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Belén lancia una frecciatina velenosa a Stefano De Martino: “Con le suocere tutto bene, con i mariti un po’ meno…”

Il riferimento è chiaro: l’“obbligo” è quello della fedeltà. La showgirl argentina torna a evocare i tradimenti che avevano fatto naufragare il suo matrimonio, mentre Stefano De Martino, tempo fa, ammetteva che “la fedeltà è un ideale difficile da seguire”.

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    Quando si parla di cuore, Belén Rodríguez non è mai banale. E anche questa volta, ospite di Valentina Persia nel suo nuovo programma Sinceramente Persia – One Milf Show sul Nove, la showgirl argentina ha regalato una delle sue frecciate più sottili (e riconoscibili).

    Con il suo solito sorriso ironico, Belén ha raccontato: «Con tutte le suocere sono andata d’accordo. Se con i mariti un po’ meno? In realtà di marito ne ho avuto solo uno. Diciamo che non ha rispettato uno dei tanti obblighi». Un’allusione che non lascia spazio ai dubbi: quel “marito” è Stefano De Martino, l’uomo con cui ha condiviso un amore lungo, tormentato e più volte interrotto.

    Belén non lo nomina, ma il bersaglio è evidente. L’“obbligo” in questione è quello della fedeltà, che lei stessa ha più volte dichiarato essere stato tradito. Negli anni, la conduttrice non ha mai nascosto la delusione per i comportamenti dell’ex ballerino, pur cercando di mantenere toni eleganti. Stavolta, però, la battuta arriva dritta come un dardo, in pieno stile Belén.

    Del resto, era stato lo stesso De Martino, in un’intervista di qualche tempo fa, ad ammettere con una sincerità disarmante: «Se ritengo che i tradimenti siano incidenti scollegati dall’amore? Devo dire che non è bello ammetterlo, ma sì. La fedeltà è un ideale molto difficile da seguire. Poche persone che conosco sono fedeli davvero. La differenza è farsi scoprire o no».

    Un pensiero che all’epoca fece discutere e che oggi, alla luce della nuova stoccata di Belén, suona quasi come una confessione preventiva.

    La showgirl, nel frattempo, sembra aver ritrovato la serenità lontano dal suo ex e dalle polemiche, ma ogni sua parola continua a pesare come un titolo di copertina. Perché, che lo voglia o no, la storia tra Belén e Stefano è una delle telenovele più seguite dello spettacolo italiano.

    E come in ogni saga, anche quando cala il sipario, restano sempre le battute finali — quelle che fanno ancora rumore.

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      Modà, lo stadio diventa arena: Kekko Silvestre ammette il flop e trasforma la figuraccia in una lezione pubblica

      Kekko Silvestre ci mette la faccia e racconta senza giri di parole lo spostamento della data torinese: “Ho peccato di presunzione”. Il concerto resta il 30 giugno, ma non sarà più nello stadio.

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        I Modà non vanno più di moda? La battuta è cattiva, forse persino troppo facile, ma la notizia è di quelle che nel mondo della musica fanno rumore quasi quanto un assolo sparato a volume pieno. Il concerto dei Modà previsto martedì 30 giugno a Torino non si terrà più all’Allianz Stadium, casa da grandi numeri e grandi ambizioni, ma all’Inalpi Arena, struttura più raccolta e decisamente più adatta alla situazione. A spiegare tutto è stato Kekko Silvestre, con un video in cui ha scelto la strada più rara nello showbiz: dire la verità.

        Kekko Silvestre sceglie la confessione pubblica

        All’inizio sembrava la solita formula da comunicato: “problemi tecnico logistici”. Poi Kekko si è fermato e ha fatto quello che molti artisti evitano come la peste: ha tolto il velo. “Non è vero, siccome non abbiamo venduto abbastanza biglietti, la data all’interno di una struttura così grande è meglio evitarla”, ha ammesso davanti ai fan. Una frase secca, senza zucchero a velo, che racconta più di mille comunicati stampa. Lo stadio, evidentemente, era troppo grande per la domanda reale. E così il concerto resta, ma cambia scenario.

        Dallo stadio all’arena, la data resta la stessa

        La buona notizia, almeno per i fan che avevano già organizzato viaggio e soggiorno, è che il concerto non viene annullato. Si farà sempre il 30 giugno, sempre a Torino, ma all’Inalpi Arena. Kekko ha sottolineato che la struttura è “bellissima”, cercando di trasformare lo scivolone in una ripartenza. Certo, il colpo d’occhio di uno stadio è un’altra cosa. Lo sa anche lui, e infatti non ha provato a raccontare favole. Dopo il “bagno di folla” dell’anno scorso a San Siro, il cantante pensava che il miracolo potesse ripetersi. Invece no. “Ho peccato di presunzione”, ha detto.

        La scusa ai fan e il peso dei soldi già spesi

        La parte più umana del messaggio arriva quando Silvestre parla di chi aveva già comprato voli, prenotato alberghi, organizzato tutto per esserci. “I soldi sono soldi”, ha ricordato, con una semplicità quasi disarmante. Perché dietro ogni biglietto non c’è solo un posto numerato, ma spesso una famiglia, un viaggio, una piccola fatica economica. Kekko ha chiesto scusa e ha promesso che la band proverà a farsi perdonare sul palco. Resta la figuraccia, inutile girarci intorno. Ma resta anche un gesto non scontato: metterci la faccia quando i numeri non sorridono più.

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          L’apocalisse dei Q-uboldi: se Instagram stacca la spina ai “fantasmi”

          Notte di pulizie di primavera per Meta: milioni di account bot finiscono nel cestino, facendo tremare i reali del web.

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          L’apocalisse dei Q-uboldi: se Instagram stacca la spina ai "fantasmi"

            Se la mattina del 9 maggio avete sentito un urlo sordo provenire dai quartieri alti di Milano, non era un calo della Borsa, ma qualcosa di molto più tragico per l’ego digitale: il suono di milioni di follower che svanivano nel nulla. Mark Zuckerberg ha deciso di fare il “Cenerentolo”, passando la scopa digitale su Instagram per eliminare bot, profili spam e account in letargo. Il risultato? Un massacro di pixel che ha lasciato i grandi influencer con le cifre vistosamente sgonfiate.

            Chiara Ferragni e il “metodo Firenze”

            Per la regina (un po’ ammaccata) di Instagram, il risveglio è stato degno di un film horror. Chiara Ferragni ha visto sparire 387mila follower in un solo colpo. Per intenderci, è come se l’intera popolazione di Firenze avesse deciso di smettere di seguirla nello stesso istante. Un colpo che pesa per l’1,39% della sua fanbase, proprio mentre l’imprenditrice tenta di ricostruire la propria immagine post-Pandoro. Ma in questa Waterloo digitale, Chiara non è sola.

            La classifica dei “meno virtuosi”: vince (si fa per dire) Di Vaio

            Se la Ferragni piange, Mariano Di Vaio non ride affatto. L’influencer si aggiudica la maglia nera dell’epurazione: con 150mila follower volatilizzati, ha perso il 2,14% del suo totale, la percentuale più alta del gruppo. Non è andata meglio a Gianluca Vacchi, che ha visto il suo “esercito” ridursi di 284mila unità (1,26%), o a Wanda Nara, che ha salutato 187mila fan fantasma. Persino la sorella d’arte Valentina Ferragni ha lasciato sul campo l’1% esatto della sua utenza.

            “A volte i numeri non sono tutto, ma quando spariscono così in fretta, il dubbio che qualcuno avesse ‘gonfiato’ il palloncino viene a tutti.”

            Le “Giulie” restano in sella: la rivincita della realtà

            In questo scenario apocalittico, spiccano le storie di chi, invece, i follower li ha conquistati uno a uno, col sudore della fronte (o almeno con post molto reali). Giulia De Lellis e Giulia Salemi escono dalla bonifica quasi indenni.

            • De Lellis: Solo 5.700 persi (lo 0,10%).
            • Salemi: Appena 5.000 in meno (lo 0,09%). Per loro si è trattato di una semplice “spolverata”, segno di una fanbase solida e fatta di persone in carne, ossa e smartphone.

            Chi riempie gli stadi e chi solo il salotto

            Nella lista dei “buoni” troviamo anche la “Divina” Federica Pellegrini (solo lo 0,23% di calo) e Michelle Hunziker (0,21%), a dimostrazione che lo sport e il sorriso autentico non hanno bisogno di algoritmi russi per brillare. Anche Stefano De Martino, prossimo padrone di casa ad Affari Tuoi, ha perso solo lo 0,38%: per lui, il “pacco” di Instagram non conteneva brutte sorprese.

            Il verdetto? Se la metafora musicale dell’anno è riempire i palazzetti, dopo questa pulizia molti influencer hanno scoperto che, tolto il trucco dei bot, la platea è decisamente più spaziosa. Resta da capire se chi è rimasto sia lì per guardare lo spettacolo o solo per commentare le macerie.

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              Ryan Gosling choc su Barbie: “C’era una stanza della depilazione, sembrava una camera di tortura”

              Ryan Gosling svela un retroscena esilarante e doloroso dal set di Barbie: una sala dedicata alla depilazione degli attori che interpretavano i Ken. “Non ci sono mai entrato, sembrava una tortura medievale”, racconta la star di Hollywood.

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                Dietro il mondo rosa shocking di Barbie si nascondeva una vera e propria “camera di tortura”. A raccontarlo è stato Ryan Gosling, che ha svelato uno dei retroscena più assurdi del backstage del film diretto da Greta Gerwig.

                L’attore, diventato iconico grazie alla sua versione di Ken, ha confessato che sul set esisteva addirittura una stanza dedicata alla depilazione del cast maschile. Un luogo che, a sentir lui, sembrava uscito da un film horror più che da una commedia pop piena di glitter.

                “Si sentivano urla lungo il corridoio”

                Ryan Gosling ha raccontato il tutto con il suo solito tono ironico ma anche con un certo trauma ancora evidente. “C’era una sala di depilazione in Barbie in cui non sono mai entrato”, ha spiegato l’attore.

                Poi il racconto diventa quasi cinematografico. “Mio Dio, si potevano sentire le urla lungo il corridoio. Era come una camera di tortura. Erano proprio ululati”.

                Una scena surreale che l’attore descrive come uno dei ricordi più assurdi vissuti durante la lavorazione del film campione d’incassi.

                Ryan Gosling scappa dalla stanza di Ken

                La parte più divertente arriva quando Gosling ammette di avere evitato accuratamente quella stanza per tutta la durata delle riprese. “Io prendevo un’altra strada”, racconta. “Semplicemente non sono mai entrato nella sala di depilazione”.

                E il nome stesso della stanza sembra averlo segnato psicologicamente: “Che nome! E i suoni che uscivano da lì non li dimenticherò mai”.

                Una confessione che ha immediatamente fatto impazzire i social, dove i fan di Barbie hanno iniziato a immaginare il backstage del film come una sorta di centro estetico apocalittico popolato da Ken terrorizzati dalla ceretta.

                Il lato folle del fenomeno Barbie

                Dietro il successo gigantesco di Barbie, che ha trasformato Ryan Gosling in una vera icona pop grazie al personaggio di Ken, continuano dunque a emergere dettagli sempre più assurdi e divertenti.

                Il film di Greta Gerwig non è stato soltanto uno dei maggiori fenomeni cinematografici degli ultimi anni, ma anche un set pieno di trasformazioni estetiche estreme, look perfetti e attenzione maniacale ai dettagli visivi.

                E a quanto pare, per ottenere quei corpi impeccabili da bambola Mattel, qualcuno ha dovuto soffrire parecchio.

                Ryan Gosling, almeno, sembra essere riuscito a salvarsi. O forse semplicemente è stato abbastanza furbo da sentire quelle urla e cambiare corridoio in tempo.

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