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Musica

In nome del padre… con Cristiano De Andrè

Figlio d’arte, Cristiano De Andrè ha consacrato la sua carriera musicale al ricordo del padre, facendosi portavoce di un’opera di divulgazione del songbook paterno, che vanta 4 album e numerosi tour.

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    Cristiano De Andrè rappresenta l’unico vero erede del patrimonio musicale deandreiano. A pieno titolo da anni sta raccontando in musica il padre, attingendo dall’immenso repertorio di Fabrizio.

    Le canzoni di Fabrizio De André sono sempre attuali e con il tour De André #DeAndré – Best Of Live Tour, che sta girando in tutta Italia, il figlio riesce a farle rivivere, con nuovi arrangiamenti ed estremo rispetto, catturando anche le nuove generazioni che del padre conoscono poco o nulla.

    Vocalmente ricorda molto il padre

    Dotato di un timbro vocale sempre più simile a quello del padre, porta sul palco il meglio del repertorio che finora ha affrontato negli album De André canta De André, accompagnando lo spettatore in un percorso che affronta la grande opera di Fabrizio, da La canzone dell’amore perduto a ‘Â çímma, da Il pescatore a Ho vista Nina volare.

    Arrangiamenti moderni per classici senza tempo

    I concerti sono energici e vibranti, gli spettatori si alzano in piedi, cantano e ballano trascinati da un ritmo senza tempo e dall’incisività di quei brani. Cristiano è accompagnato sul palco da musicisti di assoluto valore, gli inseparabili Osvaldo di Dio alle chitarre e Davide Pezzin al basso. Alle tastiere Luciano Luisi, che arrangiò i primi due volumi, e alla batteria arriva Ivano Zanotti. Cristiano stesso, non solo cantautore ma abile polistrumentista, si alterna tra chitarra acustica e classica, il bouzouky, il pianoforte e il violino.

    Le prossime date del tour, da Sud a Nord

    Il tour De André #DeAndré – Best Of Live Tour è un omaggio al padre Fabrizio, a 25 anni dalla sua scomparsa, e alle sue canzoni impresse nella memoria collettiva e ancora estremamente attuali. Queste le prossime date:

    8 agosto al Teatro di Verdura di Palermo

    11 agosto al Palazzo delle Fiere – Quadrato Compagna di Corigliano Rossano (CS)

    12 agosto al Parco Archeologico Scolacium di Borgia (CZ) per Armonie D’arte Festival

    17 agosto all’Arena Dei Pini di Baia Domizia (CE)

    19 agosto al Castello Pasquini di Castiglioncello (LI)

    20 agosto a Villa Bertelli di Forte dei Marmi (LU)

    6 settembre all’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro (UD)

    7 settembre in Piazza della Loggia a Brescia

    9 settembre in Piazza Martiri a Teramo all’interno di Teramo Natura Indomita

    I biglietti per il tour sono disponibili in prevendita su TicketOne e Ticketmaster. Info e biglietti qui: https://bit.ly/deandrélivetour Il tour è prodotto e organizzato da Trident Music.

    Il progetto personale di Cristiano, che caratterizza da diversi anni la sua attività musicale, si arricchisce così di un nuovo tassello, un tour BEST OF, dopo vari tour sold out dedicati ognuno a una parte del repertorio di Fabrizio e dopo il successo dei quattro album De André canta De André – Vol. 1 (2009), De André canta De André – Vol. 2 (2010) e De André canta De André – Vol. 3 (2017) e De André canta De André – Storia di un impiegato (2023).

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      Musica

      Mengoni incendia Milano con Mace: palco all stars, Salmo e Colapesce, e De Martino in tribuna da “ct” di Sanremo

      Al live di Mace a Milano salgono sul palco Mengoni, Frah Quintale e Gemitaiz, poi Salmo e Colapesce. Energia altissima e occhi puntati su Stefano De Martino, spettatore speciale.

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        Non è stato un concerto, è stato un rito collettivo. A Milano, il live di Mace si trasforma in un concentrato di energia pura, un flusso continuo che travolge palco e platea. E quando entra Marco Mengoni, l’atmosfera cambia marcia: voce, presenza, carisma. Il pubblico risponde come a una chiamata, senza esitazioni.

        Un palco che diventa una squadra
        Accanto a Mengoni arrivano Frah Quintale e Gemitaiz. Non è una semplice parata di ospiti: è una squadra che si muove compatta, incastra stili e ritmi, costruisce un racconto comune. Il risultato è un set che non concede pause, dove ogni ingresso alza l’asticella e ogni pezzo diventa un pretesto per spingere ancora più in alto l’energia.

        Salmo e Colapesce, il colpo di scena
        Quando sembra già tutto al massimo, arrivano Salmo e Colapesce. Due mondi diversi che si incontrano nello stesso spazio e nello stesso tempo, aggiungendo ulteriori strati a un live già densissimo. Milano diventa una cassa di risonanza, un punto di convergenza dove le differenze non si scontrano ma si sommano.

        De Martino in platea, sguardo da selezionatore
        In mezzo al pubblico c’è anche Stefano De Martino. Non canta, non sale sul palco, ma osserva. E il suo sguardo sembra quello di un ct che studia la formazione perfetta, come se stesse già immaginando una possibile squadra per Sanremo. Un dettaglio che non passa inosservato e che aggiunge un ulteriore livello di lettura a una serata già carica di suggestioni.

        Tra musica e visione, qualcosa resta
        Quando le luci si abbassano, resta la sensazione di aver assistito a qualcosa che va oltre la scaletta. Un live costruito per unire, mescolare, sorprendere. E forse è proprio questo il punto: non un concerto da ricordare, ma un momento da raccontare.

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          Musica

          Shakira travolta da una folla oceanica a Copacabana: “Siete qui per me?” e il Brasile impazzisce

          A Copacabana è già delirio per Shakira: attesi oltre 2 milioni di spettatori per l’evento “Todo Mundo no Río”.

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            A Copacabana non servono countdown: quando arriva Shakira, il tempo si ferma da solo. La popstar colombiana è stata accolta da una marea umana già il giorno prima del suo attesissimo concerto gratuito a Rio de Janeiro, parte dell’evento “Todo Mundo no Río”. Migliaia di persone assiepate sulla spiaggia, telefoni alzati e occhi puntati su di lei. La sua reazione? Sincera, quasi incredula: «Siete qui per me?». Una domanda che suona retorica solo a chi non ha visto cosa stava succedendo.

            Una folla da record che anticipa lo show
            Non era ancora il momento di salire sul palco, ma per i fan non faceva alcuna differenza. Copacabana si è trasformata in un gigantesco abbraccio collettivo, con una presenza già imponente a ventiquattr’ore dallo spettacolo. E le previsioni fanno girare la testa: oltre 2 milioni di persone attese per l’evento. Numeri da capogiro che confermano, se mai ce ne fosse bisogno, il legame fortissimo tra Shakira e il pubblico brasiliano.

            Tra sorpresa e carisma, Shakira domina la scena
            La scena è di quelle che restano: lei che osserva la folla, sorpresa ma perfettamente a suo agio, mentre il pubblico risponde con un entusiasmo quasi viscerale. Non è solo un concerto, è un rituale collettivo. Shakira lo sa e lo gestisce con quella miscela di spontaneità e controllo che l’ha resa una delle performer più amate al mondo. Anche un semplice saluto diventa evento.

            Copacabana pronta all’assalto, il Brasile già canta
            Con l’evento “Todo Mundo no Río” pronto a entrare nel vivo, la sensazione è che Copacabana sia solo all’inizio. Il vero spettacolo deve ancora cominciare, ma l’energia è già alle stelle. Tra cori, attese infinite e un pubblico che non sembra conoscere stanchezza, il Brasile si prepara a una notte destinata a entrare negli annali.

            E mentre Shakira si gode l’onda d’affetto, la domanda resta sospesa nell’aria. “Siete qui per me?”. Basta guardare la spiaggia per avere la risposta.

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              Musica

              Delia Buglisi non si ferma e rilancia su Bella ciao: “Partigiano? Io scelgo essere umano” e la polemica esplode

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                Doveva essere uno dei momenti più simbolici del concerto del Primo maggio e invece si è trasformato in un caso destinato a durare. Sul palco di piazza San Giovanni, a Roma, Delia Buglisi ha cantato Bella ciao cambiando una parola chiave: non più “partigiano”, ma “essere umano”. Una modifica che la cantautrice catanese, lanciata da X Factor, ha rivendicato come scelta artistica per “allargare il campo”. Il risultato? Una valanga di reazioni, con i social divisi e il dibattito subito acceso.

                La scelta di Delia e la tempesta social
                La performance è bastata a scatenare una discussione feroce. Da una parte chi difende la libertà artistica e il diritto di reinterpretare un brano simbolo, dall’altra chi considera quella modifica una forzatura inaccettabile. Bella ciao, del resto, non è una canzone qualsiasi. È un simbolo storico, identitario, legato alla Resistenza e alla Liberazione. Toccarne le parole significa inevitabilmente entrare in un terreno delicato, dove ogni sfumatura pesa.

                L’Anpi attacca: “Così si stravolge il senso”
                A prendere posizione in modo netto è stato Ottavio Terranova, presidente regionale Anpi: «Delia lo avrà anche fatto in buona fede, ma è un abuso. “Bella ciao” non va toccata: è una canzone con un testo e un autore, cantata in tutto il mondo e deve rimanere così com’è. Togliere la parola “partigiano” significa stravolgerne il senso e questo non è accettabile». Sulla stessa linea anche Giusy Vacca, segretaria Anpi Palermo: «Non giustifico Delia: la parola “partigiano” non è divisiva, non nominarla del tutto per non disturbare qualcuno è grave. Delia avrebbe potuto cantare “Bella ciao” inserendo la parola “partigiano”, con la strofa giusta, e poi, se voleva universalizzare come dice lei, avrebbe potuto aggiungere la sua nuova versione».

                La replica della cantante: “Volevo allargare, non evitare”
                Delia Buglisi, però, non arretra e difende la sua scelta con fermezza: «Non ho voluto evitare una posizione, ho voluto allargarla. I partigiani sono esseri umani. In questo momento, guardando ciò che accade nel mondo, in Iran, in Palestina, dove cadono bombe ovunque, la gente non è libera di vivere». Una spiegazione che sposta il discorso su un piano più universale, ma che non basta a spegnere le polemiche.

                Tra libertà artistica e rispetto della memoria, la vicenda continua a dividere. E mentre la rete resta spaccata, quella parola sostituita continua a pesare più di tutte le altre.

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