Cronaca
Marcello Albergoni di LinkedIn racconta il mondo del lavoro
Chi cerca un lavoro deve dire chi è, parlare di sé, farsi conoscere. Deve mettere in evidenza le sue competenze, le tante cose che sa fare e che conosce, anche perché sono in rapida evoluzione e le aziende cercano proprio quelle, non il job title.

Secondo Marcello Albergoni, il country manager di LinkedIn, la piattaforma internazionale dove chi cerca trova e offre lavoro, con 19 milioni di iscritti in Italia (e un miliardo nel mondo), propone un quadro interessante sul mercato del lavoro e sulle tendenze attuali. Sembrerebbe che il concetto tradizionale di offerta e domanda di lavoro stia subendo un ribaltamento significativo. Con piccole variazioni il fenomeno interessa sia l’Italia che il resto del mondo. Ora sono le aziende che devono rendere se stesse attraenti per i potenziali dipendenti, piuttosto che il contrario. Questo cambio di prospettiva richiede alle aziende di mettersi in mostra in modi nuovi e innovativi per attrarre i migliori talenti.
Sei lavoratori su dieci sono a caccia di un nuovo impiego
Albergoni sottolinea l’importanza per i lavoratori di mettere in luce le proprie competenze e di raccontarsi in modo autentico e completo, oltre a concentrarsi sulle passioni e gli interessi personali. Questo approccio è cruciale per distinguersi in un mercato del lavoro sempre più competitivo. Secondo Albergoni chi cerca un lavoro deve dire chi è, parlare di sé, farsi conoscere. Deve mettere in evidenza le sue competenze, le tante cose che sa fare e che conosce, anche perché sono in rapida evoluzione e le aziende cercano proprio quelle, non il job title.
C’è posto anche per te
Per avere successo nella ricerca di un lavoro, soprattutto dopo una certa età, o magari se si è stati espulsi proprio a pochi anni dalla pensione, “bisogna avere un profilo che davvero parli di sé, che riveli le tante competenze che si ha acquisito negli anni.” Non soltanto quelle legate al lavoro, ma anche passioni, volontariato, hobby. Insomma tutto ciò dica chi si è veramente al di là del saper leggere e riempire un foglio Excel. “Inoltre bisogna seguire le aziende che interessano, che ispirano in candidato, possibilmente partecipare alle discussioni, alle riflessioni quotidiane, farsi sentire“. Ovviamente, prosegue il manager, “questo vale per il versante digitale. E’ necessario inoltre saper cogliere le occasioni di relazioni fisiche, il classico networking. Ma queste cose non riguardano qualsiasi età“.
Ecco le 10 nuove professioni più ricercate dalle aziende
Le tendenze del mercato del lavoro indicano una crescente domanda per professionisti in settori come lo sviluppo commerciale, l’intelligenza artificiale, la sicurezza informatica e la sostenibilità, mentre l’intelligenza artificiale sta rapidamente trasformando il panorama occupazionale. Servono cloud engineer, data engineer, responsabile acquisti, cyber security engineer, consulente cloud e fiscalista. Ciò richiede un’impegno costante nel riqualificarsi e nell’adattarsi ai cambiamenti del mercato. Il 74% degli intervistati da LinkedIn considera necessario il re-skilling, e la percentuale sale all’80% tra i millenial. Secondo Albergoni l’intelligenza artificiale avrà un impatto enorme sull’attuale panorama.
E poi ci sono le persone che lasciano il lavoro
Anche se Albergoni non vede in Italia una tendenza così marcata alla “Great Resignation” come negli Stati Uniti, riconosce che le aziende devono prestare attenzione a mantenere i dipendenti che hanno faticosamente reclutato e formato. Questo richiede una leadership solida a tutti i livelli e un ambiente aziendale che sia coinvolgente e supportivo per i dipendenti. “”In Italia, almeno nei numeri, il fenomeno è molto meno evidente rispetto agli USA. Il problema è più per le aziende”, conclude Albergoni di LinkedIn. Come non perdere lavoratori faticosamente trovati e poi formati? “Con i manager cerchiamo di parlare anche di questo, del ruolo della leadership. Non è ero che un’azienda sia come una famiglia, e proprio per questo bisogna stare molto attenti per poter trattenere le persone a bordo”.
In sostanza, il mercato del lavoro sta attraversando una fase di trasformazione significativa, con un maggiore focus sulle aziende che devono attrarre i talenti e sui lavoratori che devono distinguersi e adattarsi alle nuove esigenze del mercato.
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Italia
Addio ad Alex Zanardi, il campione che ha sfidato il destino: dalla Formula 1 all’oro paralimpico, una vita oltre ogni limite
Si spegne a 59 anni un simbolo di coraggio e rinascita: la sua storia, segnata da incidenti e trionfi, resta una delle più straordinarie dello sport mondiale
L’annuncio che commuove lo sport
È morto Alex Zanardi, figura simbolo dello sport italiano e internazionale. A darne notizia è stata la famiglia, che ha accompagnato il campione negli ultimi anni di una lunga e durissima battaglia iniziata dopo il grave incidente del 2020. Aveva 59 anni. Il mondo dello sport perde non solo un atleta, ma un esempio di resilienza capace di andare oltre ogni limite fisico e umano.
I funerali e l’abbraccio della gente
Le esequie si terranno il 5 maggio 2026 presso la Basilica di Santa Giustina, in Prato della Valle. La moglie Daniela e il figlio Niccolò hanno ringraziato pubblicamente per l’affetto ricevuto, segno tangibile di quanto Zanardi abbia saputo entrare nel cuore delle persone. Non solo per le vittorie, ma per il messaggio di forza e dignità trasmesso negli anni.
Gli inizi: la velocità come destino
Nato a Bologna nel 1966, Zanardi scopre presto la passione per i motori. Il primo kart arriva a soli 14 anni, dando il via a una carriera costruita con determinazione. Dopo le categorie minori approda in Formula 1 nel 1991 con la Jordan, correndo poi anche per la Lotus. I risultati nel Circus non saranno memorabili, ma rappresentano solo il primo capitolo di una storia destinata a diventare unica.
Il successo negli Stati Uniti
È oltreoceano che Zanardi trova la sua dimensione sportiva. Nel campionato CART conquista due titoli consecutivi tra il 1997 e il 1998, diventando uno dei piloti più amati negli Stati Uniti. Il suo stile spettacolare e la capacità di rimontare lo rendono un protagonista assoluto. Un successo che lo riporta anche in Formula 1, senza però replicare i risultati americani.
L’incidente che cambia tutto
Il 15 settembre 2001, sul circuito tedesco del Lausitzring, la sua carriera subisce una svolta drammatica. Durante una gara Champ Car, Zanardi perde il controllo della vettura e viene colpito violentemente. L’incidente è devastante: perde entrambe le gambe e rischia la vita. Ma è proprio da quel momento che nasce la sua seconda, incredibile esistenza.
La rinascita nel paraciclismo
Dopo mesi di riabilitazione e numerosi interventi chirurgici, Zanardi non si arrende. Scopre l’handbike e si reinventa atleta. Ai Giochi Paralimpici conquista quattro medaglie d’oro e due d’argento tra Paralimpiadi di Londra 2012 e Paralimpiadi di Rio 2016, oltre a diversi titoli mondiali. Diventa un simbolo globale di determinazione e rinascita.
L’ultimo tragico capitolo
Nel 2020 un nuovo incidente segna profondamente la sua vita: durante una gara benefica in handbike sulle strade senesi, si scontra con un camion. Le conseguenze sono gravissime. Da quel momento inizia una lunga lotta durata anni, affrontata con la stessa forza che aveva sempre caratterizzato la sua esistenza.
Un’eredità che va oltre lo sport
La storia di Zanardi è molto più di una carriera sportiva. È il racconto di un uomo capace di rialzarsi quando tutto sembrava perduto, di trasformare il dolore in energia, la perdita in nuova possibilità. Il suo esempio ha ispirato milioni di persone, dentro e fuori lo sport.
Mondo
Torna di moda il ciuccio… per adulti: boom in Cina tra sonno, stress e polemiche
Sempre più adulti in Cina utilizzano ciucci per rilassarsi o dormire meglio. Il prodotto, virale sui social, fa discutere medici ed esperti.
In Cina, il nuovo oggetto del desiderio per molti adulti non è uno smartphone di ultima generazione né un accessorio tecnologico: si tratta di un ciuccio, ma pensato per i grandi. A sorpresa, questo prodotto sta conquistando sempre più utenti, al punto che alcuni negozi online segnalano vendite superiori alle 2.000 unità mensili.
A renderlo virale è stato un video che ha scatenato un’ondata di commenti: chi li usa sostiene che aiutino a ridurre lo stress, favorire il sonno, combattere l’ansia e persino a smettere di fumare. Il ciuccio per adulti ha una struttura simile a quello per neonati, ma con dimensioni maggiori. Il prezzo varia dai 10 ai 500 yuan (circa 1,40-70 euro), e le varianti cromatiche del supporto soddisfano ogni gusto.
“Mi rilassa dopo una giornata difficile”, racconta un utente in una recensione. Un altro scrive: “Da quando lo uso, ho meno voglia di fumare”.
Tuttavia, la comunità medica lancia l’allarme. Zhang Mo, psicologa a Chengdu, avverte: “L’uso del ciuccio può indicare bisogni emotivi non soddisfatti. Meglio affrontare le difficoltà piuttosto che rifugiarsi in comportamenti regressivi”.
Tang Caomin, dentista della stessa città, evidenzia i possibili danni fisici: “Un uso prolungato può provocare dolori mandibolari, difficoltà nella masticazione e spostamento dei denti. Dopo un anno di utilizzo quotidiano, per più di tre ore al giorno, la dentatura può risultarne compromessa”.
Un ulteriore rischio, secondo il medico, è che alcune componenti possano essere inalate durante il sonno, con conseguenze potenzialmente gravi.
Nonostante i pericoli, l’hashtag associato a questi dispositivi ha superato i 60 milioni di visualizzazioni su alcune piattaforme cinesi, dividendo gli utenti tra sostenitori e scettici. “È una follia collettiva”, scrive un commentatore. “Una tassa sulla stupidità”, ironizza un altro.
Intanto, i ciucci per adulti continuano a vendere. E a quanto pare, succhiare un ciuccio da grandi non è più (solo) un gesto infantile, ma una controversa tendenza da milioni di click.
Italia
Primo Maggio, molto più di una festa: dalle lotte operaie al significato per i giovani di oggi
Origini, conquiste e nuove sfide: perché la Festa dei Lavoratori continua a parlare anche alle nuove generazioni
Le origini di una data simbolo
Il Primo Maggio nasce come giornata di rivendicazione e memoria. Le sue radici affondano nelle lotte operaie di fine Ottocento, quando milioni di lavoratori chiedevano condizioni più dignitose e, soprattutto, la riduzione dell’orario di lavoro. Il riferimento storico è lo sciopero generale del 1886 negli Stati Uniti, culminato nei tragici eventi di Chicago, noti come Rivolta di Haymarket. Da quel momento, il 1° maggio diventa un simbolo internazionale della lotta per i diritti.
Dalla protesta alla festa globale
Negli anni successivi, la ricorrenza si diffonde in Europa e nel resto del mondo, assumendo un duplice significato: da un lato giornata di mobilitazione, dall’altro momento di celebrazione delle conquiste ottenute. In Italia viene riconosciuta ufficialmente come festa nazionale dopo la Seconda guerra mondiale, tornando centrale nel calendario civile dopo la sospensione durante il periodo fascista. Oggi è celebrata in decine di Paesi, con cortei, eventi pubblici e iniziative culturali.
Le conquiste che hanno cambiato il lavoro
Dietro questa data ci sono risultati concreti che hanno trasformato la vita quotidiana: la riduzione dell’orario lavorativo, la nascita dei contratti collettivi, il riconoscimento dei diritti sindacali. Il Primo Maggio ricorda che condizioni oggi considerate normali sono il frutto di battaglie lunghe e spesso difficili. Non è solo una celebrazione, ma anche un promemoria di quanto il lavoro sia stato – e continui a essere – terreno di confronto sociale.
Un significato che evolve nel tempo
Con il passare dei decenni, il senso della festa si è ampliato. Accanto ai diritti tradizionali, emergono nuove questioni: precarietà, sicurezza sul lavoro, equilibrio tra vita privata e professionale. In un’economia sempre più fluida, il Primo Maggio diventa uno spazio di riflessione sui cambiamenti in corso e sulle sfide che attendono il mondo del lavoro.
Cosa rappresenta per i giovani
Per le nuove generazioni, questa ricorrenza assume sfumature diverse. Da un lato può sembrare distante, legata a un passato industriale; dall’altro tocca temi molto attuali: stabilità, opportunità, dignità. I giovani si confrontano con un mercato del lavoro più incerto, fatto di contratti temporanei e percorsi non lineari. In questo contesto, il Primo Maggio può diventare un’occasione per interrogarsi su che tipo di lavoro si desidera e su quali diritti siano ancora da costruire.
Tra memoria e futuro
Il valore più forte della Festa dei Lavoratori resta forse proprio questo: tenere insieme memoria e prospettiva. Ricordare le conquiste del passato serve a dare senso alle sfide presenti. Non si tratta solo di celebrare, ma di comprendere come il lavoro continui a essere un elemento centrale nella vita delle persone e nella costruzione della società.
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