Spettacolo
Incontri ravvicinati del terzo tipo: Mahmood tra Jacquemus e Willy Chavarria stringe la mano a Elton John
Il cantante italiano siede accanto a Elton John alla sfilata Jacquemus e, poche ore prima, trasforma la FW26 di Willy Chavarria in uno show totale presentando un brano inedito. In passerella anche Romeo Beckham e Julia Fox.
Incontri ravvicinati del terzo tipo, versione fashion system. Mahmood continua la sua ascesa internazionale e lo fa nel luogo dove oggi si incontrano musica, moda e potere simbolico: le sfilate. Alla presentazione di Jacquemus, il cantante è stato immortalato seduto accanto a Elton John, con tanto di stretta di mano che non è passata inosservata. Un’immagine diventata subito virale, emblema di un passaggio di status più che di una semplice coincidenza di posti.
La stretta di mano che fa il giro del mondo
Il dettaglio non è secondario. Essere accanto a Elton John, icona planetaria della musica e figura centrale dello showbiz globale, equivale a una consacrazione silenziosa ma potentissima. Nessuna dichiarazione, nessun proclama: basta uno scatto, una stretta di mano, per raccontare visivamente dove si colloca oggi Mahmood nel panorama internazionale.
La sfilata Jacquemus, da sempre terreno fertile per cortocircuiti tra pop culture e moda d’autore, si conferma così uno dei palcoscenici privilegiati per misurare il peso reale delle celebrità. E Mahmood, in questo contesto, non appare come un ospite laterale, ma come parte integrante del racconto.
Willy Chavarria FW26: moda, musica e performance
Prima ancora dell’apparizione da Jacquemus, Mahmood aveva già lasciato il segno alla sfilata FW26 di Willy Chavarria. Qui il cantante non si è limitato a presenziare, ma ha contribuito a trasformare l’evento in uno spettacolo totale, fondendo moda, musica e performance dal vivo.
Durante la sfilata ha presentato un brano inedito, definito da molti addetti ai lavori “esplosivo”, inserito come elemento narrativo centrale dello show. Non una semplice colonna sonora, ma una presenza scenica che ha ridefinito il confine tra passerella e live performance, confermando la volontà di Chavarria di usare la moda come strumento politico, culturale ed emotivo.
Romeo Beckham e Julia Fox in passerella
A rafforzare l’impatto mediatico della FW26 di Willy Chavarria è stata anche la scelta dei volti in passerella. Tra i più riconoscibili, Romeo Beckham, sempre più presente nel mondo fashion, e Julia Fox, figura ormai iconica di un certo immaginario contemporaneo, a metà tra provocazione, stile e performance.
La loro presenza ha contribuito a rendere la sfilata un evento a forte densità simbolica, dove ogni elemento – dai corpi alla musica – concorreva a costruire un racconto coerente e riconoscibile.
Mahmood, da popstar a figura culturale
Tra la stretta di mano con Elton John e l’esibizione alla sfilata di Willy Chavarria, emerge un dato chiaro: Mahmood non è più soltanto un cantante di successo, ma una figura trasversale capace di muoversi con naturalezza tra linguaggi diversi. Moda, musica, immagine pubblica e performance diventano parti di un unico ecosistema.
In un’epoca in cui le sfilate contano quanto i palchi e le fotografie valgono più dei comunicati stampa, Mahmood sembra aver trovato la sua dimensione internazionale. Senza forzature, senza proclami, ma con una presenza sempre più centrale nei luoghi che oggi definiscono il potere culturale globale.
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Speciale Ballando con le stelle
Ornella Muti, altro che 40mila euro a puntata: il vero cachet è di 27mila euro tutto compreso. E Selvaggia Lucarelli sbaglia i conti
L’ex giurata aveva parlato di un compenso record, con ulteriori spese per trucco e parrucco. La cifra emersa è invece di 27mila euro lordi e onnicomprensivi, inclusi i costi dell’agenzia. Una differenza di 17mila euro a serata rispetto ai 44mila complessivi ipotizzati.
Altro che 40mila euro a puntata più gli extra. Ornella Muti percepisce 27mila euro per ogni partecipazione a Ballando con le stelle, una cifra che comprende anche le spese e la commissione dell’agenzia che la rappresenta. Il compenso dell’attrice, impegnata sulla pista con Pasquale La Rocca, è dunque sensibilmente inferiore a quello indicato da Selvaggia Lucarelli, che aveva parlato dell’ingaggio più alto nella storia del programma.
Nella sua newsletter, l’ex giurata aveva sostenuto che Muti ricevesse 40mila euro a serata, ai quali si sarebbero aggiunti i costi per trucco, parrucco e altre necessità, fino a raggiungere circa 44mila euro. «Nessun altro pagato così tanto», aveva scritto Lucarelli.
I 27mila euro comprendono anche agenzia e spese
La differenza non riguarda soltanto l’importo. I 27mila euro attribuiti all’attrice rappresentano infatti un compenso lordo onnicomprensivo: da quella somma devono essere sottratti i costi dei collaboratori e la percentuale spettante all’agenzia.
Per trucco e parrucco, inoltre, Ornella Muti si affida alle maestranze Rai, esattamente come gli altri concorrenti. Non risultano quindi compensi aggiuntivi destinati a uno staff personale.
Rispetto ai 44mila euro complessivi prospettati da Lucarelli, la differenza raggiunge i 17mila euro per puntata, pari a quasi il 39%. Un ridimensionamento che mette in discussione anche il presunto primato economico attribuito all’attrice.
Selvaggia Lucarelli e il precedente di Barbara D’Urso
Non è la prima volta che gli ingaggi di Ballando con le stelle diventano materia di polemica. Anche Barbara D’Urso, quando partecipò al programma in coppia con Pasquale La Rocca, finì al centro di indiscrezioni su compensi elevatissimi e presunte richieste particolari.
La conduttrice respinse quelle ricostruzioni e ha ribadito di aver accettato la prima proposta economica ricevuta dalla Rai, senza avviare trattative.
Quest’anno Lucarelli non fa parte della giuria di Ballando con le stelle, ma continua a occuparsi del programma attraverso la sua newsletter. La sua indiscrezione sul cachet di Ornella Muti ha fatto rapidamente il giro del web, prima che emergesse una cifra ben diversa.
Nel frattempo, l’attrice prosegue la gara con Pasquale La Rocca, dopo le recenti schermaglie con Barbara D’Urso, culminate in una tregua televisiva e in un sorprendente 10 assegnato proprio dalla conduttrice alla sua esibizione.
Cinema
Dieci film da vedere a Halloween: i grandi classici (e qualche sorpresa) per una notte da brivido
La notte di Halloween è ormai sinonimo di cinema horror. Che si tratti di una maratona con gli amici o di una serata in solitaria, le luci spente e un buon film possono trasformare il 31 ottobre in un’esperienza da brividi.
Abbiamo scelto dieci pellicole di ogni epoca — dai cult immortali ai titoli più recenti — per soddisfare tutti i gusti: dal terrore psicologico al soprannaturale, dall’ironia gotica alla pura adrenalina.

L’Esorcista (1973) – William Friedkin
Un classico assoluto che ha cambiato per sempre la storia del cinema horror. La lotta tra fede e possessione, il male che si insinua nella quotidianità: inquietante, sconvolgente, imprescindibile.

Halloween – La notte delle streghe (1978) – John Carpenter
Nasce il mito di Michael Myers e del moderno slasher movie. Colonna sonora iconica, tensione pura e una giovane Jamie Lee Curtis che diventa la “scream queen” per eccellenza.

Shining (1980) – Stanley Kubrick
Dall’Overlook Hotel arrivano i fantasmi del passato e della mente. Kubrick trasforma l’horror in arte visiva, con un Jack Nicholson indimenticabile in preda alla follia.

Nightmare – Dal profondo della notte (1984) – Wes Craven
Freddy Krueger popola i sogni (e gli incubi) di un’intera generazione. Geniale l’idea di un mostro che colpisce nel sonno, rendendo impossibile ogni via di fuga.

It (1990) – Tommy Lee Wallace
Tratto dal romanzo di Stephen King, il film tv che ha terrorizzato una generazione. Pennywise, il clown assassino, rimane una delle figure più disturbanti di sempre.

Nightmare Before Christmas (1993) – Henry Selick
Prodotto e ideato da Tim Burton, è una favola gotica diventata culto. Jack Skeletron, re di Halloween Town, scopre il Natale e dà vita a un mondo magico dove paura e poesia si mescolano in modo unico.

Il mistero di Sleepy Hollow (1999) – Tim Burton
Ancora Burton, questa volta con Johnny Depp nei panni di Ichabod Crane. Atmosfere gotiche, ironia nera e un’estetica che ha ridefinito il cinema fantastico degli anni ’90.

The Skeleton Key (2005) – Iain Softley
Ambientato nella Louisiana più misteriosa, è un thriller soprannaturale che gioca con le credenze del voodoo. Finale a sorpresa e tensione crescente fino all’ultimo minuto.

Insidious (2010) – James Wan
Il regista di Saw e The Conjuring firma uno dei film più spaventosi del nuovo millennio. Case infestate, viaggi astrali e un terrore che si insinua silenziosamente nella mente dello spettatore.

Talk to Me (2022) – Danny e Michael Philippou
Diretto dai fratelli australiani di YouTube, è un horror moderno che parla di dipendenza e perdita del controllo. Giovane, crudele, inquietante: perfetto per chi ama gli shock contemporanei.
Televisione
Enrico Mentana lascia il TgLa7 dopo 16 anni: «Il 23 dicembre saluterò i telespettatori». Scade il contratto con Cairo, mistero sul futuro
Il giornalista annuncia dal palco di un premio ad Alessandria la data della sua ultima conduzione. Il contratto scade a fine anno e Urbano Cairo aveva espresso la volontà di trattenerlo. Nessuna indicazione, per ora, sulla prossima destinazione professionale.
Enrico Mentana ha deciso: il 23 dicembre sarà il suo ultimo giorno alla conduzione del TgLa7. Dopo sedici anni alla guida del telegiornale dell’emittente di Urbano Cairo, il giornalista ha annunciato pubblicamente la data del suo congedo durante una cerimonia di premiazione ad Alessandria. «Il 23 dicembre saluterò i miei telespettatori, sarà il mio ultimo giorno alla conduzione del Tg di La7», ha dichiarato, mettendo una data precisa alla fine di una delle esperienze più longeve dell’informazione televisiva italiana.
Il contratto di Mentana con La7 scadrà il 31 dicembre 2026. L’annuncio riguarda esplicitamente la conduzione del telegiornale, mentre non è stato chiarito se il giornalista lascerà anche la direzione della testata e l’emittente.
Urbano Cairo voleva trattenerlo: «Grande stima e rapporto amicale»
Le parole di Mentana arrivano dopo le dichiarazioni con cui Urbano Cairo, durante la presentazione dei palinsesti a Milano, aveva manifestato la volontà di proseguire la collaborazione. «Lui sa che da parte mia c’è grande stima e anche un rapporto amicale da tantissimi anni e quindi, per quel che mi riguarda, sono sempre felice di averlo con noi», aveva affermato l’editore.
Mentana non ha ancora annunciato quale sarà il suo prossimo incarico professionale. Il suo congedo dalla conduzione chiuderà comunque una stagione iniziata nel 2010, quando assunse la direzione del TgLa7 trasformandolo in uno degli appuntamenti centrali dell’informazione della rete.
Dalla Rai alla fondazione del Tg5: la carriera di Mentana
Nato professionalmente in Rai, Mentana entra nel 1980 nella redazione Esteri del Tg1, distinguendosi anche per le telecronache di grandi eventi internazionali, tra cui il matrimonio del principe Carlo con Lady Diana. Diventa poi inviato e conduttore del Tg1, prima di assumere l’incarico di vicedirettore del Tg2.
Nel 1991 passa alla Fininvest, dove contribuisce alla nascita del Tg5, il primo telegiornale di Canale 5, assumendone la direzione a soli 37 anni. Resta alla guida della testata fino al 2004, prima di approdare nel 2010 a La7.
Ora, con la scadenza contrattuale di dicembre e l’annuncio dell’ultima conduzione, si apre il capitolo ancora sconosciuto della sua carriera.
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