Tennis
Venus Williams e Andrea Preti, nozze da favola a Palm Beach: il secondo sì dopo Ischia, con yacht-corteo e festa in mare
Dopo il primo matrimonio a settembre a Ischia, Venus Williams e Andrea Preti hanno rinnovato il loro amore con una cerimonia da sogno a Palm Beach, in Florida. Serena Williams ha sorpreso gli sposi regalando uno yacht trasformato in un salotto galleggiante per musica, balli e brindisi, suggellando una storia d’amore nata per caso a una sfilata di moda a Milano nel 2024.
Una storia che sembra uscita da un film romantico ha trovato il suo nuovo capitolo sotto il sole della Florida. Venus Williams, leggenda del tennis mondiale, e Andrea Preti, attore e modello italiano, si sono sposati per la seconda volta in una cerimonia elegante e suggestiva a Palm Beach. Dopo aver pronunciato il primo sì a settembre scorso sull’isola di Ischia, la coppia ha voluto celebrare nuovamente il proprio amore davanti alla famiglia, agli amici più cari e allo sguardo compiaciuto di chi ha visto nascere questa relazione speciale.
Un amore nato… per caso
La prima scintilla tra Venus Williams e Andrea Preti è scoccata inaspettatamente nel 2024, durante una sfilata di moda a Milano. Tra passerelle, chiacchiere e sipari di luce, i due si sono incontrati e da lì è iniziato un percorso che li ha portati rapidamente a condividere progetti, viaggi, momenti di vita quotidiana e, infine, la decisione di sposarsi. Un incontro casuale, eppure capace di trasformarsi in un legame profondo, intrecciando due mondi apparentemente distanti — quello dello sport ai massimi livelli e quello della moda e dello spettacolo.
Una festa sull’acqua: lo yacht di Serena
Il matrimonio a Palm Beach non è stata una cerimonia qualunque, ma un evento pensato nei dettagli, immerso nello stile elegante e raffinato che contraddistingue Venus. Tra gli ospiti, molte figure del mondo dello sport, dell’arte e dell’intrattenimento. Ma una sorpresa ha fatto davvero parlare: Serena Williams, sorella minore di Venus, ha voluto donare agli sposi uno yacht per celebrare il grande giorno. Non un semplice regalo, ma un vero cuore pulsante della festa.
L’imbarcazione è stata trasformata per l’occasione in un salotto galleggiante: musica dal vivo, balli, brindisi e un’atmosfera da sogno sotto le stelle della Florida. Gli invitati hanno festeggiato tra cocktail, risate e viste mozzafiato sull’oceano, mentre il ritmo delle onde si fondeva con quello dei sorrisi.
Due cerimonie, un solo amore
La scelta di celebrare due volte il matrimonio — prima a Ischia e poi a Palm Beach — racconta la versatilità e l’internazionalità di una coppia che unisce culture diverse, stili di vita e sogni condivisi. Il primo sì in Italia ha avuto sapore intimo e raccolto, tra scenari mediterranei, mentre la festa in Florida ha allargato l’abbraccio a parenti, amici e comunità di affetti della coppia.
Per Venus Williams — atleta che ha fatto la storia del tennis — questo matrimonio non è solo un momento privato: è la celebrazione di una fase della vita capace di unire cuore e ambizione, impegno quotidiano e libertà emotiva.
In un mondo in cui troppo spesso l’amore sembra correre in fretta, questa storia ci ricorda che può nascere ovunque, anche tra una passerella e un palcoscenico, e crescere fino a diventare un voto solenne — pronunciato due volte, ma sentito una sola volta, nel profondo.
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Tennis
Laila Hasanovic rompe il silenzio su Sinner: «A porte chiuse siamo una coppia normale». E spiega perché non andrà a vivere con lui
«Abbiamo creato uno spazio esclusivo dove possiamo essere al 100% noi stessi». Ma niente convivenza a Monte Carlo: «Anche se mi trasferissi da lui, sarebbe comunque una relazione a distanza».
Per mesi hanno lasciato parlare le immagini: Laila Hasanovic nel box di Jannik Sinner, le trasferte insieme, gli sguardi durante i tornei più importanti e quella presenza sempre più naturale accanto alla famiglia e alle persone che circondano il campione italiano. Adesso, dopo circa un anno e mezzo di relazione, è lei a rompere il silenzio e a raccontare per la prima volta che cosa accade quando le telecamere si spengono e il numero uno del tennis mondiale torna semplicemente a essere Jannik.


La modella e influencer danese di origini bosniache, 26 anni, ha parlato del rapporto con Sinner in un’intervista a Elle, descrivendo una relazione molto più normale di quanto possa sembrare osservandola dall’esterno. Normale, almeno, per quanto possa esserlo una storia nella quale uno dei due trascorre gran parte dell’anno inseguendo tornei in ogni angolo del pianeta e l’altra porta avanti una carriera che comporta a sua volta viaggi e impegni internazionali.
Ed è proprio per questo che Laila non sembra avere alcuna fretta di trasferirsi a Monte Carlo, dove Sinner ha la propria residenza. La spiegazione è tanto semplice quanto sorprendente: cambiare casa non cambierebbe quasi nulla.
Laila racconta il suo Jannik: «È incredibile quanto tempo dedichi alla sua passione»
Quando ha iniziato a frequentare Sinner, Hasanovic conosceva poco il mondo del tennis professionistico. Entrarci dalla porta principale, accanto a uno dei giocatori più importanti del circuito, ha significato scoprire ritmi, sacrifici e una disciplina quotidiana molto lontani dalla vita che conosceva.
Ed è proprio questo aspetto di Jannik ad averla colpita maggiormente: «Ho una relazione con una persona che dedica una quantità incredibile del suo tempo alla sua passione, e poter vivere tutto questo da vicino lo trovo davvero stimolante. Allo stesso tempo, si tratta di un mondo con cui non sono cresciuta e nel quale non mi ero mai mossa prima d’ora».
In questi mesi Laila ha imparato inevitabilmente anche a conoscere meglio il tennis. Le sue apparizioni nel box di Sinner sono diventate sempre più frequenti proprio nei momenti che contano, quando la tensione sale e ogni punto può decidere un torneo. Una delle prime esperienze dal vivo fu addirittura una lunghissima battaglia contro Carlos Alcaraz, durata circa cinque ore e mezza: un battesimo del fuoco per chi fino a quel momento non aveva vissuto dall’interno l’intensità del circuito.
«Abbiamo uno spazio esclusivo, lì siamo soltanto noi»
Dietro quella vita pubblica, però, Laila racconta l’esistenza di una dimensione che i due difendono gelosamente. Perché essere la fidanzata di Sinner significa inevitabilmente attirare attenzione, fotografie e curiosità, ma non significa necessariamente permettere al pubblico di entrare nella relazione.
«Per fortuna, credo che Jannik e io siamo riusciti a crearci un nostro spazio esclusivo, dove possiamo essere al 100% noi stessi, come una normalissima coppia. A porte chiuse, abbiamo un rapporto assolutamente normale e stabile», racconta Hasanovic.
Una frase che chiarisce anche la strategia seguita dai due fin dall’inizio. Nessuna necessità di trasformare la relazione in uno spettacolo social, nessun racconto quotidiano della loro intimità e pochissime concessioni pubbliche. Laila compare nel box, accompagna Sinner quando gli impegni lo consentono e condivide con lui alcuni momenti importanti, ma il resto rimane fuori dall’obiettivo.
Niente trasloco a Monte Carlo: «Saremmo comunque a distanza»
C’è poi la domanda inevitabile quando una relazione diventa stabile: andranno a vivere insieme? Per Hasanovic, almeno per adesso, la questione sembra quasi priva di senso pratico.
Lei e Jannik vivono formalmente in Paesi diversi, ma il vero problema non è la distanza tra due abitazioni. È il calendario di un tennista che trascorre gran parte della stagione tra Europa, America, Asia e Australia.
Laila lo spiega senza giri di parole: «È vero che viviamo in Paesi diversi, ma anche se domani mi trasferissi da lui, sarebbe comunque una relazione a distanza, visto che viaggia per i tornei quasi tutto l’anno».
Trasferirsi a Monte Carlo, dunque, non significherebbe necessariamente trascorrere più tempo insieme. La soluzione scelta dalla coppia è un’altra: raggiungersi quando possono, incastrare i rispettivi impegni e proteggere il tempo che riescono a conquistarsi.
Hasanovic lo ha fatto anche durante il periodo nel quale Sinner è rimasto fermo per i problemi al ginocchio, raggiungendolo nel Principato. Nei grandi tornei, invece, è ormai diventata una presenza riconoscibile nel box dell’azzurro.
Dal primo match infinito a Wimbledon, Laila è entrata nel mondo di Sinner
All’inizio della loro storia qualcuno aveva sottolineato soprattutto le differenze: lei modella e influencer abituata alla moda e ai social, lui campione cresciuto intorno a una quotidianità scandita da allenamenti, preparazione fisica e tornei. Hasanovic racconta invece di avere trovato proprio in quel mondo qualcosa che la affascina.
Seguire Sinner significa convivere con partite interminabili, pressione, trasferte e una programmazione nella quale quasi tutto ruota intorno alla prestazione sportiva. Laila, partita praticamente da neofita, ha imparato progressivamente a conoscere questo universo fino a ritrovarsi sui palcoscenici più importanti, Wimbledon compreso.
Ma il cuore della sua prima vera confessione pubblica su Jannik non riguarda il tennis. Riguarda ciò che accade lontano dal campo: due persone che, nonostante una vita anomala e continuamente in movimento, hanno costruito quello che lei definisce «un rapporto assolutamente normale e stabile».
Niente annuncio di convivenza, quindi, e nessuna rivoluzione all’orizzonte. Paradossalmente, per Sinner e Laila Hasanovic la distanza sembra essere diventata parte dell’equilibrio. E trasferirsi sotto lo stesso tetto, con Jannik in viaggio quasi tutto l’anno, cambierebbe soprattutto l’indirizzo sulla porta.
Tennis
Jannik Sinner è il tennista più pagato al mondo: 58 milioni di dollari in un anno, superato Alcaraz anche nella classifica dei guadagni
Jannik Sinner ha guadagnato 58 milioni di dollari negli ultimi dodici mesi: 23 milioni arrivano da tornei e bonus, record assoluto secondo Forbes. Carlos Alcaraz si ferma a 53,7 milioni, ma resta davanti all’italiano sul fronte degli sponsor.
Jannik Sinner supera Carlos Alcaraz anche nella sfida dei milioni. Il numero uno azzurro è diventato il tennista più pagato al mondo con 58 milioni di dollari lordi guadagnati negli ultimi dodici mesi, conquistando per la prima volta la vetta della classifica annuale stilata da Forbes. Lo spagnolo, che aveva dominato la graduatoria economica nelle ultime due stagioni, deve accontentarsi del secondo posto con 53,7 milioni.
A fare la differenza sono soprattutto i risultati ottenuti da Sinner sul campo. Dei 58 milioni complessivi, ben 23 arrivano dai premi dei tornei e dai bonus del circuito, mentre altri 35 milioni sono legati a sponsorizzazioni e contratti commerciali.
Sinner da record: 23 milioni guadagnati sul campo
I 23 milioni di dollari incassati grazie all’attività agonistica rappresentano il dato più impressionante della classifica. Secondo Forbes, nessun tennista aveva mai raggiunto una cifra così alta per i soli guadagni sul campo nei 19 anni di storia del report.
Nel conto entrano i montepremi dei tornei, i bonus e appuntamenti particolarmente remunerativi come il Six Kings Slam. Una macchina economica alimentata direttamente dai risultati sportivi che permette all’azzurro di compensare anche il vantaggio conservato da Alcaraz sul fronte commerciale.
Lo spagnolo resta infatti il più forte dei due quando si guarda esclusivamente agli incassi lontano dal campo. I suoi sponsor e partner globali gli hanno garantito 38 milioni di dollari nell’ultimo anno, contro i 35 milioni di Sinner. Nei premi, però, Alcaraz si ferma a 15,7 milioni: una differenza sufficiente a consegnare all’italiano il primato assoluto.
Sinner supera Alcaraz, ma lo spagnolo resta il re degli sponsor
La rivalità che domina il tennis mondiale si sposta così anche sui conti correnti. Sinner chiude l’anno con 58 milioni contro i 53,7 di Alcaraz, una distanza di 4,3 milioni costruita essenzialmente grazie alle prestazioni agonistiche.
Il dato conferma anche quanto sia diventato economicamente potente il dualismo tra i due campioni. Insieme hanno generato guadagni per oltre 111 milioni di dollari in dodici mesi, tra premi, bonus, esibizioni e sponsorizzazioni.
Alle loro spalle, però, la classifica riserva una sorpresa ancora più clamorosa. Sul terzo gradino del podio compare Serena Williams. A 44 anni la fuoriclasse statunitense raggiunge 40,1 milioni di dollari, praticamente tutti prodotti fuori dal campo: ben 40 milioni derivano infatti dalle sue attività commerciali.
Serena Williams terza, Djokovic scivola al sesto posto
Al quarto posto si piazza Aryna Sabalenka con 36,1 milioni di dollari, seguita da Coco Gauff con 35,5 milioni. Novak Djokovic esce invece dalle prime cinque posizioni e scende al sesto posto con 30,2 milioni.
Seguono Qinwen Zheng, settima con 22,6 milioni, e Iga Swiatek, ottava con 20,5 milioni. Alexander Zverev occupa la nona posizione con 18,7 milioni, mentre Elena Rybakina chiude la top ten a quota 17,4 milioni.
Nel complesso i primi dieci tennisti della graduatoria hanno generato 333 milioni di dollari, con una crescita del 17% rispetto all’anno precedente. E c’è un altro dato destinato a entrare nella storia della classifica: per la prima volta le donne sono la maggioranza, con sei atlete nelle prime dieci posizioni.
In cima a tutti, però, c’è Sinner. Il primato mondiale dell’azzurro passa ormai anche dai numeri economici: 58 milioni di dollari in dodici mesi e un record di guadagni sul campo che certifica quanto i suoi successi abbiano trasformato il campione italiano in uno dei protagonisti assoluti dello sport mondiale.
Tennis
Sinner, mistero sul ginocchio: salta gli Us Open ma si allena a Montecarlo, il video scatena dubbi e teorie sui social
Jannik Sinner annuncia il forfait agli Us Open e nello stesso giorno viene ripreso mentre si allena a Montecarlo. Nessuna contraddizione accertata, ma l’assenza di dettagli sull’infortunio alimenta interrogativi e ricostruzioni sui social.
Jannik Sinner non giocherà gli Us Open e sul suo infortunio al ginocchio destro resta un alone di mistero. Il numero uno del mondo ha spiegato che l’articolazione non è ancora completamente recuperata e che gli servirà altro tempo prima di tornare alle competizioni. Fin qui, tutto chiaro. A far discutere è però ciò che non si sa: non è stata resa pubblica una diagnosi precisa e, proprio nel giorno dell’annuncio del forfait, Sinner è stato ripreso mentre si allenava a Montecarlo.
Le immagini hanno inevitabilmente acceso il dibattito. Il fatto che un atleta possa svolgere un allenamento controllato durante un percorso di recupero non significa naturalmente che sia pronto ad affrontare un torneo dello Slam. Ma la coincidenza temporale, sommata alla scarsità di informazioni sulle condizioni del ginocchio, è bastata a scatenare domande e teorie.
Sinner salta gli Us Open, ma la diagnosi resta riservata
Le certezze, al momento, sono poche. Sinner non sarà agli Us Open e il motivo indicato dal tennista è il mancato completo recupero del ginocchio destro. Il possibile ritorno alle competizioni viene collocato, nel migliore dei casi, verso la fine di settembre.
Non è invece noto pubblicamente quale sia l’esatta natura del problema, quale percorso terapeutico stia seguendo il campione italiano e quali siano i tempi previsti dallo staff medico. Una scelta di riservatezza pienamente legittima, che tuttavia lascia inevitabilmente spazio alle interpretazioni.
Il video dell’allenamento a Montecarlo scatena le domande
A riaccendere l’attenzione è stato il video girato a Montecarlo, nel quale Sinner appare in campo ad allenarsi e successivamente si ferma anche a firmare autografi. Immagini arrivate proprio nella giornata in cui il numero uno del ranking ha comunicato la rinuncia allo Slam di New York.
Da qui le domande rimbalzate soprattutto sui social: se il ginocchio impone uno stop così lungo, perché continuare ad allenarsi? Il problema è più serio di quanto sia stato raccontato? Oppure l’attività svolta a Montecarlo rientra semplicemente nel programma di recupero predisposto dallo staff?
Al momento non esistono elementi pubblici che consentano di andare oltre quest’ultima possibilità. Allenarsi non equivale infatti necessariamente a essere nelle condizioni fisiche per sostenere partite al meglio dei cinque set e un torneo lungo due settimane.
Il silenzio dello staff alimenta le teorie sul caso Sinner
È soprattutto la mancanza di dettagli a trasformare l’infortunio di Sinner in un piccolo giallo sportivo. La riservatezza sulle condizioni mediche resta un diritto dell’atleta, ma quando si parla del numero uno del mondo ogni immagine e ogni scelta finiscono inevitabilmente sotto la lente d’ingrandimento.
Il risultato è un vuoto informativo rapidamente riempito da ipotesi, sospetti e ricostruzioni spesso prive di riscontri. Fino a quando Sinner e il suo staff non decideranno di fornire maggiori dettagli, oppure il campione non tornerà regolarmente in campo, resteranno soltanto due fatti verificabili: il ginocchio destro non gli consente ancora di competere ai massimi livelli e gli Us Open si giocheranno senza il numero uno del mondo.
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