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Personaggi

Gisele Bündchen: 45 anni di stile, forza e rinascita

L’ex top model brasiliana celebra un compleanno importante tra successi, amori e nuovi inizi
Dalla passerella alla famiglia, dall’attivismo green all’equilibrio ritrovato: Gisele abbraccia la sua nuova vita con eleganza e consapevolezza

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    A 45 anni appena compiuti, Gisele Bündchen continua a essere una delle icone più ammirate del nostro tempo. Nata il 20 luglio 1980 a Horizontina, nel sud del Brasile, Gisele è stata scoperta da giovanissima e ha rivoluzionato gli anni 2000 con il suo stile fresco e la sua determinazione. La sua svolta arrivò nel 1999, quando fu eletta Modella dell’Anno da Vogue, segnando l’inizio di una carriera fulminante.

    È stata il volto di Versace, Valentino, Dolce & Gabbana, Ralph Lauren, Chloé, Gianfranco Ferré, diventando in poco tempo la top model più pagata al mondo. La sua bellezza naturale e la disciplina professionale hanno conquistato l’industria della moda e le hanno permesso di imporsi anche fuori dalle passerelle.

    Ma dietro il glamour, Gisele ha vissuto una vita personale intensa e spesso sotto i riflettori. Dopo una lunga e riservata relazione con Leonardo DiCaprio, la sua storia più importante è stata quella con Tom Brady, leggenda del football americano. I due si sono incontrati nel 2006 e si sono sposati nel 2009, costruendo una famiglia e condividendo successi per oltre un decennio. Dal loro amore sono nati due figli. Tuttavia, nell’ottobre 2022, hanno annunciato il divorzio, separandosi con rispetto e attenzione per il benessere dei figli.

    Oggi Gisele ha voltato pagina, trovando una nuova serenità accanto a Joaquim Valente, insegnante di jiu-jitsu brasiliano. La loro relazione, discreta ma solida, si è rafforzata nel tempo, e secondo fonti vicine alla coppia, la modella sarebbe diventata madre per la terza volta – anche se la notizia non è stata confermata ufficialmente. Quel che è certo è che Gisele appare più centrata, felice e radicata che mai.

    Accanto alla moda e alla maternità, la Bündchen porta avanti con passione il suo impegno ambientalista. Da anni è Ambasciatrice di buona volontà delle Nazioni Unite per il Programma Ambientale (UNEP), lottando per la tutela delle foreste, la sostenibilità e il rispetto del pianeta. Interventi pubblici, campagne educative e progetti a favore della biodiversità fanno parte della sua missione.

    A 45 anni, Gisele non è solo una ex modella: è un simbolo di rinascita. Un esempio di come, con grazia e determinazione, si possa costruire una nuova felicità anche dopo la fine di una grande storia. E il suo cammino, tra moda, amore e impegno sociale, continua a ispirare milioni di persone in tutto il mondo.

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      Personaggi

      Fiorello scatena le risate: «Compro troppa carta igienica e alla cassa mi guardano il sedere»

      Fiorello ironizza sulla vita quotidiana con la moglie Susanna: lei gli chiede di comprare molta carta igienica e lui arriva alla cassa con tre pacchi da dodici rotoli. «Quando passo mi guardano il culo».

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        Quando Fiorello racconta un episodio della sua vita quotidiana, il risultato è quasi sempre una piccola scena da spettacolo comico. Stavolta il protagonista è un oggetto banalissimo: la carta igienica.

        Durante uno dei suoi racconti ironici, lo showman ha parlato della moglie Susanna, descrivendola come una persona molto previdente nella gestione della casa.

        «Susanna è una molto previdente che si preoccupa che ci sia sempre tutto in casa», ha raccontato.

        La missione al supermercato

        Il problema nasce quando Fiorello viene mandato al supermercato con una richiesta molto precisa.

        «Quando vado al supermercato mi dice di prendere tanta carta igienica».

        Detto, fatto. Lo showman prende alla lettera il consiglio della moglie e riempie il carrello.

        «Io vado e prendo tre pacchi da dodici rotoli».

        Un acquisto che già da solo promette qualche scena imbarazzante.

        La scena alla cassa

        Il momento più divertente arriva quando Fiorello si presenta alla cassa con l’enorme scorta. «Vado alla cassa e questi, quando passo, mi guardano il culo!», racconta ridendo. La battuta scatena inevitabilmente le risate del pubblico.

        La comicità della vita quotidiana

        È proprio questo uno dei segreti della comicità di Fiorello: trasformare le situazioni più normali in piccoli sketch.

        Una semplice commissione domestica diventa così una scena comica perfetta, costruita su un dettaglio assurdo e su quell’ironia autoironica che da anni caratterizza lo showman siciliano.

        E alla fine il pubblico ride per lo stesso motivo per cui funziona ogni grande gag: perché in quella scena al supermercato, in fondo, tutti si riconoscono.

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          Gossip

          Chiara Ferragni è davvero rinata? Oppure sta solo cercando di farcelo credere?

          Chiara Ferragni, tra copertine in Romania e passerelle di secondo piano, tenta il rilancio dopo la crisi. Ma le grandi maison la ignorano, le sue aziende sono in bilico e il nuovo fidanzato sembra più una dichiarazione di status che un colpo di fulmine. La sua favola social regge ancora o siamo alla disperata operazione di restyling?

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            Chiara Ferragni sta davvero uscendo dalla crisi o sta solo cercando di convincerci che il peggio è passato? La regina delle Instagram Stories, maestra nell’arte di girare la frittata e mostrarsi sempre dalla parte giusta della storia, sta affilando le armi della propaganda digitale per riprendersi il trono.

            Il 14 gennaio 2026 il Tribunale di Milano ha emesso la sentenza di assoluzionnel processo che ha coinvolto Chiara Ferragni per il famoso pandoro-gate. L’accusa riguardava una presunta truffa aggravata legata alla vendita di prodotti natalizi e pasquali presentati come iniziative benefiche. Dopo oltre due anni di indagini e udienze, il procedimento si è chiuso senza condanna.

            A guardare il suo profilo, sembra che la tempesta sia ormai un lontano ricordo: copertine, eventi, sfilate. Eppure, a ben vedere, qualcosa non torna. Gli inviti alla Milano Fashion Week ci sono stati, certo, ma dai brand di fascia media come Roberto Cavalli, DSquared e Giuseppe Morabito. I tempi in cui Prada e Gucci la volevano in prima fila sembrano lontani anni luce. E mentre da noi è ancora una presenza ingombrante e scomoda, è in Spagna e in Grecia che trova spazio. Non proprio le capitali del lusso.

            La rinascita passa da… Atene?

            Quando il gioco si fa duro, i duri scappano. O almeno, provano a ricostruire il proprio impero altrove. La Ferragni ha inaugurato un pop-up store in Grecia, dove è stata accolta come una super vip e, per qualche ora, ha potuto illudersi di essere ancora la regina del jet set. Poi, volo per la Spagna, ospite d’onore ai Premios Goya, dove ha avuto l’onore di firmare il libro delle personalità illustri accanto a Barack Obama e le Spice Girls.

            Ma è stato il viaggio a Dubai a dare il tocco finale al “restyling”: invitata da Forbes al World Government Summit per parlare della sua carriera sui social, ha colto l’occasione per ribadire che è ancora una potenza. Un messaggio chiaro: “Guardate quanto sono importante, nonostante tutto”.

            Dalle ceneri del Pandoro-gate al Principe Azzurro giusto

            Mentre Ferragni cerca di riscrivere la narrativa del suo ultimo anno, è impossibile dimenticare il fatidico dicembre 2023, quando il “Pandoro-gate” ha dato il via al crollo della sua immagine pubblica. Le scuse impacciate in tuta grigia, l’accusa di pratiche commerciali scorrette, la crisi con Fedez, il gossip, la perdita di contratti milionari.

            Ma Chiara, si sa, sa sempre come trasformare una sconfitta in una nuova opportunità. E quale miglior modo per voltare pagina se non un nuovo fidanzato? Ma mica uno qualunque. Dimenticate il Fedez tamarro di Rozzano, con tatuaggi ovunque e il bisogno costante di attenzione. Ora nella sua vita c’è Giovanni Tronchetti Provera, erede della dinastia Pirelli. Separato, tre figli, ricchissimo. Un uomo di mondo, elegante, riservato. Il genere di compagno che ti riabilita per definizione.

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              Personaggi

              Giancarlo Magalli contro Fedez: “Facevo le macumbe perché temevo vincesse”. E sul quinto posto: “È stato particolare”

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                Giancarlo Magalli non è nuovo a dichiarazioni senza filtro. Ma questa volta, nel podcast “Non è la Tv” , ha scelto un’immagine che ha fatto subito rumore. Parlando di Fedez e della sua partecipazione al Festival, il conduttore ha ammesso con tono tra il serio e il provocatorio: “Facevo le macumbe, avevo i corni, facevo gli scongiuri perché temevo che vincesse”.

                Una frase che fotografa più di un’opinione personale. Magalli non ha nascosto di non apprezzare Fedez, e lo ha fatto con quella cifra ironica che da sempre caratterizza il suo modo di stare in televisione. Non un attacco frontale, ma una presa di posizione netta, raccontata con immagini volutamente esagerate.

                Il Festival, si sa, accende tifoserie. E quando in gara c’è un artista divisivo come Fedez, il dibattito si amplifica. Il rapper porta con sé non solo la musica, ma un bagaglio di esposizione mediatica, polemiche, prese di posizione pubbliche. È una figura che divide, che genera consenso e fastidio nella stessa misura.

                Magalli ha proseguito spiegando che vedere Fedez chiudere al quinto posto è stato “particolare”. Un aggettivo scelto con cura, che lascia spazio all’interpretazione. Non esulta apertamente, non affonda il colpo, ma fa capire che l’esito non gli è dispiaciuto.

                La distanza generazionale e culturale tra i due è evidente. Da una parte un volto storico della tv generalista, cresciuto in un’epoca di intrattenimento più lineare e meno polarizzato. Dall’altra un artista che ha fatto della contaminazione tra musica, social e dibattito pubblico una cifra identitaria. Due mondi che si osservano con diffidenza.

                La dichiarazione di Magalli si inserisce così in un clima più ampio, quello di un Festival che continua a essere terreno di confronto non solo musicale ma anche culturale. Ogni piazzamento diventa simbolico, ogni classifica una lettura politica o generazionale.

                Resta il fatto che la frase sulle “macumbe” è già diventata uno dei passaggi più citati dell’intervista. E dimostra, ancora una volta, che Sanremo non finisce con l’ultima nota. Continua nei podcast, nelle interviste, nelle battute che accendono la discussione. E tra chi spera in una vittoria e chi, come Magalli, ammette di aver fatto scongiuri per evitarla, il Festival resta lo specchio delle nostre preferenze.

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