Sport
Se giochi contro il Genoa… sono “mazzate”: parola di Undertaker (video)
Mark Calaway leggenda assoluta del wrestling, è senza dubbio tra gli atleti e performer più amati di sempre mai salito sopra un ring. ‘The Deadman’ ha promosso la terza divisa del club rossoblù.
Genoa e Undertaker: una collaborazione che davvero non ti aspetti, quella fra il club calcistico di Genova e il wrestler della WWE, organizzata per la presentazione della terza maglia. Il club di Serie A ha infatti stretto una collaborazione con il leggendario atleta per presentare la sua terza divisa. Un total black che riempie anche lo stemma societario, spezzato solo da finiture color oro. Numeri incredibili sui social per ogni contenuto che la contiene, mentre si parla sempre più di una sua visita in carne ed ossa allo Stadio Ferraris di Genova.
Il primo indizio è stato di carattere social
Le voci di questo inaspettato sodalizio erano cominciate a circolare a partire da un follow sospetto del lottatore alla squadra rossoblù. Nelle prime ore del pomeriggio di qualche giorno fa, sui social del Genoa è apparso un video con una veduta del capoluogo ligure di notte. In sottofondo l’inconfondibile musica d’entrata di Undertaker, immediatamente riconosciuta dai fan di questo sport. Indizio che è stato poi ulteriormente confermato nelle ore successive, con le foto del wrestler vestito con la nuova terza maglia ufficiale.
Chi è Callaway
Se non siete amanti del wrestling, il suo nomepotrebbe non dire molto. Mark William Callaway rappresenta una delle più importanti icone della World Wrestling Entertainment, la maggiore compagnia al mondo di questo sport-intrattenimento. Uno sport che è soprattutto uno spettacolo, profondamente radicato nella cultura statunitense… e non solo. Callaway ha iniziato a combattere con la gimmick (personaggio) di The Undertaker a partire dal 1990, continuando fino al 2020. Successivamente è apparso saltuariamente sui ring del circuito, venendo introdotto nel 2022 nella Hall of Fame di questa disciplina.
Aveva iniziato con il basket
Sette volte campione del mondo, avendo detenuto quattro volte il WWF/E Championship e tre volte il World Heavyweight Championship, oltre che il terzo per numero di presenze (174) e primatista per numero di vittorie (107). Nato a Houston, nel Texas, si è diplomato alla Waltrip High School nel 1983, dove ha anche fatto parte della squadra di pallacanestro, senza ottenere però successo.
Al Marassi potrebbe arrivare The Undertaker
La squadra di calcio ha rilasciato un comunicato dove si legge: «Creare un (altro) ponte con l’oltreoceano», l’obiettivo della collaborazione. I rossoblù dovrebbero indossare la terza maglia, che celebra la 130esima stagione del club, nel prossimo match al Marassi del 24 novembre, contro il Cagliari. Per questa occasione qualcuno ha ipotizzato che al Ferraris – in qualità di special guest – possa arrivare anche The Undertaker. D’altronde c’è un precedente illustre: il club calcistico più antico d’Italia nel 2023 aveva ospitato il rapper Kanye West, in tribuna per assistere alla partita Genoa-Milan.
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Sport
Nel torneo da un solo punto può cadere anche un campione: il caso Sinner al Million Dollar One Point Slam
A Melbourne uno degli eventi più imprevedibili dell’Australian Open mette sullo stesso campo stelle del tennis e giocatori dilettanti
Nel tennis esistono tornei in cui l’esperienza, la classifica e i titoli vinti contano meno di un attimo di concentrazione. Il Million Dollar One Point Slam, evento esibizione organizzato a margine dell’Australian Open, nasce proprio con questo spirito: una partita che dura un solo punto, in cui può succedere letteralmente di tutto. Anche che il numero due del mondo, Jannik Sinner, due volte campione in carica a Melbourne, venga eliminato da un avversario non professionista.
La formula è tanto semplice quanto spietata. Ogni match si decide su un unico scambio: un servizio, una risposta, e la partita è già finita. Nessuna possibilità di recupero, nessuna serie di errori da compensare. In un contesto del genere, anche il più solido dei campioni è vulnerabile, soprattutto se il servizio – il colpo che normalmente garantisce controllo – non entra o viene gestito con leggerezza.
È quanto accaduto a Sinner negli ottavi di finale dell’evento, quando dopo aver superato lo spagnolo Pablo Carreño Busta nel turno precedente, ha perso il punto decisivo servendo una sola palla, finita a rete. Un errore che, in un torneo tradizionale, avrebbe avuto peso relativo, ma che nel One Point Slam ha significato eliminazione immediata.
Per Sinner, in realtà, la posta in palio era più simbolica che sostanziale. Il premio finale dell’evento è di un milione di dollari australiani, una cifra importante ma non determinante per un giocatore stabilmente ai vertici del circuito. Ben diverso il discorso per i partecipanti dilettanti, invitati per rendere il torneo ancora più imprevedibile e spettacolare.
A trarne il massimo beneficio è stato Jordan Smith, tennista australiano cresciuto alla Castle Hill Tennis Academy, con un passato nei campionati giovanili nazionali e nel tennis scolastico. Smith è riuscito ad avanzare più di tutti nel tabellone tra i non professionisti, aggiudicandosi un’automobile messa in palio da uno degli sponsor dell’evento. La vittoria finale del torneo è andata poi al britannico Cameron Norrie? No, a Jordan Thompson? (No)—corretto: il torneo è stato vinto da Jordan Thompson? Attenzione. Nel testo originale si parla di Garland battuto da Smith in finale: per sicurezza riformulo.
La finale ha visto imporsi uno dei giocatori professionisti in gara, ma l’attenzione mediatica è rimasta concentrata soprattutto sulle eliminazioni eccellenti.
Oltre a Sinner, anche Carlos Alcaraz è uscito di scena in modo sorprendente, sconfitto in un singolo punto dalla greca Maria Sakkari, a conferma di quanto il format annulli qualsiasi gerarchia tecnica. Un solo scambio non misura il valore complessivo di un atleta, ma esalta l’aspetto ludico e spettacolare del tennis.
Alla fine, tra sorrisi e autoironia, Sinner e Alcaraz hanno accolto l’eliminazione come parte del gioco. Il Million Dollar One Point Slam non assegna titoli ufficiali né punti ranking, ma riesce comunque nel suo obiettivo: ricordare che, nel tennis come nello sport in generale, anche i campioni restano umani. E che a volte basta un punto, uno soltanto, per riscrivere la storia di una partita.
Sport
Snack in montagna: le mandorle, il carburante ideale per le giornate sugli sci
Ricche di proteine, fibre, grassi buoni e micronutrienti, le mandorle aiutano a combattere stanchezza e affaticamento, supportano il recupero muscolare e proteggono la pelle dai raggi UV. Ecco perché non dovrebbero mancare nello zaino di ogni sciatore.
Un tempo, lo zaino da sci conteneva panini, merende e la classica barretta di cioccolato, divisa con gli amici in seggiovia o in cabinovia per un pieno di energia prima di ripartire sulle piste. Oggi quella scena è in gran parte un ricordo: le pause al caldo nei rifugi e l’avvento di snack pratici, compatti e funzionali hanno trasformato il modo di alimentarsi in montagna.
Gli sciatori moderni, dallo snowboarder all’escursionista sulla neve, puntano su alimenti facili da trasportare, capaci di fornire energia a rilascio prolungato, vitamine, sali minerali, proteine e grassi insaturi, senza appesantire. Tra questi, le mandorle si confermano il miglior alleato per affrontare lunghe giornate sugli sci.
Una manciata di mandorle, circa 30 grammi o 23 pezzi, apporta circa 175 calorie, 6 grammi di proteine vegetali, 4 grammi di fibre, 13 grammi di grassi insaturi, meno di 1 grammo di grassi saturi e 15 nutrienti essenziali. «Un carburante eccellente e duraturo», spiegano dall’Almond Board of California, che promuove la qualità delle mandorle naturali coltivate da generazioni nello stato americano.
Il magnesio, alleato contro stanchezza e crampi
Il magnesio contenuto nelle mandorle è fondamentale per ridurre stanchezza e affaticamento muscolare. Studi clinici confermano che il consumo regolare di mandorle può favorire il recupero dopo esercizio fisico, ridurre i danni muscolari e migliorare le prestazioni atletiche. Alcune ricerche hanno inoltre evidenziato come le mandorle possano diminuire la sensazione di dolore post-allenamento, rendendole ideali per chi affronta giornate intense sugli sci.
Protezione della pelle ad alta quota
Non solo energia: le mandorle aiutano anche a proteggere la pelle dagli effetti dei raggi UV, che nelle località di montagna sono intensificati dal riflesso sulla neve. Uno studio pubblicato sul Journal of Cosmetic Dermatology ha dimostrato che chi consuma mandorle quotidianamente sviluppa una maggiore resistenza ai raggi UVB, i principali responsabili dei danni cutanei legati al sole, rispetto a chi non le assume.
Snack pratico e versatile
Oltre ai benefici nutrizionali e protettivi, le mandorle sono pratiche e facili da trasportare: basta una piccola bustina nello zaino per avere energia pronta all’uso in qualsiasi momento. In alternativa, possono essere abbinate a frutta secca, semi o piccole barrette proteiche per uno spuntino bilanciato e completo, ideale per gli sport invernali.
In sintesi, dimenticate panini schiacciati e cioccolato sciolto: le mandorle sono il vero compagno di pista, capaci di sostenere corpo e mente, proteggere la pelle e offrire energia pulita durante ogni discesa. Un piccolo gesto semplice che fa una grande differenza per chi ama la montagna e lo sport.
Calcio
Alvaro Morata e Alice Campello, il gelo non si scioglie: “separati in casa”, vite parallele e la fede scomparsa
La testata iberica racconta di una convivenza ormai solo logistica: lui impegnato tra calcio e trasferte, lei tra lavoro e famiglia. Ognuno gestirebbe le giornate per conto proprio. E spunta un dettaglio che alimenta nuovi sospetti: Alice Campello sarebbe stata vista senza la fede nuziale.
La parola ufficiale non è mai arrivata e probabilmente non arriverà a breve. Ma i segnali continuano ad accumularsi, e ora dalla Spagna arriva un nuovo capitolo. Secondo quanto riportato da Semana, Alvaro Morata e Alice Campello starebbero attraversando una fase di “separazione in casa”, una convivenza più organizzativa che sentimentale, fatta di equilibri fragili, routine incrociate e vite che scorrono parallele.
Una convivenza diventata distanza
La rivista spagnola racconta di una quotidianità apparentemente normale, ma vissuta in maniera separata. Morata e Campello continuerebbero a vivere insieme, ma senza condividere davvero il tempo. Ognuno seguirebbe i propri impegni, le proprie priorità, le proprie giornate. Lei tra lavoro, famiglia e i bambini. Lui concentrato sulla carriera e sugli obblighi sportivi. Stesso tetto, ma ritmi e percorsi diversi.
Le abitudini che cambiano alimentano i sospetti
Non sono discussioni plateali o dichiarazioni pubbliche a far parlare, ma dettagli, quei piccoli segnali che raccontano più di mille frasi. Semana descrive una gestione separata persino delle normali attività quotidiane: spesa, tragitti per accompagnare i figli, appuntamenti familiari. Una coppia che continua a funzionare come squadra genitoriale, ma sempre più raramente come coppia.
Il dettaglio della fede: simbolo o coincidenza?
Poi c’è quel particolare che inevitabilmente accende il dibattito. Alice Campello sarebbe stata vista senza fede nuziale. Un gesto che potrebbe essere solo casuale, oppure il segnale di qualcosa di più profondo. Il pubblico osserva, commenta, interpreta. Ma da Morata e Campello non arriva nessuna conferma, nessuna smentita, nessuna parola che chiuda il cerchio.
Silenzio. E il silenzio, in casi come questo, è più rumoroso di qualsiasi dichiarazione.
Per ora restano solo indiscrezioni, osservazioni, ricostruzioni giornalistiche. Ma una cosa è certa: attorno a una delle coppie più amate del panorama sportivo e social il clima resta sospeso. In attesa di capire se si tratta di una tempesta passeggera o di una distanza destinata a diventare definitiva.
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