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Cucina

Dolce autunno: la magia della torta rovesciata di pere e melograno con farina di castagne

La torta rovesciata di pere e melograno con farina di castagne è un omaggio ai frutti di novembre: un dessert semplice da preparare ma dal gusto sorprendentemente elegante, che unisce la dolcezza delle pere, l’acidità del melograno e il tocco antico della farina di castagne.

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    Con l’arrivo dei primi freddi, le cucine si riempiono di aromi avvolgenti e profumi di forno. È il momento ideale per riscoprire i dolci genuini, quelli che sanno di casa e di stagioni che cambiano. Tra questi, la torta rovesciata di pere e melograno con farina di castagne si distingue per il suo equilibrio di sapori e per l’eleganza naturale che la rende perfetta sia per un tè pomeridiano sia come dessert di fine pasto.

    La pera, dolce e succosa, è una delle protagoniste dell’autunno. Ricca di fibre e potassio, si sposa perfettamente con la farina di castagne, ingrediente tipico della tradizione contadina, un tempo base dell’alimentazione in molte zone montane italiane. Il melograno, invece, porta un tocco di freschezza e di colore: i suoi chicchi rubino, leggermente aciduli, contrastano la dolcezza dell’impasto e regalano una nota vivace.

    Ingredienti (stampo da 24 cm):

    • 3 pere mature
    • ½ melograno (i chicchi)
    • 100 g di farina di castagne
    • 100 g di farina 00
    • 100 g di zucchero di canna + 2 cucchiai per il fondo
    • 3 uova
    • 80 ml di olio di semi o burro fuso
    • 1 bustina di lievito per dolci
    • Succo di ½ limone

    Preparazione:

    La preparazione è alla portata di tutti. Si comincia foderando una tortiera da 24 cm con carta forno e cospargendola con due cucchiai di zucchero di canna, che in cottura caramellerà leggermente creando una superficie lucida e profumata. Le pere, tagliate a fettine sottili e irrorate con qualche goccia di succo di limone per non annerire, vengono disposte a raggiera sul fondo dello stampo: saranno loro, una volta capovolta la torta, a formare la decorazione principale.

    In una ciotola si montano tre uova con 100 grammi di zucchero di canna, fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Si aggiunge quindi l’olio di semi (o il burro fuso), poi si incorporano le due farine — quella 00 per dare struttura e quella di castagne per il suo gusto intenso e leggermente dolce — insieme al lievito per dolci e al succo di mezzo limone. A questo punto si uniscono metà dei chicchi di melograno, che in cottura rilasceranno un leggero aroma fruttato e un colore delicato.

    L’impasto, denso ma morbido, viene versato nello stampo sopra le pere e cotto in forno statico a 180°C per circa 35-40 minuti. Una volta pronta, la torta va lasciata intiepidire per qualche minuto, quindi capovolta con delicatezza sul piatto da portata. Il risultato è un dolce scenografico: le fettine di pera lucide e dorate emergono dal caramello, punteggiate dal rosso brillante dei chicchi di melograno aggiunti all’ultimo come decorazione.

    Questa torta è perfetta da gustare tiepida, magari con una tazza di tè nero o una cioccolata calda, ma si conserva bene anche per due o tre giorni sotto una campana di vetro. La farina di castagne, naturalmente priva di glutine, la rende una buona alternativa per chi cerca dolci più leggeri o con farine meno raffinate (può essere sostituita da farina di riso o integrale per varianti più neutre).

    Oltre al gusto, c’è anche un valore simbolico in questo dolce: le pere rappresentano l’abbondanza e la dolcezza, il melograno è da sempre simbolo di fortuna e rinascita, e le castagne raccontano la resilienza delle montagne italiane, che con i loro boschi hanno nutrito generazioni.

    La torta rovesciata di pere e melograno è dunque molto più di una ricetta: è un piccolo racconto autunnale che profuma di legna, di forno e di ricordi. Una fetta è un viaggio nei sapori autentici della stagione, tra dolcezza, equilibrio e memoria.

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      Cucina

      Crumble di mele, cannella e noci: il dolce autunnale croccante fuori e morbido dentro che accompagna le sere più fredde

      Burro, zucchero, farina e frutta di stagione: pochi ingredienti per un dolce che profuma di casa e si prepara in pochi minuti. Il crumble di mele e noci conquista con il contrasto tra la superficie croccante e il ripieno morbido e speziato.

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        Il dolce del tepore domestico

        C’è un momento, in autunno, in cui si riscopre il piacere delle ricette che scaldano lo spirito. Il crumble di mele, cannella e noci è uno di quei dolci che parlano di casa, di forno acceso, di stoviglie calde tra le mani. È un classico della tradizione anglosassone, ma da anni ha trovato una seconda patria anche sulle nostre tavole: semplice da preparare, goloso senza esagerare, perfetto dopo una cena o come merenda pomeridiana nelle giornate di pioggia.

        Ingredienti semplici, risultato straordinario

        Alla base c’è la mela, regina dell’autunno. Varietà croccanti e leggermente acidule — dalle Granny Smith alle Golden più profumate — sono l’ideale per ottenere una consistenza morbida ma non sfatta. A completare la farcia, un pizzico di cannella, zucchero di canna e una spruzzata di limone che esalta il gusto e mantiene vivo il colore. Il crumble vero e proprio è una sabbia dorata: farina, burro freddo, zucchero e noci tritate grossolanamente. La magia è tutta nel contrasto: morbido sotto, croccante sopra.

        Come si prepara

        Si pelano e tagliano le mele a cubetti, si mescolano con cannella, zucchero e limone, poi si adagiano sul fondo di una pirofila. In una ciotola si lavora velocemente la farina con il burro a pezzetti e lo zucchero, senza compattare troppo l’impasto: la consistenza deve rimanere granulosa, quasi briciolosa. Si aggiungono le noci spezzate a mano e si distribuisce tutto sulla frutta. Il forno farà il resto: temperatura moderata e circa mezz’ora, finché la superficie non diventa dorata e fragrante e il ripieno comincia a sobbollire ai bordi.

        Servirlo è un rito

        Il crumble si gusta caldo, appena sfornato, con il suo aroma speziato che riempie la cucina. C’è chi lo ama da solo, chi lo accompagna con una cucchiaiata di panna semimontata, chi preferisce la freschezza di uno yogurt cremoso. I più golosi aggiungono una pallina di gelato alla vaniglia che si scioglie lentamente nella crema di mele. È un dolce che non richiede perfezione, solo cura. E che regala quella sensazione di benessere semplice, come una coperta morbida sulle spalle o una tazza fumante tra le dita.

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          Chiacchiere di Carnevale, il dolce simbolo della festa: la ricetta tradizionale passo dopo passo

          Dalle origini antiche alla preparazione casalinga, ecco come nascono le chiacchiere nella loro versione classica, con ingredienti semplici e una lavorazione che punta su sottilissime sfoglie fritte.

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          Chiacchiere di Carnevale

            Le chiacchiere di Carnevale sono uno dei dolci più rappresentativi della tradizione italiana, presenti sulle tavole di tutto il Paese con nomi diversi – frappe, bugie, crostoli, cenci – ma con una base comune che affonda le radici nella cucina popolare. Croccanti e leggere, vengono preparate nel periodo che precede la Quaresima, quando storicamente era concesso concedersi ingredienti più ricchi come zucchero, burro e frittura.

            Un dolce dalle origini antiche

            Le origini delle chiacchiere risalgono addirittura all’epoca romana. Gli storici dell’alimentazione fanno risalire questo dolce alle frictilia, strisce di pasta fritte nel grasso e distribuite durante le festività. Con il passare dei secoli la ricetta si è raffinata, mantenendo però l’elemento fondamentale: una sfoglia sottilissima, fritta rapidamente per ottenere una consistenza friabile e asciutta.

            Gli ingredienti della ricetta tradizionale

            Per ottenere chiacchiere fedeli alla tradizione servono pochi ingredienti, ma di buona qualità:

            • 300 g di farina 00
            • 50 g di zucchero
            • 40 g di burro morbido
            • 2 uova medie
            • 1 cucchiaio di liquore (grappa, rum o vino bianco secco)
            • scorza grattugiata di limone non trattato
            • un pizzico di sale
            • olio di semi di arachide per la frittura
            • zucchero a velo per decorare

            Il liquore, spesso presente nelle versioni regionali, aiuta a rendere l’impasto più fragrante e asciutto dopo la frittura.

            Il procedimento passo dopo passo

            Su una spianatoia si dispone la farina a fontana, aggiungendo al centro zucchero, uova, burro, sale, scorza di limone e liquore. Si impasta fino a ottenere un composto liscio ed elastico, che va lasciato riposare coperto per almeno 30 minuti: questo passaggio è fondamentale per stendere la pasta senza che si ritiri.

            Dopo il riposo, l’impasto viene diviso in porzioni e tirato molto sottile, preferibilmente con la macchina per la pasta, fino a ottenere una sfoglia quasi trasparente. Si ritagliano strisce o rettangoli, praticando un piccolo taglio centrale.

            Le chiacchiere vanno fritte poche alla volta in olio caldo (circa 170°C) per pochi secondi per lato, finché diventano dorate e si coprono di bolle. Una volta scolate su carta assorbente, si lasciano raffreddare completamente prima di essere spolverate con abbondante zucchero a velo.

            Croccantezza e leggerezza

            Il segreto delle chiacchiere perfette sta nello spessore sottilissimo e nella temperatura dell’olio: troppo bassa le rende unte, troppo alta le scurisce rapidamente. Ben eseguite, restano leggere, friabili e si conservano per diversi giorni in un contenitore ermetico.

            Simbolo di festa e convivialità, le chiacchiere continuano a raccontare, a ogni morso, una storia di tradizione condivisa e semplicità, rendendo il Carnevale una delle ricorrenze più dolci dell’anno.

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              Cucina

              Pan di limone, la ricetta del dolce soffice che conquista con pochi ingredienti

              Facile da preparare, profumato e versatile: il pan di limone è uno dei grandi classici della cucina domestica italiana

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              Pan di limone

                Tra le torte più amate della tradizione casalinga italiana, il pan di limone occupa un posto speciale. La sua forza sta nella semplicità: pochi ingredienti, una preparazione lineare e un risultato finale che unisce sofficità e freschezza aromatica. Un dolce che attraversa le generazioni e che oggi viene riscoperto anche grazie all’attenzione crescente verso ricette genuine e facilmente replicabili in casa.

                Elemento centrale della ricetta è il limone, utilizzato sia sotto forma di succo sia di scorza grattugiata. Per ottenere un aroma intenso e naturale è fondamentale scegliere agrumi non trattati, preferibilmente provenienti da coltivazioni italiane. Le varietà più profumate, come quelle siciliane o della Costiera Amalfitana, sono particolarmente adatte grazie all’elevata concentrazione di oli essenziali presenti nella buccia.

                La lista degli ingredienti è essenziale: uova, zucchero, farina di grano tenero, olio di semi o burro, lievito per dolci e limone. Proprio questa composizione rende il pan di limone un dolce equilibrato, privo di farciture e facilmente adattabile. Non mancano, infatti, versioni che prevedono l’utilizzo di yogurt per aumentare la morbidezza dell’impasto o la sostituzione del burro con olio per una consistenza più leggera.

                Ingredienti:

                • 200 gr di farina ’00
                • 1 limone intero
                • 2 uova
                • 170 gr di zucchero
                • 130 ml di olio di semi
                • 10 gr di lievito per dolci
                • 3 – 4  cucchiai di zucchero a velo per lo sciroppo
                • succo di mezzo limone filtrato per lo sciroppo + qualche fogliolina di timo limone se gradite

                Il procedimento segue pochi passaggi chiave. Le uova vengono montate con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso, fase essenziale per garantire la sofficità del dolce. A questo si aggiungono l’olio (o il burro fuso e raffreddato), il succo di limone filtrato e la scorza grattugiata. Solo in un secondo momento si incorpora la farina setacciata insieme al lievito, mescolando delicatamente per evitare di smontare l’impasto.

                La cottura avviene in forno statico a temperatura moderata, generalmente intorno ai 170-180 gradi, per circa 35-40 minuti. Come per molte torte da credenza, è consigliabile verificare la cottura con uno stecchino prima di sfornare. Una volta raffreddato, il pan di limone può essere semplicemente spolverato con zucchero a velo o accompagnato da una leggera glassa al limone.

                Senza bisogno di decorazioni elaborate, questo dolce continua a rappresentare un simbolo di cucina autentica: una ricetta accessibile, legata alla stagionalità e capace di trasformare ingredienti comuni in un risultato sempre apprezzato.

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