Calcio
La squadra lariana promossa in A grazie ai magnati orientali
Dopo 21 anni il Como è tornato in Serie A. Michael Bambang Hartono e suo fratello Robert Budi, da due anni sono i proprietari e sono gli uomini più ricchi d’Indonesia. La squadra è allenata da Roberts e Fabregas.

Dopo 21 anni di alti e bassi il la squadra del Como calcio (club nato nel 1907) è tornato in Serie A. A portare la squadra lariana nella massima divisione calcistica oltre ai ragazzi della rosa, un super allenatore e un pubblico da fare invidia a quelli delle squadre inglesi, ci sono due Indonesiani. Ci stiamo riferendo a Michael Bambang Hartono e suo fratello Robert Budi. Gli uomini più ricchi d’Indonesia. Un traguardo raggiunto grazie ai risultati sul campo, ma soprattutto agli investimenti e alla programmazione mirata della dirigenza indonesiana. Domenica 12 è bastato un rigore di Simone Verdi nell’1-1 contro il Cosenza per regalare il ritorno in Serie A.
Una promozione che viene da lontano
Questa promozione non è il frutto di un exploit estemporaneo bensì il coronamento di un percorso iniziato nel 2019 quando il club, allora in Serie D ma in procinto di tornare in Serie C, viene inaspettatamente acquisito dalla società londinese SENT Entertainment Ltd, dietro la quale si rivela esserci l’azienda indonesiana Djarum.
Chi sono i proprietari del Como?
Sono Robert e Michael Hartono a cui viene attribuito da Forbes un patrimonio di 26.5 e 25.5 miliardi di dollari. Inseriti entrambi nella top 10 dei proprietari di società sportive più ricchi del pianeta. E sembra proprio che in ambito calcistico in Italia non ci sia nessuno che possa batterli in quanto a patrimonio detenuto. Naturalmente i due nuovi proprietari vista anche la loro età hanno scelto uomini di fiducia che seguisse la squadra stabilendosi sulle coste lariane.
Gli uomini dei miliardari Hartono
La gestione della squadra con tutta la sua organizzazione che comprende le squadre giovanili e le squadre minori compresa la scuola calcio è stata delegata al trentottenne Mirwan Suwarso, che rappresenta in tutto e per tutto gli interessi e la filosofia della proprietà. E si è subito messo in evidenza non solo organizzando meglio la società dandogli una impronta e una visione internazionale. Ma soprattutto dotando la squadra di un calciatore, prima, e allenatore, ora, davvero super: Cesc Fàbregas.
Capitano dell’Arsenal e leggenda del Barca
Giocatore di levatura mondiale Cesc Fabregas è stato il colpo più clamoroso della proprietà indonesiana. Arrivato in Italia nel 2022/23 per dare qualità al centrocampo di una società che già allora aveva progetti assai ambiziosi. Il catalano infatti nell’estate 2023 annuncia l’addio al calcio giocato ma rimane al Como come allenatore della Primavera. Un ruolo dove resta poco perché lo scorso novembre lo spagnolo viene promosso ad interim alla guida della prima squadra. Era senza patentino per cui un mese dopo dopo la scadenza della proroga offerta dalla Figc viene affiancato dal gallese Osian Roberts. E’ stata questa la coppia che ha fatto fare alla squadra il salto di qualità e aggiudicarsi la Serie A.
Progettualità, soldi e visione della squadra lariana
E ora? Ora bisogna organizzare una squadra più competitiva. I soldi non mancano, la mentalità neppure. A partire dallo stadio ‘Sinigaglia’ che secondo i progetti dovrebbe essere completamente rifatto perché non avrebbe la capienza minima per la Serie che è di 12 mila posti seduti. La squadra lariana ne ho soli 7.500. M si aspettano anche, e i tifosi ne sono certi, acquisti internazionali. Non tanti ma almeno un paio di star. Perché già dal prossimo anno la squadra ha intenzione di puntare all’Europa. La domenica della promozione in tribuna si è visto anche Thierry Henry . Già calciatore, commentatore, dirigente sportivo e allenatore, il francese è anche uno degli azionisti della squadra del suo grande amico Fabregas. Ma in tribuna c’era anche Jamie Vardy capitano e bomber del Leicester City e molto amico di Dennis Wise, anche lui membro del board a Como dopo esserne stato il Ceo fino a pochi mesi fa.
Insomma più internazionali di così…
Insomma un super allenatore, un team di manager preparato e moderno, un tifo unico, uno stadio rinnovato, la voglia di entrare in qualche competizione europea, come neopromossa il progetto c’è. E avanza pure. Speriamo che l’acqua lariana faccia da trade union per queste numerose ambizioni e novità.
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Calcio
Corona a processo per diffamazione su Pellegrini: le accuse di stalking si sgretolano e il caso si ribalta
Un’intervista pubblicata su dillingernews.it aveva scatenato il caso mediatico su Lorenzo Pellegrini. Ma le indagini smontano tutto: i due non si sarebbero mai conosciuti. Ora a finire sotto processo è Corona, accusato di diffamazione
Da presunto caso di stalking a possibile caso di diffamazione. La parabola giudiziaria che ha coinvolto Lorenzo Pellegrini compie una torsione netta e porta Fabrizio Corona davanti a un tribunale. Il gup di Roma ha disposto il rinvio a giudizio dell’ex paparazzo per diffamazione nei confronti del capitano della Roma. Il processo è fissato per il primo dicembre davanti al tribunale monocratico.
Caso Pellegrini, dal sospetto di stalking al processo per diffamazione
Tutto nasce da un’intervista pubblicata nell’ottobre 2023 sul sito dillingernews.it. A parlare era una escort di 25 anni che accusava Pellegrini di comportamenti ossessivi, arrivando a evocare un presunto stalking. Una ricostruzione che aveva immediatamente acceso il caso mediatico, anche per il profilo del giocatore, volto simbolo della Roma e figura centrale del calcio italiano.
Col passare dei mesi, però, il quadro cambia radicalmente. Le indagini – sviluppate tra Roma e Parma – smontano pezzo dopo pezzo la narrazione iniziale. Secondo quanto emerso, i due non si sarebbero mai conosciuti. Le accuse si rivelano prive di riscontri e per la donna scattano contestazioni pesanti, tra cui calunnia e minacce.
A quel punto il baricentro dell’inchiesta si sposta. Non più il comportamento del calciatore, ma la diffusione di quelle dichiarazioni. Ed è qui che entra in gioco Corona, accusato di aver contribuito a diffondere contenuti lesivi per la reputazione di Pellegrini.
Il ruolo di Corona e il nodo della reputazione
La contestazione di diffamazione si inserisce in un quadro più ampio che riguarda la responsabilità nella pubblicazione e amplificazione di accuse non verificate. In Italia, il reato di diffamazione tutela proprio la reputazione di una persona rispetto alla diffusione di notizie false o non riscontrate, come spiegato anche nella voce dedicata alla diffamazione a mezzo stampa.
Secondo l’accusa, la pubblicazione dell’intervista avrebbe contribuito a costruire un danno mediatico significativo per Pellegrini, già esposto per il ruolo pubblico che ricopre. Un aspetto tutt’altro che secondario, perché nel sistema attuale l’impatto di una notizia non si misura solo in termini giudiziari, ma anche nella sua capacità di circolare e sedimentarsi nell’opinione pubblica, dinamica ben descritta nei meccanismi del processo mediatico.
L’avvocato del calciatore, Federico Olivo, ha commentato il rinvio a giudizio parlando di un passaggio “doveroso” e sottolineando come il dibattimento sarà la sede per chiarire definitivamente i fatti.
Pellegrini, tra campo e tribunale
Per Lorenzo Pellegrini, 29 anni, la vicenda ha avuto un peso evidente anche sul piano mediatico. Capitano della AS Roma, sposato e padre di tre figli, il centrocampista ha sempre respinto le accuse, affidando la difesa della propria immagine ai legali.
Il caso si è trascinato per mesi, alimentato da indiscrezioni e ricostruzioni che hanno finito per mettere in discussione la sua figura pubblica. Solo con l’avanzare delle indagini è emerso un quadro completamente diverso, che ha progressivamente smontato le accuse iniziali.
Dal gossip alla giustizia, il corto circuito mediatico
La vicenda evidenzia ancora una volta il confine sempre più sottile tra informazione, gossip e giustizia. Quando accuse gravi vengono diffuse senza riscontri solidi, il rischio è quello di costruire processi mediatici paralleli a quelli reali, fenomeno spesso alimentato dalla viralità dei contenuti online e dalle logiche del clickbait.
Il passaggio dal sospetto di stalking al processo per diffamazione racconta proprio questo corto circuito. Una storia che nasce come scandalo e finisce come possibile abuso della narrazione. E che ora dovrà trovare una risposta definitiva nelle aule di tribunale.
Calcio
Totti e Ilary tornano dal giudice: soldi, tradimenti e villa dell’Eur, ecco i tre fronti della guerra infinita
L’ex coppia d’oro non si incontra dal 23 aprile 2023, ma il 31 marzo si ritroverà davanti alla giudice Simona Rossi. Il divorzio non sarà immediato: la vera battaglia si gioca su tre nodi pesantissimi, tra richieste economiche, accuse simboliche di tradimento e il conto salato della villa dell’Eur.
Francesco Totti e Ilary Blasi si preparano a tornare uno di fronte all’altra, o meglio uno davanti all’altra, nel luogo che ormai da mesi scandisce la fine del loro matrimonio: il tribunale. Il 31 marzo è fissata una nuova udienza davanti alla giudice Simona Rossi e, anche se il divorzio resta l’approdo naturale, la partita vera è ancora lontana dalla chiusura. Perché tra il Pupone e la showgirl restano aperti tre nodi pesanti come macigni: soldi, corna e mattoni.
Il nodo dell’assegno di mantenimento
Il primo terreno di scontro riguarda il denaro. In origine Ilary Blasi aveva chiesto 26 mila euro, ma il giudice aveva fissato l’assegno a 12.500 euro. Ora la conduttrice torna alla carica e ne pretende 19 mila. Totti invece vuole ridurre drasticamente il contributo e limitarlo alla sola Isabel, la figlia minore di 10 anni. Il risultato? Dai 12.500 euro attuali si scenderebbe a poco più di 4 mila, ma l’ultima parola spetterà al tribunale. Sullo sfondo ci sono anche le valutazioni sulla capacità patrimoniale di entrambi e sui guadagni attuali dei figli maggiori, Cristian e Chanel.
Chi ha tradito per primo
Il secondo punto è quello più pruriginoso, ma anche il più simbolico. La domanda è semplice solo in apparenza: chi ha tradito per primo? Secondo quanto filtra, Ilary avrebbe chiamato a testimoniare due donne che, a suo dire, avrebbero avuto una relazione extraconiugale con Totti prima dell’arrivo sulla scena del personal trainer Cristiano Iovino. Una delle due potrebbe essere Flavia Vento, anche se il nome resta nel territorio dei condizionali. Entrambe avrebbero negato. In ogni caso l’addebito, sul piano pratico, non comporterebbe sanzioni concrete: pesa più come bandierina morale che come colpo giuridico.
La villa dell’Eur e il conto da pagare
Il terzo fronte è quello immobiliare, e pure qui l’aria è pesante. La villa dell’Eur continua a essere un capitolo costoso e velenoso. Secondo il fronte vicino a Ilary, la manutenzione ordinaria dell’immobile arriverebbe a 6-7 mila euro al mese. La Blasi chiede che l’ex marito contribuisca alle spese straordinarie, richiesta tornata d’attualità dopo il crollo di un controsoffitto in una delle 25 stanze della casa. Il tribunale ha nominato un architetto che dovrà chiarire entro maggio se i danni dipendano da un difetto strutturale, e quindi a carico del proprietario, cioè Totti, oppure da mancata manutenzione, e allora toccherebbe a chi vive nella villa, cioè Ilary.
Il divorzio, insomma, sembra una formalità solo sulla carta. Per il resto, tra Totti e Ilary, il conto vero deve ancora arrivare.
Calcio
Wanda Nara e Spalletti fanno pace: selfie insieme e il messaggio che cancella la guerra dei tempi di Icardi
Wanda Nara pubblica sui social due foto con Luciano Spalletti accompagnate dalla frase “Che piacere rivederti, mister”. Dopo anni di tensioni nate ai tempi della fascia tolta a Mauro Icardi, i rapporti sembrano finalmente distesi.
Il calcio sa essere una grande fabbrica di litigi. Ma a volte sa anche regalare riconciliazioni inattese. Questa volta i protagonisti sono Wanda Nara e Luciano Spalletti, che per anni non si sono certo mandati messaggi d’affetto.
Tutto cambia con due selfie pubblicati sui social dalla showgirl argentina. Nelle foto Wanda sorride accanto all’allenatore e accompagna lo scatto con una frase semplice ma molto significativa: «Che piacere rivederti, mister».
Un messaggio che per molti tifosi ha il sapore di una vera e propria pace dopo anni di tensioni.
La guerra ai tempi di Icardi
Per capire perché questo incontro faccia così rumore bisogna tornare indietro nel tempo. Quando Mauro Icardi era il capitano dell’Inter e Wanda Nara non era soltanto sua moglie, ma anche la sua procuratrice.
La rottura con Spalletti arrivò nel momento più delicato della stagione, quando l’allenatore decise di togliere la fascia di capitano a Icardi. Una scelta tecnica che diventò immediatamente un caso mediatico.
Wanda difese pubblicamente il marito, criticando la gestione della vicenda e alimentando uno scontro che per mesi dominò il dibattito calcistico.
Il tempo cambia le cose
Da allora è passato molto tempo e molte cose sono cambiate. Prima tra tutte la vita privata della showgirl.
Il matrimonio con Icardi è finito e con la chiusura di quella storia sembrano essersi sciolte anche molte delle tensioni nate negli anni del calcio mercato e delle polemiche televisive.
Il selfie con Spalletti sembra proprio il simbolo di questa nuova fase.
Un selfie che chiude un capitolo
Nel mondo del calcio e dello spettacolo basta poco per accendere polemiche. Ma a volte basta anche poco per spegnerle.
Le foto pubblicate da Wanda Nara hanno sorpreso molti tifosi, soprattutto quelli che ricordano le battaglie mediatiche di qualche stagione fa.
Ora invece c’è solo un sorriso e una frase che suona come un armistizio definitivo: «Che piacere rivederti, mister».
E se davvero il passato è archiviato, il calcio può aggiungere un altro capitolo curioso alla lunga storia di rivalità e riconciliazioni tra protagonisti del campo e del gossip.
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