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Benessere

Una banana al giorno può aiutare cuore e pressione

Gli esperti della British Heart Foundation spiegano perché questo frutto è uno spuntino ideale

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    Mangiare meglio per vivere meglio. A volte basta un piccolo cambiamento per fare la differenza: sostituire uno snack dolce con una banana può aiutare a proteggere il cuore e abbassare il rischio di infarto e ipertensione. A sostenerlo è la British Heart Foundation, citata dal Mirror, che ha ricordato i benefici di questo frutto comune, economico e facilmente reperibile.

    Colesterolo e pressione: due nemici silenziosi

    Il colesterolo in eccesso tende ad accumularsi nelle arterie, formando placche che rallentano la circolazione e costringono il cuore a lavorare di più. Questo aumenta la probabilità di infarto e ictus. Anche la pressione alta rappresenta un rischio: come ricorda il Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS), valori troppo elevati mettono sotto sforzo cuore, cervello, reni e occhi, aprendo la strada a malattie cardiache e altre complicazioni gravi.

    Il peso in eccesso non è solo un problema estetico

    Sovrappeso e obesità favoriscono malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, alcuni tumori, problemi respiratori e disturbi psicologici. Ridurre il peso corporeo anche solo del 5-10% migliora significativamente salute e qualità della vita.

    Alimentazione: il ruolo decisivo

    L’esercizio fisico, la riduzione dell’alcol e lo stop al fumo sono abitudini fondamentali, ma la dieta resta la vera chiave di volta. Gli esperti suggeriscono di fare attenzione agli spuntini: a metà mattina, invece di biscotti e merendine che alzano rapidamente la glicemia senza saziare a lungo, meglio una banana.

    Perché proprio la banana?

    Questo frutto fornisce energia a rilascio graduale, perfetta per affrontare la giornata o per uno spuntino pre-allenamento. È ricco di potassio, un minerale che aiuta a regolare la pressione arteriosa. Alcuni studi dimostrano che aumentare l’apporto di potassio è più efficace del semplice ridurre il sale per abbassare i valori pressori.

    Bastano due banane medie al giorno per introdurre circa un grammo in più di potassio, quantità sufficiente a migliorare la salute del cuore. Inoltre, le fibre contenute nelle banane riducono l’assorbimento del colesterolo, rafforzando l’effetto protettivo.

    Un concentrato di nutrienti

    Oltre al potassio, le banane contengono:

    • Vitamina B6, utile per il metabolismo;
    • Vitamina C, che sostiene le difese immunitarie;
    • Manganese, importante per ossa e tessuti;
    • Fibre, che favoriscono la digestione.

    Non solo: grazie al triptofano, che il corpo trasforma in serotonina, questo frutto può contribuire anche a migliorare l’umore.

    Attenzione alle quantità

    Le banane restano un alimento salutare, ma devono essere integrate in una dieta equilibrata. Chi soffre di diabete deve monitorare i carboidrati, mentre chi segue diete a basso contenuto di zuccheri dovrebbe consumarle con moderazione. In ogni caso, rappresentano una scelta molto più sana di snack industriali e dolci confezionati.

    Semplici, economiche e ricche di benefici: le banane si confermano un alleato prezioso per la salute. Scegliere questo frutto al posto di uno spuntino ricco di zuccheri e grassi può diventare un gesto quotidiano capace di proteggere il cuore e migliorare il benessere generale.

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      Beauty

      Doppia idratazione, il segreto giapponese per una pelle luminosa

      Dal Giappone arriva una tecnica skincare che completa la doppia detersione: due passaggi per nutrire e proteggere la pelle.

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      Doppia idratazione

        In Giappone la cura della pelle è considerata una vera e propria forma di rispetto verso sé stessi. Non si tratta solo di estetica, ma di un rituale quotidiano che aiuta a ritrovare equilibrio tra corpo e mente. Dopo la doppia detersione, che pulisce il viso in profondità, arriva un altro step diventato virale anche in Europa: la doppia idratazione.

        Questa tecnica nasce per garantire alla pelle il giusto livello di acqua, elemento fondamentale per mantenerla sana, elastica e luminosa. Non a caso è molto consigliata nei mesi freddi, quando la pelle tende a seccarsi, o per chi soffre di pelle particolarmente arida.

        Che cos’è la doppia idratazione

        Il principio è semplice: idratare la pelle in due momenti diversi. Prima con prodotti a base acquosa, poi con prodotti oleosi o più ricchi. Questo permette di nutrire i tessuti in profondità e allo stesso tempo sigillare l’idratazione, creando una barriera protettiva contro vento, smog e agenti esterni.

        Il risultato? Una pelle più morbida, elastica e luminosa. In Giappone questa pratica è vista come una vera coccola, un gesto di cura quotidiana che aiuta anche a rilassarsi.

        Come funziona la doppia idratazione

        Il metodo prevede due passaggi:

        1. Lo step acquoso – Si applicano prodotti leggeri, come un tonico o un’essenza. Questi hanno una texture impalpabile e vengono assorbiti subito dalla pelle. Il tonico è più adatto alle pelli miste o grasse, mentre l’essenza è perfetta per quelle normali, secche o sensibili. L’obiettivo è preparare la pelle e fornirle la prima dose di idratazione.
        2. Lo step oleoso o ricco – Dopo l’acqua arriva il momento di crema, siero o olio. Questi prodotti hanno una consistenza più corposa e servono a trattenere l’acqua negli strati della pelle, proteggendo la barriera cutanea. A seconda delle esigenze, si possono scegliere ingredienti specifici:
          • Acido ialuronico e vitamina C per idratare e illuminare.
          • Jojoba e glicerina per pelli secche.
          • Acido salicilico per pelli grasse o a tendenza impura.

        Perché provarla

        La doppia idratazione non solo migliora l’aspetto della pelle, rendendola più luminosa e compatta, ma la aiuta anche a resistere meglio agli sbalzi di temperatura e all’inquinamento. Applicata ogni giorno, rafforza la barriera cutanea e dona quell’effetto glow tanto amato nelle skincare asiatiche.

        Naturalmente, la routine non si conclude qui: come insegnano i giapponesi, l’ultimo passo immancabile è sempre la protezione solare, da applicare anche in inverno, per prevenire macchie e invecchiamento precoce.

        Una coccola che arriva da lontano

        Più che una moda, la doppia idratazione rappresenta un approccio alla cura di sé che unisce bellezza e benessere. È un invito a dedicarsi qualche minuto ogni giorno, con piccoli gesti capaci di migliorare non solo l’aspetto esteriore, ma anche l’umore.

        Dal Giappone al resto del mondo, questa pratica è ormai entrata nelle abitudini di chi vuole una pelle sana e radiosa. E forse, in un mondo sempre più veloce, fermarsi per una coccola così non è solo skincare: è un atto d’amore verso sé stessi.

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          Benessere

          Quella voglia improvvisa di dolce: da dove nasce e quando diventa un segnale da non ignorare

          Desiderare zuccheri ogni tanto è normale, ma quando il bisogno diventa frequente o incontrollabile potrebbe essere la spia di uno squilibrio metabolico, emotivo o ormonale.

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          voglia improvvisa di dolce

            Perché arriva quella voglia improvvisa di dolce

            A chi non è mai capitato di cercare un biscotto nel cassetto dell’ufficio o una fetta di torta dopo cena? La voglia di dolce è un fenomeno molto più complesso di quanto sembri e coinvolge cervello, metabolismo e stato emotivo.
            Gli esperti parlano di craving, un desiderio impulsivo e difficile da controllare, spesso legato alle risposte del nostro cervello alle oscillazioni della glicemia o alle emozioni.

            Lo zucchero, infatti, provoca un rapido aumento di dopamina, il neurotrasmettitore del piacere. È lo stesso meccanismo che rende gratificanti molte esperienze: mangiare dolci, anche solo per pochi secondi, genera una sensazione di conforto e appagamento.

            Ma questa “ricompensa” può trasformarsi in un circolo vizioso.

            Le cause più comuni: tra biologia e abitudini

            La voglia di dolce può avere origini molto diverse. Ecco le principali, scientificamente riconosciute.

            Cal cali di glicemia

            Una delle cause più frequenti. Quando il livello di zuccheri nel sangue diminuisce — dopo molte ore senza mangiare o pasti troppo poveri di carboidrati — il corpo segnala al cervello la necessità di energia immediata. I dolci, essendo rapidamente assimilabili, diventano il “richiamo” più forte.

            Stress e ansia

            Secondo diversi studi, lo stress cronico aumenta la produzione di cortisolo, che a sua volta stimola il desiderio di cibi ricchi di zuccheri e grassi. Lo zucchero agisce come “calmante” temporaneo, abbassando la tensione emotiva.

            Poco sonno

            Dormire poco altera i livelli degli ormoni leptina (che induce sazietà) e grelina (che stimola l’appetito). Il risultato? Più fame e soprattutto più voglia di zuccheri.

            Carenza di nutrienti

            Una dieta povera di proteine, fibre o carboidrati complessi può favorire oscillazioni della glicemia che scatenano la voglia di dolce.

            Ciclo mestruale e squilibri ormonali

            Molte donne sperimentano una maggiore attrazione per i dolci nella fase premestruale. Le variazioni di estrogeni e progesterone influenzano la serotonina, regolatrice dell’umore.

            Abitudini radicate

            Il dolce dopo i pasti, lo snack zuccherato durante la pausa, il cioccolatino serale: a volte, la voglia nasce semplicemente da routine consolidate.

            Quando la voglia di dolce diventa un campanello d’allarme

            Avere desiderio di zuccheri è normale. Ma se la sensazione è continuativa, incontrollabile o accompagnata da altri segnali, potrebbe indicare un problema da non sottovalutare.

            Gli esperti invitano a prestare attenzione in questi casi:

            • voglia costante di dolci anche dopo pasti completi
            • stanchezza persistente, soprattutto nel pomeriggio
            • forti oscillazioni di energia
            • fame poco dopo aver mangiato
            • aumento di peso non spiegato

            In particolare, la craving frequente può essere collegata a:

            Insulino-resistenza

            Quando le cellule rispondono meno all’insulina, la glicemia tende ad oscillare e il corpo richiede zuccheri per compensare. È una condizione molto diffusa che può precedere il diabete di tipo 2.

            Ipoglicemia reattiva

            Si verifica quando, dopo aver mangiato cibi molto zuccherati, la glicemia scende rapidamente provocando fame e bisogno di dolci.

            Disturbi dell’alimentazione emotiva

            Mangiare per gestire emozioni difficili — stress, noia, ansia — può sfociare in un rapporto problematico con il cibo.

            Come controllare le voglie senza demonizzare il dolce

            Non serve eliminare completamente gli zuccheri, ma imparare a gestirli.

            Ecco alcune strategie raccomandate da nutrizionisti e ricercatori:

            1. Fare pasti bilanciati: proteine + fibre + grassi buoni rallentano l’assorbimento degli zuccheri.
            2. Evitare lunghi digiuni: mangiare ogni 3–4 ore previene i cali della glicemia.
            3. Dormire almeno 7 ore: migliora la regolazione appetito-sazietà.
            4. Gestire lo stress con attività come camminate, sport, meditazione.
            5. Scegliere dolci di qualità, consumati con consapevolezza e non come risposta automatica a un’emozione.
            6. Aumentare l’introito di carboidrati complessi, come cereali integrali e legumi.

            Il messaggio finale: ascoltare, non reprimere

            La voglia di dolce non è solo un “capriccio” del palato. È un linguaggio del corpo e della mente.
            Capire da dove nasce aiuta a prendersi cura di sé in modo più completo, evitando che una semplice tentazione diventi un segnale ignorato troppo a lungo.

            Con piccoli cambiamenti e un po’ di consapevolezza, è possibile ritrovare equilibrio… senza rinunciare del tutto al piacere di un buon dessert.

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