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Sexy Water, l’acqua più glamour di TikTok conquista anche Bella Hadid: come preparare a casa la bevanda colorata che fa impazzire i social
I social sensualizzano anche una pratica comune come bere acqua, trasformandola in qualcosa di più grande della vita. La tendenza “sexy water” ha reso l’idratazione un rito erotico. Il concetto in sé è così seducente come il termine? Poco importa se la ricetta è Bella Hadid.
È interessante notare come i creatori di contenuti possano influenzare e promuovere tendenze legate alla salute, alla consuetudine di necessità umane prendendo spunto da figure di riferimento come Kelly Stranick, con il suo account TikTok ha introdotto il termine sexy water per identificare l’ultima tendenza legata all’idratazione, prendendo spunto dal gesto di bere e trasformandolo nel senso più sensuale dell’esperienza.
Il mercato delle “sexy waters”
Una imprevedibile esplosione di interesse, alimentata anche dalla partecipazione di celebrità come la modella Bella Hadid, ha mostrato anche il suo coinvolgimento nella tendenza del bere sexy acqua. Queste bevande sono degli infusi contenenti erbe, spezie e additivi progettati per supportare il sistema immunitario e ridurre le infiammazioni, detossinando l’organismo. Questa partecipazione delle celebrità ha, dunque, contribuito a promuovere ulteriormente la tendenza delle “sexy waters” e ha dato maggiore visibilità al mercato delle bevande analcoliche funzionali, soprattutto negli Stati Uniti.
Che differenza c’è tra acqua e Sexy Water
Le “sexy waters” sono essenzialmente varianti esteticamente accattivanti dell’acqua, progettate per rendere l’atto del bere più invitante e attraente. Sono acque aromatizzate e arricchite con frutta, verdura, tinture madri e altri ingredienti che aggiungono sapore e potenziali benefici per la salute.

Chi ha detto che bere acqua debba essere noioso?
Su TikTok anche l’idratazione diventa una questione di stile, tra bottiglie colorate, frutta fresca, ghiaccio e ingredienti scenografici. Si chiama Sexy Water ed è la tendenza che trasforma un gesto quotidiano in un piccolo rituale glamour.
A contribuire alla sua popolarità è stata la creator Kelly Stranick, che ha utilizzato questa espressione per descrivere acque personalizzate con ingredienti capaci di renderle più invitanti. Una moda che ha attirato anche l’attenzione di Bella Hadid.
Che cos’è la Sexy Water e perché piace tanto
La Sexy Water è semplicemente acqua arricchita con frutta, verdura, erbe aromatiche e, in alcune versioni, integratori o estratti vegetali. Il risultato è una bevanda fresca, profumata e soprattutto bella da vedere.
Sui social vengono spesso attribuite a queste preparazioni proprietà detox, antinfiammatorie e benefici per il sistema immunitario. In realtà, aggiungere qualche fetta di frutta all’acqua non la trasforma in un trattamento di bellezza né in una bevanda miracolosa. Il vantaggio più concreto è rendere l’acqua più gradevole e incoraggiare a berne regolarmente.
La ricetta della Sexy Water da preparare a casa
Per preparare una bottiglia da un litro bastano pochi ingredienti, facilmente reperibili.
Ingredienti per una bottiglia da un litro
- 1 litro di acqua potabile fresca
- 1 limone biologico
- 1 cetriolo
- 8-10 foglie di menta fresca
- 2 centimetri di zenzero fresco
- Cubetti di ghiaccio
Lava accuratamente limone, cetriolo e menta. Taglia il limone e il cetriolo a fettine sottili, poi affetta lo zenzero.
Versa l’acqua in una caraffa o in una bottiglia capiente, aggiungi tutti gli ingredienti e completa con il ghiaccio. Mescola delicatamente e lascia riposare in frigorifero per una o due ore, così da permettere agli aromi di sprigionarsi.
Per questa preparazione utilizza normale acqua potabile, non acqua demineralizzata destinata a usi domestici.
Il segreto è anche nella presentazione
Parte del successo della Sexy Water sta proprio nell’estetica. Bottiglie trasparenti, cannucce colorate, ghiaccio abbondante e ingredienti disposti con cura trasformano una semplice bevanda in qualcosa da fotografare.
La ricetta si può personalizzare con fragole, arancia, basilico, lamponi o qualche foglia di rosmarino. Meglio invece evitare di aggiungere integratori e tinture vegetali senza conoscerne composizione ed eventuali controindicazioni.
Il tocco finale? Una bella bottiglia di vetro, tanta frutta colorata e un posto in prima fila sulla tavola estiva.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Benessere
Acne, i cibi che possono peggiorare brufoli e punti neri: cosa evitare a tavola e quali alimenti scegliere per avere una pelle più sana
Soffri di acne e brufoli e ti sei mai chiesto se il cibo che mangi possa essere un fattore scatenante o un peggioramento del problema? La risposta è sì, l’alimentazione può giocare un ruolo importante nell’insorgenza e nella gravità dell’acne.
L’acne non è soltanto un problema dell’adolescenza. Brufoli, punti neri e lesioni infiammate possono comparire anche in età adulta, soprattutto su viso, schiena, spalle e torace. Alla base ci sono l’eccesso di sebo, l’ostruzione dei follicoli e l’infiammazione, spesso influenzati dagli ormoni e dalla predisposizione genetica.
Anche ciò che mangiamo può avere un ruolo. Alcuni alimenti sembrano favorire il peggioramento dell’acne nelle persone predisposte, mentre un’alimentazione equilibrata può contribuire alla salute della pelle.
I cibi che possono peggiorare l’acne
Tra gli alimenti maggiormente studiati ci sono quelli ad alto indice glicemico, come pane bianco, dolci, cereali zuccherati e bevande ricche di zuccheri. I rapidi aumenti della glicemia e dell’insulina possono stimolare meccanismi ormonali coinvolti nella produzione di sebo.
Anche il latte vaccino è stato associato, in alcuni studi, a una maggiore frequenza di acne. Il legame, però, non riguarda allo stesso modo tutti i latticini: per yogurt e formaggi le evidenze sono meno convincenti.
Quanto al cioccolato, non esistono prove sufficienti per considerarlo una causa diretta dei brufoli. Lo stesso vale per fritti e alimenti grassi, anche se un consumo eccessivo di prodotti ultraprocessati può rendere la dieta complessivamente meno equilibrata.
Cosa mangiare per aiutare la pelle
La scelta più utile è privilegiare alimenti che favoriscano un controllo più graduale della glicemia. Cereali integrali, legumi, verdure e frutta intera apportano fibre e nutrienti preziosi.
Pesce, frutta secca e olio extravergine d’oliva contribuiscono all’apporto di grassi insaturi. Non sono rimedi contro l’acne, ma possono far parte di un’alimentazione favorevole alla salute generale.
Chi sospetta che il latte peggiori i propri brufoli può osservare se esiste una relazione costante, evitando però di eliminare intere categorie alimentari senza una ragione precisa.
Le abitudini quotidiane che fanno la differenza
L’alimentazione è soltanto una parte della cura. Detergere il viso delicatamente due volte al giorno, rimuovere il trucco prima di dormire e scegliere cosmetici non comedogeni aiuta a evitare ulteriori irritazioni.
Meglio anche non schiacciare i brufoli: manipolare le lesioni aumenta il rischio di infiammazione, macchie e cicatrici. Lo stress può contribuire alle riacutizzazioni, mentre bere acqua mantiene una normale idratazione senza però eliminare presunte tossine responsabili dell’acne.
Se i brufoli sono persistenti, dolorosi o lasciano cicatrici, la sola dieta non basta: un dermatologo può individuare il trattamento più adatto, anche per evitare segni permanenti.
Benessere
Parlare da soli non è una stranezza: perché chi pensa ad alta voce può concentrarsi meglio, ricordare di più e trovare soluzioni inattese
Parlare da soli, è un comportamento che spesso viene associato a lampi di pazzia o eccentricità, ma in realtà è un fenomeno molto più comune e normale di quanto si pensi. Si stima che circa il 30% della popolazione mondiale parli regolarmente a se stessa, e questo comportamento può assumere diverse forme, dal semplice borbottio a vere e proprie conversazioni complete.
Parlare da soli mentre si cucina, si lavora o si cerca disperatamente un oggetto smarrito è un’abitudine molto più comune di quanto si pensi. C’è chi commenta le proprie azioni, chi si rimprovera per una dimenticanza e chi intrattiene vere e proprie conversazioni con se stesso. Un comportamento che può suscitare qualche sorriso, ma che svolge anche funzioni importanti: dare voce ai pensieri aiuta a organizzarli, comprendere meglio le emozioni e affrontare i problemi con maggiore lucidità.
Parlare da soli aiuta a ragionare meglio
Quando un pensiero rimane nella nostra mente può apparire confuso, soprattutto se riguarda una decisione difficile. Pronunciarlo ad alta voce permette di trasformarlo in qualcosa di più concreto, da ascoltare e valutare con maggiore distacco.
È il motivo per cui molte persone trovano utile spiegare a se stesse un problema, ripetere i passaggi di un ragionamento o formulare domande alle quali cercano una risposta. Il dialogo interiore diventa così uno strumento per mettere ordine nelle idee e individuare soluzioni che prima sembravano sfuggire.
Memoria e concentrazione: i benefici di pensare ad alta voce
Parlare da soli può essere utile anche quando dobbiamo ricordare informazioni o portare a termine un compito impegnativo. Ripetere un nome, un appuntamento o una sequenza di istruzioni aiuta a mantenere l’attenzione su ciò che stiamo facendo.
Anche incoraggiarsi verbalmente può avere un effetto positivo sulla motivazione. Frasi come «Concentrati» oppure «Un passo alla volta» possono aiutarci a gestire attività complicate, soprattutto nei momenti di stanchezza.
Parlare da soli per combattere stress e ansia
Il dialogo con se stessi può diventare una valvola di sfogo emotiva. Esprimere a parole una preoccupazione, una delusione o un momento di rabbia aiuta alcune persone a riconoscere quello che provano e a recuperare la calma.
C’è poi un vantaggio meno evidente: la creatività. Ragionare ad alta voce senza il timore del giudizio altrui può favorire associazioni insolite, nuove idee e intuizioni utili.
Quando parlare da soli deve preoccupare?
Conversare occasionalmente con se stessi è un comportamento normale e non indica, di per sé, un disturbo psicologico. La situazione cambia quando il dialogo diventa incontrollabile, provoca forte disagio o interferisce con il lavoro, le relazioni e le attività quotidiane.
In questi casi può essere utile confrontarsi con uno specialista. Ma se ti sorprendi a parlare da solo davanti allo specchio o mentre cerchi le chiavi di casa, non c’è motivo di vergognarsi: potresti semplicemente stare aiutando il tuo cervello a lavorare meglio.
Ex Libris
Beniamino Zuncheddu, 33 anni in carcere da innocente: il film Zustissia racconta l’incubo di un uomo tradito dalla giustizia e mai arreso
Una serata al cinema diventa una riflessione sulla giustizia, sulla solitudine e sulla speranza. Zustissia racconta la storia di Beniamino Zuncheddu e di un Paese che non può permettersi di dimenticare.
Nessun uomo è un’isola.
Ma un’isola può essere un uomo.
E quell’uomo è Beniamino.
Beniamino Zuncheddu.
Il programma della serata si è stravolto, causa un banale errore. Alle volte è proprio dalle coincidenze che nascono le cose più belle: Beniamino.
In un periodo in cui serie TV e film, sempre più ricchi di effetti speciali e poveri di contenuti, faticano a catturare la mia attenzione, in una delle prime serate di un autunno che tarda ad arrivare, mi viene la curiosità di fare una cosa che prima facevo molto più spesso: guardare cosa c’è al cinema.
Sestri Levante. Rapallo.
Belle sale, ma titoli vuoti.
Chiavari, Cinema Mignon. NON una Sala, un Cinema. Il titolo mi colpisce, non banale: ZUSTISSIA.
Un semplice clic che apre un mondo, fatto di casualità e coincidenza.
La storia di Beniamino.
Zustissia, il film sulla storia di Beniamino Zuncheddu
Come potete facilmente vedere dei miei post, non scrivo quasi mai di Cinema, e l’ultima volta che l’ho fatto era un film sulla Sardegna. I miei ultimi post sono sulla Sardegna, dove camminare ha un significato tutto particolare. E adesso sono qui, a scrivere di lui.
Beniamino è un pastore, rappresenta tutto quello che di più sbagliato può succedere in un paese civile: rappresenta errori giudiziari, depistaggi, interessi privati, superficialità. Rappresenta i limiti di un paese che potrebbe dovrebbe essere molto di più, e che invece spesso si perde nei meandri del suo mondo grigio.
La speranza di Beniamino e il valore della giustizia
Però Beniamino è anche molto altro, perché lui non ha mai perso la speranza. Beniamino è lo specchio di chi ancora oggi crede che un altro mondo sia possibile, nonostante tutto ciò che accade. È la coerenza con se stessi, quel non piegare la testa che in Sardegna è un sentimento univoco. È quella solidarietà che ha reso grande un paese mille altre volte.
ZUSTISSIA è il film di cui sono orgoglioso di aver contribuito con le mie tasse, a differenza di molti altri, alcuni anche presenti in altre sale questa sera. È un esercizio necessario, è quella spinta non dimenticare, mai così attuale come in questo momento storico.
«Meglio cento colpevoli liberi che un innocente in carcere»
Sono uscito dal cinema con la convinzione che, oggi più che mai, sia meglio cento colpevoli liberi che un innocente in carcere. Perché nessuno dovrebbe essere mai lasciato così solo. Neppure su un’isola.
La verità è che non sono Beniamino, non ho visto la vita da una finestra, senza colpa alcuna. Nessuno di noi lo è, ma tutti potremmo esserlo.
E questo dovrebbe tenerci svegli la notte.
E, di giorno, non farci più distogliere più lo sguardo da chi chiede un aiuto. Da chi chiede attenzione.
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