Speciale Sanremo 2026
Fedez e Achille Lauro, gelo sul palco dell’Ariston per colpa di Corona e il fantasma di Chiara Ferragni
Lauro doveva lanciare Fedez & Masini ma sparisce dalla scaletta. Coincidenza o fuga studiata per evitare un faccia a faccia imbarazzante? Alla seconda serata del Festival 2026 Achille non ha presentato “Male necessario” come previsto tra gli addetti ai lavori. Al suo posto Laura Pausini. E tornano le ombre sulle vecchie tensioni legate ai gossip su Chiara Ferragni.
A Sanremo non servono urla o scenate plateali per far scattare il gossip. Basta un’assenza. Basta un cambio di scaletta. Basta un nome che non viene pronunciato al momento giusto. E così, nella seconda serata del Festival 2026, è esploso il caso Fedez-Achille Lauro.
Tra gli addetti ai lavori circolava una scaletta chiara: a introdurre l’esibizione di Fedez & Masini con “Male necessario” sarebbero stati Carlo Conti e Achille Lauro. Un passaggio simbolico, quasi un incrocio obbligato tra due protagonisti della scena pop italiana. Poi, al momento decisivo, Lauro non c’era. Accanto a Conti è salita Laura Pausini. E da lì, il brusio è diventato sospetto.
Coincidenza organizzativa? Decisione tecnica dell’ultimo minuto? Oppure scelta studiata per evitare un faccia a faccia sotto i riflettori? Perché la memoria mediatica è corta, ma non così corta. E tra Fedez e Achille Lauro aleggia ancora il fantasma delle ruggini sentimentali legate al nome di Chiara Ferragni.
Le indiscrezioni che nei mesi scorsi hanno incendiato i social parlavano di tensioni, accuse, allusioni. Dichiarazioni pesanti circolate online, riferimenti espliciti, frasi che hanno alimentato un clima tutt’altro che disteso. Achille Lauro, interpellato sul tema, ha scelto la via dell’eleganza: «Grazie al cielo vivo in un mondo fatto di sogni, di grandi sognatori e passione e lascio questi gossip a chi ha solo questo per esistere». Poi la stoccata più netta: «Si parla molto di violenza sulle donne e bisogna rendersi conto che questo non è molto diverso». Parole che hanno spostato il discorso su un piano più alto, ma che non hanno spento la curiosità.
Perché a Sanremo ogni dettaglio viene analizzato al microscopio. E quell’assenza pesa. Non era un semplice artista di passaggio, ma uno dei nomi più attesi di questa edizione, tornato in gara con “Incoscienti giovani”, promettendo un Lauro più musicale e meno show. Dall’altra parte Fedez, tra i favoriti secondo i bookmaker, reduce da un periodo personale e mediatico complesso, pronto a giocarsi tutto sul palco.
Due personalità forti. Due storie che si sono sfiorate. Due universi che, almeno per una sera, avrebbero dovuto incrociarsi davanti a milioni di telespettatori. E invece no. Nei corridoi dell’Ariston si parla a mezza voce. Nessuna conferma ufficiale, nessuna dichiarazione polemica. Solo un dato oggettivo: Lauro non ha presentato Fedez. E quando in un Festival ogni entrata è cronometrata al secondo, le “coincidenze” diventano materia da romanzo.
Intanto Lauro prova a blindare il suo ritorno alla musica. «Un occhio di bue, me e la canzone: semplicità», ha spiegato evocando un mondo retrò tra Elvis e cantautorato romano. Meno provocazione, più sostanza. Ma il Festival è anche teatro emotivo. E fuori dal palco, le tensioni si percepiscono.
Fedez, concentrato sulla gara, non ha commentato il cambio. Nessuna frecciata, nessun riferimento. Ma l’assenza reciproca è diventata il vero momento clou di una serata già ricca di numeri e superospiti. A Sanremo, si sa, la musica dura tre minuti. I retroscena molto di più. E quest’anno il gelo tra Fedez e Achille Lauro rischia di essere ricordato più di qualsiasi nota. Perché in Riviera le canzoni si ascoltano. Ma le assenze si interpretano.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Speciale Sanremo 2026
Sanremo 2026, rumori di corridoio e scintille dietro le quinte: feste, frecciate e icone pop nell’edizione più chiacchierata dell’Ariston
Dal mistero dei vicini rumorosi alle frecciate su Can Yaman, dall’exploit di Sal Da Vinci alla consacrazione pop delle nuove icone queer: Sanremo vive di canzoni ma sopravvive grazie ai retroscena. E quest’anno, più che mai, il gossip corre veloce tra camerini, social e corridoi dell’Ariston.
Il Festival lo guardi in tv, ma lo capisci solo nei corridoi. È lì che nasce il vero racconto sanremese, quello fatto di battute sfuggite, sguardi rubati e piccole rivalità raccontate a mezza voce. Quest’anno il dietro le quinte sembra una serie tv a episodi, ognuno con il proprio colpo di scena e con un unico filo conduttore: il rumore. Quello della musica, certo, ma soprattutto quello delle chiacchiere.
I primi a far parlare di sé sono stati Maria Antonietta e Colombre. Sul palco hanno portato un synth pop ironico, leggero, pieno di ritmo, ma a quanto pare il vero concerto sarebbe continuato anche dopo lo show. Le voci corrono più veloci dei comunicati ufficiali e i vicini di stanza avrebbero sentito parecchio movimento. Nulla di confermato, ovviamente, ma a Sanremo basta un sussurro per trasformarsi in leggenda urbana. Intanto Elettra Lamborghini, sui social, si lamenta dei rumori notturni e subito parte il gioco dei collegamenti: parlava di loro? Pare proprio di no. La colpa sarebbe di una festa nel palazzo di fronte, una di quelle notti infinite che mandano in tilt chi sogna un “uomo vero, un bandolero” e invece si ritrova a fissare il soffitto.
Il capitolo più frizzante, però, arriva con Andrea Delogu che davanti a Can Yaman non trattiene il commento: “Ha il petto sudato e la faccia mat, devono mettere meno cipria o abbassare il riscaldamento”. Apriti cielo. I social si dividono immediatamente tra sostenitori e difensori dell’attore turco. Una fan particolarmente agguerrita ribatte che l’invidia sarebbe una brutta bestia, invitando a fare la stessa strada di Can prima di parlare. La risposta diventa assist perfetto per Johnny Palomba che affonda il colpo con ironia: “La strada doveva essere in salita e sotto al sole. Se no, non si spiega”. A Sanremo le canzoni durano tre minuti, le battute invece restano appese per giorni.
Tra le sorprese più nazionalpopolari spicca Sal Da Vinci. Il pubblico lo acclama, l’Ariston si alza in piedi e “Rossetto e Caffè” diventa un piccolo momento collettivo. Dietro le quinte, l’incontro con Patty Pravo aggiunge pepe alla serata. Per mesi qualcuno aveva insinuato che il brano ricordasse troppo “Pensiero Stupendo”. Lei, icona intoccabile, arriva e con una sola risposta manda tutti in silenzio. Alla domanda su chi possa raccoglierne l’eredità, Patty taglia corto: “Non ne vedo…”. Fine discussione. Applausi e qualche sorriso imbarazzato.
Il Festival vive anche di nostalgia e di ritorni inattesi. Alba Parietti si riprende la sua poltrona all’Ariston con la naturalezza di chi non ha mai davvero lasciato la scena. Durante il mini-show di Tiziano Ferro arriva persino un invito al ballo, momento perfetto per diventare virale, peccato che la regia non se ne accorga. Uno di quei piccoli incidenti televisivi che a Sanremo fanno quasi più rumore della musica.
E poi ci sono le nuove icone, quelle che non hanno bisogno di spiegazioni. L’esibizione di Elettra Lamborghini — abito trasparente e slip invisibile recuperato all’ultimo — insieme a quella di Ditonellapiaga, trasformata in una principessa manga, manda in visibilio il pubblico più pop e trasversale. Qualcuno le ha già ribattezzate le regine dei “duomosessuali”, categoria ormai fissa nel folklore sanremese, metà ironia e metà identità culturale. A completare il quadro arriva Raffaella Longobardi, inviata diventata ormai figura cult: quando appare sul red carpet viene applaudita come una star vera, segno che a Sanremo il confine tra giornalista e personaggio è sempre più sottile.
Il bello del Festival è che ogni anno cambia tutto e allo stesso tempo resta identico. Le canzoni vanno e vengono, ma il vero spettacolo è questo intreccio continuo di storie che nascono tra camerini e hotel, tra una prova audio e un post pubblicato a notte fonda. E così, mentre il palco continua a illuminarsi, fuori scena cresce il racconto parallelo fatto di rumori, frecciate, revival e piccoli momenti che diventano virali nel giro di un attimo.
Perché Sanremo, alla fine, è come una festa condominiale dove tutti sentono tutto, nessuno ammette niente e il giorno dopo se ne parla ovunque.
Speciale Sanremo 2026
Bresh ed Elisa Maino, incrocio a Sanremo: stessa città, stessi giorni e quell’aria da “ci rivediamo proprio qui?”
La relazione tra Bresh ed Elisa Maino sembra chiusa senza comunicati, ma con indizi digitali eloquenti. Ora si ritrovano negli stessi giorni al Festival. E il romanzo pop continua, tra ex, retroscena e incontri sotto le luci dell’Ariston.
Sanremo non si fa mai mancare la quota “ci rivediamo proprio qui?”. Quest’anno il copione prevede l’incrocio Bresh–Elisa Maino.
La relazione tra il cantante e l’influencer sembra arrivata al capolinea senza comunicati ufficiali, ma con quei classici indizi social che non confermano nulla eppure dicono tutto. Foto che spariscono, like che non arrivano più, silenzi che pesano più di un comunicato stampa.
Bresh torna in scena, Maino è già in Riviera
Bresh torna a Sanremo e si esibisce in Piazza Colombo. Elisa Maino, invece, è in Riviera per un progetto RaiPlay, “Sotto Sanremo”, insieme ad Anna Lou Castoldi e Nicole Rossi.
Risultato: stessa città, stessi giorni, stesso rumore di fondo. Non è un film, è semplicemente il Festival. Dove anche le coincidenze sembrano studiate da uno sceneggiatore con il senso dell’ironia.
Sanremo è il luogo perfetto per queste convergenze: se due ex devono ritrovarsi nello stesso posto, è inevitabile che succeda sotto le luci più osservate d’Italia.
Nessun annuncio, ma i segnali parlano
Non c’è stata un’ufficialità sulla rottura. Nessun post condiviso, nessuna frase ad effetto. Solo segnali sottili, quelli che chi segue la cronaca rosa sa leggere al volo.
E adesso l’effetto è amplificato: lui sul palco, lei tra interviste e backstage. Stessa aria, stesso pubblico, stessa attenzione mediatica.
Sanremo, romanzo pop nazionale
Morale? Nessuna. Perché a Sanremo non si chiude mai davvero, si passa semplicemente al pezzo successivo.
Tra ex che scrivono canzoni, ex condivisi, nozze programmate e incontri potenzialmente imbarazzanti, il Festival continua a fare quello che gli riesce meglio: trasformare la musica in romanzo pop nazionale. Una strofa alla volta.
Speciale Sanremo 2026
L’inclusione e il femminismo ai tempi di Sanremo: quanta strada c’è ancora da fare…
Se c’è un evento che ogni anno riesce a trasformare la retorica in coreografia, quello è Sanremo. Il Festival della canzone non è solo musica, lustrini e share televisivo: è un laboratorio sociologico in prima serata. E, puntuale come la pubblicità del materasso, arrivano anche le sue “tasse morali”.
Festival e disabilità: inclusione o passerella emotiva?
A Sanremo si paga una prima tassa: quella dell’inclusione messa in vetrina. Si invitano ragazzi “speciali”, possibilmente sorridenti, meglio ancora se con la maglietta “Io sono come te”, così il pubblico si commuove, l’applauso parte automatico e l’algoritmo della bontà collettiva risulta ampiamente soddisfatto. Peccato che l’inclusione vera sia un’altra cosa. Non certo il momento strappalacrime piazzato tra un monologo e una standing ovation. Non è la clip edificante utile a ripulire la coscienza nazionale per tre minuti di share. Ma Sanremo funziona così: impacchetta tutto, anche la disabilità, in formato prime time. Parole chiave: inclusione, disabilità, spettacolarizzazione. E hashtag pronti.
Donne a Sanremo: dal “passo indietro” al passo sul posto
L’altra tassa, quella eterna, è il capitolo donne. Tutto esplose quando Amadeus inciampò nel celebre “passo indietro” riferito a Francesca Sofia Novello: «Apprezzo la capacità di stare accanto a un grande uomo, stando un passo indietro…». Sipario. Social in fiamme. Editoriali indignati. Meme come se piovesse.
Da quel momento, via le vallette esplicite, dentro quelle mascherate senza maschera: la nuova specie protetta della “co-conduttrice parlante”, autonoma ma non troppo, emancipata ma con moderazione, brillante ma sempre entro i confini del copione.
Quote rosa a Sanremo: numeri che parlano (poco)
Anche quest’anno la musica è donna, ma non troppo. Solo 10 artiste su 30 in gara. Una percentuale che fa discutere, indignare, riflettere — e poi ricominciare da capo l’anno dopo. Nel frattempo, tra le “Tagliatelle di nonna Pina” e un fiore del FantaSanremo che nessuno ha ancora capito davvero come funzioni, parte il monologo pedagogico: “Se una donna dice no è no”. Buttato lì, come il prezzemolo. Importante? Certo. Approfondito? Meno.
Ci riempiamo sempre la bocca con termini come “incisività”, “parità” e “rispetto” ma, a conti fatti, il percorso verso un mondo più equo è lunghissima, forse interminabile.
-
Gossip2 anni faElisabetta Canalis, che Sex bomb! è suo il primo topless del 2024 (GALLERY SENZA CENSURA!)
-
Sex and La City2 anni faDick Rating: che voto mi dai se te lo posto?
-
Cronaca Nera2 anni faBossetti è innocente? Ecco tutti i lati deboli dell’accusa
-
Speciale Grande Fratello1 anno faHelena Prestes, chi è la concorrente vip del Grande Fratello? Età, carriera, vita privata e curiosità
-
Gossip2 anni faLa De Filippi beccata con lui: la strana coppia a cavallo si rilassa in vacanza
-
Speciale Olimpiadi 20242 anni faFact checking su Imane Khelif, la pugile al centro delle polemiche. Davvero è trans?
-
Video1 anno faVideo scandalo a Temptation Island Spagna: lei fa sesso con un tentatore, lui impazzisce in diretta
-
Speciale Grande Fratello1 anno faShaila del Grande Fratello: balzi da “Gatta” nei programmi Mediaset
