì che non perdonano mai.
La profezia sugli ufo diventa uno show mondiale
La storia aveva già tutti gli ingredienti per finire nel tritacarne social: due stelle brasiliane, Vinicius e Neymar, gli ufo, una veggente e una previsione destinata a essere misurata con la crudeltà più semplice del mondo, quella dei fatti. Quando il rapimento alieno non è avvenuto, la rete ha fatto quello che sa fare meglio: ha preso la profezia, l’ha frullata, l’ha condita con una dose industriale di sarcasmo e l’ha servita in formato globale.
Il risultato è stato un diluvio di prese in giro. Non solo utenti qualsiasi, non solo pagine di meme calcistici, non solo tifosi con troppo tempo libero e una fantasia pericolosamente allenata. A entrare nella partita è stato perfino l’account ufficiale dell’aeroporto di Miami, che ha deciso di cavalcare la follia del momento con una trovata perfetta.
L’aeroporto di Miami tira fuori l’astronave
L’account ha pubblicato l’immagine di un’astronave aliena sopra i cieli della città, accompagnandola con una finta comunicazione che ha fatto il giro del web: “L’FAA ha appena emesso una restrizione ufficiale dello spazio aereo per la partita di stasera tra Scozia e Brasile a causa di segnalazioni di un’insolita attività aerea nella regione”. Una battuta costruita con il tono serissimo delle comunicazioni istituzionali, proprio per rendere ancora più comico l’assurdo.
La scena è irresistibile: da una parte la solennità burocratica di una presunta restrizione dello spazio aereo, dall’altra l’idea che sopra Miami possano aggirarsi dischi volanti interessati non a conquistare la Terra, ma a intercettare due calciatori brasiliani. In fondo, se gli alieni seguissero davvero il calcio, bisognerebbe almeno riconoscere loro un certo gusto per il dribbling.
Il meme di Ancelotti e lo scambio con gli alieni
Ma il capolavoro della perculata arriva con il meme di Carlo Ancelotti. Qualcuno ha immaginato l’allenatore mentre prende Endrick e lo offre agli alieni in cambio di Neymar. Una scena surreale, perfettamente in linea con l’umore del momento: il calcio trasformato in trattativa intergalattica, il mercato estivo superato da una diplomazia spaziale, l’area tecnica convertita in zona di atterraggio per astronavi.
È proprio questo il punto: la profezia non ha spaventato nessuno, ma ha acceso la macchina ironica del web. E quando una previsione mistica finisce tra aeroporti che scherzano con le restrizioni aeree e allenatori trasformati in mediatori con gli extraterrestri, il destino è segnato. Gli ufo non hanno rapito Vinicius e Neymar, ma hanno regalato ai social una delle prese in giro più gustose degli ultimi tempi.
Calcio
Diletta Leotta e Karius, il bacio in mare scatena i social: tra complimenti bollenti, ironie e critiche sui figli
La conduttrice celebra compleanno e anniversario del marito con uno scatto in costume nel Mediterraneo. Il web risponde con battute, complimenti infuocati e anche una critica feroce sulla vacanza senza figli.
Diletta Leotta e Loris Karius si baciano in mare, belli, biondi, abbronzati e avvolti da quello sfondo blu che sui social funziona sempre come un moltiplicatore automatico di like, sospiri e acidità. La conduttrice di DAZN ha scelto una foto in costume, stretta al marito tra acqua, sole e Mediterraneo, per celebrare una doppia ricorrenza: il compleanno del portiere tedesco e l’anniversario di nozze. “In ogni sfida, in ogni sogno, in ogni bacio”, ha scritto Diletta, aggiungendo poi: “Buon compleanno e buon anniversario, amore mio”. Una dedica da cartolina sentimentale, di quelle che profumano di crema solare, felicità coniugale e inevitabile commento cattivello dietro l’angolo.
Diletta Leotta e Karius, amore a mollo nel Mediterraneo
Come racconta Today, Karius compie gli anni nello stesso giorno in cui la coppia si è sposata. Sono passati due anni dal matrimonio celebrato in Sicilia, sull’isola di Vulcano, in un resort a cinque stelle delle Eolie. Una cerimonia in spiaggia, al tramonto, con atmosfera da favola e dress code total white. Accanto a loro, in quel giorno, c’era anche la piccola Aria, nata nell’agosto 2023. Da allora la famiglia si è allargata ancora con l’arrivo di Leonardo, nato lo scorso 9 maggio e annunciato con uno scatto natalizio insieme alla sorellina.
La distanza professionale, con Karius spesso lontano da Milano per i suoi impegni, non sembra aver scalfito l’intesa della coppia. Anzi, il nuovo scatto racconta esattamente il contrario: due anni dopo le nozze, Diletta e Loris sembrano ancora in modalità luna di miele permanente. E il web, naturalmente, non poteva restare a guardare in silenzio.
I commenti social tra mare, panettoni e Polase
Sotto la foto è partita la solita giostra. C’è chi ha guardato il panorama, poi ha cambiato immediatamente priorità: “Il mare è bellissimo… poi ho visto il resto e mi sono dimenticato del mare”. C’è chi ha preferito la battuta da stabilimento balneare: “La barca non ha bisogno di boe”. Qualcun altro ha giocato d’anticipo sulle feste: “Vedo solo panettoni ma non è ancora Natale”. E poi ancora: “Come si diverte il buon Karius”.
I complimenti, diciamo così, non si sono fatti attendere. Uno scrive: “Che dea! Ficcami sott’acqua coi piedi e mandami in apnea”. Un altro sceglie la via dell’integratore estivo: “Diletta carissima, sei meglio del Polase”. Non esattamente Petrarca, ma Instagram ha regole metriche tutte sue e, nel dubbio, preferisce sempre il colpo secco alla finezza.
La critica sui figli accende la nota stonata
Nel mezzo della perculata e degli applausi arriva però anche il commento più duro, quello che sposta la conversazione dalla foto di coppia alla maternità: “Pur di non rinunciare ad una vacanza si smollano i figli anche nei primi mesi di vita!!! Mi chiedo che gran voglia matta avevate di avere dei bambini vero!! Non dico di non farvi le vacanze ma almeno includete anche loro…”. Una frase pesante, che trasforma un bacio al mare in processo pubblico alla gestione familiare.
Diletta Leotta, però, ha pubblicato semplicemente una dedica al marito nel giorno del suo compleanno e del loro anniversario. Il resto lo ha fatto il pubblico: chi ha visto amore, chi ha visto costume, chi ha visto un’occasione per scherzare e chi ha trovato il modo di aprire il tribunale dei genitori perfetti. Intanto la foto resta lì: mare blu, bacio, anniversario, compleanno e Karius che, almeno a giudicare dagli occhi dei commentatori, in vacanza sembra cavarsela piuttosto bene.
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