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Speciale Sanremo 2026

Sayf a Sanremo: “Amo l’Italia, faccio il ramadan, non mangio e non bevo fino al calar del sole”

Sayf, genovese di riviera classe 1999, arriva a Sanremo 2026 come una delle poche storie davvero nuove: rap e jazz, barre e tromba, un live che è già marchio di fabbrica. Nel caos del Festival sceglie di fare il Ramadan “senza ostentarlo”, rivendica le origini tunisine e usa la sua canzone per capovolgere slogan e abitudini: “Mi dà pace, mi tiene calmo, concentrato”.

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    Nel ciclone sanremese, dove spesso sembra che tutto sia già stato scritto prima ancora che si accendano le luci, ogni tanto spunta qualcuno che non recita. Sayf, all’anagrafe Adam Viacava, è entrato all’Ariston con “Tu mi piaci tanto” e con un’idea molto semplice: portare la sua musica senza chiedere permesso. Genovese di riviera, classe 1999, mamma tunisina e papà ligure, negli ultimi dodici mesi è esploso: primo disco, collaborazioni pesanti, sold out, concerti che diventano il suo marchio. Rap e jazz, “barre e tromba”, qualità da palco vera, non da salotto.

    E poi c’è la scelta che, in mezzo ai ritmi folli del Festival, suona quasi come una sfida silenziosa: il Ramadan. “Non mangio e non bevo fino al calar del sole”, spiega. “Mi dà pace, mi tiene calmo, concentrato, mi aiuta a non arrabbiarmi mai e a godermi davvero quello che arriva”. Non è un annuncio identitario da copertina, è un modo di stare dentro le giornate senza farsi divorare dall’ansia.

    A Sanremo, dove ogni gesto viene trasformato in simbolo, lui prova a restare persona prima che personaggio. E proprio per questo finisce per essere simbolico lo stesso.

    Dentro “Tu mi piaci tanto” c’è un ribaltamento pop che fa rumore perché sembra leggero. Riprende uno slogan che appartiene a un immaginario politico preciso, quel “l’Italia è il Paese che amo”, e lo rimette in circolo a modo suo, come una scritta su un muro: non per fare il comizio, ma per dire che l’amore per un Paese non è devozione cieca.

    Tra le righe entrano “le alluvioni dimenticate”, i soldi spesi per le armi, il patriottismo stucchevole, l’idea di una mamma Italia da criticare senza smettere di volerle bene. Niente slogan urlati, niente lezioncine. Spunti, quelli sì, “scomodi il giusto” per far pensare mentre il ritornello ti resta in testa. Ed è qui che Sayf si infila: nella zona rara in cui una canzone funziona e, nello stesso tempo, non si limita a intrattenere.

    C’è un altro dettaglio che racconta chi è, più di molte interviste: Sayf continua a vivere “a casa”, in Liguria, nella sua Rapallo. Ha fatto anni di lavoro e fatica lontano dai riflettori e oggi, che il trasferimento a Milano sarebbe la traiettoria naturale dell’industria musicale, lui frena. “Stessi a Milano adotterei una mentalità che non mi piace granché”, ha spiegato. Non è romanticismo da cartolina: è una dichiarazione di priorità, figlia anche delle difficoltà economiche vissute in famiglia, che gli hanno “aiutato a trovare il mio modo di vedere il mondo e le mie priorità”. In un’epoca in cui tutti si spostano dove “conviene”, lui resta dove respira. E per un artista, respirare è un dettaglio tecnico: senza, non canti.

    La sua musica parla di seconde generazioni anche quando non le nomina. E la sua posizione su Gaza, detta senza posa, va nella stessa direzione: “Viviamo in una società individualista, ed è importante ricordarci di dialogare. L’individualismo è infelicità. Su Gaza è una questione di umanità. Quando mancano le istituzioni, è giusto che la gente si faccia sentire”. Non è la frase perfetta per tenersi buoni tutti. È la frase di uno che, almeno, prova a dire da che parte sta: dalla parte dell’umanità, prima delle tifoserie.

    Poi torna il Ramadan, praticato ma non esibito, raccontato semmai come diario quotidiano più che come bandiera. “Ho una vita spirituale, prego, ma poiché il rapporto con la fede è sempre una cosa molto personale preferisco non rinchiudermi in un’etichetta e mi ritengo un peccatore per entrambe le religioni”. È una definizione disarmante e moderna: non chiede assoluzioni, non vende purezza. Racconta complessità.

    E forse è qui che Sayf diventa “storia nuova” per davvero, in un Festival spesso anestetizzato dai copioni: non perché rappresenta qualcosa, ma perché è qualcosa. Un’Italia che cambia, che si contraddice, che si mescola. E che, quando trova una voce capace di cantarla senza fare la maestrina, se ne accorge subito.

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      Speciale Sanremo 2026

      Sanremo, l’altro Festival: boom di richieste e accompagnamenti tra vip, manager, giornalisti e “fidanzati a noleggio”

      La settimana sanremese accende anche il mercato degli incontri per adulti: più ricerche, più annunci e una clientela sempre più organizzata e… prenotata con mesi d’anticipo. Secondo i dati di settore crescono traffico e offerte nella provincia di Imperia. Ma il vero cambiamento è nel clima: meno improvvisazione, più accompagnamento, cene e compagnia. Perché a Sanremo, alla fine, tutti cercano qualcuno con cui condividere la serata.

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        Sanremo durante il Festival è una piccola Las Vegas ligure. Tutto cresce: i prezzi degli hotel, le code per un taxi, il numero di badge al collo e – inevitabilmente – anche il mercato degli incontri per adulti. Nulla di nuovo, certo. Ma ogni anno il fenomeno cambia pelle, seguendo il ritmo del Festival e della società che gli gira attorno.

        Secondo i dati diffusi da SimpleEscort, piattaforma internazionale dedicata agli annunci di intrattenimento per adulti, la settimana che precede l’inizio della kermesse ha fatto registrare un aumento significativo delle ricerche online: +45% per la chiave “escort sanremo” e +27% per “escort trans sanremo”. Numeri che raccontano una città che, per sette giorni, cambia dimensione e pubblico. Del resto, la popolazione della provincia di Imperia si moltiplica: artisti, discografici, tecnici, giornalisti, curiosi, influencer e professionisti vari. E dove aumenta il traffico umano, aumenta anche l’offerta di servizi.

        Il dato forse più interessante è che non si parla più solo di incontri dell’ultimo minuto. Gli annunci crescono del 30% rispetto allo scorso anno e, raccontano gli operatori del settore, la parola d’ordine è organizzazione. Appuntamenti fissati con anticipo, cene programmate, presenze agli eventi collaterali. Sanremo sembra aver trasformato anche questo mondo in un’agenda fatta di slot e prenotazioni, quasi fosse un’estensione del calendario ufficiale del Festival.

        Francesca, 45 anni, lavora stabilmente a Sanremo e confessa di vivere la settimana della musica con sentimenti contrastanti. «Io preferisco la tranquillità durante l’anno», racconta. Troppa gente, troppo caos, meno privacy: il Festival non è sempre sinonimo di business felice. «Preferisco clienti abituali o comunque persone del posto», dice, spiegando come il ritmo frenetico della città renda tutto più complicato.

        Di tutt’altra filosofia Elena, 31 anni, milanese, professionista itinerante che segue i grandi eventi. Per lei Sanremo è una tappa fissa da quattro anni. Appartamento prenotato con tre mesi d’anticipo e clientela diversa rispetto al passato: meno chiamate improvvise, più appuntamenti programmati. «Molti cercano la cosiddetta GFE, la Girlfriend Experience», racconta. Traduzione: non solo incontri privati, ma compagnia, cene, eventi, qualcuno con cui staccare dalla pressione dell’Ariston. In fondo, anche dietro i lustrini, il Festival resta una settimana stressante.

        E non è più un mercato esclusivamente maschile. Cresce la domanda femminile, come conferma Leonardo, 28 anni, gigolò veronese che durante la settimana sanremese incastra appuntamenti tra aperitivi e post-serata. «Molte clienti cercano un accompagnatore che sappia stare in mezzo alla gente», spiega. Donne tra i 40 e i 50 anni, spesso professioniste o ospiti straniere, che vogliono semplicemente qualcuno con cui condividere la serata senza complicazioni. «Vengo presentato come un caro amico», sorride.

        Dietro le quinte c’è anche una forte mobilità geografica. Il 70% degli annunci pubblicati in provincia di Imperia riguarda professionisti e professioniste in trasferta, soprattutto da Milano e dalla vicina Francia. Sanremo, insomma, diventa un hub temporaneo, una sorta di fiera parallela dove domanda e offerta si incontrano per pochi giorni e poi spariscono con la stessa rapidità con cui arrivano.

        Naturalmente salgono anche i prezzi. Secondo il report, l’aumento medio si aggira attorno al 25%, complice la corsa agli alloggi e i costi logistici alle stelle. Ma più che i numeri, colpisce il cambio culturale: meno improvvisazione, più esperienza sociale. Molti cercano semplicemente compagnia, qualcuno con cui chiacchierare dopo una giornata di conferenze stampa, prove e dirette.

        Perché il Festival, a guardarlo bene, non è solo musica. È un’enorme macchina di relazioni umane. E mentre sul palco si inseguono note e classifiche, fuori dall’Ariston si muove un mondo parallelo fatto di incontri, cene e storie che durano una sera. A Sanremo, in fondo, tutti cercano la stessa cosa: non sentirsi soli, almeno fino all’ultima canzone.

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          Basta con i festini bilaterali”: lo sfogo di Elettra Lamborghini su X

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            Notte insonne per Elettra Lamborghini al Festival di Sanremo 2026. La cantante bolognese, in gara con il brano Voilà, si è sfogata su X contro la musica troppo alta proveniente dai festini nei pressi degli hotel che ospitano gli artisti.

            “Fate abbassare la musica ai festini di fianco agli hotel dove alloggiano i cantanti, vi prego. La musica è devastante!! Siamo tutti stanchi morti, ma così è impossibile dormire giuro”.

            Un messaggio diventato subito virale, tra ironia e polemiche, proprio durante la settimana più attesa della musica italiana.

            Elettra Lamborghini a Sanremo 2026 con “Voilà”: il ritorno all’Ariston

            Per Elettra Lamborghini si tratta della seconda partecipazione al Festival di Sanremo. Dopo il debutto nel 2020, l’artista torna sul palco del Teatro Ariston con Voilà, brano ispirato all’energia e alla leggerezza di Raffaella Carrà. La cantante, soprannominata “regina del twerk”, ha scelto uno stile scenico forte e riconoscibile, confermandosi tra i personaggi più commentati dell’edizione 2026.

            La polemica su X: tra ironia e Fantasanremo

            Il post notturno ha acceso i social. Tra le risposte più condivise:

            “Mettigli Voilà a tutto volume”

            “Mandali via a suon di twerk”

            “Tappi per le orecchie e la musica scompare”

            “Fammi fare punti al Fantasanremo”

            C’è anche chi le ha offerto ospitalità in un appartamento vista mare pur di farla riposare. Il mix tra ironia e tifo dimostra quanto Elettra sia centrale nelle dinamiche social del Festival.

            Il precedente del 2020: “Musica (E il resto scompare)” con Amadeus

            Nel 2020, durante l’edizione condotta da Amadeus, Elettra Lamborghini debuttò al Festival con Musica (E il resto scompare), brano scritto anche da Davide Petrella. La canzone, dalle sonorità latine e pop, si classificò al 21° posto, ma contribuì a consolidare la sua popolarità nazionale. Memorabile anche il look scelto per l’occasione, con un taglio di capelli più corto e uno stile glamour che fece discutere. Quell’edizione andò in scena dal 4 all’8 febbraio 2020, poche settimane prima dell’esplosione della pandemia.

            Il 2020 magico: il matrimonio con Afrojack sul Lago di Como

            Il 2020 è stato un anno chiave anche nella vita privata dell’artista. Il 26 settembre, Elettra Lamborghini ha sposato il deejay olandese Afrojack (Nick van de Wall) sul Lago di Como, nella splendida cornice di Villa Balbiano. La cerimonia, organizzata da Enzo Miccio, si è svolta davanti a circa cento invitati. Dopo il sì, la coppia è partita per la luna di miele, iniziata con un volo in elicottero sopra Rotterdam.

            Elettra Lamborghini tra musica e polemiche: protagonista del Festival

            Tra performance, look scenografici e post virali, Elettra Lamborghini si conferma una delle protagoniste più discusse del Festival di Sanremo 2026. E mentre Voilà punta a scalare la classifica, la cantante lancia un messaggio chiaro: anche nella settimana più rumorosa dell’anno, ogni tanto serve silenzio.

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              Can Yaman, 75 mila euro per l’Ariston e cuore libero: da Diletta a Lorena, tutti gli amori della Tigre di Sanremo

              Cachet da star internazionale per la “Tigre della Riviera”, poi il capitolo sentimentale: ex celebri, flirt mai confermati e una sola certezza. Can Yaman incassa un compenso da big e rilancia il suo momento d’oro. Ma se la carriera vola tra Sandokan e Spagna, la vita privata resta un romanzo a puntate: Leotta, Özdemir, Chillemi, Sara Bluma e ora il gossip madrileno. Lui taglia corto: “Sono single”.

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                Partiamo dai numeri, che a Sanremo raccontano sempre qualcosa. Perché il romanticismo va bene, ma l’Ariston è anche una questione di cachet. E quando sul palco sale Can Yaman, non parliamo di una comparsata. Le indiscrezioni parlano di una cifra che può sfiorare i 75 mila euro per la sua presenza accanto a Carlo Conti e Laura Pausini. Una somma in linea con il peso mediatico di una star internazionale, uno che oggi muove pubblico, social e mercati.

                Lo hanno ribattezzato “Tigre della Riviera” e lui, come sempre, entra in scena senza fare sconti alla presenza scenica. È nel suo prime, direbbero su TikTok. E non è solo hype: negli ultimi anni ha cambiato pelle. Turco, inglese, italiano, spagnolo. Lo spagnolo lo sta perfezionando a Madrid, dove gira una nuova serie. Ritmi quasi militari, 16 ore al giorno di set in Turchia, “dieci sono poche”, ha raccontato in passato. Dal liceo italiano a Istanbul alla laurea in Giurisprudenza, dal lavoro in PricewaterhouseCoopers alle riviste di finanza. Poi la svolta: il set, le dizi turche, il successo internazionale. E infine Sandokan, l’operazione nostalgia che lo ha messo a confronto con un’icona come Kabir Bedi. Confronto rischioso. Superato.

                Ma se la carriera è una scalata calcolata, la vita sentimentale è una corsa in curva.

                Il primo amore pubblico risale al 2015, con Açelya Topaloğlu. Breve parentesi, evaporata con la fine della stagione. Poi Bestemsu Özdemir, tra il 2016 e il 2017: tabloid scatenati, voci di tradimenti, finale non proprio da copertina felice. Il capitolo più leggendario resta quello con Demet Özdemir, partner in “Erkenci Kuş”. Sullo schermo una chimica che faceva sciogliere i fan, fuori un mistero costruito su silenzi e sguardi. Relazione mai davvero confermata. Forse il marketing perfetto: lasciare che il pubblico creda.

                Poi arriva l’Italia e il capitolo più mediatico: Diletta Leotta. Il 2020 è l’anno della favola pop. Viaggi, famiglia, anello, paparazzi ovunque. Sembrava una storia scritta per Instagram. Si chiude nel 2021. Lei parlerà di paure e diffidenze. Traduzione: non sempre la passione basta quando la pressione è costante.

                Subito dopo, i rumor su Francesca Chillemi durante “Viola come il mare”. Mai confermati. Mai smentiti davvero. Poi nel 2025 la comparsa pubblica accanto alla dj Sara Bluma. Red carpet, foto abbracciati, lui che la solleva in braccio. Sembrava una dichiarazione d’intenti. Lui lasciava intendere progetti importanti. Poi silenzio. Unfollow reciproci. Fine del capitolo.

                Ed eccoci all’ultima puntata, ambientata a Madrid. Cena con l’influencer Lorena Ramiro, ex del calciatore Pedri. Il giornalista spagnolo Javi Hoyos racconta di una serata senza troppi nascondigli. Parte il gossip: nuovo amore o strategia per rafforzare la presenza in Spagna prima del lancio della serie? Lei finisce nel mirino delle fan più accese e pubblica un video su TikTok: “Sono single e libera”. Traduzione: cena sì, fidanzamento no.

                A Sanremo la domanda arriva puntuale. Conferenza stampa, microfoni accesi. “Sono single”, risponde lui. Secco. Senza sottotesti. In questo momento la priorità è il lavoro: seconda stagione di Sandokan, nuovo progetto in Spagna, agenda piena. Il cuore, ufficialmente, è libero.

                La verità è che la sua vita privata funziona come la sua carriera: intensa, esposta, velocissima. Ogni relazione diventa evento, ogni cena una breaking news. Innamorarsi con mezzo continente che commenta è uno sport estremo. E più cresce il personaggio pubblico, più cresce la prudenza privata.

                Nel frattempo il cachet conferma il momento d’oro. Perché il successo, alla fine, si misura anche così: in minuti sul palco, in numeri, in lingue parlate e in silenzi ben calibrati. Can Yaman incassa, rilancia e lascia il gossip sospeso. Single oggi. Domani? Con lui, mai dire mai.

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